RIMINI (ITALPRESS) – L’Italia potrebbe coprire fino al 66% del proprio fabbisogno di materie prime critiche con un investimento mirato di 2,6 miliardi di euro nella filiera del riciclo. E’ quanto emerge dal Rapporto Strategico “La geopolitica delle materie Prime Critiche: le opportunità del Piano Mattei e dell’urban mining per la competitività industriale in Italia”, presentato da Iren a Ecomondo di Rimini e realizzato da Teha Group.
Per l’Italia, l’introduzione della nuova “tassa RAEE” proposta a livello europeo rischia di tradursi in un costo stimato in 2,6 miliardi di euro all’anno, legato all’insufficiente capacità di raccolta e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
“Il 31% del nostro PIL dipende direttamente o indirettamente dalle materie prime critiche – afferma Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren – Oggi raccogliamo il 30% dei RAEE. Per raccogliere il 100% occorre organizzare consorzi molto più efficaci ed efficienti.
Iren è il front runner, è l’azienda più avanzata del Paese sulle materie prime critiche, ha iniziato tre anni fa, prima ancora dell’Europa, prima ancora delle istituzioni, a lavorare sull’impiantistica nuova. Rappresenta in Europa probabilmente il settore industriale più avanzato per il recupero delle materie prime critiche”.
Dal rapporto emerge una domanda globale di materie prime critiche in crescita dell’11% rispetto al 2021, destinata a salire di un ulteriore 34% entro il 2030, con l’intelligenza artificiale e i data center che potrebbero aggiungere un +10% di fabbisogno.
“Il valore delle materie prime critiche per l’economia europea –
afferma Valerio De Molli, CEO di The European House – Ambrosetti – è di 4 trilioni di valore aggiunto che scomparirebbero se non ci fossero le materie prime critiche, significa il 22% del PIL dell’Europa e per l’Italia questo dato è il più grande di tutta Europa. E’ urgente agire presto con una politica di indirizzo e di valorizzazione”.
-foto Italpress –
(ITALPRESS).
Iren-Teha, 2,6 mld investimenti per le materie prime critiche
Firmato contratto scuola, Anief vede segnale positivo e auspica nuove risorse
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato firmato all’Aran il rinnovo del contratto collettivo per il triennio 2022-24 del comparto istruzione e ricerca che interessa 1 milione e 286 mila dipendenti, tra personale della scuola, università, enti di ricerca e istituzioni. Gli aumenti sono di circa 150 euro medi mensili per 13 mensilità. La richiesta dei firmatari è che si avviino subito le trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027. L’Anief auspica che questa firma rappresenti uno stimolo per destinare risorse specifiche al personale scolastico.
xl5/mgg/gsl
Ascani “Dal Governo una manovrina che segna crescita zero”
ROMA (ITALPRESS) – “La legge di bilancio è una manovrina: 18 miliardi non si vedevano dai tempi dell’austerità, quella vera, ma qui usciamo dal Pnrr e dovremmo essere in una fase espansiva. Questa manovra segna crescita zero, ci arrendiamo all’idea che dopo la mole di risorse del Pnrr arrivate grazie ad altri governi ora si torna a non crescere”. Lo afferma la vicepresidente della Camera Anna Ascani, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Non c’è niente per le imprese sul fronte dazi – spiega la deputata del Pd -: il ministro Urso aveva promesso un bazooka a sostegno delle aziende italiane, con 25 miliardi di euro, e invece non è arrivato nulla. Non c’è niente per far fronte agli aumenti al costo della vita, ma solo tagli a scuola e sanità: è una manovra pre-elettorale, sarà la prossima quella che darà il la alla campagna di Meloni, ma rischiamo di arrivarci azzoppati. I dati economici ci dicono che siamo vicini alla recessione e questo è un guaio per tutti, eppure non manca l’ennesimo condono, oltre ai tagli agli enti locali, che come opposizione cercheremo di cancellare perchè avrebbero un impatto pesantissimo sulla vita delle persone. Inoltre vogliamo chiedere al Governo di non tagliare 600 milioni alla scuola e favorire investimenti per un vero piano industriale”.
