lunedì, Gennaio 5, 2026
Home Blog Pagina 29

Al via Bridges, una spedizione che esplora l’antico ponte di terra che univa la Sicilia a Malta

0

ROMA (ITALPRESS) – Tra la fine del 2025 e l’alba del 2026 parte la nuova campagna oceanografica della nave da ricerca R/V “Gaia Blu” del Consiglio nazionale delle ricerche, che ha lo scopo di individuare i resti dell’antico lembo di terra emersa che fungeva da ponte tra la Sicilia sud-orientale e le attuali isole di Malta e Gozo. Il progetto, denominato BRIDGES, nasce dalla collaborazione tra le ricercatrici ed i ricercatori dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS e dell’Università di Malta. I due Principal investigator della campagna sono Maria Filomena Loreto (Cnr-Ismar) e Emanuele Lodolo (OGS). La spedizione si svolge a bordo di “Gaia Blu” fino al 7 gennaio 2026.

Da tempo è noto che “durante l’ultima era glaciale, circa 22.000 anni fa quando il livello del mare era circa 120 metri più basso dell’attuale, ampie aree tra la Sicilia e Malta erano terraferma, formando un vero e proprio corridoio naturale che gli animali, e forse i primi esseri umani, avrebbero potuto utilizzare per spostarsi tra le due regioni, facilitando così i flussi migratori – si legge in una nota -. Ciò che ancora oggi ci manca è una ricostruzione dettagliata del paesaggio a quel tempo. Questa campagna rappresenta una grande opportunità per l’Italia e Malta di ricostruire quell’antico ambiente con risoluzione senza precedenti”. La spedizione BRIDGES esplorerà quest’area utilizzando apparecchiature di mappatura all’avanguardia a bordo della R/V “Gaia Blu”.

Il team di ricercatrici e ricercatori che sarà a bordo ricostruirà la morfologia del fondale marino attuale e del passato, identificherà antiche valli e vecchie linee di costa e raccoglierà campioni di sedimenti che aiuteranno a determinare quando e per quanto tempo questi paesaggi sono stati esposti e la presenza di eventuali segni del passaggio di esseri viventi.

-Foto ufficio stampa Cnr-
(ITALPRESS).

Indipendenza Taiwan: diversi paesi sostengono il principio dell’Unica Cina

0

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Un numero crescente di Paesi si schiera al fianco della Cina, ribadendo il proprio impegno al principio di una sola Cina, riconoscendo Taiwan come parte inalienabile del territorio cinese e opponendosi a qualsiasi mossa secessionista per l’indipendenza di Taiwan, ha dichiarato martedì il ministro cinese degli Esteri Wang Yi.

Wang, anche membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha formulato queste osservazioni intervenendo a un simposio sulla situazione internazionale e sulle relazioni estere della Cina nel 2025.

Questi Paesi esprimono una chiara opposizione a tutte le azioni separatiste che mirano all’”indipendenza di Taiwan”, sostenendo la grande causa cinese della riunificazione, ha dichiarato Wang, aggiungendo che qualsiasi tentativo di ostacolare questa tendenza storica è destinato a fallire.

Quest’anno ricorre l’80esimo anniversario della restituzione di Taiwan alla Cina. Realizzare la completa riunificazione della Cina è una missione storica che deve essere portata a termine, per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale secondo la legge, ha affermato il funzionario.

Ribadendo che la questione di Taiwan è un affare interno della Cina e si colloca al centro dei suoi interessi fondamentali, Wang ha dichiarato che è del tutto naturale che la Cina esprima una ferma opposizione e adotti decise contromisure di fronte alle continue provocazioni delle forze per l’”indipendenza di Taiwan” e alle massicce vendite di armi da parte degli Stati Uniti a Taiwan.

(ITALPRESS).

Cina: Wang Yi chiede di difendere la vittoria della Seconda guerra mondiale

0

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il ministro cinese degli Esteri Wang Yi martedì ha esortato a difendere con determinazione la vittoria, duramente conquistata con il sacrificio di vite umane, nella Seconda guerra mondiale, e di tutelare efficacemente la pace e la stabilità ottenute con grande fatica.

Wang, anche membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese, ha formulato queste osservazioni intervenendo a un simposio sulla situazione internazionale e sulle relazioni estere della Cina nel 2025.

