sabato, Maggio 16, 2026
Home Blog Pagina 188

Cina: foto dello sciame meteorico delle Geminidi visto dal Sichuan (1)

KANGDING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Questa foto, scattata il 14 dicembre 2025, mostra lo sciame meteorico delle Geminidi nel cielo sopra il lago Niujiaohai, nella contea di Ganluo, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan. Lo sciame, uno dei più spettacolari dell’anno, ha raggiunto il suo picco il 14 dicembre.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Mattarella “La comunità internazionale sostenga il cessate il fuoco a Gaza”

ROMA (ITALPRESS) – “La tragedia di Gaza, con il suo carico di sofferenza civile e il persistente alto rischio di escalation, continua a esporre il Medio Oriente a nuove lacerazioni. Il raggiungimento del cessate il fuoco, per quanto fragile, richiede il fermo sostegno di tutta la comunità internazionale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori a Roma.

xi2/sat/mca1
(Fonte video: Quirinale)

Focus Salute – Fibromi uterini, quali sono le terapie più efficaci

MILANO (ITALPRESS) – Fibromi dell’utero: quali sono le terapie più efficaci? Nel centoquattordicesimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, analizza le tre grandi linee di terapia dei fibromi: medica, con farmaci; con radiologia interventistica; oppure con chirurgia, approfondendo indicazioni e limiti di ciascuna scelta terapeutica.

sat/gsl

Milano, 21 misure cautelari per furti ad anziani e riciclaggio

MILANO (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal Gip del tribunale di Milano, a carico di 21 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla Commissione di furti, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio.

Di questi indagati, 1 era già detenuto per altra causa, 6 sono stati associati in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 5 sono stati sottoposti all’obbligo di dimora. Il provvedimento, scaturisce da un’indagine, convenzionalmente denominata “Altro Mondo”, condotta dal Nucleo Investigativo di Milano e coordinata dalla Procura di Milano, avviata a partire dal 2023, come risposta alla recrudescenza di reati contro il patrimonio (in particolare furti, rapine e truffe), commessi prevalentemente in danno di soggetti vulnerabili con la tecnica del “finto Carabiniere”.

Il modus operandi adottato è risultato essere il prodotto di una meditata strategia. Il contatto con le vittime — sempre anziane e colte nel loro rientro solitario a casa — avveniva con l’utilizzo da parte degli indagati di materiale e segni distintivi delle forze dell’ordine per confonderle e disorientarle per accedere più agevolmente all’interno delle abitazioni e così derubarle in pochi attimi, senza dar loro la possibilità di rendersi conto di quanto stesse effettivamente accadendo.

Le indagini hanno consentito di individuare un gruppo di matrice sinti, con una propria “base operativa” nel quartiere di Muggiano, alla periferia ovest di Milano, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio (prevalentemente furti in abitazione) ma soprattutto alla ricettazione e al riciclaggio, anche all’estero, dei beni illecitamente ottenuti. Nello specifico, sono state ricostruite le responsabilità in ordine a 12 furti di cui 10 commessi con la tecnica del “finto Carabiniere” nonché 15 episodi di ricettazione, 8 di riciclaggio e 2 di autoriciclaggio commessi tra l’Italia, la Svizzera e il Belgio.

In particolare, è emerso che gli indagati in più occasioni, utilizzando un camper come copertura, avevano trasportato all’estero ingenti quantitativi di gioielli e preziosi di provenienza delittuosa, al fine di riciclarli con la complicità di alcune gioiellerie e compro oro compiacenti. Complessivamente, il valore economico dei beni illecitamente acquisiti nell’ambito dei fatti contestati è stato quantificato in circa 2,5 milioni di euro.

Tra i destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari anche una donna di 96 anni di origine sinti, coinvolta attivamente in numerosi episodi di ricettazione nonché sodale e capostipite del gruppo, del quale sorvegliava la base logistica situata nel quartiere di Muggiano. Nel corso delle perquisizioni a carico degli indagati, svolte anche in Svizzera con l’ausilio dell’Ufficio Federale della Dogana e della Sicurezza dei Confini, sono stati rinvenuti, e posti sotto sequestro, 43 mila euro circa in contanti, numerosi orologi di lusso, lingottini d’oro, borse e monili preziosi ma anche radio trasmittenti, scanner per l’individuazione di microspie e due pistole scacciacani.

