domenica, Gennaio 11, 2026
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Agenti dell’ICE sparano e uccidono una donna a Minneapolis. Il sindaco “Andate via da qui”

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – A Minneapolis, a pochi isolati dal luogo dove cinque anni fa l’uccisione di George Floyd accese la miccia del movimento Black Lives Matter, la città torna oggi al centro di una tempesta nazionale. Una donna di 37 anni è stata uccisa durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE). C’è un video, le versioni sono opposte e la tensione è altissima. Secondo il Dipartimento della Sicurezza Interna, un agente avrebbe aperto il fuoco perché la donna avrebbe “usato il veicolo come un’arma” per tentare di investire gli agenti. Ma il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha smentito duramente questa ricostruzione in una conferenza stampa appena conclusa, definendola senza mezzi termini “bullshits” (stronzate!) e parlando di “uso sconsiderato del potere dei federali che ha portato alla morte di una persona”. Un’accusa frontale, rivolta non solo all’ICE ma anche all’amministrazione di Donald Trump, che in queste settimane ha intensificato le operazioni federali sull’immigrazione. L’episodio è avvenuto in un quartiere residenziale di classe media, a circa un miglio dal punto in cui Floyd venne ucciso dalla polizia nel 2020. Centinaia di persone si sono radunate sul posto, scandendo slogan per chiedere agli agenti federali di lasciare la città. La deputata democratica Ilhan Omar, che rappresenta il distretto, ha definito la vittima una “osservatrice legale”, aggiungendo un ulteriore elemento di frattura rispetto alla versione federale. Il contesto rende tutto ancora più esplosivo.

Minneapolis e il Minnesota vivono da mesi un clima di forte tensione, alimentato anche da commenti e attacchi razzisti provenienti dalla Casa Bianca contro la comunità somala, molto numerosa nello Stato. A questo si è sommato lo scandalo su alcune fondazioni accusate di frodare i programmi di welfare statali: un caso che la Casa Bianca ha usato per giustificare un maxi-intervento federale. Secondo l’amministrazione, fino a 2.000 agenti potrebbero partecipare all’operazione, destinata a durare settimane. Le autorità locali, però, sembrano ormai su un percorso di collisione aperta con Washington. Il presidente del Consiglio comunale di Minneapolis, Elliott Payne, ha definito la presenza dell’ICE “un fattore di escalation” e ha chiesto esplicitamente che gli agenti federali lascino la città. Anche diversi esponenti democratici dello Stato hanno accusato l’ICE di “seminare caos”. Il governatore Tim Walz ha invitato alla calma, ma senza nascondere la gravità del momento. Durante la conferenza stampa, il sindaco Frey ha lanciato un messaggio doppio. Da un lato, un avvertimento politico durissimo a ICE e a Trump “andatevene affanc…lo da Minneapolis e dal Minnesota” dall’altro un appello ai cittadini: rispondere all’odio e alla violenza non con altra violenza, ma con l’amore. Parole che ricordano da vicino il lessico morale emerso dopo l’uccisione di Floyd, ma che oggi risuonano in un clima ancora più polarizzato. La domanda ora è cosa succederà.

Negli ultimi mesi agenti federali impegnati in operazioni sull’immigrazione sono stati coinvolti in diverse sparatorie, da Chicago a Los Angeles. Almeno dieci casi sono stati segnalati dai media da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Minneapolis rischia di diventare il nuovo epicentro di uno scontro istituzionale e sociale che va ben oltre i confini della città: una prova di forza tra governo federale, autorità locali e una comunità che porta ancora le cicatrici aperte del 2020.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Napoli di rimonta, ma non basta: il Verona strappa il 2-2 al Maradona

