sabato, Novembre 29, 2025
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Andrea e Giovanni Gabrieli: da Vicenza a San Marco, la musica che fece scuola in Europa

(articolo sui musicisti Gabrieli da VicenzaPiù Viva n. 302, sul web per gli abbonati).

Prima ancora di Giuseppe Apolloni, nato a Vicenza nel 1822, una figura musicale di spicco del XIX secolo, di cui abbiamo scritto sul numero di febbraio, nel cuore del Rinascimento musicale italiano, tra le botteghe di organari e le navate delle chiese, si dipana la storia di due musicisti vicentini d’adozione che fecero risuonare il nome della Serenissima in tutta Europa: Andrea Gabrieli e suo nipote Giovanni. Due generazioni, un’unica visione sonora: trasformare la musica sacra in un’esperienza immersiva, quasi teatrale, ben prima dell’invenzione dell’opera.

Andrea Gabrieli: le origini vicentine e il suono della modernità

Andrea Gabrieli nacque intorno al 1533, probabilmente a Venezia, ma le sue radici affondano a Vicenza, città con cui la sua famiglia mantenne legami importanti. Nella Vicenza dell’epoca si respirava già aria di rinnovamento, tra architettura palladiana e fermento culturale: è in questo contesto che si formano o vengono richiamati molti musicisti, e Andrea non fa eccezione.

Cominciò i suoi studi con Adriano Willaert, uno dei padri fondatori della scuola veneziana, che fu per lui un mentore fondamentale. Ma Gabrieli non si limitò a ripeterne lo stile: lo superò, portando nella musica sacra elementi teatrali, contrappunti audaci e un uso pionieristico dello “spazio sonoro”. Le sue composizioni per cori separati – a più cori collocati in diversi punti della chiesa – erano pensate per sfruttare l’acustica di San Marco come una cassa di risonanza viva. Un’idea che avrebbe ispirato generazioni di compositori fino a Bach.

Giovanni Gabrieli
Giovanni Gabrieli

Giovanni Gabrieli: l’eredità del maestro, con lo sguardo al futuro

Nato attorno al 1557, Giovanni era nipote di Andrea e suo allievo prediletto. Orfano di padre in giovane età, trovò proprio nello zio una figura paterna e una guida musicale. Quando Andrea morì nel 1585, Giovanni ne raccolse il testimone come organista della Basilica di San Marco, posizione di enorme prestigio.

Ma il giovane Gabrieli non si limitò a custodire l’eredità dello zio: la sviluppò. Fu tra i primi a indicare dinamiche e tempi nelle partiture, segnando un passo decisivo verso la musica moderna. Le sue “Sonate per strumenti” sono considerate antenate della musica orchestrale barocca. E non è un caso che tra i suoi allievi ci fosse anche Heinrich Schütz, che porterà lo stile veneziano fino alla Germania luterana.

Due vite tra cattedrali e salotti, con qualche aneddoto d’epoca

Tra le storie che circolano su Andrea, si racconta che fosse tanto severo nella vita quanto esplosivo nella musica. Pare che, durante una prova nella basilica di San Marco, abbia zittito un cantante che non seguiva il tempo con un secco “La musica si comanda, non si subisce”. L’aneddoto non è documentato, ma è credibile, conoscendo la sua determinazione nel far suonare ogni voce al posto giusto.

Giovanni, invece, aveva fama di spirito più mite e riflessivo. Si racconta che una volta rifiutò una corte principesca tedesca che lo voleva a tutti i costi come compositore residente, preferendo restare a Venezia. “Qui ho il mare, il suono e San Marco”, avrebbe detto. Difficile dargli torto.

Tomb of Giovanni Gabrieli in Santo Stefano, Venice
Tomb of Giovanni Gabrieli in Santo Stefano, Venice

Un’eredità che parte anche da Vicenza

Anche se la loro fama è legata a Venezia, non va dimenticato che la famiglia Gabrieli aveva origini vicentine, e non è raro trovare manoscritti, lettere e dediche che testimoniano i rapporti con la città del Palladio. In un’epoca in cui le distanze si misuravano a piedi o a cavallo, mantenere un legame tra due città così culturalmente vive era segno di appartenenza e orgoglio.