Nel corso dell’indagine, sono già stati sottoposti a sequestro, perché provenienti da attività illecite, 15.000 euro in denaro contante, numerosi orologi, borse e gioielli di lusso, preziosi vari, per un valore complessivo di circa 500.000 euro e anche una pistola a salve, trovati occultati in un nascondiglio ricavato in una controsoffittatura presente all’interno di un’abitazione. Inoltre, sono già stati arrestati due uomini, italiani di 30 e 44 anni, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Milano, perché ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di plurimi episodi di furto aggravato in abitazione, commessi, nelle province di Milano, Monza Brianza e Livorno, tra il 6 giugno e il 14 luglio 2023, in danno di persone anziane.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

Vita (Amplifon) “Puntiamo su innovazione e competenze dei nostri specialisti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro settore è a elevato contenuto tecnologico. In Amplifon utilizziamo le tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, in fase di diagnosi, per il customer care e tutto quello che è legato alla gestione del cliente. Ma la componente tecnologica è solo una parte di ciò che offriamo ai nostri pazienti: le doti professionali ed empatiche dei nostri specialisti sono cruciali per ottenere un’esperienza e un risultato qualitativamente eccellente”. E’ quanto dichiara Enrico Vita, CEO di Amplifon, in un articolo del Corriere della Sera di oggi sul lancio della nuova app per il servizio clienti della società, tra i leader mondiali nelle soluzioni per la cura dell’udito.
La sfida era passare da una app pensata come strumento di controllo per gli apparecchi acustici a una piattaforma digitale integrata, capace di accompagnare la persona lungo tutto il percorso di cura dell’udito, un hub digitale per la salute uditiva, che integra tecnologia, accessibilità e supporto al paziente. Con questo obiettivo Amplifon ha lanciato una nuova app per rafforzare il servizio clienti da remoto. La app, che a differenza della precedente versione è estesa per alcune funzionalità anche ai non clienti, è potenziata con nuovi servizi come l’assistente AI 24 ore su 24 e uno screening audiometrico su smartphone.
Il progetto è stato sviluppato da AmplifonX, la divisione di Ricerca e Sviluppo del Gruppo. Con sedi a Milano e Napoli, AmplifonX opera di fatto come una startup interna, composta da cinquanta persone tra sviluppatori, esperti di analisi dei dati e designer.
“Da sempre per Amplifon, fondata a Milano nel 1950 e oggi presente in 26 paesi con oltre 10.000 centri audiologici e più di 20.000 persone, il tema dell’assistenza e della prevenzione è centrale – scrive la società in una nota -. Dopo un primo lancio in Francia, Nuova Zelanda, Portogallo e Stati Uniti, l’utilizzo dell’app si è di recente allargato anche ad Australia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera. Un’estensione internazionale che conferma la volontà del Gruppo di offrire un’esperienza digitale coerente e avanzata in tutti i mercati chiave”.
Entro fine dicembre, inoltre, la società lancerà in Cina la Amplifon Product Experience (APE), ovvero la linea di prodotti a marchio Amplifon, rafforzando il proprio brand e l’esperienza per i consumatori cinesi. La Ape, introdotta nel 2025 anche in Argentina e Cile, è ora presente in 15 dei 26 paesi nei quali opera la società.

– foto ufficio stampa Amplifon –
(ITALPRESS).

L’otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Vittorio Veneto prima in Italia, Stefani: “Costante punto di riferimento”

VENEZIA (ITALPRESS) – “L’eccellenza dell’otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Vittorio Veneto ha una lunga storia, che si perpetua oggi con un nuovo primato nazionale sul fronte degli interventi sul tumore alla laringe. Secondo il Programma Nazionale Esiti di Agenas, l’equipe del dottor Andy Bertolin ne ha eseguiti ben 184 superando l’Istituto Regina Elena di Roma che si è fermato a 130. E’ una patologia invasiva, pericolosa e in grado di incidere gravemente sui pazienti, motivo per il quale il nostro orgoglio per il primato ottenuto è ancora più grande”. Così, il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, si complimenta con l‘ospedale vittoriese, risultato, secondo i dati Agenas, il migliore in Italia per gli interventi contro il tumore alla laringe.