NAPOLI (ITALPRESS) – L’Hellas Verona rallenta la corsa scudetto del Napoli. I campioni d’Italia, infatti, non vanno oltre il 2-2 contro i gialloblù nel match del Maradona, valevole per la 19esima giornata di Serie A: ai gol di Frese e Orban per il doppio vantaggio scaligero rispondono McTominay e Di Lorenzo, che evitano ai partenopei il ko interno. I padroni di casa spingono subito sull’acceleratore e all’8′ sfiorano il vantaggio con una conclusione sul primo palo di Elmas, che viene respinta da Montipò. Dopo un avvio di gara complicato, i veneti reagiscono alla grande e al 16′ trovano la rete del vantaggio con una magia di Martin Frese: Niasse arriva sul fondo e crossa per il danese che, di prima intenzione, gira la sfera in porta con un meraviglioso colpo di tacco. Quattro minuti più tardi Orban tenta il tiro dal limite dell’area, ma non centra lo specchio della porta. Il Napoli accusa il colpo e al 28′ deve fronteggiare anche un calcio di rigore assegnato, dopo revisione Var, da Marchetti per un fallo di mano di Buongiorno: sul dischetto si presenta Gift Orban, che supera Milinkovic-Savic e firma il raddoppio con il suo quinto gol stagionale. I ragazzi di Antonio Conte iniziano a macinare gioco, tanto che al 34′ vanno vicini a riaprire la contesa con Hojlund, il cui colpo di testa termina pochi centimetri oltre la traversa. Al 42′ gli azzurri si ritagliano un’altra grande occasione con McTominay, che riceve palla in area e calcia a botta sicura, ma colpisce in pieno Nunez.

Al termine dei 4′ di recupero, si va a riposo con il Verona in vantaggio 2-0. In apertura di ripresa Milinkovic-Savic compie un’uscita a vuoto, ma la difesa riesce a rimediare all’errore del portiere sventando la minaccia. Al 54′ anche Montipò esce a vuoto su un corner calciato da Lang e Scott McTominay ne approfitta per insaccare in rete, riaprendo così il match. Galvanizzato dal gol, il Napoli prova a cavalcare il momento positivo, sfiorando il pareggio al 60′ con Di Lorenzo, che non arriva su un pallone insidioso per una questione di centimetri. I partenopei creano un forcing asfissiante che al 72′ porta alla rete di Hojlund che però, dopo una revisione Var, viene annullato per un tocco di mano del centravanti. L’appuntamento con il pareggio è soltanto rimandato, poiché all’82’ gli azzurri acciuffano il 2-2 con Giovanni Di Lorenzo, che realizza la deviazione vincente sul cross di Marianucci. Nel recupero i padroni di casa si sbilanciano e rischiano su un clamoroso contropiede di Giovane che, a tu per tu con Milinkovic-Savic, spreca il match-point. Al Maradona, dunque, termina 2-2: gli scaligeri sorridono per un prezioso punto in ottica salvezza, gli azzurri compiono un passo falso nella lotta scudetto. In seguito a questo risultato, infatti, il Napoli sale a 38 punti in classifica, mentre l’Hellas Verona si porta a quota 13. I campani torneranno in campo domenica sera al Meazza per il big-match contro l’Inter; i veneti, invece, ospiteranno la Lazio al Bentegodi.

IL TABELLINO

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic 6; Di Lorenzo 6.5, Rrahmani 6, Buongiorno 5; Politano 6, Lobotka 6, McTominay 6.5, Gutierrez 5 (10’st Spinazzola 6); Elmas 5 (18’st Marianucci 6.5), Hojlund 5.5, Lang 5.5 (31’st Lucca 5.5). In panchina: Meret, Contini, Juan Jesus, Olivera, Prisco, De Chiara. Allenatore: Conte 6.

VERONA (3-5-2): Montipò 5; Nunez 6 (33’st Nelsson 6), Bella-Kotchap 5.5, Valentini 6; Bradaric 6.5, Niasse 6.5 (42’st Serdar sv), Gagliardini 6, Bernede 6.5, Frese 7; Sarr 5.5 (19’st Giovane 5.5), Orban 6.5 (42’st Mosquera sv). In panchina: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Yellu, Slotsager, Kastanos, Harroui, Ebosse, Cham, Al-Musrati. Allenatore: Zanetti 6.