Oggi, i Gabrieli restano tra i padri nobili della musica occidentale, studiati nei conservatori e ascoltati nelle chiese e nei festival di tutto il mondo. E Vicenza può fregiarsi, almeno un po’, di averli visti nascere e crescere nel suono.

Servizio ferroviario Cina-Europa dà impulso a commercio euroasiatico

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Il servizio di treni merci Cina-Europa, avviato nel 2011, ha effettuato finora quasi 120.000 viaggi, rafforzando i collegamenti regionali e creando opportunità per le imprese lungo le tratte. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr/azn
(Fonte video: Xinhua)

Italian Sounding, Lollobrigida “Legge che aspettavamo da decenni, a giorni dovrebbe andare in aula”

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ROMA (ITALPRESS) – “Made in Italy significa essere un’eccellenza. L’elemento della qualità è quello che porta valore aggiunto. Noi competiamo sulla quantità, ma siamo i primi in termini di percezione della qualità del pianeta”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida in occasione dell’evento, organizzato nell’Hangar Lounge ITA Airways all’interno dell’Aeroporto di Roma Fiumicino, nell’ambito dell’iniziativa di ITA, in collaborazione con ORIGIN ITALIA, Fondazione Qualivita e il MASAF, che promuove il “Viaggio nelle eccellenze” DOP e IGP italiane”.

L’iniziativa, partita lo scorso 3 novembre, è dedicata alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari italiane a Indicazione Geografica, in sinergia con la candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. “Riuscire a raccontare attraverso ITA, che è un player fondamentale del trasporto, la qualità dei nostri prodotti, farli assaggiare, permette – ha continuato – di renderli irrinunciabili per l’alimentazione dei nostri concittadini e dei cittadini che vengono dal resto del mondo a visitare l’Italia riportando quello che hanno gustato nella loro percezione della qualità, della bontà del benessere e dei monumenti che sono legati ai nostri prodotti”. Questo, ha concluso il ministro “ha un valore di miliardi potenziali da aggiungere ai 70 miliardi di export che già abbiamo raggiunto come sistema Italia”.

“È una legge fondamentale che aspettavamo da decenni. In Parlamento giacevano testi da almeno tre lustri, con proposte di revisione del sistema sanzionatorio. Le sanzioni non servono tanto a perseguire quanto a rendere difficile poter copiare i nostri prodotti”, ha aggiunto Lollobrigida riguardo all’Italian Sounding.

“Stiamo lavorando con questa legge per mettere in condizione il nostro sistema virtuoso di essere più protetto. Crediamo – ha aggiunto il ministro – che il Parlamento dopo la proposta del governo porterà a termine questo tipo di percorsi e avremo una legge più solida più forte, che evidentemente sarà un elemento di deterrenza e di persecuzione dei reati migliorando la nostra capacità di garantire le regole. A giorni dovrebbe andare in Aula, dipende dai tempi del Parlamento, avevamo preso l’impegno di approvarla prima dell’estate e lo faremo”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina: robot in Hanfu danzano su palco di festival culturale nello Shandong

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Avvolti in elaborati Hanfu, i modelli robot hanno rubato la scena a un festival della cultura Hanfu nello Shandong, in Cina. (XINHUA/ITALPRESS)
mec/lcr/azn
(Fonte video: Xinhua)

L’appello del ministro Santanchè “Turisti arriveranno anche nei 12-18 mesi successivi alle Olimpiadi, bisogna utilizzare il buon senso”

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MILANO (ITALPRESS) – Sui prezzi dei biglietti delle Olimpiadi e dell’aumento della tassa di soggiorno “onestamente io non credo che sia un atto di ostilità con i grandissimi investimenti che si sono fatti, perché questi eventi sportivi sono anche acceleratori. Pensiamo a tutte le strutture che rimarranno dopo le Olimpiadi quindi è a beneficio delle comunità locali. Non vedo assolutamente niente di ostile”. Così il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, a margine della 27esima edizione di Italia Direzione Nord, in corso presso la Triennale di Milano.

