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Meloni a Padova “Tutti vogliono stringere accordi con l’Italia, attratti 80 miliardi di investimenti”

ROMA (ITALPRESS) – “La nostra non è un’alleanza di comodo ma una comunità politica fatta di gente che lavora spalla a spalla per dare risposte ai cittadini: in tre anni abbiamo stravolto tutti i pronostici dei nostri avversari”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Gran Teatro Geox di Padova per l’appuntamento di chiusura della campagna elettorale di Alberto Stefani. “Tutti oggi vogliono stringere accordi con la nostra Nazione, cosa che ci ha permesso negli ultimi tre anni di attrarre circa 80 miliardi di euro di investimenti esteri in Italia – continua Meloni -. Dicevano che saremmo stati la pecora nera l’Europa, invece è l’Europa a prendere esempio da noi che siamo seri, affidabili, leali e non consentiamo a nessuno di metterci i piedi in testa. Qualcuno sperava in una tempesta finanziaria per governare sulle macerie, piuttosto che stare all’opposizione in una Nazione che cresce: le cose non sono andate così. Dicevano anche che avremmo favorito gli evasori, ma da due anni registriamo dati record nel recupero dell’evasione fiscale: non lo abbiamo fatto vessando i cittadini onesti, ma con una riforma fiscale che era attesa da cinquant’anni ed è in grado di distinguere tra chi vuole fregare lo Stato e chi ha semplicemente bisogno di uno Stato comprensivo e non oppressivo. Il tasso di occupazione femminile è il più alto di sempre: la parità che evocava la sinistra la stiamo costruendo noi”.

“Nell’ultima legge di bilancio continuiamo a investire sulle priorità che ci siamo dati da inizio governo: famiglia, natalità, aumento dei salari, rafforzamento del potere d’acquisto, taglio delle tasse, sostegno alle imprese che assumono e investono, più risorse per la sanità – sottolinea la premier -. Abbiamo investito 18,7 miliardi di euro su queste priorità e coperto queste misure con un corposo contributo delle banche e delle assicurazioni: la sinistra ha buttato dalla finestra i soldi degli italiani, noi cerchiamo di costruire qualcosa che rimanga nel tempo; con questa manovra tagliamo le tasse a milioni di italiani con redditi fino a 50mila euro. Con la riforma del premierato vogliamo dire basta a inciuci, giochi di palazzo, governi che passano sulla testa dei cittadini senza che loro possano decidere: la stabilità è una precondizione per qualsiasi crescita e forma di sviluppo”.

“Sulla riforma della giustizia ringrazio Nordio: dopo decenni di tentativi falliti possiamo cambiare le cose con la separazione delle carriere, l’istituzione dell’Alta corte disciplinare e il sorteggio per i membri del Csm. Il governo rimane in carica fino a fine legislatura. Il Veneto è un modello per questa Nazione per istruzione, imprese, sanità, capacità di valorizzare il sistema famiglia, agricoltura: c’è tanto da fare, specialmente in termini di sicurezza, ma faremo rispettare le regole in questo paese”, ha concluso.

“L’obiettivo non è vincere, è stravincere: oggi è una giornata che per il centrodestra, per il Veneto e per la Lega ci offre dopo trent’anni di impegni un passaggio storico con la firma dell’intesa per l’autonomia; ringrazio i 2 milioni di Veneti che ci hanno permesso di arrivare fino a qua”. Lo sottolinea il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “Nessuno credeva che dopo settant’anni avremmo riportato le Olimpiadi in Veneto e Lombardia, ci siamo riusciti quando governavamo con i professionisti del no, i 5 Stelle – aggiunge Salvini, – Sulla sicurezza la sinistra ha sempre negato che ci sia un problema, ma la cronaca veneta di queste settimane ci dice il contrario. Aver bloccato l’invasione mi è costato quattro anni e mezzo di processo: l’11 dicembre sarò in Cassazione, dove se viene annullata l’assoluzione decisa a Palermo rischio fino a sei anni di carcere”.

