martedì, Gennaio 20, 2026
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Tra gusto e devozione, sagre e feste negli 11 Comuni del Gal Etna

CATANIA (ITALPRESS) – Visitare il territorio del GAL Etna significa immergersi in un mondo in cui il tempo segue il ritmo dei raccolti, della devozione ai santi e ai frutti del territorio, in una sacralità viva destinata a conquistarci per sempre. Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Catenanuova, Centuripe, Maletto, Maniace, Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia: sono gli undici comuni che compongono il Consorzio del GAL, e che offrono un fitto calendario di feste ed eventi per entrare nel tessuto vivo di questa terra, meta ideale per un turismo culturale ed esperienziale.
In tutto il territorio del GAL, la devozione popolare ai patroni è un forte elemento identitario. A Maniace, la festa in onore di San Sebastiano si distingue per la solennità della processione della statua lignea del santo, portata a spalla dai fedeli lungo le vie del centro, accompagnata da canti e momenti di raccoglimento.
A Belpasso, la festa di Santa Lucia coinvolge l’intera comunità in una suggestiva ricostruzione simbolica: i fedeli indossano abiti tradizionali nei toni del nero e del bianco, mentre le strade si riempiono di carri allegorici che raccontano la vita della santa e scene della cultura contadina.
Ad Adrano, commuove e incanta il celebre Volo dell’Angelo: un bambino o una bambina, sospeso a diversi metri d’altezza e legato a un cavo d’acciaio, attraversa la piazza pregando e lanciando fiori in onore di San Nicolò Politi, santo patrono del paese.
Nel periodo pasquale, l’intera area del GAL Etna mette in scena riti antichissimi, in cui l’espressività popolare è al servizio del sacro: qui le processioni sono occasioni per ritrovarsi come comunità, per sfilare in preghiera di chiesa in chiesa riconoscendosi negli abiti tradizionali delle antiche confraternite religiose e negli inni intonati da centinaia di anni. Per il Gal la Passione non è solo un testo, un rito ricorrente nella liturgia, ma qualcosa da interiorizzare attraverso le voci dei membri della comunità.
Connubio tra teatro e spiritualità è lo spettacolo della Diavolata di Adrano, una rappresentazione di metà Settecento che si svolge la sera di Pasqua: i demoni protagonisti escono dalla bocca dell’inferno, il cratere dell’Etna, e si confrontano con la morte e l’arcangelo Michele. Sono i membri stessi delle famiglie del paese a rappresentare il trionfo del bene sul male, ereditando i ruoli dello spettacolo di generazione in generazione.
Tra gli appuntamenti più vivaci dell’anno spicca il Carnevale.
A Santa Maria di Licodia e a Biancavilla i Carnevali celebrano la creatività locale in chiave contemporanea, ma con forti richiami alla tradizione. Le strade si animano di gente in maschera e danze, oltre che delle sfilate di carri allegorici opera degli artigiani locali.
Le famiglie, le scuole e le associazioni del territorio partecipano attivamente, trasformando le strade del paese in un laboratorio all’aperto di artigianato, musica e spirito di condivisione. Un appuntamento imperdibile, che ogni anno richiama visitatori da tutta la provincia.
A Paternò, il patrimonio immateriale della tradizione orale è custodito nella Casa Museo del Cantastorie, dove ancora oggi si intonano le canzoni carolingie e i canti epico-religiosi che fanno parte dell’identità narrativa siciliana.
A Bronte, il Museo Gullotti dei Carretti Siciliani espone una collezione unica di carri dipinti a mano, veri capolavori itineranti che raffigurano cavalieri medievali, santi e battaglie leggendarie, tramandando la memoria collettiva attraverso colori, simboli e maestria artigiana.
Le celebrazioni religiose e culturali si intrecciano con un patrimonio gastronomico che rende il territorio del GAL Etna una destinazione d’eccellenza per il turismo del gusto. Gli eventi diventano spesso anche sagre, durante le quali assaporare i prodotti del territorio, conoscerne la storia e incontrarne i produttori.
Il vino DOC dell’Etna, coltivato su terra lavica e noto per la sua eleganza minerale, è protagonista a Ragalna e, soprattutto, all’Etna Wine Forum di Biancavilla accanto all’olio extravergine della Nocellara Monte Etna DOP e al fico d’India. Il pistacchio verde di Bronte DOP, fiore all’occhiello dell’agricoltura etnea, è celebrato in manifestazioni dedicate che ne raccontano le sfide nella coltivazione e le soddisfazioni della raccolta.
Le dolcissime fragole di Maletto a luglio riempiono il paese con il loro profumo, quando tutta la città celebra una sagra a loro dedicata. Tra gelato, granite, torte e risotti alla fragola, si possono esplorare un’infinità di combinazioni a partire da un’eccellenza locale. Le arance rosse IGP colorano invece le tavole e i piatti di Centuripe, Catenanuova e Paternò, durante festeggiamenti durante i quali questo agrume diventa il protagonista indiscusso di ricette dolci e salate.
A Maniace si esalta la tradizione casearia con la provola dei Nebrodi DOP, la ricotta fresca e altre bontà, simboli della resilienza delle comunità rurali immerse nel verde dei monti gemelli dell’Etna.
Nella sua parte orientale, dove le piane pietrificate si alternano ai campi coltivati, il Gal Etna offre un esempio straordinario di tradizioni culturali ed enogastronomiche. Un territorio in cui il vulcano scalda la terra e il cuore di chi la vive.

