mercoledì, Gennaio 14, 2026

Samuel Peron, il vicentino in Rai di cui Vicenza non parla: il 2025 della rinascita tra danza, teatro e tv

- Advertisement -

(Articolo su Samuel Peron da VicenzaPiù Viva n. 304sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Il ballerino vicentino racconta un anno lontano da Ballando con le stelle ma ricco di nuovi progetti: teatro, conduzione, viaggi interiori e il ruolo di papà. Un percorso di crescita personale e professionale che conferma la sua voglia inesauribile di mettersi in gioco.

Quest’anno non lo vediamo al sabato sera su Rai Uno, perché Samuel Peron, ballerino di straordinario talento, nato a Marostica il 21 aprile 1982, capace di entrare nella musica con una fluidità e una naturalezza che vanno oltre il semplice andare a tempo, ha fatto come il servo virtuoso nella parabola dei talenti, ha saputo cogliere e mettere a frutto l’opportunità
data dalla televisione per crescere professionalmente e artisticamente, lanciandosi sempre in nuove avventure con immutata passione e voglia di imparare.
Intervistarlo è un’esperienza divertente, perché la sua disponibilità si scontra con giornate piene di impegni, oltretutto una volta che si comincia a chiacchierare con lui è difficile non farsi prendere dall’entusiasmo del suo modo di raccontarsi, fino quasi a perdere il filo del discorso. Però alla fine, tra una chiamata e l’altra, l’invio di lunghi messaggi vocali – che in qualsiasi altra circostanza sarebbero da considerare crimini contro la comunicazione telefonica – e tante risate, siamo arrivati in fondo, e davvero con la sensazione di avere interagito con una persona che è molto più della sua danza, e considerando quanto bravo è a ballare, non è dire poco.

Samuel e la compagna Tania Bambaci
Samuel e la compagna Tania Bambaci

Samuel, la prima domanda riguarda Ballando con le Stelle, che quest’anno festeggia la ventesima edizione. Tu però non partecipi, del resto già nel 2024 non eri nel cast. Un’assenza che ti pesa? Ne senti la mancanza?
“No, non mi dispiace non esserci perché è stata una scelta mia, dopo 17 partecipazioni avevo voglia di cercare qualcosa di diverso. Era già da qualche anno che sostenevo di voler fare altro. Insomma, per dirla chiaramente, nessuno mi ha cacciato e sono rimasto in buoni rapporti con la produzione. Però avevo bisogno di stimoli nuovi.”

Che cosa ha rappresentato per te Ballando?
“Per me è stata un’esperienza formativa che mi ha permesso di studiare. Ho imparato come si sta davanti alla telecamera, ma anche come si lavora dietro, ho cercato di studiare le esigenze tecniche che vanno oltre la performance artistica. Ballando è stato una vera scuola in questo senso, mi ha dato un bagaglio importantissimo che adesso mi ritrovo utile in diverse occasioni, per esempio quando mi capita di fare il direttore artistico di alcuni eventi. Poi ho lavorato con Milly Carlucci, che è una stacanovista, un esempio, una professionista dalla quale apprendere tantissimo. Ballando con le stelle mi è stato utile per formarmi, oltre a regalarmi la popolarità. Senza contare le tante persone che ho incontrato, a partire dalle mie allieve vip, che mi hanno aiutato a crescere anche come persona. È stato un bellissimo, lungo capitolo, ma ho sentito che era il momento di cambiare.”

Samuel Peron guarda al futuro
Samuel Peron guarda al futuro

Voler fare altro, imparare, studiare, crescere è sempre stato il tuo modo di pensare…
“Sì, ma credo sia normale. Se non si cerca di crescere non si dura a lungo. In tutti i campi. Anche in un’azienda, se si rimane fissati sempre ai vecchi modelli si rischia di non saper affrontare i cambiamenti del mercato e del mondo. Ma anche nel lavoro, restare sempre
attaccati allo stesso posto ti fa fossilizzare… E nel mio mondo è così ancora di più. Per questo io continuo ad aggiornarmi, a tentare strade nuove. Anche nelle mie letture prediligo testi in cui si stimola l’uso delle capacità, la crescita personale. Li trovo molto utili”.