“Dopo la seconda guerra mondiale il Veneto era una regione in difficoltà, oggi è una di quelle più all’avanguardia ed è fondamentale per la crescita economica del nostro paese: come governo nazionale abbiamo il dovere di sostenere e incoraggiare il lavoro dei veneti”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Questa è la terza regione italiana che esporta di più grazie a imprese che lavorano, producono, danno lavoro a tanta gente e hanno il dovere di essere sostenute – aggiunge Tajani, – È giusto difendere natura e ambiente, ma mai a scapito di industria e agricoltura che sono strumenti fondamentali per creare lavoro. Contro il cambiamento climatico serve una politica energetica intelligente e pragmatica: per competere con altre imprese sul palcoscenico internazionale c’è bisogno di pagare meno l’energia, che costa troppo. Occorre puntuale sul nucleare, che non è inquinante: questo governo ha cambiato le cose, abbiamo fatto una scelta coraggiosa”.

Infine, è la volta del candidato del centrodestra alle regionali in Veneto Alberto Stefani: “L’entusiasmo è sempre più forte ogni giorno. I veneti vogliono guardare al futuro. In questa campagna elettorale non ho mai risposto ad alcuna provocazione e questo sarà lo stesso stile che riproporrò da presidente della Regione qualora i veneti diano fiducia a questa coalizione: le polemiche le lasciamo a chi ha voglia di farle. Altri hanno passato questa campagna a parlare solo di noi, attaccarci, denigrarci, organizzare odio: noi abbiamo fatto quello che la politica deve fare, ovvero proporre idee e programmi per il Veneto. Da 15 anni la storia ha affidato al centrodestra il compito di governare e lo faremo anche stavolta con una coalizione unita e compatta, che porterà a casa i risultati con cui ci siamo presentati alla campagna elettorale: abbiamo proposto temi e idee, parlato di lavoro, impresa, emergenza casa, giovani, sociale e sanità, abbiamo sempre considerato che non esistono temi di proprietà di qualcuno e nessuno ha la verità in tasca”.

– foto screenshot Youtube Lega –

(ITALPRESS).

Autonomia, Calderoli “Benefici anche per le Regioni che non la chiedono”

MILANO (ITALPRESS) – “Non mi risulta che l’autonomia sia a costo zero. C’è la necessità di verificare se le risorse già stanziate siano sufficienti, nel caso non lo siano le leggi di bilancio devono stanziare le risorse necessarie”. Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, a margine della firma delle pre-intesa per l’autonomia differenziata con la Regione Lombardia. “Rispetto alle materie di cui stiamo parlando oggi, per la Protezione civile sono stanziati 20 milioni per il 2025, 40 per il 2026, 60 per il 2027. Ci sono risorse in più che andranno a vantaggio delle Regioni che richiederanno l’autonomia ma anche di quelle che non la chiedono”, ha spiegato. “Il capitolo delle professioni non prevede coperture” e, rispetto alla sanità, “le risorse sono esattamente quelle che vengono assegnate nel fondo sanitario nazionale, il punto è come ogni regione le utilizza. Ci sarà un tema di responsabilità e verranno fatti dei controlli”, ha precisato Calderoli.

xm4/sat/mca1

L’Italia Under 21 di Baldini si rimette in marcia, 1-4 in rimonta in Montenegro

NISTIC (MONTENEGRO) (ITALPRESS) – Grande Italia a Niksic. Nella prima partita del girone di ritorno delle qualificazioni agli Europei Under 21 del 2027, in programma in Albania e Serbia, gli azzurrini dominano il Montenegro in trasferta per 4-1. Successo in rimonta per i ragazzi di Silvio Baldini, andati in svantaggio nel finale di prima frazione (Mrvaljevic) e bravi a pareggiare i conti prima dell’intervallo con il secondo gol consecutivo di Pisilli. Nel secondo tempo dilaga l’Italia con le reti di Dagasso, Camarda e Fini per il 4-1 finale. La squadra di Baldini si conferma al secondo posto nel Girone E con 15 punti, a -3 dalla Polonia, uscita vincente in casa della Macedonia per 1-0. Iniziato oggi il girone di ritorno, nel 2026 ci sarà il rush finale delle qualificazioni: due incontri a marzo e due a ottobre, l’ultimo dei quali potrebbe essere decisivo per il primo posto: il 5 ottobre 2026, Italia-Polonia. Pronti via e subito Montenegro pericoloso dalle parti di Palmisani. Al 6′ gran botta da fuori di Miranovic, che trova solamente l’opposizione della traversa. Dopo un quarto d’ora l’Italia inizia a prendere in mano il pallino del gioco, ma senza impensierire Radanovic.

