Tragedia Crans Montana, Bertolaso “Vogliamo riportare a casa tutti gli italiani”
MILANO (ITALPRESS) – “Il nostro ponte aereo con gli elicotteri sta funzionando bene: abbiamo gli ultimi due casi previsti per oggi, quindi i quattro complessivi della giornata. I due elicotteri, uno alle 19.10 e uno alle 19.30, portano due 15enni anche loro di Milano che stiamo trasferendo da Losanna”. Così l’assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso facendo il punto sui giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana in Svizzera e ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. “Quindi completiamo gli arrivi previsti per oggi, ma stiamo già lavorando al trasferimento di altri ragazzi. Dovremmo riuscire domani mattina a far arrivare altri due pazienti – ha aggiunto Bertolaso – Uno ce l’ha chiesto la Svizzera perché si tratta di un cittadino svizzero di circa 30 anni che sta a Losanna dove hanno dei problemi di gestione di questo caso, quindi ci hanno chiesto se potevamo prenderlo in carico noi. L’altra invece è una ragazza italiana di 15 anni e dovrebbe arrivare anche lei da Losanna”. “Con i due pazienti che arriveranno domani, e gli altri 4 che potrebbero arrivare da Zurigo, non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans Montana. Il nostro obiettivo è quello di riportarli tutti a casa il prima possibile compatibilmente con le condizioni sanitarie e sulla base dell’autorizzazione delle famiglie: tutti i genitori hanno chiesto di far tornare i loro figli qui a Milano al Niguarda e lo stiamo facendo, d’accordo con loro e col nostro ministero degli esteri. Ci prendiamo noi la responsabilità di tirarli fuori da questa situazione così tragica”, ha aggiunto.
xh7/tvi/mec
Tragedia Crans Montana, Bertolaso “Nuovi arrivi al Niguarda, l’obiettivo è riportare a casa tutti gli italiani”
MILANO (ITALPRESS) – “Il nostro ponte aereo con gli elicotteri sta funzionando bene: abbiamo gli ultimi due casi previsti per oggi, quindi i quattro complessivi della giornata. I due elicotteri, uno alle 19.10 e uno alle 19.30, portano due 15enni anche loro di Milano che stiamo trasferendo da Losanna”. Così l‘assessore al welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso facendo il punto sui giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana in Svizzera e ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. “Quindi completiamo gli arrivi previsti per oggi, ma stiamo già lavorando al trasferimento di altri ragazzi. Dovremmo riuscire domani mattina a far arrivare altri due pazienti – ha aggiunto Bertolaso – Uno ce l’ha chiesto la Svizzera perché si tratta di un cittadino svizzero di circa 30 anni che sta a Losanna dove hanno dei problemi di gestione di questo caso, quindi ci hanno chiesto se potevamo prenderlo in carico noi. L’altra invece è una ragazza italiana di 15 anni e dovrebbe arrivare anche lei da Losanna”. “A quel punto ci concentreremo su Zurigo dove sono stati collocati i casi più seri e gravi – ha proseguito l’assessore – Il nostro team questa notte andrà a Zurigo e si concentrerà sui ragazzi che sono lì. Ci sono buone notizie per due di loro, nel senso che dovrebbero poter essere trasferibili e quindi domani mattina sapremo se li possiamo portare a casa”.
“Sono tutti ragazzi che hanno fra i 14 e i 15 anni. Questa è l’età media dei ragazzi che abbiamo ricoverato qui e anche di quelli che arriveranno domani con l’eccezione del cittadino svizzero che dovrebbe avere 30 anni. Con i due pazienti che arriveranno domani, e gli altri 4 che potrebbero arrivare da Zurigo, non ci saranno più feriti italiani in Svizzera causati da questa tragedia di Crans Montana. Il nostro obiettivo è quello di riportarli tutti a casa il prima possibile compatibilmente con le condizioni sanitarie e sulla base dell’autorizzazione delle famiglie: tutti i genitori hanno chiesto di far tornare i loro figli qui a Milano al Niguarda e lo stiamo facendo, d’accordo con loro e col nostro ministero degli esteri. Ci prendiamo noi la responsabilità di tirarli fuori da questa situazione così tragica”.