“Negli anni – aggiunge Stefani – la straordinaria sapienza clinica si è tramandata da primario a primario, da chirurgo a chirurgo, rimanendo così un costante punto di riferimento a livello nazionale e un presìdio fondamentale per i malati di tutto il Veneto e d’Italia. A Vittorio Veneto, come in tanti altri territori del Veneto, si conferma una caratteristica che è soltanto nostra: la capacità di erogare sanità d’eccellenza anche negli ospedali territoriali oltre che nei grandi Hub. Così come è un vanto della sanità veneta la diffusione ovunque di nuove tecnologie, per la diagnosi e la cura di patologie anche complesse”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Andrea Bocelli a Venezia, concerto in Piazza San Marco in programma il 27 giugno 2026

VENEZIA (ITALPRESS) – La grande musica torna protagonista dell’estate veneziana. Il Maestro Andrea Bocelli farà tappa a Venezia con un concerto straordinario in Piazza San Marco, in programma sabato 27 giugno 2026, nell’ambito del suo tour mondiale organizzato da City Sound & Events.

Il celebre tenore ha scelto uno dei luoghi più iconici e suggestivi al mondo per celebrare un anniversario speciale: i trent’anni di “Romanza”, l’album che ha segnato una svolta nella sua carriera e che detiene ancora oggi il primato di disco di un artista italiano più venduto a livello globale, con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo. Nel cuore della Serenissima, Andrea Bocelli porterà in scena un repertorio che ha fatto la storia della musica, in un appuntamento destinato a restare nella memoria del pubblico. Le note del bel canto risuoneranno in un contesto unico, dove arte, storia e bellezza si fondono creando un’atmosfera senza tempo.

Arte, musica e identità nazionale: a “Che magnifica impresa”, in onda martedì 16 dicembre alle 15.25 su Rai 3, Mario Sechi racconta la storia dell’Opera italiana, un tesoro riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, oltre che un’importante macchina produttiva, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dall’Unesco nel 2023.

Tutto comincia con la nascita del melodramma nelle corti rinascimentali e nei teatri veneziani, per poi proseguire nei fasti del bel canto del Seicento e Settecento, fino all’esplosione romantica dell’Ottocento, legata ai grandi nomi di Rossini, Donizetti, Bellini, Verdi e Puccini. Un’avventura che non si ferma alla tradizione, ma si proietta nel futuro, grazie alle reinterpretazioni contemporanee e ai giovani talenti che oggi tengono viva questa straordinaria forma d’arte.

Ad accompagnare Mario Sechi in questo viaggio nell’Opera italiana saranno il giornalista Enrico Stinchelli, il sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala Fortunato Ortombina, il soprano Eleonora Buratto in collegamento da Valencia e il Maestro Michele Mariotti dal Teatro dell’Opera di Roma. La puntata offre, inoltre, uno sguardo dietro le quinte alla grande macchina artigianale e artistica della Scala, con gli interventi del Maestro del coro Alberto Malazzi e dei capi reparto Emanuela Finardi e Stefano Togni

-Foto ufficio stampa Comune di Venezia-
(ITALPRESS).

Crosetto “Le infrastrutture spaziali vanno difese, sono la spina dorsale di servizi essenziali”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo un momento difficile, una situazione storica, probabilmente, senza precedenti : a oggi, in questo momento, ci sono 50 conflitti aperti nel mondo. In questo contesto il dominio spaziale, insieme a quello cibernetico, è diventato un nuovo terreno di scontro, tutti i giorni a rischio di spionaggio, di sabotaggio, lo spazio si è trasformato da ambiente privilegiato, da cui erogare servizi, a dominio critico, caratterizzato, ogni giorno, più da minacce”. Lo ha detto Guido Crosetto, ministro della Difesa, intervenendo al convegno “La governance dello spazio – Giornata nazionale dello spazio 2025”. “Le infrastrutture spaziali, come ogni altra infrastruttura, vanno difese perché sono diventate ormai la spina dorsale di servizi essenziali” ha aggiunto Crosetto” che se a rischio ci metterebbero in crisi, metteremo in crisi la nostra economia, la nostra società, il nostro modo di vivere. Il dramma è che già oggi, in questo momento, mentre vi parlo, esistono e navigano i satelliti ostili, realizzati non per dare servizi, ma per spiare, acquisire dati o colpire altri satelliti”.