ARBITRO: Marchetti di Ostia Lido 5.5.

RETI: 16’pt Frese, 28’pt Orban (rig); 9’st McTominay, 37’st Di Lorenzo.

NOTE: Serata piovosa, terreno di gioco appesantito dalla pioggia. Ammoniti: Orban, Bradaric, Bella-Kotchap. Angoli: 6-1 per il Napoli. Recupero: 4′; 7′.

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

Tragedia di Crans Montana, l’8 gennaio un minuto di silenzio anche nelle scuole siciliane

PALERMO (ITALPRESS) – L’8 gennaio, al riavvio delle lezioni dopo le festività natalizie, anche le scuole siciliane osserveranno un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico incendio avvenuto la notte di San Silvestro a Crans-Montana, in Svizzera. “La decisione vuole dare seguito alla disposizione del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara – dice il Direttore generale dell’USR Sicilia Filippo Serraper consentire anche agli istituti scolastici siciliani di unirsi al ricordo delle giovani vittime del tragico incendio ed esprimere vicinanza alle loro famiglie”.

– foto IPA Agency –

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Cina, nel 2025 investiti 1.280 mld di yuan per tutela risorse idriche

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha investito oltre 1.280 miliardi di yuan (circa 182,4 miliardi di dollari) nella costruzione di infrastrutture per la conservazione delle risorse idriche nel 2025, superando per il quarto anno consecutivo la soglia dei 1.000 miliardi di yuan, secondo i dati del ministero delle Risorse Idriche.

Lo scorso anno sono stati avviati complessivamente 47.563 progetti di conservazione idrica, creando 3,15 milioni di posti di lavoro a livello nazionale, ha dichiarato il ministro delle Risorse Idriche Li Guoying nel corso di una conferenza tenutasi a Pechino da lunedì a martedì.

Nel 2025 i dipartimenti competenti hanno inoltre compiuto progressi significativi nella prevenzione di disastri causati da alluvioni e siccità, nel ripristino degli ecosistemi fluviali e lacustri e nello sviluppo dei relativi sistemi digitali, ha affermato Li.

Secondo il ministero, la Cina ha continuato a rafforzare il proprio sistema di prevenzione di tali disastri, gestendo con successo lo scorso anno 913 alluvioni fluviali che hanno superato i livelli di allerta.

La China Water Exchange ha registrato circa 14.000 transazioni per un volume complessivo di acqua pari a 1,61 miliardi di metri cubi, un massimo storico. Ciò evidenzia l’efficacia delle ricerche innovative della Cina nel campo dei meccanismi per il risparmio idrico.

Li ha sottolineato la necessità di promuovere uno sviluppo di alta qualità nel settore della conservazione delle risorse idriche, tutelare la sicurezza idrica nazionale e contribuire alla conservazione delle risorse idriche per garantire progressi decisivi nel raggiungimento della modernizzazione socialista.(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Cina: Chongqing integra conservazione ecologica, sviluppo turistico (2)

CHONGQING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Delle persone osservano la gola di Qutang da una piattaforma panoramica a Chongqing, nella Cina sud-occidentale, il 9 giugno 2025. Come importante punto di accesso ecologico per il corso superiore del fiume Yangtze, Chongqing ha intensificato negli ultimi anni gli sforzi per la sua tutela ambientale. La città ha efficacemente preservato le aree lungo le sponde fluviali, rafforzandone la funzione di corridoi verdi di protezione. Sfruttando questi miglioramenti ambientali, ha sviluppato nuove attrazioni e punti di riferimento del turismo culturale. L’integrazione tra conservazione ecologica e sviluppo turistico ha favorito il turismo locale, contribuendo a migliorare il benessere dei residenti e la qualità della vita.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS)

Cina: Chongqing integra conservazione ecologica e sviluppo turistico (1)

