MILANO (ITALPRESS) – Edison Energia e IPlanet, società attiva nello sviluppo di infrastrutture di ricarica ad alta potenza, hanno firmato una partnership per incentivare l’utilizzo della mobilità elettrica e promuovere la diffusione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nei trasporti.
L’accordo rappresenta un passo concreto verso la digitalizzazione e transizione energetica di questo settore e del Paese, offrendo ai clienti soluzioni di ricarica alimentate al 100% da energia green, grazie ai pannelli fotovoltaici installati, alle batterie di accumulo e ai contratti di fornitura di energia green fornita da Edison Energia. L’intesa consentirà ai clienti dell’app Edison Plug&Go + di godere di uno sconto del 20% nelle stazioni di ricarica IPlanet presenti sulla piattaforma, situate sia in città che nelle strade extraurbane ad alto scorrimento. Gli stessi prezzi saranno disponibili per i clienti Edison Plug&Go+ che utilizzeranno l’app IPlanet. I clienti di IPlanet ed IP potranno invece usufruire di un’offerta green luce e gas dedicata che prevede uno sconto complessivo fino a 50 euro annui sulla quota fissa di commercializzazione nella fornitura di luce e gas.
“Con questa partnership con IPlanet, rafforziamo il nostro impegno per la transizione energetica dei trasporti, promuovendo l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili e soluzioni di ricarica 100% green. Grazie alla digitalizzazione dei servizi e alle opportunità offerte dal mercato libero, rendiamo l’accesso alla mobilità elettrica più semplice, conveniente e sostenibile. Il nostro obiettivo è accompagnare i clienti nel cambiamento, integrando tecnologia, efficienza e vantaggi economici in un ecosistema energetico evoluto”, ha dichiarato Massimo Quaglini, Ad di Edison Energia.
“Questa collaborazione con Edison Energia rappresenta un tassello fondamentale della nostra visione: costruire un’infrastruttura capillare, veloce e sostenibile per la mobilità elettrica in Italia. Vogliamo offrire ai nostri clienti un’esperienza di ricarica dove si uniscono sostenibilità, rapidità, digitalizzazione ed efficienza. Le nostre infrastrutture di ricarica, alimentate al 100% da energia rinnovabile certificata, permetteranno a chiunque scelga IPlanet di vivere l’elettrico come scelta di valore, capace di ridurre l’impatto ambientale e di contribuire alla transizione verso una mobilità sostenibile a zero emissioni”, ha dichiarato Pasquale Cuzzola, Ad di IPlanet.
PALERMO (ITALPRESS) – Forte richiamo del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, agli assessori del governo regionale affinché intervengano subito contro “l’inaccettabile ritardo” che di frequente si registra “nell’adozione dei provvedimenti attuativi delle leggi”. Una circostanza che – sottolinea Schifani in una nota – è causa di “nocumento per i cittadini e, in molti casi, rallenta l’efficacia delle norme per lo sviluppo e l’economia” della Sicilia.
Per queste ragioni, il presidente ha esplicitamente invitato tutte le strutture regionali ad attenersi al “rigoroso rispetto dei termini previsti” dalle leggi, operando quando possibile anche con anticipo, e, nel caso in cui questi non fossero espliciti, “a considerare un termine massimo di trenta giorni”. In caso contrario, si procederà con lo strumento dell’avocazione. Nella stessa comunicazione, inoltre, Schifani ha chiesto agli assessori di approfondire i contenuti della Relazione della Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Siciliana, in merito al sistema dei controlli interni e sui controlli negli anni 2022-2023 e di “attivare ogni iniziativa utile” per superare definitivamente le criticità rilevate dalla magistratura contabile.