spettacolo ti amo o qualcosa del genere riserva
spettacolo ti amo o qualcosa del genere

A proposito di fare altro, nel 2025 hai debuttato come attore con lo spettacolo “Ti amo o qualcosa del genere”. Sul palcoscenico c’eri già stato con altri spettacoli in cui dicevi qualche battuta, nei quali però la parte del leone la faceva il ballo. Qui invece reciti e basta. Che esperienza è stata?
“Meravigliosa. Il teatro è una scuola importante e lavoro con tre attori fantastici, sia professionalmente sia umanamente. Con Diego Ruiz, Tiziana Foschi e Milena Miconi mi trovo benissimo, tra noi si è creata una bella sinergia. Anzi, mi hanno già proposto di essere con loro anche per il prossimo progetto, che partirà nel 2027. Intanto dal primo weekend di novembre è ricominciata la tournée di “Ti amo o qualcosa del genere”.
Il riscontro del pubblico è ogni volta molto positivo, e questo mi rende felice”.

Ma salire sul palco senza il “paracadute” del ballo, con un testo da imparare a memoria e il saper rispettare i tempi comici, ti ha creato qualche difficoltà?
“Mi sembrava più difficoltoso mentre studiavo a tavolino, quando sono salito sul palco per me è stato bellissimo. Ogni volta che sono in scena mi sento come un bambino che sale sulle giostre, sono felice e mi piace tantissimo. Poi, ripeto, con la compagnia si è creato un rapporto davvero di complicità, condividiamo la scena ma anche i viaggi, le ore libere, giochiamo a burraco, andiamo a visitare le città dove siamo in tournée, insomma, siamo sulla stessa lunghezza d’onda, peraltro rispettando anche le necessità individuali: se uno non ha voglia di muoversi o vuole dormire un po’ di più lo fa tranquillamente”.

historia samuel peron veera kinnunen
Historia con Samuel Peron e Veera Kinnunen

Anche l’altro tuo progetto teatrale, Historia, più vicino alle tue corde perché si tratta di uno spettacolo che unisce canto, danza e narrazione, sta continuando?
“Sì, abbiamo parecchie date. Uno spettacolo al quale tengo tantissimo e un altro gruppo di lavoro affiatato, con grandissimi professionisti come la mia collega Veera Kinnunen, la voce di Stefania Caracciolo e cinque musicisti straordinari.”

Peraltro, Historia è stato anche l’occasione di vederti ballare in provincia di Vicenza, dato che era uno degli appuntamenti di Amalo Festival.
“Sì. Peccato che il cattivo tempo ci abbia costretti a ballare nel teatro, che ha meno posti rispetto alla villa dove avremmo dovuto esibirci, perché ho percepito il calore del pubblico e mi dispiace pensare che tanti abbiano dovuto rimanere fuori… Spero che ci saranno altre occasioni”.

Un altro progetto del quale fai parte sin dalla prima edizione è Rumore Bim Festival, un’iniziativa rivolta ai giovani artisti.
“Sì, è un progetto serio, che va oltre il talent e il premio, ma vuole dare occasione ai giovani artisti di imparare, di farsi conoscere e di lavorare. Rumore Bim Festival continua a crescere, quest’anno addirittura ci aspettiamo che possa avere una rubrica televisiva dedicata”.

La sensazione, a sentirti raccontare, è che nonostante tu non abbia fatto Ballando con le stelle, il tuo 2025 sia pieno di attività.
“Sicuramente. Io, ripeto, sono grato a Ballando, ma ho sempre pensato di non dovermi fermare lì. Come ho già detto, io sono così. Voglio continuare a crescere, a imparare, a diversificare le mie attività. Lo scorso anno ho anche fatto l’Isola dei famosi, per provare un’esperienza completamente diversa. E tra le mie ambizioni c’è la conduzione”.

ti amo o qualcosa del genere scena
Scena spettacolo “ti amo o qualcosa del genere”

Conduzione che quest’anno hai sperimentato con la finale di Miss Universo Italy. E sempre a proposito di miss, a settembre hai anche ballato a Miss Italia assieme a Veera Kinnunen. Che cosa pensi dei concorsi di bellezza? Li ritieni superati o possono ancora avere una funzione nel mondo di oggi?
“Detto che condurre Miss Universo Italy è stato bellissimo, e gli organizzatori sono stati contenti del mio lavoro tanto che mi hanno chiesto di esserci anche il prossimo anno, moltissime donne dello spettacolo hanno partecipato a concorsi di bellezza.

