venerdì, Giugno 14, 2024
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Fogazzaro, storia di un cognome molto diffuso nel Vicentino

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I Vicentini conoscono molto bene il cognome Fogazzaro, ma che origini ha? All’inizio era Fugazzaro, ma si sa che i cognomi variano. In rari casi la forma Fugazzaro è ancora presente.

Tra le circa 150 contrade di Valli del Pasubio, ne esiste una che porta questo nome: da lì nascono le famiglie Fugazzaro e Fogazzaro. La zona è compresa in quella vastissima area che io chiamo comprensorio cimbrico (parte del Trentino, parte del Veronese, parte del Vicentino, tra loro confinanti), caratterizzata da insediamenti misti a macchie di leopardo, perché la popolazione di origini latine e l’altra di origine germanica preferivano restare separate.

Un esempio curioso di questa separazione è la presenza della contrada Brandelleri, non lontana dalla contrada Fugazzaro. La seconda, autoctona, ha un chiaro significato: fuochista, dal lavoro degli abitanti che si dedicavano alla produzione del carbone di legna nella zona di Pian delle Fugazze, lì vicino.

Come dire “il piano dei fuochi”, perché lì, nella giusta stagione, era un continuo fumigare prodotto da questo lavoro cui molti si dedicavano. Quindi dimentichiamo la traduzione “pian delle focacce” nel senso di dolci cotti al forno come ho sentito dire frequentemente, anche se la focaccia da mangiare deriva dallo stesso termine fuoco.

La prima contrada, Brandelleri, deriva il suo nome dal cimbro Brandler che, guarda caso, significa fuochista, nell’identica accezione esposta più su. Da Brand, fuoco; abbiamo anche qualche esempio similare in cimbro: Prant, tizzone (cimbro di Asiago), Bratziel, brace (cimbro di Luserna).

Una nota sulle derivazioni cosiddette cimbriche. Non è bello da dire, ma esistono casi al mondo in cui si può definire “nemico naturale” uno o più popoli viciniori. Nel nostro caso, i popoli che ci portarono guerre (e, in forma diversa, leggi guerre economiche, ne portano anche ora; nessuno può negare che l’attuale Germania sia dominante, verso molti altri paesi dell’Unione).

Anche altri popoli passarono di qua, soprattutto dall’est vicino e lontano, ma a volte erano mescolati con popoli germanici, secondo l’antico sistema dell’alleanza o del consorzio.

Quindi, quando troviamo un termine germanico nel comprensorio cimbrico, non possiamo considerarlo sempre come cimbro, perché potrebbero essere lasciti di altri popoli: Goti, Longobardi, ecc. Potrebbero essere anche tedeschi, ma nelle specificità antico alto tedesco, antico medio tedesco, antico basso tedesco. Il cosiddetto cimbro è un dialetto bavarese del XII secolo.

Di Francesco Borasco da Vicenza In Centro (Marzo 2023)

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