Sottolineando che quest’anno ricorre l’80esimo anniversario della vittoria nella Guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e nella Guerra mondiale antifascista, Wang ha affermato che si tratta di un anno speciale per i popoli di tutto il mondo, chiamati a trarre insegnamenti dalla storia e a perseguire congiuntamente pace e sviluppo.

Tuttavia, il Giappone, Paese che ha avviato la guerra di aggressione contro la Cina, non è riuscito a riflettere a fondo sui propri crimini, e i suoi attuali leader arrivano persino a sfidare apertamente la sovranità territoriale della Cina, le conclusioni storiche della Seconda guerra mondiale e l’ordine internazionale del dopoguerra, ha affermato Wang.

Il funzionario ha sottolineato che tali azioni sono assolutamente inaccettabili per tutte le nazioni amanti della pace e per tutti coloro che non desiderano vedere la storia ripetersi.

“Dobbiamo rimanere altamente vigili contro il riemergere del militarismo giapponese”, ha concluso Wang.

(ITALPRESS).

Cina: il festival Shanlan celebra il raccolto del popolo Li

0

Il festival Shanlan mette in mostra le tradizioni del raccolto del popolo Li attraverso vivaci canti e danze, celebrando l’armonia con la natura e le speranze di prosperità per l’anno a venire. (XINHUA/ITALPRESS)

mec/fsc/mca2
(Fonte video: Xinhua)

Cina: un panda gigante si diverte sulla neve a Harbin

0

Questo tenero panda gigante conosceva bene il significato del divertimento invernale, rotolandosi felicemente nella neve a Harbin, in Cina. (XINHUA/ITALPRESS)

mec/fsc/mca2
(Fonte video: Xinhua)

Bilancio familiare di fine anno: come rendicontare la situazione finanziaria

0

Chiudere l’anno con un bilancio familiare non significa fare contabilità da azienda. Significa, più semplicemente, mettere ordine: capire dove siete arrivati, quali abitudini vi hanno aiutato (o frenato) e quali scelte rendere più semplici nei prossimi mesi. Una rendicontazione fatta bene riduce l’ansia da “soldi che spariscono”, rende più chiari gli obiettivi e aiuta a prevenire imprevisti che spesso non sono davvero imprevisti, ma spese prevedibili non pianificate.

L’idea di base è costruire una fotografia completa, composta da tre parti: patrimonio (ciò che possedete e ciò che dovete), flussi (entrate e uscite dell’anno) e prospettiva (decisioni operative per l’anno nuovo).

Obiettivi del bilancio di fine anno

Prima di aprire fogli di calcolo o app, conviene chiarire a cosa serve il vostro bilancio. Un rendiconto funziona se risponde a domande concrete, ad esempio: quanto è cambiato il patrimonio netto? Quanta liquidità è rimasta davvero disponibile? Quali spese erano necessarie e quali evitabili? Quali obiettivi sono realistici nei prossimi 12 mesi?

Un buon bilancio familiare di fine anno permette di:

  • misurare l’andamento del risparmio (non “quanto avanza”, ma quanto si decide di destinare a obiettivi)

  • valutare il peso di debiti e rate rispetto alle entrate

  • stimare la solidità del fondo di emergenza

  • fare scelte informate su assicurazioni, manutenzioni, spese ricorrenti e grandi acquisti

Se in famiglia ci sono più persone coinvolte, è utile concordare anche il livello di dettaglio: c’è chi preferisce categorie ampie (casa, trasporti, alimentari) e chi vuole scendere fino al singolo abbonamento.

Raccolta dei dati: rendicontare senza perdersi

Per rendicontare serve partire dai dati, ma senza cadere nel perfezionismo. Se manca qualche scontrino non succede nulla: l’obiettivo è la sostanza, non la precisione al centesimo.

In genere bastano queste fonti:

  • estratti conto bancari e delle carte (credito, debito, prepagate)

  • movimenti di conti deposito, investimenti e piani di accumulo

  • ricevute di mutuo o finanziamenti (capitale residuo, rata, tasso se disponibile)

  • eventuali prestiti familiari o rateizzazioni

  • spese ricorrenti: affitto, condominio, utenze, assicurazioni, scuola, palestra, streaming

Per evitare confusione, conviene scegliere un periodo unico (1 gennaio – 31 dicembre) e usare lo stesso criterio per tutto: o cassa (registro quando il denaro esce/entra) o competenza (registro quando la spesa “riguarda” quel periodo). In ambito familiare, il criterio di cassa è spesso il più semplice.