SINGAPORE (ITALPRESS) – Due belle medaglie per l’Italnuoto ai Mondiali di Singapore. Ecco l’argento di Nicolò Martinenghi nei 100 rana e il bronzo di Thomas Ceccon nei 50 farfalla. Due podi che però potevano esser ancora più belli. Il lombardo ha lamentato infatti il fatto di aver accusato ieri sera un’intossicazione alimentare; il veneto ha lamentato la stanchezza accumulata nelle semifinali dei 100 dorso, superate brillantemente ma disputate pochi minuti prima della finale del delfino. Procedendo con ordine, Martinenghi, campione olimpico in carica, nuota in 58″58, miglior tempo stagionale, e si arrende solamente al cinese Qin Haiyang, oro in 58″23. Completa il podio l’atleta del Kyrgyzstan Denis Petrashov (58″88). Cala nella stessa finale negli ultimi metri il piemontese Ludovico Blu Art Viberti, che chiude al quinto posto in 59″08. A ruota Ceccon nuota i 50 farfalla in 22″67. Il veneto si arrende al francese Maxime Grousset (oro, in 22″48) e allo svizzero Noe Ponti (argento, in 22″51). Record italiano per Ceccon, che poco prima aveva centrato la finale nei 100 dorso con il quarto tempo delle semifinali. Di rilievo, poi, la finale centrata da Anita Bottazzo nei 100 rana femminili, con il secondo crono delle semifinali, e l’accesso in finale di Simona Quadarella nei 1500 stile libero femminili. Infine, record italiano per Carlos D’Ambrosio, che vola in finale nei 200 stile libero. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Se dovessi riassumere questo accordo UE-USA in una sola frase, direi che porta una rinnovata stabilità e apre le porte a una collaborazione strategica. Questo è il risultato di mesi di sforzi autentici e instancabili, pari solo all’importanza del nostro commercio transatlantico. Il suo valore di 1,7 trilioni di dollari sottolinea quanto fosse alta la posta in gioco”. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles Maros Sefcovic, commissario europeo per il Commercio, in merito all’accordo Usa-Ue sui dazi. “Considerata la profondità dell’integrazione e la reciproca fiducia delle nostre economie, era essenziale prendersi il tempo necessario per raggiungere questo obiettivo, per calibrare un risultato che funzionasse sia per l’UE che per gli Stati Uniti, e che garantisse anche la continuazione degli scambi commerciali tra di noi – ha proseguito -. Una guerra commerciale può sembrare allettante per alcuni, ma comporta gravi conseguenze. Con un dazio di almeno il 30% il nostro commercio transatlantico si arresterebbe di fatto, mettendo a rischio quasi cinque milioni di posti di lavoro, compresi quelli nelle PMI. Le nostre imprese ci hanno inviato un messaggio unanime: evitare l’escalation e lavorare per una soluzione che offra un sollievo immediato. Apprezzo il fatto che diverse associazioni imprenditoriali abbiano accolto con favore i contorni dell’accordo”. Oltre al “tetto tariffario unico del 15%, a 750 miliardi di dollari in acquisti strategici e ulteriori 600 miliardi di dollari di investimenti privati previsti nell’economia statunitense”, Sefcovic ha spiegato che “l’accordo prevede un elenco significativo di beni su cui entrambe le parti applicheranno un’aliquota tariffaria pari a zero, laddove sia nel nostro interesse comune rafforzare i nostri scambi commerciali. E’ importante sottolineare che questo elenco rimane aperto a ulteriori integrazioni”. “In secondo luogo, crediamo anche che alcuni aspetti della politica commerciale globale necessitino di cambiamenti radicali – ha aggiunto il commissario europeo -. Ad esempio, la sovraccapacità produttiva non di mercato sta distruggendo anche l’industria siderurgica dell’UE. Per questo motivo l’accordo prevede chiare prospettive di un’azione congiunta su acciaio, alluminio, rame e i loro derivati in quella che mi piace definire “un’alleanza per i metalli”, creando di fatto una barriera comune attorno