lunedì, Gennaio 26, 2026
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Mondiali scherma: sciabola a squadre d’oro, fioretto donne bronzo

TBILISI (GEORGIA) (ITALPRESS) – Si tinge ancora d’azzurro il Mondiale di scherma in corso a Tbilisi con altri due podi. La squadra maschile di sciabola conquista la medaglia d’oro: sulla pedana del Tbilisi Olympic Palace, Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre hanno sconfitto in finale per 45-37 i campioni uscenti dell’Ungheria, costretti così ad ‘accontentarsì dell’argento.

Nel loro percorso sino all’assalto per il titolo, Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri e Pietro Torre, guidati in panchina dal ct Andrea Terenzio, avevano liquidato ieri nel preliminare la Thailandia (45-29) e battuto oggi la Germania negli ottavi (45-39), la Polonia nei quarti (45-28) ed il Giappone in semifinale (45-36). Bronzo alla Romania (45-41 sul Giappone). Per l’Italia si tratta del settimo oro iridato nella specialità (l’ultimo risaliva a Mosca 2015).

Medaglia di bronzo, invece, per la squadra femminile azzurra di fioretto. Nella finale per il terzo posto, Arianna Errigo, Martina Favaretto, Anna Cristino e Alice Volpi, guidate in panchina dal ct Simone Vanni, hanno superato il Giappone per 45-30.

Ammesse direttamente agli ottavi, le azzurre avevano travolto al debutto la Romania per 45-4 e superato nei quarti l’Ucraina per 45-34, prima di arrendersi in semifinale alla Francia per 45-34. Sono dunque sei le medaglie finora conquistate dall’Italscherma a Tbilisi 2025: due ori con le squadre di sciabola e fioretto maschile e quattro bronzi firmati dalla squadra femminile di fioretto e, nelle prove individuali, da Luca Curatoli (sciabola) e di Martina Favaretto e Anna Cristino (fioretto).

– foto Federscherma –
(ITALPRESS).

Uno studio della Cattolica “Chi non si fida delle persone e dei media diffida dell’intelligenza artificiale”

ROMA (ITALPRESS) – La sfiducia epistemica – la tendenza a percepire le fonti di informazione umane come inaffidabili o malevole – è associata ad atteggiamenti più critici verso l‘intelligenza artificiale. È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro di Ricerca sulla Teoria della Mente e sulla Competenza Sociale nel Ciclo di Vita (CeRiToM) del campus di Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con la guida di Antonella Marchetti e la collaborazione di Davide Massaro, Cinzia Di Dio, Federico Manzi e Federica Sacco.

Lo studio ha coinvolto un campione di 121 adulti italiani, con un’età media di 36,57 anni, provenienti da diverse fasce di istruzione e occupazione e ha esplorato in profondità il ruolo della fiducia – e della sfiducia – nei confronti delle fonti di conoscenza, umane e artificiali: dai risultati emerge che chi manifesta sfiducia epistemica tende a concentrarsi maggiormente sui limiti dell’AI, mentre maggiore è la familiarità con l’IA, maggiore è l’apertura nei suoi confronti. Dalla ricerca emerge “l’importanza di sviluppare la consapevolezza epistemica, ossia la capacità di valutare criticamente le informazioni, di riflettere su come formiamo le nostre convinzioni e di tollerare l’incertezza”, si legge in una nota.

Questo si traduce “nella necessità di una alfabetizzazione globale relativa all’IA: conoscere la tecnologia non solo la rende meno spaventosa, ma permette anche di considerarne potenzialità e limiti con maggiore lucidità e promuove una consapevolezza epistemica più inclusiva di tutte le fasce della popolazione”.

Inoltre, occorre anche “promuovere un’educazione che stimoli la riflessione etica e la responsabilità sociale”, per formare cittadini “capaci di orientarsi nel complesso ecosistema informativo contemporaneo”. Il futuro dell’IA, conclude la nota, “non dipenderà solo dai progressi ingegneristici, ma dalla nostra capacità collettiva di sviluppare una fiducia riflessiva, consapevole e fondata su conoscenza, trasparenza e responsabilità”.