Al 37′ i padroni di casa si portano in vantaggio, grazie a una percussione di Mrvaljevic nel mezzo della difesa azzurra. Nel finale di prima frazione arriva la reazione della squadra di Baldini, che pareggia i conti con il solito Pisilli (42′), abile nel battere Roganovic dopo una mischia in area scaturita da un corner di Cherubini. Nel secondo tempo l’Italia continua a fare la partita e prende il comando nel punteggio al 60′. Il centrocampista del Pescara Dagasso, servito da Cherubini, batte Radanovic con una conclusione di punta per il 2-1 degli ospiti. Pochi minuti più tardi (64′) il ritorno al gol di Francesco Camarda, su invito di Fini, regala il doppio vantaggio agli azzurrini. Montenegro in affanno e l’Italia dilaga con un bel destro a fil di palo di Fini.

Questa la classifica aggiornata del girone E: Polonia 18 punti; ITALIA 15; Montenegro, Svezia 9; Macedonia del Nord 3; Armenia 0.

LE PAROLE DI BALDINI

“Dopo la sconfitta con la Polonia i ragazzi si sono allenati alla grande. Il gruppo è felice di stare insieme e di metabolizzare le sconfitte nella maniera giusta. Sapevamo che le sconfitte capitano, oggi bravi tutti i ragazzi e tutti i componenti dello staff, che hanno mantenuto la fiducia nella squadra”. Queste le parole, ai microfoni della Rai, di Silvio Baldini. “A febbraio speriamo di riuscire ad avere qualche giorno per stare insieme prima delle partite di marzo. I ragazzi sono stati magnifici”, aggiunge Baldini.

IL TABELLINO

MONTENEGRO (4-2-3-1): Radanovic 6; Roganovic 5.5, Melentijevic 5, Dakic 5.5, Vukotic 6; Miranovic 5.5 (30’st Savovic 6), Vukanic 6 (14’st Carevic 5.5); Mrvaljevic 6.5 (14’st Knezevic 5.5), Jukovic 6 (21’st Kostic 6), Djukanovic 5.5; Perisic 5.5 (30’st Perovic 6). In panchina: Stojanovic, Franeta, Vukovic, Radusinovic. Allenatore: Perisic 5.5.

ITALIA: (4-3-3): Palmisani 6; Fortini 6.5, Comuzzo 6, Mane 6, Bartesaghi 6; Pisilli 6.5, Lipani 6 (41’st Idrissi sv), Dagasso 6.5 (27’st Zeroli 6); Fini 7 (33’st Venturino sv), Camarda 6.5 (33’st Cisse), Cherubini 6.5 (41’st Faticanti sv). In panchina: Motta, Vavassori, Calvani. Allenatore: Baldini 6.5.

ARBITRO: Nogueira (Portogallo) 6.

RETI: 37’pt Mrvaljevic, 42’pt Pisilli, 15’st Dagasso, 19’st Camarda, 29’st Fini.

NOTE: serata piovosa, terreno in condizioni non ottimali. Ammoniti: Dagasso, Bartesaghi. Angoli: 3-6. Recupero: 1′; 3′.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Ex Ilva, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero dopo l’incontro col Governo

ROMA (ITALPRESS) – I sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero all’ex Ilva a partire da domani, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra governo, organizzazioni dei lavoratori e commissari di Acciaierie d’Italia.