alle nostre rispettive economie attraverso contingenti tariffari a livelli storici e con un trattamento preferenziale”. “Definiremo inoltre un approccio comune per affrontare le economie di origine della sovraccapacità produttiva. Inoltre – ha aggiunto Sefcovic -, stiamo riducendo i dazi sulle nostre auto dall’attuale 27,5% al 15%, consentendo al contempo alle case automobilistiche dell’UE di espandere le loro esportazioni dagli Stati Uniti. Ciò rafforzerà la loro posizione globale e rafforzerà la nostra catena del valore, poichè numerose PMI europee sostengono le attività produttive negli Stati Uniti”. “In terzo luogo, riteniamo di dover pensare strategicamente alle tecnologie future – ha proseguito -. Ecco perchè l’accordo prevede anche acquisti strategici di gas, petrolio, nucleare, ma anche chip statunitensi per l’ intelligenza artificiale. In questo caso, l’obiettivo è rafforzare il nostro vantaggio tecnologico in modo che entrambe le parti ne traggano beneficio”. “In definitiva – ha concluso Sefcovic -, si tratta di un accordo che dovrebbe generare benefici significativi e reciproci e spero che rappresenti un trampolino di lancio verso un più ampio accordo commerciale e di investimento tra UE e Stati Uniti in futuro, promuovendo al contempo i nostri sforzi congiunti per affrontare urgenti sfide globali, come la tanto necessaria riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.
MILANO (ITALPRESS) – “Ma io sono fuoco” è il titolo scelto da Annalisa per il suo nuovo progetto discografico che verrà pubblicato nell’autunno 2025. Un titolo che suona come una risposta, ma anche come una dichiarazione di identità. Fuoco come scintilla creativa e soprattutto trasformazione; con queste parole, infatti, annuncia sui social la prossima uscita, lasciando spazio all’immaginazione: “Quando è tutto da rifare io mi posso trasformare pensi che mi faccia male ma io sono fuoco”.
Il singolo che ha dato il via al suo nuovo corso musicale è “Maschio” che, pubblicato a maggio, ha raggiunto il numero 1 della classifica radiofonica e si è mantenuto stabile nella Top 10 della classifica FIMI per settimane, facendole raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 della classifica FIMI, e ora la cantautrice è pronta a tornare con un nuovo, attesissimo progetto discografico.
MILANO (ITALPRESS) – “Lo spirito di questa nuova stagione è quello di mantenere una squadra competitiva, le aspettative sono quelle di mantenere l’identità, la passione per poi arrivare al raggiungimento degli obiettivi”. Lo ha dichiarato il nuovo allenatore dell’Inter Cristian Chivu durante la presentazione della stagione 2025/2026. “Gruppo? La testimonianza è il risultato che si è ottenuto in questo periodo, una squadra vincente che arriva a lottare per vincere i titoli è la testimonianza di un gruppo solido e consapevole di ciò che può dare”.
“Non guardiamo mai indietro e non vogliamo prenderci la rivincita di nulla, guardiamo il presente. Abbiamo ereditato una situazione che, nonostante alti e bassi, ha permesso alla squadra di rimanere ai vertici. Abbiamo l’obbligo di mantenerla ai vertici”, ha aggiunto. “Faremo del nostro meglio per raggiungere gli obiettivi, questo gruppo di giocatori e questa società hanno dimostrato nel tempo di avere unità e voglia di incidere, di rimanere nei vertici del calcio italiano, europeo e mondiale. Bisogna superare le atrocità solo così si può andare avanti e lottare qualcosa d’importante. Anche nel 2010 ci sono stati alti bassi, bisogna saper accettarli e superarli”.
“Non copiamo nessuno, non abbiamo l’obbligo di lanciare slogan, vogliamo tornare ad essere al vertice come abbiamo fatto negli ultimi anni. Il confronto che abbiamo avuto negli Stati Uniti? Sono cose che fanno parte di uno spogliatoio maturo, di un gruppo vincente che ogni tanto ha bisogno di fare chiarezza”, ha concluso.