“Rispetto al provvedimento sulle banche non sono critica, ho paura solo che tutti i costi dell’operazione vengano scaricati su consumatori, correntisti e imprese: nessuna misura impedisce che questo accada, spero venga organizzato un meccanismo di vigilanza”, sottolinea Ascani, che prosegue: “Noi più volte avevamo presentato proposte sugli extra profitti non solo per le banche, ma per tutte le società che hanno goduto di extra guadagni. Vorrei capire come verranno usati questi soldi, perchè se l’obiettivo è sanare cartelle esattoriali del 2023 mi cadono le braccia. Facciamo bene a chiedere uno sforzo alle banche, ma vorrei capire per finanziare cosa”.
“Ho firmato per il no alla riforma della giustizia e ho chiesto il referendum in modo che venga respinta al mittente, perchè è completamente lontana dalle esigenze delle persone – spiega inoltre l’esponente dem -: all’Italia servirebbe una giustizia meno ingolfata, con tempi più certi e costi più sostenibili, sono tutti problemi che non vengono affrontati. L’unico obiettivo della riforma proposta dal governo è sdoppiare il Csm e mettere le mani sulla Costituzione per ricondurre i pubblici ministeri sotto l’esecutivo – continua Ascani -. Questo, anche se viene fatto in alcuni paesi del mondo, crea un cortocircuito alla separazione dei poteri e genera un potenziale pericolo per gli equilibri della democrazia”.
Sul fronte economico “i nostri partner europei non se la stanno passando molto bene – sottolinea la vicepresidente della Camera -: ci sono dinamiche che non dipendono da questo governo e riguardano la competitività dell’Europa, in primis i dazi, ma il nostro Pil è fermo e nelle casse dello Stato ci sono meno soldi per i servizi dei cittadini. A chi al governo tende a dire che andiamo come gli altri o meglio rispondo che i cittadini stanno peggio: le ricette presenti in legge di bilancio non ci aiutano. La stabilità è un valore quando produce benessere, ma quando è un tirare a campare per scalare le classifiche dei governi più longevi non è particolarmente positiva: in tre anni non c’è stata da questo governo una riforma dal punto di vista economico o della capacità di crescita, in più il prossimo anno ci saranno parecchi problemi legati agli obblighi di rendicontare quanto fatto sul Pnrr – prosegue -. Se il prezzo della stabilità è l’immobilismo, allora non ci serve: non ci guadagna nessuno e non diventiamo appetibili per gli investitori stranieri”.
Riguardo alla politica estera, “il sostegno all’Ucraina per noi è incrollabile: alla propaganda russa, vista anche in questi giorni, dobbiamo rispondere da paese compatto e su questo il Pd non ha mai tentennato. Bisogna continuare a sostenere chi si difende da un’invasione criminale che coinvolge anche bambini, i quali vanno assolutamente restituiti alle loro famiglie – spiega Ascani -. In Medio Oriente l’unica speranza si chiama tregua duratura. La soluzione definitiva l’avremo con due popoli e due Stati, che è un esito faticoso da costruire e su cui l’Europa deve tornare a giocare un ruolo dopo essere stata assente nella costruzione di un cessate il fuoco. Non possiamo pensare di delegare tutto a Trump o ad altri leader dell’area, ma dobbiamo esserci anche noi: spero che su questo Meloni batta un colpo”.
“Grazie alla nostra sperimentazione sull’intelligenza artificiale generativa a supporto del lavoro parlamentare sia l’amministrazione della Camera che i deputati e i cittadini potranno usare un’intelligenza artificiale sicura, trasparente e addestrata con dati certificati – sottolinea Ascani -. Da un lato l’IA potrà essere utilizzata per aiutare a scrivere i dossier – ovviamente sempre con il controllo dei funzionari della Camera -, dall’altro per scrivere meglio gli emendamenti e le leggi, sappiamo che la qualità della legislazione è uno dei grandi temi irrisolti del sistema normativo italiano. Infine potrà essere usata dai cittadini per conoscere il lavoro della Camera attraverso un Chatbot che risponderà sulle attività di tutti i deputati”. “Questo progetto l’abbiamo fatto con le Università e adesso, dopo aver presentato i prototipi e approfondito i rischi, siamo pronti a utilizzare bene l’intelligenza artificiale”, conclude.