“Pieno sostegno della Cgil allo sciopero proclamato da Fiom, Fim e Uilm, per contrastare la chiusura della ex Ilva”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Il Governo – aggiunge il leader della Cgil – deve ritirare il piano proposto e la presidente del Consiglio – deve intervenire direttamente. Basta chiacchiere, servono investimenti e fatti concreti per dare un futuro al nostro sistema industriale ed occupazionale“, conclude Landini.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI

Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi fra Governo e organizzazioni sindacali sull’ex Ilva, l’Esecutivo ha chiarito che non ci sarà un’estensione ulteriore della Cassa integrazione, accogliendo così la principale richiesta avanzata dagli stessi sindacati nel corso del precedente tavolo. In alternativa, saranno individuati adeguati percorsi di formazione in favore dei lavoratori, anche per coloro già in Cassa integrazione. La formazione servirà a far acquisire ai lavoratori le competenze necessarie alla lavorazione dell’acciaio prodotto con le nuove tecnologie green. Il Governo ha confermato, inoltre, piena volontà di concentrare le risorse sulla manutenzione degli impianti per mettere in sicurezza i lavoratori e in prospettiva aumentare la capacità produttiva. L’Esecutivo – fa sapere la nota di Palazzo Chigi – ha fatto poi il punto sullo stato delle trattative per la vendita del Gruppo e ha manifestato la propria disponibilità a tenere aperto il confronto.

La riunione è stata presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e per il Governo hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, il Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, e il Consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Da remoto hanno preso parte anche rappresentanti delle Regioni Puglia, Liguria e Piemonte. Per i sindacati, erano presenti i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager. Hanno partecipato all’incontro, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Unipol apre una nuova sede a Bruxelles e organizza un convegno al Parlamento Europeo

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Un doppio evento di rilevanza strategica per il Gruppo Unipol si è tenuto oggi a Bruxelles: l’apertura di una nuova sede di rappresentanza istituzionale, in Avenue Marnix n.23, e l’organizzazione di un convegno, presso il Parlamento Europeo, dal titolo “Il contributo delle assicurazioni alla competitività europea”, ospitato dalle Vicepresidenti del Parlamento, Pina Picierno e Antonella Sberna.

Due momenti complementari che segnano un passo importante nel percorso di crescita della società e nel suo ulteriore impegno nell’ambito dei public affairs, volto a favorire anche a livello europeo il dialogo tra Istituzioni, rappresentanti del settore assicurativo ed esponenti del mondo economico. Il convegno, in particolare, è stato un’occasione di confronto sul ruolo delle compagnie assicurative a supporto della nuova agenda per la competitività europea.

All’evento hanno preso parte Pina Picierno e Antonella Sberna, Vicepresidenti del Parlamento europeo, Federica Favi, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Vincenzo Celeste, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Unione europea, Carlo Cimbri, Presidente di Unipol, Matteo Laterza, Amministratore Delegato di Unipol, Ugo Bassi, Director of Banking, Insurance and Financial Crime presso la DG FISMA, Lauro Panella, membro del Gabinetto della Commissaria per i Servizi Finanziari, Luca Ferrais, Head of Unit – European & International Affairs, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol. e ha visto anche un’ampia partecipazione di membri del Parlamento europeo della delegazione italiana che hanno preso parte ai lavori.

Il convegno ha voluto sottolineare come la Savings and Investments Union (SIU), il progetto di rilancio e sviluppo della struttura finanziaria dell’Unione lanciato dalla Commissione europea, possa diventare uno strumento decisivo per orientare gli investimenti privati e come il settore assicurativo possa essere un partner attivo della nuova agenda europea per sostenere la crescita, la stabilità finanziaria e la protezione sociale.

Attraverso strumenti di risparmio e previdenza, le compagnie assicurative possono orientare risorse verso infrastrutture, innovazione e sostenibilità, contribuendo alla stabilità dei mercati e alla resilienza economica. La loro capacità di effettuare investimenti di lungo periodo in settori strategici, consentendo di finanziare infrastrutture ed innovazione attenuando la pro-ciclicità dei mercati, di mobilitare il risparmio delle famiglie verso l’economia reale, evitando a cittadini e imprese di accantonare risparmio precauzionale, e di gestire i grandi rischi, dalle catastrofi naturali alla salute, accelerando il rimbalzo post-shock e riducendo gli oneri sui bilanci pubblici, rappresenta un elemento essenziale per la competitività europea.

A livello globale le catastrofi naturali, ad esempio, hanno generato nel 2024 perdite economiche stimate in 318 miliardi di dollari, di molto superiori a quelle del 2023 pari a circa 280 miliardi. Di tale importo, solo 137 miliardi risultano coperti da polizze assicurative (108 nel 2023).