In merito ai quattro feriti al momento ricoverati all’ospedale di Zurigo, Bertolaso ha ricordato che “sono i casi più problematici e vedremo domani mattina, sulla base delle verifiche che faremo questa notte, se riusciremo a portarli a casa in tempi rapidi. Sono tutti ragazzi che hanno delle ustioni che variano dal 30 al 50% su tutto il corpo e soprattutto agli arti superiori e alla faccia”
– Foto Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
Iran, Sequi “Le proteste sono un test indiretto per il regime”
ROMA (ITALPRESS) – Le manifestazioni di piazza in Iran si rivelano un “test indiretto” per la capacità del regime di restare “uno Stato che più o meno funziona e affronta la crisi economica che morde la popolazione, pur in presenza di sanzioni esterne, pur in presenza di una minaccia militare latente e con un’economia fragile e una società stanca”. E’ l’opinione dell’ambasciatore Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina, intervistato dall’agenzia Italpress.
I disordini degli ultimi giorni scaturiscono da un’inflazione inarrestabile e da una consistente perdita di valore della valuta iraniana, ma si può dire che questi stessi disordini stiano fornendo una lettura più ampia, per un Paese che sembra scivolare da “una crisi economica in una crisi di sovranità”. Secondo Sequi, è ravvisabile un “deterioramento simultaneo” dei tre pilastri su cui si regge la stabilità di un regime come quello iraniano, sottoposto a sanzioni straniere. “Questi tre pilastri sono rappresentati innanzitutto da una performance economica che sia almeno ad un livello di ‘minimo sindacale’, per evitare che poi la crisi si ripercuota sulla popolazione. Il secondo pilastro è la possibilità da parte dello Stato, del regime, di avere un controllo efficace dell’ordine pubblico. Il terzo pilastro, infine, è il problema della legittimità. Queste manifestazioni stanno mettendo in dubbio la stessa legittimità del regime”, ha osservato il diplomatico.
La protesta di questi giorni, dunque, vede come detonatori l’inflazione e il tasso di cambio “ma la miccia lunga è un accumulo di frustrazione sociale, di erosione del reddito e di percezione di corruzione e d’incompetenza”, ha precisato Sequi. Questa è la partita che il regime gioca all’interno del Paese ma ce n’è una, secondo l’ambasciatore, che contemporaneamente prosegue all’esterno, a sei mesi dalla cosiddetta “guerra dei 12 giorni”, che ha visto prima l’intervento militare israeliano e poi anche quello statunitense a partire dal nono giorno, con il bombardamento di tre siti nucleari iraniani.
“Non è passata inosservata, a Teheran, la recente visita del presidente israeliano Netanyahu negli Stati Uniti. C’è una grande preoccupazione per il fatto che questo momento di debolezza possa essere interpretato come un’occasione per colpire nuovamente il regime e possibilmente farlo collassare. Sappiamo che la richiesta degli Stati Uniti è quella di evitare la ripresa dell’arricchimento di uranio, ma sappiamo anche che Netanyahu ha detto a Trump che gli iraniani stanno ricominciando il processo di arricchimento e che stanno mandando avanti il programma per la costruzione di missili e vettori”, ha osservato Sequi. Se dal punto di vista interno i messaggi sono a volte contrastanti, con una parte dell’élite politica che cerca di contenere le manifestazioni senza scatenare, almeno per ora, “una risposta di massima violenza” proprio perché consapevole della fragilità della situazione, all’esterno il messaggio che le autorità di Teheran cercano di inviare è quello “di non approfittare di queste manifestazioni, di queste difficoltà, per provare a colpire il regime”.
L’analisi dell’ambasciatore si conclude con un’immagine plastica, che vede “tre angoli che si incastrano tra di loro”. Il primo è che “l’Iran non è davanti solo a una protesta episodica, ma ad un processo di logoramento interno, economico e politico, anche in vista del dibattito già avviato sulla successione della Guida suprema Khamenei, ormai vecchio e malato”. Il secondo angolo “è che la risposta che il regime sta dando non è ancora di violenza massima, con promesse di dialogo e al tempo stesso minacce di arresti”, cercando quindi di dare segnali di disponibilità, che però al tempo stesso non siano interpretabili come debolezza. Il terzo aspetto, infine, secondo Sequi “è quello di un equilibrio instabile, perché la protesta nasce da una crisi economica che non ha una via di uscita rapida e perché l’ambiente esterno, internazionale, rende evidentemente più difficile qualunque soluzione interna”.
– Foto screenshot video Italpress –
(ITALPRESS).
Valanga in Val Maira, è una donna di origine straniera la scialpinista morta
CUNEO (ITALPRESS) – È una donna di origine straniera la vittima della valanga che si è verificata oggi, intorno a mezzogiorno, in Val Maira nella provincia di Cuneo lungo l’itinerario scialpinistico dell’Autovallonasso. L’incidente è avvenuto a quota 2300 metri e ha coinvolto complessivamente due scialpinisti stranieri: nell’area è stato inviato il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte con il tecnico e l’unità cinofila da valanga del soccorso alpino, che sono riusciti a raggiungere le due persone nonostante il forte vento.