– foto Italpress –
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Pubblico impiego, Meloni “Sul rinnovo dei contratti manteniamo gli impegni”
ROMA (ITALPRESS) – “Firmato il rinnovo di due importanti contratti pubblici: enti locali e scuola. Dopo anni di blocchi, restituiamo continuità e rispetto a chi lavora ogni giorno per i cittadini. I contratti sottoscritti riguardano la tornata 2022-2024 e prevedono aumenti medi mensili di 150 euro per i dipendenti pubblici di Regioni, Province e Comuni e di 150 euro per i docenti e 110 per il personale ATA. Somme, quest’ultime, che si aggiungono a quelle stanziate per il contratto 2019-2021: 123 euro per i docenti e 89 per il personale ATA”. Così su X il premier Giorgia Meloni. “Impegni mantenuti grazie alle imponenti risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici, e che hanno visto finora la conclusione anche degli accordi per il comparto funzioni centrali, sanità, difesa e sicurezza”, prosegue.
– Foto IPA Agency –
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Zoppas “Per il settore della moda scenario a due velocità, servono risposte mirate”
ROMA (ITALPRESS) – “La moda italiana richiede oggi una attenzione particolare. I dati sono significativi: nel 2024 abbiamo registrato un calo delle esportazioni del 4% con un -3% nei primi sette mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri che confermano una criticità e che ci spingono a continuare un importante lavoro sul settore. Quello che emerge dall’analisi dei dati è uno scenario a due velocità: accanto ad aziende in forte difficoltà ve ne sono altre che riescono a tenere e, in alcuni casi, a crescere. Come si vede, il quadro è complesso e richiede risposte mirate e differenziate”. Lo ha detto Matteo Zoppas, Presidente di ICE, in occasione della conferenza stampa di presentazione di Pitti Uomo. “Il Governo ha dimostrato piena consapevolezza di questa urgenza con l’apertura di due tavoli sulla moda promossi dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Come Sistema Paese – ICE, SACE, SIMEST e Cassa Depositi e Prestiti – rispondiamo alla sfida con un impegno coordinato e determinato – prosegue -. In un contesto di mercati in rapida trasformazione stiamo restano centrali le attività di incoming portando in Italia buyer e operatori strategici selezionati assieme alle associazioni di categoria. Ma anche le attività con le quali assistiamo i momenti strategici della Moda in italia come la settimana della moda e le attività con le quali portiamo le imprese all’estero”.
“Solo nel 2025, grazie al supporto ICE, Pitti Uomo ha ospitato 580 operatori tra buyer e giornalisti nelle due edizioni e sono oltre 4.000 gli operatori coinvolti nei diversi Saloni Pitti della filiera moda. Parallelamente, accompagniamo le nostre imprese all’estero con particolare attenzione alle PMI che necessitano di maggiore supporto nel percorso di internazionalizzazione – sottolinea Zoppas -. Nel biennio 2024-2025 abbiamo organizzato 19 partecipazioni collettive a fiere internazionali coinvolgendo 675 aziende italiane. Anche in questo lavoro il dialogo costante con le associazioni di categoria è fondamentale per intercettare le reali esigenze del comparto. Il nostro obiettivo è duplice: sostenere le aziende in difficoltà e valorizzare quelle che hanno potenzialità di crescita sui mercati globali. Il made in Italy nella moda resta un patrimonio strategico del Paese e merita ogni sforzo per superare le difficoltà del momento”.
– foto IPA Agency –
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Mattarella consegna le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia 2025
ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta, nel pomeriggio al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia, conferite nell’anno 2025, in occasione della ricorrenza della ‘Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate’. Dopo l’intervento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso. Il Capo dello Stato, coadiuvato dal Ministro Crosetto, ha consegnato le decorazioni agli insigniti: Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Generale di Squadra Aerea Gianni Candotti, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale, Generale di Divisione Pietro Monteduro, Generale di Divisione Giuseppe Faraglia, Generale di Divisione Stefano Messina, Generale di Brigata Beniamino Vergori, Primo Maresciallo Alessandro Podestà, Ammiraglio di Divisione Giacinto Sciandra, Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Tenente Colonnello Luca Sordi, Generale di Divisione Antonio Jannece, Generale di Brigata Gianluca Feroce. Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D’Ascola, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Antonio Portolano, i componenti il Consiglio dell’Ordine Militare d’Italia e autorità civili e militari. Prima della cerimonia il Presidente Mattarella ha incontrato una rappresentanza di Allievi degli Istituti di Formazione Militare.