– news in collaborazione con Gal Etna
– foto ufficio stampa Gal Etna –
(ITALPRESS).

Tajani “Si lavora per la pace in Ucraina, speriamo in tempi rapidi”

ROMA (ITALPRESS) – “Si lavora per la pace e speriamo che si possa raggiungere in tempi rapidi, anche se non è facile. Come abbiamo sempre detto, non si può raggiungere la pace senza l’Ucraina, sarà importante quello che farà l’Ucraina”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della camera ardente di Pippo Baudo a Roma, rispondendo a una domanda sul vertice di oggi a Washington. xi2/vbo/mca2

Il Gal Etna celebra storie di eroi e racconti sacri

CATANIA (ITALPRESS) – Nella Sicilia orientale, il territorio del Gal Etna celebra le proprie tradizioni all’ombra del vulcano: storie di eroi, ma anche racconti sacri.

fsc/gtr

Tajani “Pippo Baudo era un grande italiano”

ROMA (ITALPRESS) – “Era un grande italiano, soprattutto un italiano positivo, ha saputo far ridere e sorridere tanti italiani senza mai essere volgare, era poliedrico, una bella immagine dell’Italia positiva”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’uscita dalla camera ardente di Pippo Baudo, al teatro delle Vittorie a Roma. xi2/vbo/mca2

La Nazionale paralimpica a L’Aquila in vista dei Mondiali di Iksan

ROMA (ITALPRESS) – L’Aquila prima della Corea. Al via l’ultimo allenamento collegiale della Nazionale azzurra di scherma paralimpica in preparazione ai Mondiali di Iksan 2025, in programma dal 2 al 7 settembre. Rifinitura abruzzese da oggi e fino al 24 agosto per l’Italia guidata dai commissari tecnici Alessandro Paroli per il fioretto, Antongiulio Stella per la sciabola e Michele Tarantini per la spada. Come già accaduto un anno fa, prima delle Paralimpiadi di Parigi, la città dell’Aquila ha accolto con grande entusiasmo la squadra italiana di scherma in carrozzina, grazie in particolare all’impegno dell’Amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, dell’assessore allo sport Vito Colonna e del comitato “L’Aquila Insieme per lo Sport” presieduto da Francesco Bizzarri.

In Corea capo delegazione del team italiano sarà per la prima volta Bebe Vio Grandis, nella sua nuova veste di consigliera federale rappresentante degli atleti. Sosterranno il ritiro in Abruzzo i 13 convocati per la kermesse iridata di Iksan: Matteo Betti, Mattia Galvagno, Sofia Garnero, Edoardo Giordan, Andrea Jacquier, Emanuele Lambertini, Julia Markowska, Michele Massa, Andreea Mogos, Gianmarco Paolucci, Luca Platania, Leonardo Rigo e Loredana Trigilia.