Per trovare chiarimenti su ogni voce di cui sopra potete fare riferimento a siti specializzati, come ad esempio MarketingeFinanza.com che propone una sezione dedicata alla “Finanza Personale”.

La fotografia patrimoniale: attività, passività e patrimonio netto

La rendicontazione non è completa senza la parte patrimoniale. Qui l’obiettivo è calcolare il patrimonio netto, cioè:

Patrimonio netto = Attività – Passività

Le attività includono ciò che possedete (o che avete accumulato), mentre le passività includono ciò che dovete. È utile fare una fotografia “al 31 dicembre” per confrontarla con quella dell’anno precedente.

Attività tipiche:

  • liquidità: conti correnti, contanti, conti deposito

  • investimenti: ETF, fondi, titoli, piani di accumulo, polizze finanziarie (valore attuale)

  • eventuali crediti: somme prestate e recuperabili con ragionevole certezza

Passività tipiche:

  • mutuo: capitale residuo (non la rata annua)

  • prestiti e finanziamenti: residuo da restituire

  • saldo carta di credito se non a saldo immediato

  • rateizzazioni e pagamenti differiti

Per la casa e i beni durevoli si può scegliere una via prudente: includerli solo se serve davvero a una decisione (ad esempio valutare un cambio casa), e in tal caso usare stime conservative. In molti bilanci familiari è più utile concentrarsi su liquidità, investimenti e debiti: sono le voci che determinano la vostra “manovrabilità”.

Analisi delle entrate e delle uscite: capire i flussi

Dopo la fotografia patrimoniale, serve guardare il film dell’anno: entrate e uscite. Una struttura funzionale è dividere le uscite in tre blocchi:

  1. Spese fisse: affitto o mutuo, bollette, assicurazioni, scuola, abbonamenti indispensabili

  2. Spese variabili: alimentari, trasporti, salute, tempo libero, regali

  3. Spese annuali prevedibili: manutenzione auto, visite, tasse, vacanze, rinnovi, piccoli elettrodomestici

Questa terza categoria è spesso la chiave. Molti “buchi” nascono da spese prevedibili non messe a budget. Trasformarle in quote mensili (accantonamenti) riduce gli scossoni e rende più realistico il piano.

Alcuni indicatori semplici rendono il bilancio leggibile:

  • tasso di risparmio: (risparmio annuo / entrate annue) x 100

  • peso delle spese fisse: (spese fisse / entrate) x 100

  • copertura emergenze: mesi coperti dal fondo di emergenza (fondo / spese mensili essenziali)

Non serve inseguire percentuali perfette. Serve capire se le scelte sono coerenti: ad esempio, un tasso di risparmio basso può essere accettabile se state affrontando un investimento importante (casa, studio, famiglia), ma diventa un campanello se deriva da spese ricorrenti sottovalutate.

Checklist pratica per chiudere l’anno in modo ordinato

Per trasformare numeri e movimenti in un rendiconto chiaro, potete seguire una traccia unica e ripetibile. La parte più importante è creare un documento che l’anno prossimo potrete aggiornare in poco tempo.

  • Scaricate gli estratti conto dell’anno e raggruppate tutto in un unico file (o cartella) per fonte: banca, carte, investimenti

  • Create 8-12 categorie di spesa e assegnate ogni movimento a una categoria, evitando micro-categorie che complicano

  • Calcolate entrate totali, uscite totali e differenza: è il vostro saldo annuale

  • Fate la fotografia patrimoniale al 31 dicembre: liquidità, investimenti, debiti residui e patrimonio netto

  • Evidenziate 3 scostamenti principali: le tre voci che hanno inciso di più rispetto alle aspettative (in positivo o in negativo)

  • Elencate le spese annuali prevedibili e trasformatele in accantonamenti mensili (esempio: assicurazione, manutenzione, visite, tasse)

  • Definite 2-3 obiettivi concreti per l’anno nuovo, con cifra e scadenza (esempio: fondo emergenza a X entro giugno)

Questa traccia mantiene il lavoro sotto controllo e riduce la tentazione di “rifare tutto da zero” ogni anno.