Di seguito le motivazioni delle decorazioni:
Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone – Croce di ‘Grande Ufficiale’ dell’Ordine Militare d’Italia – Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha condotto le Forze Armate lungo un complesso processo di trasformazione, con lungimirante visione strategico-militare ed energico impulso interforze. In qualità di ‘Comandante Operativo’, ha guidato uomini e donne in operazioni in diversi teatri internazionali, fra i quali l’Afghanistan, il Libano, l’Iraq, la Libia, la Somalia, il Niger, il Kosovo, la Bosnia, nel Mediterraneo ed al largo del Corno d’Africa, tutte caratterizzate da complessità operativa e logistica. La straordinaria capacità, l’esemplare professionalità e l’altissimo impegno profuso sono stati determinanti per il conseguimento degli obiettivi prefissati. Esemplare figura di Comandante, il suo operato, improntato ad ammirevole perizia e senso di responsabilità, riceveva l’ammirazione delle autorità politiche e militari nazionali ed estere, contribuendo a innalzare il prestigio delle Forze Armate italiane e del Paese in ambito internazionale. Fulgido esempio di abnegazione al dovere e servizio alla Patria. Roma, 6 novembre 2021 – 4 ottobre 2024
Generale di Squadra Aerea Gianni Candotti – Croce di ‘Ufficiale’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di eccezionali doti umane e militari, impiegato in delicate operazioni in patria e in teatri operativi fuori area, ha, con intelligenza, lodevole iniziativa, perizia, senso di responsabilità guidato le unità alle sue dipendenze con illuminata leadership e competenza. In veste di Director Air Plans, Projects and Partnering presso l’ISAF Headquarters di Kabul, oltre alla pianificazione delle attività aeree operative, dirigeva la Elections Task Force assicurando la protezione e il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali e collaborava con il Ministero dei Trasporti afghano per lo sviluppo dell’aviazione civile e la gestione congiunta civile-militare di alcuni importanti aeroporti in Afghanistan. Inoltre, a capo del Comando Operazioni Aeree, contribuiva all’implementazione del Deployable Air Command and Control Centre e dirigeva le complesse attività aeree di protezione nel corso di grandi eventi nazionali. Infine, in emergenza sanitaria COVID-19, in qualità di Comandante della Squadra Aerea contribuiva all’operazione ‘Aquila Omnia’ che, con un ponte aereo umanitario, ha permesso l’evacuazione di personale civile afghano. Con la sua brillante azione di comando il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Territorio nazionale ed estero, 2009-2022
Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale animato da ferma determinazione, spirito d’iniziativa e spiccata vivacità intellettuale che, impiegato in attività di altissimo profilo, esprimeva innate doti di ideatore, coordinatore e Comandante. Autorevole e carismatico esempio per i propri uomini, affrontava con magistrale perizia e consapevole coraggio anche le situazioni più complesse e critiche, emergendo per spiccata leadership. Nell’ambito della ‘Resolute Support Mission’, poneva in essere un’efficace, intelligente ed incisiva azione di pianificazione e controllo delle numerose attività operative, addestrative e diplomatiche finalizzate all’assolvimento della missione. Chiaro esempio di alte virtù militari che, nell’arco dell’intera ed intensa carriera, ha contribuito ad elevare il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan, 2009, 2018/19
Generale di Divisione Pietro Monteduro – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale, più volte impiegato in molteplici e complessi scenari operativi internazionali, si prodigava con perizia e altissimo senso del dovere all’approntamento e all’impiego del personale dipendente, operando in contesti caratterizzati da elevata instabilità e frequenti minacce terroristiche. Esprimeva non comuni doti di comando e di leadership, lungimirante visione degli obiettivi da perseguire ed indubbie abilità relazionali e diplomatiche, affrontando ogni situazione con risolutezza e capacità decisionale. In tali contesti, agiva con autonomia, lucidità e coraggio, confermandosi protagonista nel pianificare, coordinare e condurre in prima persona attività operative e di cooperazione civile e militare, anche a rischio della propria vita. Comandante di pregiatissime qualità morali, con il suo operato innovativo e costruttivo maturato nel corso di una carriera impeccabile, ha riscosso unanimi consensi e la piena ammirazione da parte delle massime Autorità Locali dei Teatri operativi di impiego, contribuendo ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Teatri Operativi esteri- Bosnia-Erzegovina, ‘Kosovo, Iraq e Afghanistan- gennaio 1996 – maggio 2007