Simona Ventura, Caterina Balivo, Silvia Toffanin, Daniela Ferolla, la stessa Martina Colombari attualmente in gara a Ballando con le stelle. Quindi, di che cosa stiamo parlando?

Miss Italia è un’opportunità. E poi, se è superata Miss Italia lo sono anche molti altri programmi, non è che attualmente vadano in onda chissà quali innovazioni. Credo però che si potrebbe sfruttare il concorso per portare avanti altri temi. Tipo la salute, il concetto di mens sana in corpore sano, il mangiare bene, le buone abitudini di vita… Certo, la bellezza deve restare al centro del concorso, ma se le si dà un significato diverso, la si rende veicolo di messaggi positivi, diventa un tema più interessante e più al passo con i tempi”.

historia il cast saluta il pubblico
Historia. il cast saluta il pubblico

A proposito di giovani, ti capita spesso di lavorare con loro. Come ti sembra questa generazione? È davvero schiava dei social e chiusa rispetto al mondo, o se gli si offre l’occasione qualcosa può fare?
“Hai detto tutto tu. I giovani ci sono e sono tanti quelli che hanno capacità e voglia di fare, però è anche vero che non hanno molte occasioni di emergere. Anche nel mondo televisivo i nomi nuovi arrivano molto lentamente”.

Tornando a parlare delle tue esperienze, nel 2024 sei arrivato secondo all’Isola dei famosi. Un’esperienza decisamente fuori dalla tua comfort zone.
“L’isola è stata davvero un’esperienza particolare. Forse da casa non ci si rende conto di quanto sia impegnativa dal punto di vista emotivo oltre che dal punto di vista fisico, per via del poco cibo, dell’assenza di contatti con l’esterno… del resto il programma vive proprio delle dinamiche che si creano tra naufraghi. Per me è stato importantissimo farla. Mi ha aiutato a guardare dentro di me, a confrontarmi con pensieri, ricordi e situazioni che forse non avevo ancora del tutto elaborato, come la scomparsa di mia madre. E poi i tempi si dilatano, quindi ho affrontato anche la lontananza da mio figlio, dalla mia compagna. Ripeto, un’esperienza fortissima”.

La rifaresti, magari con un ruolo diverso?
Se la rifarei? Non come naufrago, però mi piacerebbe fare ancora viaggi da solo, in India o a Bali o nella giungla, insomma in posti lontani da tutto dove immergermi nella natura ed entrare in contatto con me stesso. Però non mi dispiacerebbe fare l’Isola come inviato, anche perché, al di là dei compagni di avventura e della produzione, sono entrato in contatto con persone straordinarie. Gli abitanti del centro-sud America sono belle persone, davvero, e il vivere in un’isola le
rende ancora più speciali…”

Parliamo di te. Nato in Veneto, la tua compagna Tania è siciliana e tuo figlio è nato a Roma. Praticamente la tua famiglia unisce l’Italia.
“Questo è vero (ride)”.