Per il ministro Crosetto questo “ci obbliga a cambiare approccio rispetto a quello che abbiamo avuto fino adesso, dobbiamo cercare un approccio più intelligente, strategico, flessibile pensando alla complessità e ai costi, di cosa significa accedere allo spazio ed è un discorso che ho sentito prima di cui ho sentito prima a parlare perché bisognerebbe avere l’approccio allo spazio, approccio che parta necessariamente dai temi della difesa”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Nasce l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, Calderone: “Luogo aperto e di confronto”

ROMA (ITALPRESS) – Nasce l’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro. Con la firma, oggi, del decreto ministeriale previsto dalla legge n. 132 del 2025, che recepisce l’AI Act europeo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali istituisce ufficialmente l’Osservatorio sull’adozione di sistemi di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, la prima cabina di regia pubblico-sociale dedicata a monitorare e governare l’impatto dell’IA su occupazione, competenze, diritti e condizioni di lavoro.

L’Osservatorio rappresenta la risposta italiana all’AI Act nel contesto lavorativo e traduce in strumenti concreti i principi affermati dal G7 Lavoro di Cagliari e confermati dal G7 di Kananaskis, puntando su una governance pubblica e partecipata della trasformazione tecnologica.

“Abbiamo scelto di costruire l’Osservatorio come una cabina di regia, un luogo aperto e stabile di confronto in cui istituzioni, parti sociali ed esperti lavorano insieme per governare il cambiamento e supportare le decisioni pubbliche – dichiara il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone Non vogliamo che siano gli algoritmi a decidere il destino delle persone. Le decisioni sul lavoro devono restare umane, responsabili e verificabili”.

Presieduto dal Ministro, l’Osservatorio riunisce istituzioni, autorità, parti sociali ed esperti ed è articolato in un Comitato di indirizzo, una Commissione Etica, una Consulta delle parti sociali e quattro Comitati tecnico-scientifici tematici.

Tra le sue funzioni principali figurano la definizione della strategia nazionale sull’IA nel lavoro, il monitoraggio degli impatti su produttività, occupazione e condizioni lavorative, l’individuazione dei settori e delle professioni più esposte all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale e l’aggiornamento continuo delle Linee Guida nazionali.

L’Osservatorio opererà come strumento stabile di indirizzo pubblico, con l’obiettivo di accompagnare l’innovazione tecnologica tutelando dignità, diritti e qualità del lavoro e supportando le politiche di formazione e di occupazione. L’avvio operativo dell’Osservatorio è previsto all’inizio del 2026, con la nomina di tutti i componenti e la pubblicazione dei primi documenti strategici e di analisi.

Già individuato, invece, il Presidente della Commissione etica, annunciato oggi durante la presentazione pubblica dell’Osservatorio e delle Linee Guida sull’adozione dell’IA nel mondo del lavoro.

A guidare l’organismo che fornirà all’Osservatorio un orientamento etico generale per l’utilizzo dell’IA nel mondo del lavoro sarà p. Paolo Benanti, professore all’Università Luiss Guido Carli e Presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “L‘etica non deve essere percepita come un freno all’innovazione, ma come la bussola necessaria per orientare la trasformazione digitale verso il bene comune – afferma Benanti – In seno all’Osservatorio, il nostro compito sarà garantire che l’efficienza degli algoritmi non calpesti mai la dignità della persona: l’intelligenza artificiale deve restare uno strumento per potenziare il lavoro umano, non per disumanizzarlo”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Disturbo cognitivo lieve, il 10% evolve in demenza nell’arco di due anni

ROMA (ITALPRESS) – Circa il 10% dei soggetti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) arruolati nello studio europeo AI-MIND è progredito verso una forma di demenza nell’arco di 24 mesi, mentre circa il 20% ha mostrato un declino cognitivo consistente rispetto al tempo 0, pur permanendo ancora in una condizione di MCI. Si tratta dei primi risultati emersi dall’analisi di una coorte di 1.022 soggetti seguiti in quattro centri clinici europei (Madrid, Oslo, Helsinki e Roma), presentati oggi a Roma in occasione dell‘XI ed ultima Assemblea Generale del progetto europeo Artificial Intelligence MIND (AI-MIND) organizzata da IRCCS San Raffaele Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore (Prof.ssa Rossella Di Bidino), IRCCS Fondazione Policlinico A. Gemelli (Prof. Camillo Marra) e dalla start-up/spin-off accademico Neuroconnect (Prof. Fabrizio Vecchio).