In Italia, l’alluvione che ha colpito il Nord del Paese nel maggio del 2023 è stato l’evento meteorologico più costoso degli ultimi cinquant’anni, con danni complessivi stimati in circa 8,5 miliardi di euro. In questo contesto, le assicurazioni private forniscono supporto concreto per ristorare i danni subiti e garantire la continuità delle attività lavorative e imprenditoriali; ricerche EIOPA e BCE dimostrano come una maggiore penetrazione assicurativa possa ridurre il costo sociale complessivo di un evento catastrofale grazie ad una ripresa economica più rapida rispetto a quella generata dalle sole misure di assistenza pubblica post-calamità.

Nel corso del convegno è stato tuttavia evidenziato come, per consentire al settore assicurativo di contribuire al rilancio della competitività europea tanto come investitore istruzionale quanto nel proprio ruolo sociale di protezione dal rischio per famiglie e imprese, sia necessario un quadro normativo coerente e competitivo, in grado di garantire pari condizioni operative ed eliminare asimmetrie regolamentari che creano condizioni di svantaggio competitivo, con effetti distorsivi sulla concorrenza e sul buon funzionamento del mercato unico. Sebbene il settore assicurativo europeo gestisca, infatti, oltre 9,6 trilioni di euro e abbia un modello di business naturalmente allineato agli investimenti a lungo termine, la capacità di dispiegare il suo “capitale paziente” nell’economia reale risulta frenata da ostacoli normativi e istituzionali.

Tra questi, un ostacolo normativo è rappresentato dalla asimmetria competitiva tra banche e assicurazioni che, con il cosiddetto Danish Compromise, attribuisce ai gruppi bancari il beneficio di un trattamento prudenziale di favore sulle loro partecipazioni assicurative, mentre tale trattamento di favore non è concesso alle compagnie assicurative che detengono partecipazioni bancarie. Inoltre, è stato evidenziato come l’eccesso di regolamentazione generi costi ed incertezza. Il settore finanziario europeo è uno dei più regolamentati al mondo: il solo “Single Rulebook” finanziario ha superato le 15.000 pagine. È stato quindi auspicato un approccio regolamentare improntato ai concetti di equità e proporzionalità, a sostegno delle partnership pubblico-privato e della parità di condizioni (level playing field) tra assicurazioni e banche, e a beneficio di tutti i cittadini italiani ed europei.

Il dibattito si inserisce nel solco tracciato dai Rapporti Draghi e Letta, che hanno evidenziato la necessità di colmare il divario in termini di produttività e innovazione rispetto ai principali concorrenti globali e tra gli stessi Paesi europei. Un’urgenza raccolta dalla nuova Commissione europea che, con la Bussola per la competitività, ha delineato una strategia per coniugare decarbonizzazione e competitività, ridurre le dipendenze esterne e semplificare il quadro regolatorio.

-Foto ufficio stampa Unipol-
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Aran e le organizzazioni sindacali sottoscrivono l’ipotesi di CCNL dell’area sanità 2022-2024

ROMA (ITALPRESS) – L’Aran e le organizzazioni sindacali dell’area dalla sanità hanno sottoscritto l’ipotesi di contratto relativo al triennio 2022-2024. Il contratto si rivolge ad oltre 137.000 dirigenti, di cui 120.000 medici e 17.000 sanitari non medici (profili di biologo, chimico, fisico, psicologo, farmacista e dirigenti delle professioni sanitarie). L’ipotesi ci caratterizza principalmente per i sensibili incrementi economici medi mensili a regime di 490 euro/mese per 13 mensilità, parte dei quali destinati all’incremento dello stipendio tabellare. Ulteriori incrementi sono poi stati previsti per la retribuzione di posizione di parte fissa che, per quanto attiene i dirigenti neoassunti, esso rappresenta un incremento del 55% finalizzato a valorizzare l’ingresso dei giovani e di rendere maggiormente competitivo ed attrattivo il Servizio Sanitario nazionale. E’ stata inoltre incrementata l’indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico veterinari e per i profili sanitari.

LE REAZIONI

“La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall’avvio della trattativa. Si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati. Con il via libera di oggi si apre la strada all’avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-2027. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il contributo e il confronto costruttivo”. Così il presidente Aran, Antonio Naddeo.