LE PAROLE DI MAROTTA
“Abbiamo concluso una stagione con 63 partite, che ci ha visto arrivare in fondo a tutte le competizioni. Abbiamo perso la finale, siamo arrivati secondi per un centimetro, che vogliamo colmare. Però arrivare lì è una cosa non facile, vogliamo ripartire con ambizioni e palmares da difendere”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta durante la presentazione della stagione 2025/2026. “È inutile nascondersi dietro frasi gratuite come vogliamo arrivare tra le prime quattro. Noi siamo abituati a essere chiari, vogliamo vincere: se poi altri saranno più bravi faremo i complimenti, ma è questo l’obiettivo”.
“Noi vogliamo vincere anche quest’anno e ripartiamo con un allenatore nuovo. In questi mesi sono state scritte tante cose, anche che Cristian Chivu fosse una scelta di rincalzo, non è assolutamente così. Abbiamo fatto come tutte le aziende delle scelte e abbiamo avvalorato la scelta di questo giovane allenatore che conosce ambiente, giocatori e storia del club. La scelta è nata da questo”, ha spiegato.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Se dovessi riassumere questo accordo UE-USA in una sola frase, direi che porta una rinnovata stabilità e apre le porte a una collaborazione strategica. Questo è il risultato di mesi di sforzi autentici e instancabili, pari solo all’importanza del nostro commercio transatlantico. Il suo valore di 1,7 trilioni di dollari sottolinea quanto fosse alta la posta in gioco”. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles Maros Sefcovic, commissario europeo per il Commercio, in merito all’accordo Usa-Ue sui dazi. “Considerata la profondità dell’integrazione e la reciproca fiducia delle nostre economie, era essenziale prendersi il tempo necessario per raggiungere questo obiettivo, per calibrare un risultato che funzionasse sia per l’UE che per gli Stati Uniti, e che garantisse anche la continuazione degli scambi commerciali tra di noi – ha proseguito -. Una guerra commerciale può sembrare allettante per alcuni, ma comporta gravi conseguenze. Con un dazio di almeno il 30% il nostro commercio transatlantico si arresterebbe di fatto, mettendo a rischio quasi cinque milioni di posti di lavoro, compresi quelli nelle PMI. Le nostre imprese ci hanno inviato un messaggio unanime: evitare l’escalation e lavorare per una soluzione che offra un sollievo immediato. Apprezzo il fatto che diverse associazioni imprenditoriali abbiano accolto con favore i contorni dell’accordo”.
Oltre al “tetto tariffario unico del 15%, a 750 miliardi di dollari in acquisti strategici e ulteriori 600 miliardi di dollari di investimenti privati previsti nell’economia statunitense”, Sefcovic ha spiegato che “l’accordo prevede un elenco significativo di beni su cui entrambe le parti applicheranno un’aliquota tariffaria pari a zero, laddove sia nel nostro interesse comune rafforzare i nostri scambi commerciali. È importante sottolineare che questo elenco rimane aperto a ulteriori integrazioni”. “In secondo luogo, crediamo anche che alcuni aspetti della politica commerciale globale necessitino di cambiamenti radicali – ha aggiunto il commissario europeo -. Ad esempio, la sovraccapacità produttiva non di mercato sta distruggendo anche l’industria siderurgica dell’UE. Per questo motivo l’accordo prevede chiare prospettive di un’azione congiunta su acciaio, alluminio, rame e i loro derivati in quella che mi piace definire “un’alleanza per i metalli”, creando di fatto una barriera comune attorno alle nostre rispettive economie attraverso contingenti tariffari a livelli storici e con un trattamento preferenziale”.“Definiremo inoltre un approccio comune per affrontare le economie di origine della sovraccapacità produttiva. Inoltre – ha aggiunto Sefcovic -, stiamo riducendo i dazi sulle nostre auto dall’attuale 27,5% al 15%, consentendo al contempo alle case automobilistiche dell’UE di espandere le loro esportazioni dagli Stati Uniti. Ciò rafforzerà la loro posizione globale e rafforzerà la nostra catena del valore, poiché numerose PMI europee sostengono le attività produttive negli Stati Uniti”.