Generale di Divisione Giuseppe Faraglia – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale autorevole e carismatico, quale Comandante del Joint Evacuation Task Force operava nell’ambito delle Operazioni ‘Aquila’, ‘Aquila Omnia’ e ‘Aquila Omnia bis’ in Afghanistan e delle attività discendenti per l’evacuazione di connazionali dal Sudan. In tale contesto, con determinazione e capacità organizzativa, riusciva a trarre in salvo migliaia di persone, dimostrando coraggio, audacia e elevatissimo valore. Con la sua brillante azione di comando e il suo eccezionale operato, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan e Sudan, 2021- 2024 e 2023
Generale di Divisione Stefano Messina – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di straordinarie qualità umane e professionali, al comando della Joint Task Force Lebanon – Sector West nell’ambito dell’Operazione Leonte, affrontava con perizia e fermezza un contesto operativo di estrema complessità, caratterizzato dall’intensificarsi del conflitto tra le Forze di Difesa Israeliane e le milizie di Hezbollah. Con ferrea determinazione e visione lungimirante, gestiva le continue minacce alla sicurezza del Contingente UNIFIL e della popolazione civile, garantendo il pieno svolgimento del mandato della missione, nonostante i diversi attacchi diretti alle basi ONU. In particolare, con lucidità e tempestività, guidava la risposta operativa a incursioni terrestri e attacchi aerei, preservando l’incolumità del personale sotto il suo comando e assicurando la tenuta delle infrastrutture strategiche. Con la sua brillante leadership e il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Libano, giugno 2024 – febbraio 2025
Generale di Brigata Beniamino Vergori – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante del Contingente Italiano, all’avvio della delicatissima Missione ‘Retrograde to Zero’ volta al rientro delle Forze NATO e nazionali dall’Afghanistan, guidava i propri uomini con valore, coraggio e illuminata azione di comando. In tale contesto, poneva in essere con rara perizia un magistrale e imponente sforzo logistico-operativo al fine di condurre il ripiegamento del contingente nazionale in massima sicurezza e in linea alle tempistiche dettate dalle autorità politiche e militari della coalizione. Ufficiale Generale di elevato spessore, nell’ambito dei numerosi incarichi internazionali svolti nell’arco dell’intera carriera, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Herat (Afghanistan), gennaio – giugno 2021
Primo Maresciallo Alessandro Podestà – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Sottufficiale incursore di primissimo piano operava con esemplare fermezza, evidenziando elevata professionalità e costante dedizione al servizio. Impiegato in rischiosi e complessi contesti, si distingueva per coraggio e autorevole capacità decisionale, guidando con tenace risolutezza il proprio distaccamento in attività di massima rilevanza. L’eccezionale perizia e l’abilità nel gestire situazioni ad alto rischio consentivano la formazione delle forze locali e la perfetta riuscita di importanti operazioni. Con il suo valoroso agire, nel corso dell’intera carriera, contribuiva ad accrescere il prestigio e il lustro dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan, 2009, 2010, 2012, 2013/14, 2015; Iraq, 2018/19, 2024