Dai numeri alle decisioni: impostare l’anno nuovo

Il valore del bilancio emerge nel momento in cui si passa dalle misurazioni alle scelte operative. In pratica, il bilancio serve a decidere cosa mantenere, cosa tagliare e cosa pianificare meglio.

Tre azioni spesso efficaci:

  • Proteggere la stabilità: rafforzare fondo di emergenza e assicurazioni essenziali, se scoperti

  • Ridurre attriti: tagliare abbonamenti poco usati, rinegoziare spese ricorrenti, semplificare conti e carte

  • Sostenere obiettivi: automatizzare risparmio e accantonamenti con bonifici programmati, così da non dipendere dalla “forza di volontà”

Se il bilancio evidenzia debiti costosi, può essere utile valutare priorità di rimborso e alternative (ad esempio consolidamento o rinegoziazione), sempre con attenzione a costi e condizioni. Se invece emergono buoni margini, si può ragionare su obiettivi come investimento, formazione, casa, esperienze e qualità della vita, mantenendo un equilibrio tra presente e futuro.

Un bilancio di fine anno ben fatto non deve essere perfetto: deve essere utilizzabile. Se a gennaio vi permette di prendere due decisioni più serene e coerenti, allora ha già svolto il suo compito.

La Regione investe sull’invecchiamento attivo con l’Avviso Allegra-mente

0

CATANZARO (ITALPRESS) – La Regione Calabria investe sull’invecchiamento attivo come leva di coesione sociale, prevenzione e qualità della vita. Con l‘Avviso Allegra-mente, finanziato a valere sul PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, vengono messi a disposizione 3 milioni di euro destinati a sostenere progetti promossi dagli Enti del Terzo Settore su tutto il territorio regionale.

Le risorse saranno ripartite tra gli aventi diritto con l’obiettivo di valorizzare il ruolo degli anziani come parte attiva delle comunità e contrastare solitudine, marginalità e perdita di autonomia. “L’invecchiamento attivo – dichiara l‘Assessore regionale all’Inclusione sociale, Welfare e Pari Opportunità Pasqualina Strafacenon è una condizione da subire, ma una fase della vita da accompagnare e valorizzare. La Regione Calabria ha scelto da tempo di superare una visione assistenzialistica dell’anziano, riconoscendolo come risorsa sociale, culturale e relazionale per i territori”.

Il concetto di invecchiamento attivo, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è inteso come processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. Su questa impostazione si fonda la Legge regionale n. 12 del 16 maggio 2018, con cui la Calabria si è dotata di un quadro normativo orientato alla prevenzione della non autosufficienza e al contrasto delle discriminazioni legate all’età.

“Con l’Avviso Allegra-mente – prosegue Straface – diamo concreta attuazione a quella legge e al Programma Operativo Triennale sull’invecchiamento attivo 2024-2026. Abbiamo scelto di sostenere interventi che favoriscano formazione continua, socializzazione e inclusione, perché sono questi gli ambiti che permettono alle persone over 60 di restare protagoniste della propria vita e delle proprie comunità”.

L’Avviso prevede infatti che i progetti presentati dagli Enti del Terzo Settore si sviluppino lungo tre direttrici fondamentali: formazione, socializzazione e inclusione, così come delineato dal Programma approvato con D.G.R. n. 539 del 19 ottobre 2024. Un’impostazione che mira a rafforzare le competenze, le relazioni sociali e la partecipazione attiva degli anziani alla vita collettiva.

Per garantire un’equa diffusione degli interventi sull’intero territorio regionale, le risorse sono state ripartite tra le cinque province calabresi sulla base del numero dei residenti over 60 rilevati al 1° gennaio 2024. “Questo intervento – conclude l’Assessore – è parte di una strategia più ampia di welfare territoriale che punta a prevenire fragilità future, ridurre l’isolamento e costruire comunità più solidali. Investire sull’invecchiamento attivo significa investire sulla dignità, sulla salute e sulla coesione sociale della Calabria”.

-Foto Regione Calabria-
(ITALPRESS).