Quando i soccorritori sono giunti nel punto dell’incidente, le due persone travolte erano già state estratte dalla neve da altri scialpinisti che si trovavano in zona. La donna era già morta, mentre l’uomo era in gravi condizioni di ipotermia. Il secondo allarme per una valanga è stato lanciato intorno alle 14 dalla zona del Monte Albergian, nel comune di Pragelato in provincia di Torino. In questo caso a essere coinvolta dall’incidente è stata una donna che presentava un forte trauma toracico e un principio di ipotermia, pur essendo vigile. A prestare i primi aiuti sono stati il compagno di gita e le squadre del soccorso alpino e speleologico del Piemonte.
– Foto ufficio stampa Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico –
(ITALPRESS).
Fiat si conferma nel 2025 il marchio più venduto del mercato italiano
TORINO (ITALPRESS) – FIAT, al termine dei dodici mesi del 2025, riconferma la sua posizione di primo marchio per volumi di vendita nel mercato italiano delle vetture e anche in quello dei veicoli commerciali, infatti, in base all’elaborazione dei dati forniti da Dataforce, ha fatto registrare 193.086 immatricolazioni pari ad una quota complessiva del 11,3%, in crescita di 0,6 punti percentuali pari a oltre 4.000 immatricolazioni in più rispetto all’anno 2024. Nel solo mercato delle vetture da inizio anno ha fatto registrare 143.017 immatricolazioni pari ad una quota del 9,4%, in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
FIAT ha mantenuto un altro punto fermo come il primato della vettura più venduta in Italia, la Pandina Hybrid, con 102.597 immatricolazioni più del doppio rispetto alla seconda vettura più venduta nel mercato. Prodotta nello stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco, Pandina Hybrid è la best seller del mercato italiano per l’efficienza della motorizzazione, l’agilità nella guida e l’accessibilità nell’acquisto. Inoltre, la sicurezza è stata aggiornata con sistemi avanzati di assistenza alla guida come riconoscimento segnali stradali, mantenimento corsia, frenata automatica d’emergenza, rilevamento stanchezza del conducente e sensori di parcheggio posteriori. Nel corso del 2026, Pandina verrà affiancata dalla Nuova 500 Hybrid, prodotta a Torino Mirafiori che contribuirà ad aumentare la leadership di FIAT nel segmento delle city car.
Da segnalare i risultati commerciali in crescita per 600 con 20.457 immatricolazioni che riceverà a breve un nuovo allargamento della gamma con le versioni 600 Sport edizione Milano Cortina 2026 una serie speciale che incarna lo spirito Olimpico e Paralimpico e l’autentica passione italiana.
In crescita costante anche Grande Panda, che chiude l’anno con 11.175 immatricolazioni che vedrà aumentare i propri volumi di vendita nel 2026 grazie all’arrivo della versione con motore turbo da 1.2L a benzina abbinata a un cambio manuale a 6 marce che completerà la gamma in aggiunta all’attuale possibilità di acquistare una versione elettrica o ibrida.
Fiat nel 2025 conquista la leadership anche nel settore della micromobilità con la crescita costante di Topolino che ha consolidato la prima posizione nel mercato dei quadricicli elettrici con 3987 immatricolazioni pari al 43% di quota di mercato.
Nel mercato dei veicoli commerciali, Fiat Professional è stato il brand più venduto in Italia nell’intero anno 2025 con oltre 50.000 immatricolazioni pari al 26,4% di quota di mercato, in crescita di 2,8 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
Fiat Professional Ducato, prodotto ad Atessa in Abruzzo, è il veicolo commerciale più venduto in Italia con 20.659 immatricolazioni in crescita di oltre 900 unità rispetto allo scorso anno. Doblò van si conferma il punto di riferimento nel segmento dei van compatti e secondo veicolo commerciale più venduto in Italia con 20.000 immatricolazioni in crescita di 7.297 unità rispetto al 2024.
foto: ufficio stampa Stellantis
(ITALPRESS).