Ammiraglio di Divisione Giacinto Sciandra – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante della Seconda Divisione Navale dirigeva in mare il dispositivo aeronavale dell’Operazione ‘MEDITERRANEO SICURO’, realizzando un’efficace azione di vigilanza degli spazi marittimi nazionali e delle linee di comunicazione marittime strategiche, per la salvaguardia della sicurezza e della libertà di navigazione. Inoltre, quale Comandante di Gruppo Navale durante le NATO Enhanced Vigilance Activities denominate Neptune Strike, volte a rafforzare il livello di deterrenza dell’Alleanza in risposta alla presenza di numerose forze della Federazione Russa nel bacino mediterraneo, dimostrava prontezza ed efficacia nella proiezione di capacità con sortite dei velivoli di quinta generazione imbarcati su Nave Cavour verso il fianco Est, dalla regione baltica al Mar Nero. Col suo costante impegno ha rafforzato la credibilità dell’Alleanza nel condurre operazioni di sicurezza marittima e di proiezione ad ampio raggio, contribuendo, nel contempo, ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Mar Mediterraneo, 29 dicembre 2023 – 19 febbraio 2024
Contrammiraglio Alberto Tarabotto – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante della Quarta Divisione Navale dirigeva in mare, con straordinaria perizia e determinazione, il dispositivo aeronavale dell’Operazione ‘MEDITERRANEO SICURO’, per la salvaguardia della libertà di navigazione negli spazi marittimi internazionali, operando a protezione della flotta mercantile nazionale e monitorando le unità militari di nazioni straniere e non alleate presenti nel Mediterraneo. In particolare, in relazione al perdurare della crisi israelo-palestinese e in coordinamento con gli altri attori internazionali operanti nel Mediterraneo orientale, garantiva la massima prontezza di intervento in caso di evacuazione di connazionali dalle aree di rischio. Esemplare figura di Comandante e dirigente militare, con la sua brillante azione di comando contribuiva a elevare il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Mar Mediterraneo, settembre – novembre 2024
Tenente Colonnello Luca Sordi Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante di velivolo C130J e Capo Sezione Operazioni del 50° gruppo Volo della 46° Brigata Aerea, affrontava con preclara perizia e straordinario senso di responsabilità il rischieramento di personale e assetti durante l’evacuazione di connazionali dal Sudan. In particolare, sotto la reale minaccia di fuoco imminente, dopo aver sbarcato un team delle Special OPS, decideva di non rientrare a Djibouti come previsto per attendere i connazionali che cercavano di scappare dall’aeroporto di Wadi Seidna (Sudan), permettendo così il salvataggio di 75 connazionali in una fase di repentino degrado della cornice di sicurezza. Inoltre, completata l’evacuazione del personale italiano, supportava i referenti di altre nazioni fornendo utili informazioni strategiche per l’evacuazione di personale dei paesi alleati. Con il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il prestigio e il lustro dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Territorio nazionale 2023 – Sudan, aprile 2023
Generale di Divisione Antonio Jannece – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di eccezionali doti umane e militari, impiegato in delicate operazioni speciali, spendeva ogni personale risorsa per il conseguimento della sicurezza nazionale e internazionale. Comandante di Sezione del Gruppo di Intervento Speciale e poi Comandante del medesimo Gruppo, pianificava e dirigeva, partecipandovi personalmente, due articolati interventi ad alto rischio, uno di quali comportava un conflitto a fuoco, che consentivano la cattura di pericolosi latitanti, esponenti di spicco della criminalità organizzata. Lo straordinario coraggio, le indiscusse capacità professionali e il suo prezioso contributo all’affinamento delle procedure militari applicate alle attività di polizia in Patria e all’estero, riscuotevano l’incondizionato plauso delle Autorità nazionali e internazionali, dando lustro e prestigio all’Italia e alle sue Forze Armate nel mondo. Territorio nazionale ed estero, febbraio 1992 – marzo 2025
– foto Quirinale –
(ITALPRESS).
Confagricoltura, a Ecomondo le sfide per il futuro della filiera
RIMINI (ITALPRESS) – La sfida di allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare è stata al centro dei lavori di Confagricoltura a Ecomondo. “Oggi più che mai – afferma all’Italpress Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura – abbiamo bisogno di un’agricoltura capace di guardare alla tutela dell’ambiente e di preservarlo, ma soprattutto in grado di garantire un giusto reddito a chi lavora la terra”.