Tra il 2011 e il 2024 sono emigrati dall’Italia 630 mila giovani

0

ROMA (ITALPRESS) – In Italia tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630mila giovani (18-34enni), il 49% dalle regioni del Nord e il 35% dal Mezzogiorno. Il saldo al netto degli immigrati è pari a -441mila. Complessivamente, i giovani andati all’estero nel 2011-24 corrispondono al 7% dei giovani residenti in Italia nel 2024. È quanto emerge dal Rapporto CNEL “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”, approvato dall’Assemblea lo scorso 4 dicembre e oggi ampiamente illustrato in una Guida uscita in edicola con il Sole 24 Ore.

Nel solo 2024 i giovani che hanno lasciato il Paese sono stati 78mila. Il saldo al netto degli immigrati è pari a -61mila. Nel 2024 il numero degli expat è il 24% del numero delle nascite. • Nel triennio 2022-2024 tra i giovani emigrati la quota di laureati è pari al 42,1%, in aumento rispetto al 33,8% dell’intero periodo 2011-24. • Ammonta a circa 160 miliardi di euro il valore del capitale umano uscito dal nostro Paese nel 2011-24. È il costo, stimato sul saldo migratorio, sostenuto dalle famiglie e, per la sola istruzione, dal settore pubblico, per crescere ed educare i giovani italiani emigrati. Le tre regioni con il valore maggiore sono Lombardia (28,4 miliardi),Sicilia (16,7) e Veneto (14,8). In termini di PIL il valore del capitale umano uscito dal Paese nel 2011-24 è pari al 7,5%.

Le prime dieci nazioni avanzate verso cui vanno i giovani italiani sono, in ordine alfabetico: Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svizzera e USA. Nel 2011-24 sono espatriati in questi Paesi 486mila giovani italiani. Nello medesimo periodo sono arrivati in Italia 55mila giovani cittadini di questi stessi Paesi. Quindi, nove italiani in uscita per uno straniero in entrata. • Nel 2011-24 si sono trasferiti dal Mezzogiorno al Centro-Nord, al netto di quelli che sono arrivati, 484mila giovani italiani. A questo capitale umano corrisponde un valore di 147 miliardi di euro, di cui 79 miliardi relativo al trasferimento dei giovani laureati, 55 a quello dei diplomati e 14 a quello dei non diplomati.

L’Italia, come tutti i Paesi avanzati, è destinataria di copiosi arrivi di persone originarie di Paesi più poveri. Al tempo stesso partono dal nostro Paese decine di migliaia di giovani cittadini italiani, diretti verso altri Paesi avanzati, senza che da questi stessi Paesi arrivino altrettanti giovani. È quest’ultimo aspetto – sottolinea il CNEL – che ci distingue. Così l’Italia sta perdendo una parte quantitativamente e qualitativamente importante della sua generazione giovane e qualificata: un esodo strutturale, non episodico, non compensato da arrivi equivalenti dagli altri sistemi economico-sociali avanzati. Rendere l’Italia più attrattiva per i giovani – conclude il CNEL – vuol dire risolvere i nostri ritardi culturali ed economici e fare quel salto qualitativo che permetterebbe al Paese sia maggiore crescita e sviluppo sia più alti standard di vita per tutti.

Il Rapporto CNEL riporta anche i risultati di un sondaggio condotto tra i giovani in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, relativamente sia alla spinta ad andare all’estero, che risulta molto più elevata in Italia, sia all’attrattività dell’Italia, decisamente bassa, soprattutto tra i giovani tedeschi. Il sondaggio conferma che i giovani italiani mettono sì al primo posto le migliori opportunità lavorative come motivazione per andare via, ma non molto sopra la maggiore efficienza dei sistemi pubblici, il riconoscimento dei diritti civili e la superiore qualità della vita. Il Paese più scelto dai giovani europei e statunitensi per trasferirsi all’estero è la Germania, con una quota pari al 20%. Segue il Regno Unito con il 16,9%, la Spagna con il 15,4%, la Francia con il 15,1%, la Svizzera con il 14,7%. L’Italia è scelta solo dall’1,9%, preceduta da Danimarca (3,2%) e Svezia (3,4%), che sono però molto più piccole per popolazione ed economia.