“Faccio solo un appello agli albergatori e ai ristoratori di avere buon senso e pensare che non è durante le Olimpiadi che si ha il massimo del risultato, i turisti arriveranno nei 12-18 mesi successivi alle Olimpiadi. Il buon senso bisogna utilizzarlo”, ha sottolineato poi. In particolare, sulla tassa di soggiorno “io sono laica nell’aprire una discussione con le associazioni di categoria per capire, però. Se si parla di tassa di soggiorno bisogna fare una riforma strutturale perché dobbiamo capire bene come poter incidere, le risorse come vanno spese, ma non è in questa legge finanziaria. Il confronto si continuerà dopo con le associazioni di categoria”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

La Russa “Da Garofani frasi improvvide, ma non ho chiesto le sue dimissioni”

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MILANO (ITALPRESS) – “Esprimo piena solidarietà al presidente della Repubblica. Si è trovato tra capo e collo questa vicenda di cui non ha nessuna responsabilità, sono certo che non condivide le idee del suo consigliere”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, alla XXVII edizione di “Italia direzione Nord”, a Milano, rispondendo a una domanda sulle polemiche per le parole del consigliere del Quirinale, Francesco Garofani. “Che la Meloni non c’entrasse niente era evidente – ha sottolineato La Russa -. Un consigliere si è lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di considerazioni su governo e Meloni. E se lo ha detto non se ne può addossare la colpa al presidente della Repubblica. Una critica a quel consigliere però è assolutamente legittima. Fosse stato uno di destra oggi lo vedremmo appeso ai lampioni della città… È il segretario del Comitato di Difesa, si deve occupare della difesa. Credo che almeno quel ruolo forse è meglio che lo lasci a qualcun altro”.

“Spiace che avere risposto a una domanda sul Consigliere Garofani possa pensare di far riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al Presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse in maniera troppo sincera, che Garofani potrebbe essere imbarazzato a svolgere il ruolo non di Consigliere ma di Segretario del Comitato Supremo di Difesa. Ma non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto”ha poi precisato La Russa.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Roma sola in vetta, precede Milan e Napoli

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Era difficile che il Derby, pur con le egregie pagine della sua storia, potesse mantenere l’emozione suscitata poco prima dall’Italia del tennis, eppure c’è riuscito il Milan con il gol di Pulisic al ’54 e l’impresa di Maignan che venti minuti dopo ha parato il rigore di Chalanoglu. Roba di calcio – direte – episodi che da qui a maggio si moltiplicheranno. E’ vero. Quel ch’è successo a Bologna è un’altra storia. Gli entusiasti della racchetta torneranno al pallone oppio dei popoli. Inter e Milan si sono presentate a San Siro dopo il trionfo dell’Italia di Berrettini, Cobolli, Sonego, Bolelli, Vavassori e capitan Volandri in Coppa Davis, sollecitando confronti certo forzati (ma ormai di moda grazie agli ascolti televisivi di Sinner) e tuttavia giustificati dai risultati delle due Nazionali (o meglio, delle due Federazioni). Avrei voluto rappresentare le risorse azzurre fornite dai due club, mi son dovuto accontentare degli interisti prestati alla Patria – Bastoni, Acerbi, Dimarco, Barella, Frattesi e Pio Esposito – con un filo di nostalgia suscitata dal Milan, ricordando Rivera, il più azzurro dei rossoneri. Binaghi ha una squadra poderosa che può permettersi l’assenza di Sinner (“Ha avuto ragione Jannik, aveva detto che non c’era bisogno di lui perchè avevamo uno squadrone. Ed è successo”). Gravina, come Diogene, continua a girare con la lanterna accesa giorno e notte cercando disperatamente l’Uomo Azzurro per Gattuso.
E intanto Allegri, con un pugno di giocatori fatti squadra da poco – mentre l’Inter ha già assunto un profilo rassicurante – si rifugia nelle antiche magie tattiche e porta a casa punti preziosi. Se potesse inventarsi un Lodetti da affiancare a Leao avrebbe una squadra più bella, degna dell’antico Milan. E tuttavia poco utile alla Nazionale.
Mentre la Juve di Spalletti è identica a quella di Tudor – altri tre pareggi per sopravvivere – il campionato è fortunatamente rallegrato dalla Roma e dal Bologna, le Impreviste che lontane dalle prime pagine hanno badato a lavorare per le cronache. E per il vertice della classifica oggi occupato dalla Roma mentre il Bologna s’affaccia in zona scudetto.
Questa è la più importante risorsa del nostro calcio, grazie all’opera di tecnici come Gasperini e Italiano che si ispirano ad Antonio Conte, il Grande Lavoratore aggredito dai sindacalisti della chiacchiera. Un momento difficile? Invece di mandare in ritiro la squadra è andato in ritiro lui alla ricerca dell’Intensità perduta. Pochi capiscono che una squadra di calcio può reagire alle assenze per infortuni e capricci solo moltiplicando l’impegno di chi resta: e i giocatori che non ci stanno – come a Napoli è già successo con Ancelotti – tanto vale sbolognarli a gennaio.