“La Cisl esprime grande soddisfazione per la sottoscrizione, avvenuta presso l’Aran, insieme alla Cisl Medici, dell’ipotesi di accordo del Ccnl dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024. Si tratta di un risultato significativo che riguarda un settore cruciale per la vita del Paese”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. “Parliamo di professionisti che, negli ultimi anni, anche a causa della pandemia e della riduzione degli organici, hanno garantito con impegno, sacrificio e senso di responsabilità cure e assistenza ai cittadini. A loro va il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine. Ora è necessario proseguire con determinazione nel percorso avviato. Per questo chiediamo che, nell’immediato, venga emanato l’atto di indirizzo per il triennio 2025-2027, così da avviare senza ritardi il nuovo negoziato e assicurare continuità ai rinnovi contrattuali. Auspichiamo che la sanità pubblica e i professionisti che vi operano tornino al centro dell’agenda politica del Paese. Il Ssn rappresenta una conquista di civiltà che va difesa e rafforzata, senza arretramenti”, conclude.

La firma di oggi all’Aran del contratto anche per la dirigenza medica e sanitaria, è un altro obiettivo concreto raggiunto da questo Governo. È un traguardo che si inserisce in un percorso virtuoso, reso possibile grazie all’impegno e alle risorse stanziate in due leggi di Bilancio, al lavoro dell’Agenzia della rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni e al dialogo costruttivo con quelle organizzazioni sindacali capaci di ascoltare le reali istanze dei lavoratori”. Queste le parole del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Il rinnovo prevede aumenti decisi, nella linea già tracciata dall’Esecutivo, con la volontà di incrementare il potere d’acquisto delle retribuzioni. Il rinnovo del contratto 2022/2024 anche per i dirigenti sanitari assicura, grazie alle risorse complessive disponibili pari a 1,2 miliardi, un incremento del 7,27%, con aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità e in arretrati medi stimati in 6.500 euro”, aggiunge.

“Altro elemento di grande soddisfazione è rappresentato dal fatto che la firma arrivi a poco più di un mese dall’avvio della trattativa. Unico rammarico è la mancata adesione, anche questa volta, della Cgil (seguita dalla Fassid) che continua in una logica, ora più che mai, dettata da obiettivi non sindacali, bensì politici”, osserva. Ora, chiusi i rinnovi 2022/2024 per tutti i settori, il ministro per la Pubblica amministrazione guarda avanti. “C’è già la data, quella del 3 dicembre, quel giorno inizierà la trattativa per la tornata 2025/2027 per il rinnovo delle Funzioni centrali. Si tratta di una tempistica mai vista prima nella storia repubblicana. Perché grazie alle risorse già messe a disposizione dal Governo è diventata realtà la possibilità di firmare i contratti del pubblico impiego nei termini previsti, creando così un percorso virtuoso nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini”, conclude Zangrillo.

“Siamo felici di aver dato una prima, importante risposta agli oltre 137 mila dirigenti medici e sanitari sulle cui spalle si regge il Servizio Sanitario Nazionale”. Questo il commento a caldo che arriva da Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni – Sanità. “Abbiamo lavorato per garantire il riconoscimento professionale e il giusto equilibrio tra valorizzazione economica e qualità del lavoro – ha aggiunto Alparone –, privilegiando la parte fissa della retribuzione rispetto alla parte accessoria nel quadro di risorse previste da legge di bilancio”.

Per le Regioni e Province autonome l’obiettivo è quello di disegnare un quadro contrattuale in grado sia di tutelare le competenze professionali presenti all’interno del sistema salute sia di richiamarne di nuove, rafforzando così la capacità attrattiva delle amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie pubbliche, in un’ottica di sostenibilità economica e organizzativa. “Abbiamo chiuso in meno di due mesi un contratto atteso condividendo con Aran, che ringraziamo, il percorso negoziale. Con la firma di oggi – chiosa Alparone – si conclude la tornata contrattuale 2022-2024 per tutti i contratti della sanità e delle funzioni locali. Intendiamo procedere con la stessa determinazione per rilasciare in tempi brevi l’atto di indirizzo necessario all’avvio della contrattazione per il triennio 2025-2027″.

– foto ufficio stampa Aran –

(ITALPRESS).