“In terzo luogo, riteniamo di dover pensare strategicamente alle tecnologie future – ha proseguito -. Ecco perché l’accordo prevede anche acquisti strategici di gas, petrolio, nucleare, ma anche chip statunitensi per l’ intelligenza artificiale. In questo caso, l’obiettivo è rafforzare il nostro vantaggio tecnologico in modo che entrambe le parti ne traggano beneficio”.“In definitiva – ha concluso Sefcovic -, si tratta di un accordo che dovrebbe generare benefici significativi e reciproci e spero che rappresenti un trampolino di lancio verso un più ampio accordo commerciale e di investimento tra UE e Stati Uniti in futuro, promuovendo al contempo i nostri sforzi congiunti per affrontare urgenti sfide globali, come la tanto necessaria riforma dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.
ROMA (ITALPRESS) – “Quello raggiunto dall’UE con Trump non è un buon accordo come sostiene il governo Meloni. Ha i tratti di una resa alle imposizioni americane, dovuta al fatto che il governo italiano insieme ad altri governi nazionalisti totalmente subalterni a Trump, hanno spinto per una linea morbida e accondiscendente che ha minato l’unità europea e indebolito la posizione negoziale dell’UE. Il 15% di dazi senza alcuna reciprocità sulla stragrande maggioranza dei prodotti italiani, unito alla svalutazione del dollaro, porterà a danni da stimare attentamente ma secondo le prime stime superiori ai 20 miliardi di export e a oltre centomila posti di lavoro a rischio”. Lo afferma in una nota Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico. “A questo aggiungiamo l’impegno per maggiori acquisti europei di energia e di armamenti in USA pari a 750 miliardi, più 600 miliardi di investimenti delle imprese europee in USA. Anzichè lottare per rinnovare i 750 miliardi di investimenti comuni europei del Next Generation EU, Meloni e i suoi sodali ne regalano uno identico per portata agli Stati Uniti di Trump – aggiunge -. Noi avevamo ottenuto risorse per l’Italia, mentre i nazionalisti li regalano a Trump”. “E tutto questo dopo aver già ceduto sulla esenzione dalla tassa minima globale per le multinazionali americane e l’assurdo aumento delle spese militari al 5%. Altro che ponte con gli Usa, questa amicizia a senso unico di Meloni con Trump avrà un costo altissimo per le imprese e lavoratori italiani. Il governo italiano chiarisca subito quali misure intende mettere in campo per attutire i danni e rilanciare la domanda interna – conclude la leader dem -. Giorgia Meloni farebbe bene a iniziare già da adesso a preoccuparsi di come porre rimedio agli effetti economici della sua subalternità ideologica. E L’Unione Europea ora capisca che se non rimette in campo investimenti comuni europei per un grande piano industriale, sociale e ambientale europeo rischiamo di essere travolti”.
SINGAPORE (ITALPRESS) – Nicolò Martinenghi medaglia d’argento nei 100 rana ai Mondiali di nuoto, in scena a Singapore. L’atleta lombardo, campione olimpico in carica, nuota in 58″58, miglior tempo stagionale, e si arrende solamente al cinese Qin Haiyang, oro in 58″23. Completa il podio l’atleta del Kyrgyzstan Denis Petrashov (58″88). Cala negli ultimi metri il piemontese Ludovico Blu Art Viberti, che chiude al quinto posto in 59″08.