“Il disturbo cognitivo lieve rappresenta uno stadio intermedio tra un normale e fisiologico invecchiamento del cervello e una degenerazione patologica come quella osservata nelle demenze”, spiega il Prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’IRCCS San Raffaele di Roma, “questa condizione configura un rischio nettamente aumentato di sviluppare demenza, ma solo in una parte dei soggetti, che nei vari studi fluttua tra il 30 e il 50%, si osserva una reale progressione negli anni successivi”.

Il progetto AI-MIND, avviato nel 2021 e finanziato dalla Commissione Europea con circa 14 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, coinvolge 15 partner provenienti da 8 Paesi europei e oltre 100 ricercatori, tra neurologi, geriatri, bioingegneri, statistici, informatici ed esperti di Health Technology Assessment, con la partecipazione di Alzheimer Europe. Nel nostro Paese la condizione di MCI riguarda oltre 950.000 persone, mentre in Europa si stimano circa 10 milioni di soggetti. “Poiché il quadro di MCI di per sé non implica una perdita di autonomia o deficit clinicamente rilevanti, sarebbe estremamente importante poter identificare il prima possibile chi, all’interno di questa popolazione, ha un rischio elevato di sviluppare demenza e chi no” sottolinea Rossini. Al tempo 0, tra il 2021 e il 2023, i soggetti arruolati, oltre 275 dei quali in Italia, il contingente più ampio dello studio, sono stati sottoposti a valutazioni neuropsicologiche, genetiche e strumentali, inclusi i biomarcatori plasmatici dell’amiloide ed un elettroencefalogramma ad alta densità, ripetuti poi ogni 8 mesi durante il follow-up.

“Un dato di particolare interesse è rappresentato dalle evidenti differenze osservate tra le popolazioni del Nord Europa e quelle dell’area mediterranea”, evidenzia il neurologo “differenze che riguardano i profili di rischio geneticamente determinati, la presenza di amiloide nel plasma, ma anche la definizione e la stadiazione clinica del MCI e l’organizzazione dei sistemi sanitari, con importanti ricadute sulla capacità di diagnosi precoce”. In particolare, nei Paesi del Nord Europa è più frequente la presenza di una variante genetica, chiamata APOE e4, nota per aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. In queste stesse popolazioni si riscontrano anche livelli più elevati nel sangue di alcuni biomarcatori associati ai processi neurodegenerativi (p-tau181 e p-tau217), indipendentemente dall’età, dal sesso e dal livello di istruzione. Sia la predisposizione genetica sia questi marcatori biologici sono oggi considerati indicatori di un rischio più alto di evoluzione verso l’Alzheimer. Queste differenze geografiche persistono anche dopo il controllo per i principali fattori demografici e suggeriscono che, oltre al background genetico, entrino in gioco variabili legate al livello educativo, alle strategie diagnostiche e ai percorsi di pratica clinica propri dei diversi sistemi sanitari.

Osservazioni che “rimarcano con forza l’importanza di armonizzare le procedure e i percorsi dei cittadini europei – aggiunge Rossini – per arrivare a una diagnosi precoce e accurata di una delle principali malattie del terzo millennio”. La vasta mole di dati socio-demografici, clinici, genetici, biologici, neuropsicologici e neurofisiologici raccolti nell’ambito del progetto sarà ora sottoposta ad analisi mediante algoritmi avanzati di intelligenza artificiale. “Ci aspettiamo”, conclude lo scienziato, “l’identificazione di caratteristiche in grado di individuare con precisione i soggetti ad alto rischio di sviluppare demenza in generale e malattia di Alzheimer in particolare”. possibilità di intervento e migliore gestione della malattia.

– foto ufficio stampa IRCCS San Raffaele –

(ITALPRESS).