CHONGQING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Delle persone visitano un parco sulla sponda di un fiume a Chongqing, nel sud-ovest della Cina, il 6 gennaio 2026. Come importante punto di accesso ecologico per il corso superiore del fiume Yangtze, Chongqing ha intensificato negli ultimi anni gli sforzi per la sua tutela ambientale. La città ha efficacemente preservato le aree lungo le sponde fluviali, rafforzandone la funzione di corridoi verdi di protezione. Sfruttando questi miglioramenti ambientali, ha sviluppato nuove attrazioni e punti di riferimento del turismo culturale. L’integrazione tra conservazione ecologica e sviluppo turistico ha favorito il turismo locale, contribuendo a migliorare il benessere dei residenti e la qualità della vita.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS)

Gli Stati Uniti sequestrano due petroliere legate al Venezuela. Stop alla russa “Marinera” nell’Atlantico e alla “Sophia” nei Caraibi

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti hanno sequestrato due petroliere legate al Venezuela. Si tratta della petroliera russa Marinera, che trasportava petrolio venezuelano nell’Atlantico, alla quale in un secondo momento si è aggiunta la petroliera Sophia, che si trovava in acque internazionali nel Mar dei Caraibi.

Dapprima, una petroliera russa, la M/V Bella 1, che trasportava petrolio venezuelano, sottoposto a sanzioni “che valgono in tutto il mondo”. Lo ha dichiarato il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, sul proprio profilo X. Hegseth ha così confermato il sequestro di una petroliera russa nell’Atlantico settentrionale. In precedenza il Comando Usa in Europa (Us European Command) aveva confermato il sequestro della nave per violazioni delle sanzioni statunitensi nei confronti del greggio venezuelano. “Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, hanno annunciato oggi il sequestro della M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni degli Stati Uniti”, si legge in un post su X. Secondo alcune ricostruzioni, la nave era da settimane nel mirino di Washington per violazione dei regimi sanzionatori.

Il tanker, ritenuto privo di una nazionalità effettiva e accusato di battere bandiere di comodo, sarebbe stato utilizzato per il trasporto di petrolio iraniano e venezuelano destinato al mercato nero, a beneficio di soggetti considerati ostili o legati a organizzazioni designate come terroristiche. L’operazione, coordinata dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla legislazione federale, ha visto il dispiegamento di un ampio ventaglio di assetti militari. Oltre a unità navali ed elicotteri impiegati per il tentativo di abbordaggio, Washington ha schierato velivoli da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon, specializzati nella lotta antisommergibile, e aerei da supporto AC-130J, impiegati per la sorveglianza e la protezione dell’area operativa. L’obiettivo era assicurare il controllo della nave e consentire l’imbarco di personale tecnico e di comando per condurla in sicurezza verso un porto designato.

Dal punto di vista giuridico, il caso solleva interrogativi complessi. La Federazione Russa ha infatti disposto la scorta della petroliera con proprie unità militari, inclusa la presenza di un sottomarino, rivendicando la necessità di proteggere una nave che nel frattempo risultava registrata sotto bandiera russa. Secondo fonti diplomatiche, la mossa russa è stata motivata dalla volontà di evitare un sequestro forzato in alto mare e di tutelare i propri interessi, pur senza intenzioni dichiarate di ingaggio diretto con le forze statunitensi. Il diritto marittimo internazionale consente l’intervento contro navi considerate apolidi o coinvolte in attività illecite, ma la presenza di una scorta militare di uno Stato sovrano e il cambio di bandiera in corso di navigazione rendono l’operazione particolarmente delicata, sia sul piano legale sia su quello politico.

SEQUESTRATA ANCHE LA PETROLIERA “SOPHIA” NEI CARAIBI

Le autorità statunitensi hanno poi sequestrato anche la petroliera Sophia, che si trovava in acque internazionali nel Mar dei Caraibi. Lo ha riferito il Comando meridionale degli Stati Uniti in un post su X. Il Dipartimento della Difesa, in coordinamento con il Dipartimento della Sicurezza Interna, ha intercettato una petroliera nelle ore precedenti l’alba. “La nave intercettata, la M/T Sophia, si trovava in acque internazionali ed era impegnata in attività illegali nel Mar dei Caraibi”, precisa il post.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).