“Ieri ho avuto un’intossicazione alimentare e ho passato una notte complicata. Ho pensato di dare forfait, ma ho voluto provarci d’orgoglio. Sono contentissimo. Ho cercato di entrare nella gara e di godermi la finale. Potevo fare qualcosa in meno, ma sono al settimo cielo”. Queste le parole, ai microfoni di Rai Sport, di Nicolò Martinenghi, dopo la medaglia d’argento vinta nei 100 rana ai Mondiali di nuoto di Singapore. Quinto posto per Ludovico Blu Art Viberti: “Il podio era alla portata e ho provato a fare una gara nello stile della semifinale di ieri, purtroppo sono calato nel finale. C’è un po’ di delusione perché l’obiettivo è sempre quello di battere tutti gli altri”.
(Articolo di Lucia Bertesia sulle biciclette tradizionali da VicenzaPiù Viva n. 299, sul web per gli abbonati).
Negli ultimi anni, le città di tutto il mondo hanno assistito a una silenziosa, ma significativa, rivoluzione nella mobilità urbana. Mentre nuove tecnologie come le e-bike e i monopattini elettrici fanno notizia, anche le biciclette tradizionali tornano a popolare le strade,
diventando un simbolo di praticità e di sostenibilità.
Una storia affascinante e in costante evoluzione.
L’invenzione delle biciclette risale al XIX secolo, quando furono ideate come soluzione pratica per spostamenti rapidi e autonomi.
Dalla draisina del 1817, una bici senza pedali, fino agli eleganti modelli in acciaio del boom ciclistico di fine ‘800, la bicicletta non ha mai smesso di evolversi.
Tuttavia, con l’avvento dell’era automobilistica nel XX secolo, essa iniziò a perdere terreno, venendo spesso relegata a mero oggetto di tempo libero piuttosto che rimanere una valida alternativa per la mobilità quotidiana.
Ma oggi, in un’epoca in cui la sostenibilità ambientale è una tematica da considerare con urgenza, i vantaggi delle biciclette sono di nuovo in primo piano.
Una rinascita alimentata dal crescente interesse verso uno stile di vita più sano ed ecologico e dall’urgenza di ridurre l’inquinamento nelle metropoli congestionate.
Il ritorno in voga delle biciclette può essere attribuito a diversi fattori chiave, ciascuno dei quali risponde a specifiche esigenze contemporanee: Sostenibilità ambientale. Le biciclette sono rispettose dell’ambiente, non emettono gas nocivi e richiedono meno risorse in termini di produzione e di manutenzione rispetto agli autoveicoli e persino alle e-bike.
Benefici per la salute.
Pedalare è un’attività fisica che contribuisce in maniera significativa al benessere fisico e mentale. L’utilizzo regolare della bici, infatti, riduce il rischio di malattie cardiovascolari, migliora la tonicità muscolare e contribuisce alla salute mentale grazie all’attivazione di endorfine, i cosiddetti “ormoni della felicità”.
Economicità.
Le biciclette tradizionali sono generalmente più accessibili rispetto alle loro controparti tecnologicamente avanzate, il loro costo è inferiore e richiedono spese di manutenzione ridotte.
Semplicità e affidabilità.
A differenza delle moderne e-bike, che necessitano di componenti elettronici avanzati e di una manutenzione specializzata, le biciclette tradizionali sono più semplici da riparare, spesso in modo autonomo, senza l’intervento di un tecnico.
Optare per la semplicità in un mondo sempre più frenetico, nel quale la tecnologia a volte risulta invadente, è una soluzione da considerare. Le biciclette, con il loro design pulito e le funzionalità semplici, permettono agli individui di riconnettersi con la città e con sé stessi.
biciclette
Impatto sociale e urbano delle biciclette.
L’incremento dell’utilizzo delle biciclette non è solo una questione di preferenze individuali o di tendenze di mercato. Al contrario, rappresenta una trasformazione profonda della cultura sociale, a cui è dovuta anche quella delle infrastrutture urbane. Città in tutto il mondo, da Amsterdam a Bogotà, stanno riprogettando i loro spazi per accogliere e promuovere la mobilità su due ruote. La creazione di piste ciclabili, l’installazione di parcheggi per biciclette sicuri e l’organizzazione di eventi incentrati sulla cultura sostenibile e sull’uso dei veicoli sostenibili sono solo alcune delle iniziative in atto.