Prima destinazione dei giovani italiani emigrati è il Regno Unito, con una quota pari al 26,5%. La seconda è la Germania, con il 21,2% e a seguire Svizzera (13,0%), Francia (10,9%) e Spagna (8,2%). Le percentuali variano molto tra le diverse Regioni italiane. Quasi la metà degli altoatesini vanno in Austria e oltre un quarto in Germania. Dal Meridione si parte soprattutto per la Germania (30,4%, con 39,1% dalla Sicilia) e il Regno Unito (24,5%), poi in Svizzera (12,6%).

-Foto www.pexels.com-
(ITALPRESS).

Cina: musica come legame tra cuori, Chengdu incontra la Filarmonica Italiana

0

CHENGDU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Si dice che, dalla sua prima apparizione in Cina 15 anni fa, l’Orchestra Filarmonica Italiana abbia tenuto quasi 400 concerti in tutto il Paese. Andrea Cardinale, rinomato violinista appositamente invitato per il concerto di quest’anno a Chengdu, ha dichiarato: “Ogni visita in Cina rafforza la mia impressione di una nazione calorosa e dinamica. Oggi la musica funge da forte legame tra i nostri due Paesi, avvicinando ancora di più i nostri cuori”.

La sera del 25 dicembre, l’Orchestra Filarmonica Italiana ha presentato il Concerto di Capodanno 2026 presso la Chengdu City Concert Hall, offrendo al pubblico cinese una raffinata ed elegante festa artistica. L’anno 2026 segna il 55esimo anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, e questo concerto ha rappresentato anche una celebrazione speciale del 15esimo anniversario delle tournée dell’orchestra in Cina. Dall’annuncio dell’evento, il concerto ha attirato grande attenzione, richiamando non solo numerosi appassionati locali di musica classica, ma anche molti cittadini italiani espatriati, che lavorano e vivono a Chengdu, venuti appositamente per l’occasione.

All’interno dell’orchestra, la soprano Luisella de Pietro e il tenore Leonardo Gramegna formano una coppia artistica. Nei giorni precedenti l’esibizione, hanno voluto vivere da vicino la cultura delle case da tè di Chengdu e, nel tempo libero, passeggiare per le strade nei pressi dell’hotel. “Camminando per le strade di Chengdu si percepisce profondamente l’atmosfera rilassata e piacevole della vita cittadina. È molto simile allo stile di vita italiano e credo che i due luoghi condividano molte affinità nel loro atteggiamento verso la vita e l’arte”, ha raccontato de Pietro.

Gramegna ha riferito ai giornalisti: “I musicisti italiani nutrono un forte interesse per la musica cinese. Un mio amico sta attualmente sperimentando la creazione di opere musicali che fondono stili cinesi e italiani, ed è estremamente interessante”.

Sebbene il concerto sia iniziato in serata, l’orchestra era immersa in intense prove già nel pomeriggio. I musicisti hanno rifinito ripetutamente i brani, fermandosi spesso per discutere i dettagli e apportare modifiche, con appunti meticolosi sparsi sugli spartiti. Dietro le quinte di questo concerto, molte persone hanno contribuito con impegno silenzioso e dedizione. Alla Chengdu City Concert Hall, i giornalisti hanno osservato che, oltre agli artisti, i tecnici di palco sono arrivati in anticipo per testare più volte attrezzature come le luci, impegnandosi a offrire al pubblico un concerto di Capodanno impeccabile.

Il programma della serata includeva non solo classici occidentali come “Carmen Fantasy”, “Aragonesa Dance”, “Habanera” e “Toreador Song”, ma ha anche proposto appositamente brani familiari al pubblico cinese, come “Gli amanti farfalla” e “Ti amo, Cina”, regalando piacevoli sorprese ai presenti.

Quando la soprano ha intonato la melodia di “Ti amo, Cina”, l’intero pubblico non ha potuto fare a meno di unirsi al coro, creando un’atmosfera profondamente toccante. La signora Chen, che vive a Chengdu, conosceva già questa orchestra filarmonica di fama mondiale. Poter assistere alla loro esibizione nella sua città natale le ha dato grande gioia. Dopo il concerto, l’impatto artistico dei musicisti, degli strumenti raffinati e delle composizioni magistrali le ha lasciato un’impressione duratura.