Al fianco dei tre ct Paroli, Stella e Tarantini, in questo ultimo allenamento collegiale ci saranno i maestri Amedeo Giani e Antonio Iannaccone, i preparatori Giuseppe Cerqua – padrone di casa in quanto aquilano doc – e Tommaso Chiappelli, gli sparring Arianna Bevilacqua, Bianca Falcone, Francesco Rencricca e Daniele Stirpe, il medico Paola Voltan, il fisioterapista Elia Sargenti e gli armieri Antonio Di Biase e Stefano Formenti. Le gare del Mondiale di Iksan prenderanno il via il 2 settembre, in un fitto calendario di sei giornate. Apertura affidata alle prove individuali di spada femminile (rappresenteranno il tricolore Sofia Garnero nella categoria A e Julia Markowska nella B) e di sciabola maschile (Edoardo Giordan e Mattia Galvagno nella A, Andrea Jacquier e Gianmarco Paolucci nella B).

Il 3 settembre toccherà alla squadra degli sciabolatori (Italia schierata con Edoardo Giordan, Mattia Galvagno e Gianmarco Paolucci). Il 4 settembre spazio al fioretto femminile (Sofia Garnero e Loredana Trigilia nella A mentre nella B ci sarà Andreea Mogos) e alla spada maschile (categoria A con Edoardo Giordan, Emanuele Lambertini e Luca Platania; Andrea Jacquier e Michele Massa gareggeranno nella B e Leonardo Rigo nella C).

Il giorno seguente sarà dedicato alle competizioni a squadre delle fiorettiste (Andreea Mogos, Sofia Garnero e Loredana Trigilia) e degli spadisti (Edoardo Giordan, Emanuele Lambertini, Luca Platania e Michele Massa). Il 6 settembre il quadro delle sei specialità si completerà con le gare individuali di fioretto maschile (nella categoria A Matteo Betti, Emanuele Lambertini, Mattia Galvagno e Luca Platania; nella B Michele Massa e Gianmarco Paolucci; nella C Leonardo Rigo) e di sciabola femminile (Loredana Trigilia nella categoria A, Julia Markowska e Andreea Mogos nella B). La kermesse iridata in Corea si chiuderà il 7 settembre con le prove a squadre dei fiorettisti (per l’Italia in pedana Matteo Betti, Emanuele Lambertini e Michele Massa) e delle sciabolatrici (nel team azzurro Julia Markowska, Andreea Mogos e Loredana Trigilia).

-Foto Bizzi/Federscherma-
(ITALPRESS).

Addio a Pippo Baudo: aperta la camera ardente a Roma, mercoledì i funerali nella sua Sicilia / Video

ROMA (ITALPRESS) – Roma dà l’ultimo saluto a Pippo Baudo. Alle 10 è stata aperta la al teatro delle Vittorie di Roma, dove ha condotto programmi storici della tv italiana come “Canzonissima” e “Fantastico”. Diverse le persone in coda già da questa mattina per l’ultimo saluto all’indimenticato conduttore scomparso sabato a 89 anni.

La camera ardente sarà aperta oggi fino alle 20 e domani dalle 9 alle 12. Poi, il trasferimento nella sua amata Sicilia. I funerali si terranno, mercoledì 20 agosto, a Militello Val di Catania, dove è nato. La funzione religiosa sarà celebrata alle ore 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

“Era un grande italiano, soprattutto un italiano positivo, ha saputo far ridere e sorridere tanti italiani senza mai essere volgare, era poliedrico, una bella immagine dell’Italia positiva”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’uscita dalla camera ardente. “Mi ricordo una cena conviviale tra amici, a chiacchierare anche con mia moglie che ha origini siciliane, quindi parlò tantissimo della sua terra. È un uomo positivo che ci mancherà, ma il suo ricordo è sempre vivo, è un uomo che ha fatto la televisione italiana”, ha sottolineato.