-Foto Università Cattolica-
(ITALPRESS).

Piemonte, inaugurata la seconda canna del traforo stradale del Frejus

TORINO (ITALPRESS) – “Quella di oggi è stata un’altra giornata importante per i collegamenti tra il Piemonte e il resto d’Europa, perché un’ulteriore opera che aspettavamo da anni è diventata realtà per le nostre comunità e il nostro territorio”: è quanto ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio nell’intervento svolto durante la cerimonia di inaugurazione della seconda canna del tunnel del Frejus, tenutasi questa mattina alla presenza di numerose autorità tra le quali Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo italiano, e Philippe Tabarot, ministro dei Trasporti del Governo francese.

Il presidente Cirio ha quindi sottolineato che “è un momento storico perché continua la riapertura del Piemonte al contesto internazionale, per la quale abbiamo lavorato per risolvere i momenti difficili che abbiamo ereditato. Il vicepremier Salvini non ci ha mai fatto mancare il supporto e il coraggio necessario. I valichi sono strumento di sviluppo e crescita per le vallate e per l’intero territorio”.

 “Continua quindi oggi – ha proseguito – la stagione dello sblocco e dell’apertura di diverse infrastrutture di importanza strategica per la nostra economia: ad aprile abbiamo riattivato la ferrovia del Frejus, chiusa per un anno e mezzo a causa di una frana in territorio francese, un mese fa è toccato ad un intervento atteso da tantissimi anni come il tunnel del Tenda, che ha già registrato oltre 30.000 passaggi e provocato un aumento del 10% del turismo, la variante di Demonte ha avuto il via libera di Bruxelles, con i francesi è stato avviato un tavolo di lavoro per il raddoppio del traforo del Monte Bianco, e a fine anno sarà finalmente completata l’Asti-Cuneo. È anche la prova che le opere si fanno, anche in questo territorio: perché il dissenso è sempre legittimo purché avvenga nel rispetto delle regole e della democrazia, ma non sono accettabili le violenze ad opera di un manipolo di delinquenti che attaccano operai e forze dell’ordine”.

“L’inaugurazione della seconda canna del Traforo del Frejus rappresenta un passo storico per la mobilità tra Italia e Francia e un punto di svolta per la sicurezza e l’efficienza del nostro sistema infrastrutturale alpino – ha affermato l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi È un’opera strategica non solo per il Piemonte, ma per tutto il corridoio europeo che collega il Mediterraneo all’Europa del Nord. Grazie alla separazione dei flussi di traffico e agli elevati standard di sicurezza, il nuovo tunnel garantisce un transito più fluido e protetto, in particolare per il trasporto merci. Questo traguardo arriva in un momento cruciale: a pochi giorni dalla chiusura programmata del Monte Bianco, che renderà ancora più centrale il ruolo del Frejus come asse logistico fondamentale”.

“Un’altra tappa importante per il potenziamento della viabilità internazionale che collega il Piemonte con la Francia e l’Europa. Un intervento strategico che migliora la fluidità del traffico e garantisce standard di sicurezza sempre più elevati. Si tratta di un investimento rilevante che rafforza il ruolo del nostro territorio nei grandi corridoi europei del trasporto e della logistica”, ha sostenuto l‘assessore alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino.

Il nuovo tunnel è stato realizzato dalle due concessionarie, la francese Sftrf e l’italiana Sitaf. Lungo 12,9 km e con 8 metri di diametro, si affianca a quello esistente, rendendo il traforo del Frejus la più lunga galleria stradale europea a doppia canna. Sono garantiti i più elevati standard di sicurezza, con 34 rifugi, 9 by-pass carrabili e un posto di controllo centralizzato di ultima generazione. La separazione dei flussi di traffico ne rafforza ulteriormente il ruolo strategico e consolida il suo ruolo centrale nella mobilità europea e nel corridoio TEN-T Mediterraneo.