Milano Cortina 2026, con Coca-Cola il viaggio della fiamma olimpica diventa un percorso che celebra sport, musica e condivisione

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MILANO (ITALPRESS) – Coca-Cola, in qualità di Presenting Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, svela le attività che renderanno questo evento “un momento unico e memorabile, nel segno dei valori dello sport, della musica e della condivisione”, si legge in una nota. Dal 6 dicembre, per 63 giorni, la Fiamma Olimpica attraverserà l’Italia collegando territori, culture e persone, permettendo a tutti di vivere i valori condivisi da Coca-Cola e dal Movimento Olimpico. Alle ore 20:30 del 5 dicembre The Coca-Cola Music Fest – Il Viaggio della Fiamma Olimpica accenderà lo Stadio dei Marmi di Roma, tempio dello sport italiano: un concerto gratuito, una celebrazione di musica, sport, emozioni e valori olimpici, accessibile a tutti, per dare vita a un omaggio collettivo dello straordinario viaggio che porterà la Fiamma Olimpica in tutta Italia. Sul palco si alterneranno Mahmood, Noemi, The Kolors, Tananai e Carl Brave in uno spettacolo unico che intreccia intrattenimento, spirito sportivo e orgoglio nazionale, segnando l’inizio di un viaggio simbolico destinato a unire tutto il Paese. Con questa serata, Coca-Cola vuole offrire emozioni uniche, creare momenti indimenticabili e celebrare i valori olimpici che uniscono e ispirano l’Italia.

“Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è un percorso che parla di connessione reale: unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza che appartiene a tutti. Uno straordinario viaggio per far vivere all’intero Paese i valori Olimpici – ha dichiarato Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola -. Anche grazie agli appuntamenti che animeranno l’Italia nelle prossime settimane, e ai tedofori che abbiamo contribuito a scegliere, vogliamo renderlo un momento di partecipazione attiva, vicino alle persone, alle città e alle loro comunità. Dal 1928 al fianco del Movimento Olimpico, Coca-Cola continua a credere nel potere dello sport come linguaggio universale capace di avvicinare le comunità e ispirare le nuove generazioni. Vogliamo che ogni tappa sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, positività e un senso collettivo di appartenenza”.