La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) continua a sollevare forti critiche nel mondo agricolo.
“Lo abbiamo detto in tutti i modi: questa proposta non ci piace”, aggiunge Giansanti. “La PAC, nata sessant’anni fa, è stata uno dei pilastri fondanti dell’integrazione europea. Oggi, però, il suo ruolo e la sua efficacia vengono messi in discussione. Gli agricoltori temono che la nuova impostazione finisca per indebolire il settore, anzichè rilanciarlo”.
“Non stiamo protestando solo per difendere il reddito degli agricoltori – spiega – ma per salvaguardare il futuro stesso dell’agricoltura. Servono strumenti che ci permettano di produrre di più, utilizzando in modo sostenibile le risorse naturali, e di offrire cibo di qualità ai consumatori al prezzo più accessibile possibile. Questo è il vero spirito della Politica Agricola Comune”.
In questa prospettiva, le associazioni di settore stanno già pianificando una manifestazione a Bruxelles nel mese di dicembre. L’obiettivo è far sentire la propria voce alle istituzioni europee.
“Sarà un messaggio chiaro anche ai governi nazionali e al Consiglio – sottolinea Giansanti – perchè i primi ministri devono sapere che gli agricoltori europei vogliono una proposta diversa. E’ necessario inviare alla Commissione un segnale forte di cambiamento”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).
Confagricoltura, a Ecomondo le sfide per il futuro della filiera
RIMINI (ITALPRESS) – La sfida di allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare è stata al centro dei lavori di Confagricoltura a Ecomondo. “Oggi più che mai – afferma all’Italpress Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura – abbiamo bisogno di un’agricoltura capace di guardare alla tutela dell’ambiente e di preservarlo, ma soprattutto in grado di garantire un giusto reddito a chi lavora la terra”.
La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) continua a sollevare forti critiche nel mondo agricolo.
“Lo abbiamo detto in tutti i modi: questa proposta non ci piace”, aggiunge Giansanti. “La PAC, nata sessant’anni fa, è stata uno dei pilastri fondanti dell’integrazione europea. Oggi, però, il suo ruolo e la sua efficacia vengono messi in discussione. Gli agricoltori temono che la nuova impostazione finisca per indebolire il settore, anzichè rilanciarlo”.
“Non stiamo protestando solo per difendere il reddito degli agricoltori – spiega – ma per salvaguardare il futuro stesso dell’agricoltura. Servono strumenti che ci permettano di produrre di più, utilizzando in modo sostenibile le risorse naturali, e di offrire cibo di qualità ai consumatori al prezzo più accessibile possibile. Questo è il vero spirito della Politica Agricola Comune”.
In questa prospettiva, le associazioni di settore stanno già pianificando una manifestazione a Bruxelles nel mese di dicembre. L’obiettivo è far sentire la propria voce alle istituzioni europee.
“Sarà un messaggio chiaro anche ai governi nazionali e al Consiglio – sottolinea Giansanti – perchè i primi ministri devono sapere che gli agricoltori europei vogliono una proposta diversa. E’ necessario inviare alla Commissione un segnale forte di cambiamento”.
-foto Italpress-
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Ecomondo, Confagricoltura punta su agroalimentare sostenibile e competitivo
RIMINI (ITALPRESS) – Allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare. La transizione verde non deve trasformarsi in un costo, ma diventare un fattore di crescita per l’intera filiera. Questo il messaggio lanciato da Confagricoltura nell’ambito di Ecomondo, fiera del green e dell’economia circolare a Rimini.
f45/mgg/gtr
Ponte sullo Stretto, informativa di Salvini in Cdm “Voglio far partire al più presto i lavori”
ROMA (ITALPRESS) – Informativa di Matteo Salvini, durante il Consiglio dei Ministri, sul Ponte sullo Stretto. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato i colleghi sulla situazione, alla luce dell’intervento della Corte dei Conti. L’obiettivo, ha ribadito Salvini, è far partire i lavori al più presto. Dal punto di vista tecnico, il vicepremier ha ribadito di attendere le motivazioni della Corte per preparare risposte puntuali.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