-Foto Regione Piemonte-
(ITALPRESS).

Consulta “Illegittimo tetto 240 mila euro l’anno per stipendi pubblici”

ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale, con la sentenza n. 135 del 2025, pur ribadendo che la previsione di un “tetto retributivo” per i pubblici dipendenti non contrasta di per sè con la Costituzione, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 13, comma 1, del decreto-legge n. 66 del 2014, che l’ha fissato nel limite di 240.000 euro lordi anzichè nel trattamento economico onnicomprensivo spettante al primo presidente della Corte di cassazione. “E’ in base a tale parametro, come fino al 2014, che il “tetto” dovrà essere definito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti”, spiega la Consulta in una nota.

Il limite massimo retributivo era stato introdotto con il decreto-legge n. 201 del 2011, per tutti coloro che ricevono emolumenti o retribuzioni a carico delle finanze pubbliche, mediante rinvio allo stipendio del primo presidente della Corte di cassazione.
Con il decreto-legge n. 66 del 2014 il “tetto retributivo” è stato invece determinato nel suo ammontare in misura fissa, con una significativa decurtazione del trattamento economico di alcuni magistrati.

“Per i primi anni in cui la norma ha trovato applicazione essa è stata ritenuta non costituzionalmente illegittima poichè considerata una misura straordinaria e temporanea, giustificata dalla situazione di eccezionale crisi finanziaria in cui versava il Paese – sottolinea la Consulta -. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, essa ha definitivamente perso quel requisito di temporaneità, posto a tutela della indipendenza della magistratura e necessario ai fini della sua compatibilità costituzionale. L’odierna pronuncia si pone in linea con i principi ai quali si ispirano plurimi ordinamenti costituzionali di altri Stati. Nello stesso senso, del resto, si è espressa la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza del 25 febbraio 2025 (grande sezione, cause C-146/23 e C-374/23), nella quale è stata analogamente censurata la riduzione del trattamento retributivo dei magistrati”.

La Corte costituzionale ha inoltre ritenuto che “l’incostituzionalità della citata norma, in ragione del carattere generale del “tetto retributivo”, non possa che operare in riferimento a tutti i pubblici dipendenti. Trattandosi di una incostituzionalità sopravvenuta, la declaratoria di illegittimità non è retroattiva e produrrà i suoi effetti solo dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Dazi, Sefcovic “Con l’accordo Usa-Ue evitata guerra commerciale”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Se dovessi riassumere questo accordo UE-USA in una sola frase, direi che porta una rinnovata stabilità e apre le porte a una collaborazione strategica. Questo è il risultato di mesi di sforzi autentici e instancabili, pari solo all’importanza del nostro commercio transatlantico. Il suo valore di 1,7 trilioni di dollari sottolinea quanto fosse alta la posta in gioco”. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles Maros Sefcovic, commissario europeo per il Commercio, in merito all’accordo Usa-Ue sui dazi.
“Una guerra commerciale può sembrare allettante per alcuni, ma comporta gravi conseguenze. Con un dazio di almeno il 30% il nostro commercio transatlantico si arresterebbe di fatto, mettendo a rischio quasi cinque milioni di posti di lavoro, compresi quelli nelle PMI”, ha aggiunto.

sat/gsl
(Fonte video: Commissione Europea)

Famiglia ebraica aggredita e insultata in un’area di sosta della Milano-Laghi

MILANO (ITALPRESS) – Padre e figlio francesi, di religione ebraica, sono stati insultati e aggrediti in un’area di sosta della Milano-Laghi nel Milanese.

L’episodio è stato reso noto sui social da Davide Romano, direttore del museo della Brigata ebraica di Milano. In un video, girato dal padre, si vedono alcune persone che urlano “Palestina libera. Qua non siamo a Gaza, assassini, siamo a Milano. Andata a casa vostra”.

– foto d’archivio IPA Agency –

(ITALPRESS).