Coca-Cola accompagna “Il Viaggio della Fiamma Olimpica” scegliendo tedofori capaci di raccontare messaggi diversi: l’impegno sociale, lo sport, la musica e la cultura pop; ciascuno di loro incarna un modo unico di vivere e raccontare i valori olimpici, dimostrando come la passione, la determinazione e l’inclusione possano ispirare e unire le persone. Nel mondo della musica, figurano nomi come Noemi, cantante dalla voce unica, capace di trasmettere con le sue canzoni sentimenti forti ed empatia, Stash, frontman dei The Kolors, gruppo che fa della musica un linguaggio universale che crea connessione, appartenenza e comunità e Mahmood, esempio di determinazione, autenticità e integrazione, capace di ispirare milioni di persone. Nel mondo dell’intrattenimento, alcuni protagonisti della cultura pop italiana tra cui Benedetta Parodi e The Jackal. Tra i più amati e rappresentativi sportivi italiani figurano Simone Barlaam, Myriam Sylla, Deborah Compagnoni, Ivan Zaytsev, Mara Navarria e Ciro Ferrara.

Accanto a loro, figurano realtà simbolo di impegno civile e coesione sociale, come Banco Alimentare, Croce Rossa Italiana, Junior Achievement, Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti e Marevivo, che testimoniano come lo Spirito Olimpico possa essere un’occasione concreta per promuovere solidarietà, collaborazione e impegno sociale.

“Il momento è arrivato: sta per iniziare una delle fasi più significative dei Giochi Olimpici. Il Viaggio della Fiamma, progetto emozionante e ricco di significato, è pronto a coinvolgere tutto il Paese e a donare magia a ogni comunità. Grazie al sostegno di Coca-Cola, il Viaggio è oggi universalmente riconosciuto come un momento simbolico di celebrazione e di festa. Questa esperienza italiana sarà inedita, autentica e speciale: un ponte tra sport e territori, omaggio alle tradizioni e all”unicità di un Paese amato in tutto il mondo per la sua cultura e la sua storia. Saranno 63 giorni di grandi emozioni che resteranno per sempre nella memoria delle persone. Un Viaggio sensazionale che troverà la sua massima espressione il 6 febbraio, quando i riflettori si accenderanno per dare il via alla Cerimonia che darà inizio al più grande evento sportivo del mondo”, ha commentato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director Milano Cortina 2026.

Il Truck Coca-Cola sarà tra gli elementi più iconici del Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026: “un’esperienza itinerante di luce, suono e movimento che accompagnerà i tedofori lungo il percorso, accendendo l’entusiasmo del pubblico e trasformando ogni tappa in un momento di festa condivisa”, prosegue la nota.

Il Coca-Cola Village sarà l’epicentro dinamico di questo racconto: uno spazio aperto, inclusivo, dove musica e cibo convergeranno per creare una celebrazione collettiva e coinvolgente. Ogni sera, in ogni città si terrà un vero spettacolo, una serie di attivazioni pensate per accendere l’entusiasmo delle persone e celebrare l’arrivo della Fiamma Olimpica.

“Il Viaggio della Fiamma Olimpica è un’occasione unica per celebrare l’Italia che si muove insieme: città, persone, passioni e culture che si incontrano e si riconoscono. Con questo progetto vogliamo trasformare l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza partecipativa, accessibile a tutti e vicina alle comunità, in cui musica, sport, cibo e iconicità si intrecciano per generare nuovi momenti di condivisione. È questo lo spirito con cui accompagniamo il Paese verso Milano Cortina 2026.” ha commentato Andrea Bombrini, Marketing Director Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola.

– Foto ufficio stampa Coca-Cola –

(ITALPRESS).

Ordine dei Biologi della Sicilia “Prendiamo le distanze dalle parole di D’Anna su Pitzalis”

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PALERMO (ITALPRESS) – L’Ordine dei Biologi della Sicilia esprime una ferma presa di distanza dalle recenti dichiarazioni rese a titolo personale dal Senatore Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) sul sito istituzionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) rivolte a Valentina Pitzalis, sopravvissuta a un brutto episodio di violenza dopo essere stata bruciata dal marito. D’anna è stato protagonista di un post infelice: “Perché c’è a chi piace cruda ed a chi cotta la moglie” e successivamente è intervenuto sostenendo di essere stato frainteso.