Samuel Peron dietro le quinte
Samuel Peron dietro le quinte

Tu ti senti più veneto-vicentino o vivi più una dimensione cosmopolita? E dove ti senti di più a casa?
Dove mi sento a casa? Non ti so rispondere, perché per me sentirmi a casa non è riferito a una località precisa.
Sentirmi a casa per me è una sensazione intima, legata al mio rapporto col mondo e con la natura, non c’entra dove sto, c’entra essere in sintonia col luogo dove mi trovo. Mi sento a casa in mezzo al bosco, in giardino con i miei cani, naturalmente quando sono con Tania
e con mio figlio, mi sento a casa quando sono in riva al mare. Anche all’Isola dei famosi, quando ero solo in spiaggia al tramonto, immerso nei miei pensieri, ero a casa. Poi certo, Mason Vicentino, oggi Colceresa, dove sono nato, per me è un posto magico. Lì ci sono le mie radici e ho molti amici e molti conoscenti.
Ma per riprendere le tue parole, credo di sentirmi più vicino alla dimensione cosmopolita. Ho la fortuna di aver sempre viaggiato tanto per lavoro, e ho visto posti stupendi.
In Toscana, per dire, sto benissimo, ma anche in Puglia, in Sardegna, in
Piemonte, in Spagna, in Svizzera, in Inghilterra, dove mi sono trovato in mezzo a una brughiera circondato da pecore… E come vedi, si torna sempre alla natura, al contatto con gli animali e con le persone vere…”

Tuo figlio ha appena compiuto tre anni. Che bambino è? E tu che papà sei?

Leonardo è uno spettacolo. È un bambino vivace e curioso. Ed è l’opposto di me che da piccolo ero molto timido.
Lui invece non ha paura di nulla e questo mi piace tantissimo. Quanto a che padre sono… sinceramente non lo so. Lo chiederai a Leonardo quando sarà più grande. Una cosa che non
vedo l’ora di poter fare con Leonardo è viaggiare con lui. Perché guardare il mondo attraverso i suoi occhi sarà un’esperienza straordinaria, sarà come rivedere tutto per la prima volta. Già adesso mi sta insegnando e facendo capire molte cose. Ma è ancora troppo piccolo per partire all’avventura. Aspetto il giorno in cui potrò portarlo con me, partire zaino in spalla, fargli conoscere posti e persone, per farlo crescere e per aiutarlo ad
affrontare la vita. Perché la scuola è importante, ma è importante anche capire che se si cade poi ci si deve rialzare e ricominciare a camminare. Questo spero di riuscire a trasmetterglielo con l’esperienza.”

Con Tania come riuscite a gestire i rispettivi impegni, dato che essendo entrambi persone di spettacolo vi capita spesso di viaggiare?
“Questa è tosta, anche perché i nonni, per ragioni di distanza, da Veneto e Sicilia, non ci possono aiutare e quindi dobbiamo arrangiarci… Con Tania se possibile cerchiamo di alternarci. Se uno è impegnato fuori città, c’è l’altro. Per esempio, recentemente Tania è stata un mese in Sicilia a girare un film e a Leonardo ho pensato io. Viceversa, quando ho fatto l’Isola, ha dovuto fare tutto Tania. Poi se capita che abbiamo da fare tutti e due, possiamo contare su una babysitter molto brava che ci dà una mano. Però devo dire che per me, che sono cresciuto con i nonni in casa, è un dispiacere non poter regalare la stessa esperienza a Leonardo. Perché non solo i nonni sono una manna dal cielo per i genitori, ma sono anche una compagnia bellissima per i bambini.”

Peron
Peron

Oggi si parla molto del pericolo social per i bambini, che sin da giovanissimi hanno spesso in mano lo smartphone, e si discute anche sulla diffusione delle immagini dei bambini, resa oggi ancora più pericolosa per via dell’uso distorto dell’intelligenza artificiale.
Tu e Tania come vi regolate?
“Fino a qualche tempo fa anche noi utilizzavamo i social in modo spensierato, anche se personalmente non ho mai esagerato.
Ho sempre usato e tuttora uso i social soprattutto per comunicare informazioni relative al lavoro, sia per dare notizie di eventi sia come vetrina, per far sapere che cosa faccio e che cosa so fare. Sono sincero, in passato abbiamo condiviso foto anche con Leonardo senza preoccuparci molto.
Però poi, sia perché l’intelligenza artificiale usata male rappresenta un pericolo, sia perché ho studiato l’argomento social e minori e ho letto diversi testi sui rischi che ne derivano, ho fatto non uno, ma dieci passi indietro. Ho detto a Tania che non avrei più postato nessuna immagine di nostro figlio. Al massimo condivido qualche storia in cui lui non è ben visibile. Insomma, cerco di tutelarlo. Quanto a lui, non ha ancora preso in mano uno smartphone,
l’unica cosa che gli lascio fare è mettere la musica, perché gli piace ascoltarla e ha la sua playlist. Ma fa solo quello e con la mia supervisione. Poi, dato che ama i dinosauri, gli facciamo guardare qualche documentario a tema adatto ai bambini, ma a parte questo, per ora non mostra proprio interesse a stare davanti alla tv o al tablet”.