Esistono poi i programmi di “bike-sharing”, che rendono i modelli tradizionali accessibili
a un’ampia gamma di persone, indipendentemente dal reddito; aumentano il numero di ciclisti e promuovono un senso di comunità e appartenenza tra i cittadini.
Spesso supportati da amministrazioni locali e aziende private, consentono di prelevare e restituire i mezzi in numerose stazioni sparse per la città, utilizzando applicazioni mobili per la gestione del noleggio. In questo modo, nasce un nuovo tipo di interazione sociale: le bici diventano simbolo di un’urbanistica più umana e meno orientata al veicolo privato. Con la riduzione del traffico, le città diventano più silenziose, pulite e sicure. Allo stesso tempo, vi è un maggiore coinvolgimento della comunità nelle attività all’aperto.
Non è da sottovalutare, infine, il fatto che i programmi di bike-sharing possono avere un impatto positivo sull’economia locale. Infatti, l’aumento dei ciclisti comporta una maggiore domanda di servizi correlati, come officine di riparazione o negozi di accessori e abbigliamento specifici.
Innovazioni tecnologiche per migliorare le funzionalità.
Pur mantenendo la loro semplicità e le caratteristiche essenziali, le biciclette tradizionali non sono rimaste immuni dalle innovazioni tecnologiche. L’obiettivo è quello di migliorare il comfort e l’esperienza complessiva di guida senza compromettere il loro design e le funzionalità originali.
I materiali utilizzati sono migliori: un esempio è l’uso di leghe leggere e più resistenti, che aumentano la durabilità e riducono il peso, rendendo la pedalata meno faticosa, soprattutto in salita. I sedili e i manubri delle bici moderne sono ergonomici e offrono una maggiore comodità e adattabilità a ciclisti di tutte le età.
Il design rimane fedele a quello classico, per non stravolgere il concetto di essenzialità che lo caratterizza, ma i modelli più recenti sono indubbiamente più raffinati e attraenti agli occhi dei consumatori.
Un ulteriore vantaggio è la possibilità di personalizzazione: le opzioni su misura, oltre a essere pezzi unici e rappresentare delle espressioni personali, hanno la capacità di soddisfare appieno le preferenze dei ciclisti. In questo modo, è più probabile che l’individuo sia propenso a utilizzare il suo mezzo di trasporto ecologico e ciò ha conseguenze positive dirette sulla riduzione dell’inquinamento dell’ambiente.
Le innovazioni dimostrano che è possibile rispettare e persino valorizzare la tradizione attraverso un’applicazione ponderata della tecnologia.
Piuttosto che sostituire le vecchie bici con novità hightech, si possono elevare i modelli originali aggiungendo nuove funzionalità che soddisfino le necessità degli utenti contemporanei. In questo modo, si rispetta il passato e si propongono soluzioni più adatte al presente: un equilibrio che non deve mancare perché le bici tradizionali continuino a essere un’opzione in un mondo in rapida evoluzione.
Un futuro più attento alla sostenibilità globale.
Nei prossimi anni, la bicicletta tradizionale potrebbe essere utilizzata per brevi spostamenti. Man mano che le città di tutto il mondo si evolvono per soddisfare i criteri di sostenibilità
ambientale è possibile che le politiche urbane internazionali continuino a favorire la mobilità sui mezzi a due ruote ecologici, con ulteriori miglioramenti infrastrutturali e iniziative comunitarie di sensibilizzazione.
L’adozione crescente di tecnologie ecocompatibili e la progettazione di design innovativi potrebbero abbattere ulteriormente le barriere all’uso della bicicletta, rendendola accessibile e attraente a un pubblico globale.
Ciò che si è appreso dalla sua “rinascita”, dunque, può guidare la popolazione globale verso un futuro sempre più responsabile e cambiare il modo in cui viviamo.