“La decisione del Presidente D’Anna di emettere un comunicato ufficiale, e pubblicare la propria posizione sui canali della Federazione, ha conferito a questa triste vicenda un carattere istituzionale, coinvolgendo l’intera comunità professionale e rendendo necessario un intervento chiaro e tempestivo da parte dell’Ordine dei Biologi della Sicilia” si legge nella nota. Nel documento ufficiale, firmato dai Consiglieri del Direttivo, dal Collegio dei Revisori e dal Consigliere FNOB Diego Virgone, viene ribadito che “non è possibile tacere” di fronte a parole che possono essere interpretate come offensive o lesive della dignità delle donne. Una presa di posizione ispirata, in modo metaforico e civile, alle parole di don Peppe Diana: ‘Per amore del mio popolo non tacerò’. Con quello stesso spirito, l’Ordine siciliano afferma “di voler tutelare la professione, la dignità della persona e i valori fondamentali del rispetto”. Il testo sottolinea inoltre la responsabilità che ricade su chi ricopre ruoli di rappresentanza: “le parole, si ricorda, hanno un impatto profondo e possono curare o ferire, costruire o distruggere”.

L’Ordine ribadisce che nella propria governance il rispetto verso le donne costituisce un valore imprescindibile, che guida ogni scelta e ogni forma di comunicazione. L’appello conclusivo invita a una riflessione collettiva sull’uso del linguaggio, affinché esso sia sempre strumento di tutela, dialogo costruttivo e promozione della dignità umana. “L’Ordine dei Biologi della Sicilia conferma così il proprio impegno a difesa della vita, della dignità e di una cultura professionale fondata sul rispetto, rinnovando la volontà di rappresentare con responsabilità e serietà l’intera comunità dei biologi siciliani” conclude la nota.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Todde “Contro la violenza di genere serve una rete interdisciplinare forte”

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CAGLIARI (ITALPRESS) – “La violenza di genere non è un fenomeno che si affronta solo con strumenti medici o psicologici: richiede competenze legali, sociali, educative e culturali. L’interdisciplinarità è la vera forza di questa rete”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, oggi a Cagliari all’ARNAS Brotzu per la giornata di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza contro le donne. L’iniziativa, caratterizzata da un programma multidisciplinare, ha riunito professionisti del settore sanitario, giuridico, sociale, educativo e culturale.

Todde ha ricordato il messaggio che l’evento intende trasmettere all’intera comunità:Alle donne dobbiamo dire con chiarezza che non sono sole. Lo facciamo attraverso il lavoro quotidiano del Codice Rosa, dei percorsi di accoglienza e tutela, attraverso la collaborazione con tribunali, procure, forze dell’ordine, centri antiviolenza e servizi sociali. Ma il contrasto alla violenza non può essere compito esclusivo di chi opera nel settore: deve coinvolgere tutti”.

Un passaggio significativo del suo intervento ha riguardato le barriere economiche che spesso impediscono alle vittime di denunciare: “Molte donne non denunciano perché temono di trovarsi senza indipendenza economica, senza sicurezza, con responsabilità di cura che ricadono solo su di loro. Su questo dobbiamo fare di più. Gli strumenti economici sono fondamentali”.

Poi su stereotipi e discriminazioni: “Le parole possono ferire come pietre. È inaccettabile sminuire o ridicolizzare questi temi, relegandoli a una nicchia. La violenza va contrastata ogni giorno, non solo nelle giornate dedicate. Nessuna persona dovrebbe essere svalutata o sottoposta a pressioni solo perché ritenuta debole o fuori dagli standard sociali”.

Poi sulla necessità di incentivare la presenza femminile nei percorsi di studio su materie STEM: “Ho visto, in Afghanistan, cosa significa cancellare culturalmente le donne sin dall’infanzia, impedendo alle bambine di accedere all’educazione, alle professioni, ai diritti. È una cultura lontana, ma alcune dinamiche striscianti le riconosciamo anche nel nostro paese. Quando si scoraggiano le bambine nelle materie STEM, quando si continua a pensare che l’unico ruolo possibile sia la cura, si alimenta un modello che dobbiamo rifiutare”.

– Foto Regione Sardegna –

(ITALPRESS).