Il direttore d’orchestra Nicola Marasco ha dichiarato: “Quest’anno ricorre il 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia. È per noi un grande onore esibirci per il pubblico cinese in un momento così speciale. Gli scambi culturali tra i nostri due Paesi hanno una lunga storia, che risale a secoli fa, ai tempi di Marco Polo. Ogni volta che veniamo in Cina sentiamo un calore sincero. Auspichiamo una cooperazione più profonda e duratura tra i nostri due Paesi nel campo della musica in futuro”.

(ITALPRESS).

Due decenni in Cina: azienda italiana resta salda e esplora nuove collaborazioni

0

NANCHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Guardando i bracci robotici muoversi con flessibilità nell’officina e rifinire la materia prima lungo la linea di assemblaggio fino a trasformarla in componenti automobilistici, la mente di Franco Barazzutti torna indietro di decenni. “Questi sono i miei giocattoli d’infanzia”, ha affermato Barazzutti.

È il presidente di Barazzutti Spa, un’azienda italiana che ha aperto una propria filiale nel 2005 nella città di Suqian, nella provincia orientale cinese del Jiangsu. “Sono state le case automobilistiche a chiedere a noi fornitori di trasferire parte della produzione in un Paese a basso costo”, ha ricordato il presidente, sottolineando che il costo inferiore della manodopera e dei terreni rappresentava il principale incentivo per le aziende europee a stabilire una filiale in Cina vent’anni fa.

Oggi la situazione è completamente diversa. È innegabile che la competitività cinese sotto questo aspetto non sia più quella di vent’anni fa, e ciò è dovuto essenzialmente all’aumento del costo del lavoro in Cina e al cambiamento del valore dei tassi di cambio, ha affermato il presidente.

Ma l’azienda italiana rimarrà fedele al mercato cinese. Durante una visita d’affari nel mercato messicano all’inizio di quest’anno, Barazzutti ha riscontrato che i costi in Cina sono svantaggiati rispetto al Messico, ma non ha preso in considerazione lo spostamento della base produttiva in America Latina, sebbene alcuni dei suoi clienti siano americani e geograficamente più vicini. “Preferiamo sostenere i costi aggiuntivi del trasporto via mare”, ha dichiarato il presidente, aggiungendo che la decisione è radicata nella filiera di approvvigionamento senza pari della Cina, che aiuta l’azienda a mantenere elevati profitti.

Secondo Shi Yuning, direttore generale della Jiangsu Alutec Precise Machinery Co., Ltd., la filiale di Suqian lo scorso anno ha venduto 28 milioni di blocchi di tubi per climatizzatori automobilistici, e il numero dovrebbe superare i 300 milioni nel 2025.

Barazzutti non ha dimenticato l’esitazione e l’ansia nel compiere il primo passo vent’anni fa, ma la professionalità del governo locale ha rapidamente conquistato la sua fiducia. “Fin dal primo giorno, le persone che ho incontrato mi hanno fatto capire che i loro piani di sviluppo erano concreti e ben fondati”, ha affermato il presidente, ricordando che l’allora sindaco di Suqian gli assicurò tutto il sostegno necessario per costruire e gestire l’azienda.

Anche la diligenza e l’efficienza dei dipendenti cinesi hanno colpito profondamente Barazzutti. “L’efficienza lavorativa del personale cinese rende i nostri prodotti più competitivi rispetto a quelli di altri Paesi”, ha commentato con soddisfazione.

Grazie alla produttività, l’azienda ha mantenuto operazioni stabili, crescendo dai circa 20 dipendenti agli oltre 300 di oggi, più del 70% dei quali lavora in azienda da oltre dieci anni.

L’azienda sta ora esplorando l’ingresso nel vasto mercato automobilistico cinese ed è in contatto con imprese del settore per valutare nuove collaborazioni.

Per Barazzutti Spa, restare in Cina non significa solo affrontare le sfide. Significa credere nella trasformazione, cogliere nuove potenzialità e crescere insieme a un mercato che continua a ridefinire la concorrenza globale.

“La nostra strategia non è mai stata quella del ‘mordi e fuggi’, ma piuttosto consiste nell’essere in grado di offrire risposte concrete, competitive e di lungo periodo al nostro mercato”, ha concluso il presidente.

(ITALPRESS).