Parliamo del tuo rapporto con Vicenza. Questa estate a Malo hai riempito il teatro e probabilmente ne avreste riempiti due. Però non sei spesso dalle nostre parti e anche la stampa vicentina non parla spesso di quello che fai. La cosa ti infastidisce?
“In realtà a me non interessa, però non sei la prima che me lo fa notare, soprattutto tra amici e parenti. Sembra quasi che siate infastiditi più voi di me. Certo, capisco il punto di vista “abbiamo un vicentino che lavora in Rai e non ne sentiamo mai parlare”. Però che vuoi che ti dica? A me davvero non interessa. Io vado avanti per la mia strada. Quanto al rapporto con la città, più che a Vicenza io sono legato al territorio di Colceresa, Breganze, Marostica.
Lì ritrovo i miei amici, il mio mondo, i miei posti. Reincontro le persone, facciamo una partita a carte, due chiacchiere, un aperitivo, una cena… posso stare lontano anche mesi, ma quando ci ritroviamo è come se ci fossimo appena visti, rientriamo subito in sintonia”.

Parliamo di futuro. Oltre alle tournée dei tuoi spettacoli, hai qualche progetto in mente che ci vuoi anticipare?
“Oltre agli spettacoli, in televisione sto conducendo la rubrica dentro ai Fatti Vostri “Avanzi di balera” con Anna Falchi, dove faccio ballare, soprattutto il liscio (ma anche altri stili), a coppie non giovanissime, che si sfidano in una mini gara di ballo.
Un progetto che mi diverte tantissimo e al quale tengo molto, soprattutto pensando che dopo il Covid le balere hanno fatto un po’ fatica a riprendere l’attività. Ed è un peccato, perché la balera è un luogo di socializzazione importante. In balera c’è la musica dal vivo, si balla ma anche si chiacchiera, magari si ridacchia di chi si muove in un certo modo, poi si ammirano quelli che sono bravi, ci si diverte. E per le persone di una certa età è anche l’occasione di uscire, di stare insieme, di agghindarsi, andare dalla parrucchiera o dal barbiere, vestirsi eleganti… Secondo me la balera è uno dei luoghi che non dovrà mai scomparire e sarei felice di contribuire a rilanciarla con questa rubrica, che a quanto pare sta piacendo e che mi auguro di veder crescere. Poi spero di partecipare ad altri progetti televisivi. Come l’esperienza di Boss in Incognito (dove ha fatto la parte del finto apprendista in un’azienda di panificazione, ndr.), per me bellissima. Mi sono trovato davvero bene a lavorare col gruppo Endemol, mi auguro di avere altre occasioni di interagire con loro. Poi, come detto, mi piacerebbe una conduzione. E in realtà un sogno sarebbe lavorare con Maria De Filippi, per sperimentare un modo diverso di fare tv”.

E a livello personale che cosa speri?
“Riguardo la famiglia, ho sempre detto di volere più di un figlio, perché sono figlio unico e mi è pesato. È vero che da figlio unico hai tutte le attenzioni dei grandi, ma è anche vero che alla fine sei da solo.
Lo so che anche i fratelli litigano, però sono fratelli. Insomma, Leonardo è il primo ma non sarà l’ultimo. Quindi, che cosa spero? Di realizzare tutti i miei sogni”.

Stay Connected

9,253FansMi piace
3,533FollowerSegui
2,652IscrittiIscriviti
- Advertisement -
- Advertisement -
- Advertisement -

ULTIMI ARTICOLI