A dicembre le immatricolazioni delle automobili in aumento del 2,22% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti comunica che a dicembre sono state immatricolate 108.075 autovetture a fronte delle 105.726 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari a un aumento del 2,22%. I trasferimenti di proprietà sono stati 489.142 a fronte di 472.071 passaggi registrati a dicembre 2024, con un aumento del 3,62%. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 597.217, ha interessato per il 18,10% vetture nuove e per l’81,90% vetture usate.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
Tg Economia – 2/1/2026
Spalletti “Possiamo fare di più, futuro? Non ho bisogno di niente”
TORINO (ITALPRESS) – La classifica, rispetto al suo arrivo, ha tutto un altro aspetto ma la strada è ancora lunga e la prima partita dell’anno è sempre insidiosa. La Juve ricomincia dal Lecce ma “i ragazzi hanno lavorato bene, li ho visti determinati a sviluppare bene quello che bisogna fare – assicura alla vigilia Luciano Spalletti – Ogni giorno mette in palio un piccolo premio per cui bisogna impegnarsi per portarlo a casa, è la somma di questi piccoli premi che arriva a fare il risultato. Mi aspetto che diano continuità alla stessa attenzione delle partite precedenti, magari andando a prendere qualcosa di nuovo che ci possa dare ancora più forza. Nel calcio moderno funziona così, sono loro i protagonisti, tocca a loro andare a scoprire situazioni nuove”.
Pronostico alla mano non ci sarebbe partita ma guai a sottovalutare i salentini. “Conosco bene molte persone del Lecce, fra cui Di Francesco, ci ho lavorato insieme alla Roma, ci ho giocato contro, siamo amici di lunga data. E’ un allenatore modernissimo, ha sempre fatto un calcio molto propositivo anche quando non gli è andata bene. Sarà una partita aperta, difficile, ci sarà bisogno di tutta la nostra forza”. La Juve è attesa da 7 partite in 25 giorni. “Con le difficoltà dei tempi ravvicinati qualche elemento andrà in sofferenza, ci sarà da stare svegli, attenti, ci sarà bisogno di tutti – avverte il tecnico bianconero – Quelli che sono subentrati fin qui hanno fatto vedere che la panchina non è un luogo di attesa ma sono entrati nella maniera corretta, hanno ribaltato lo scorrimento della partita. Diventa fondamentale che chi è fuori sia dentro un piano ben stabilito prima della partita”.
Tracciando un primo bilancio di questi mesi bianconeri, Spalletti si dice “soddisfatto perchè ho sempre visto ho sempre visto i calciatori andare a cercare delle cose nuove. Abbiamo dei margini per poter migliorare, c’è la possibilità di fare qualcosa di più rispetto a quello che stiamo facendo, se non ci riuscissimo allora avremmo sprecato delle potenzialità. Mi aspetto che ci sia questa ricerca di empatia di squadra, queste rotazioni, questi scambi di ruolo, mantenendo però un equilibrio, un ordine, una sorta di caos organizzato. Auspici per l’anno nuovo? Spero che il 2026 sia un anno che dia soddisfazione ai nostri tifosi, abbiamo l’urgenza di farlo”.
Gennaio è anche il mese del mercato. “Quando ho accettato la Juve c’erano dei patti, per cui non mi aspetto niente e sono molto contento dei calciatori a disposizione. E’ stato annunciato come nuovo ds Ottolini, un professionista di livello top tanto che una società come la Juve è andata a riprenderselo. Del mercato se ne occuperà lui. Io ho visto quello che volevo vedere a livello di miglioramento, se ci saranno delle opportunità per completare la rosa Marco verrà a dircelo, ma al momento non ho bisogno di niente”.
A proposito di futuro, Spalletti ha firmato fino a giugno, per qualcuno la società sarebbe già pronta a offrirgli il rinnovo ma per il tecnico non è una priorità. “Se avessi avuto bisogno di qualcos’altro o di sentirmi più sicuro con un contratto di più anni, avrei affrontato l’argomento sin dall’inizio quando ho parlato con Comolli. Io sono a posto sotto tutti gli aspetti, ho solo bisogno di stare bene col mio lavoro e con le persone che collaborano con me, dentro e fuori dal campo. Qui ho trovato persone estremente professionali e rispettose dei ruoli, del lavoro da fare. Abbiamo gli stessi obiettivi, a giugno faremo le migliori valutazioni del lavoro che abbiamo fatto, per il bene della Juve e dei tifosi della Juve. Se le cose saranno soddisfacenti per tutti si potrà chiacchierare di qualcosa di diverso ma ora non mi manca niente e non ho bisogno di niente”.
Infine una risposta a Conte, che ha parlato di gap strutturale con Inter, Milan e Juve. “Ha ragione. Dal punto di vista tecnico non ho niente da invidiare alla sua squadra, la mia squadra ha le carte in regola per giocarsela con chiunque. E anche dal punto di vista strutturale ha ragione: alla Juve ho trovato la barriera per allenarsi sulle punizioni che si muove mentre a Napoli avevo quelle che rimangono ferme”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