IL VIDEO DELLE PAROLE DI TAJANI

“Pippo Baudo è la Rai. Abbiamo voluto omaggiarlo nella sua casa, il Teatro Delle Vittorie, dove ha realizzato straordinarie trasmissioni ed eventi. Era giusto omaggiarlo e averlo qui con noi”. Così Roberto Sergio, direttore generale della Rai, alla camera ardente allestita per Pippo Baudo al teatro delle Vittorie, a Roma. “Il consiglio d’amministrazione” troverà un modo per omaggiarlo “quando si riunirà a settembre”, spiega.

Mara Venier e Katia Ricciarelli hanno reso omaggio al feretro di Pippo Baudo, scomparso sabato scorso a 89 anni. Ad accoglierle con lungo abbraccio il dg della RAI, Roberto Sergio.

“I ricordi sono tantissimi. Da quando avevo 13 anni è stato, come dicono tante signore dello spettacolo, come un secondo papà. Una persona importante che non dimenticheremo“. Così Gloria Guida. “È stato buono, con me è stato generosissimo, mi ha fatto partecipare a Sanremo in qualità di giurata, a Domenica In, tante cose che ricorderò sempre”, ricorda.

“Ciao Pippo! E’ ancora presto, ci vuole tempo, io sono lento e sono pigro... ho detto aspettatemi e con calma arriverò dopo i tempi supplementari. Questa è la sede Rai che ha creato molti di noi e bisogna ringraziare Dio che siamo qui”. Così Lino Banfi, lasciando la camera ardente allestita per Pippo Baudo.

“Ci ha accompagnati per un periodo enorme, ha accompagnato il Paese sia quando era all’apice del successo che negli anni più bui come quelli di piombo. Era una persona straordinaria che ti rispondeva sempre al telefono, se avevi bisogno lui correva. Quando vedevo la televisione c’era lui, quando ho iniziato a fare i primi passi c’era lui, quando avevo bisogno di un consiglio c’era lui”. Così Max Giusti lasciando la camera ardente allestita per Pippo Baudo al teatro delle Vittorie a Roma. “Sono vicino alla sua famiglia”, aggiunge.

“Si è spenta la tv, personalmente si è spento un faro, un punto di riferimento importantissimo. E’ uno di quei personaggi che passerà nella storia e non ci lascerà mai per tutto quello che ci ha regalato. E’ stato un grande esempio per trasformare il presentatore in conduttore”. Così Carlo Conti lasciando la camera ardente.Non esistono eredi, Baudo non ha eredi – aggiunge -. Sarà un onore entrare nel camerino dell’Ariston che sarà intitolato a lui. L’abbiamo sempre ricordato ogni anno e figuriamoci il prossimo che sarà il primo Festival senza lui”, sottolinea.

“Qualsiasi cosa si possa dire, Pippo è sempre un po’ di più. Non è un semplice conduttore, direttore artistico, ma è qualcosa di più. Lui ha insegnato senza volere insegnare”. Lo afferma Fiorello, parlando con i giornalisti alla camera ardente di Pippo Baudo al Teatro delle Vittorie. Per noi siciliani è sempre stato un vanto, un orgoglio. Noi lo seguivamo più degli altri perché faceva anche Antenna Sicilia, conduceva il festival della canzone siciliana che in Sicilia faceva il 100% di ascolti – ha aggiunto Fiorello – Quando lo chiamavo non dicevo mai ‘ciao Pippo come stai’, ma dicevo una frase siciliana molto forte e dall’altra parte avevo una risposta altrettanto forte, si rideva molto”, racconta.

“E’ stata una persona che ha cambiato le mie giornate in meglio, un grande insegnante, un maestro, un gigante. Mi ha insegnato a lavorare, a studiare, a essere curioso, mi ha insegnato ad amare il talento degli altri e a scoprire la loro bravura”. Così Flavio Insinna. “Sono venuto ad abbracciare e a ringraziare una persona che mi ha dato tanto. Era un gigante, un’altra categoria”, ribadisce

IL VIDEO DELLA CAMERA ARDENTE

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Addio a Pippo Baudo: aperta la camera ardente a Roma, mercoledì i funerali nella sua Sicilia

ROMA (ITALPRESS) – Roma dà l’ultimo saluto a Pippo Baudo. Alle 10 è stata aperta la al teatro delle Vittorie di Roma, dove ha condotto programmi storici della tv italiana come “Canzonissima” e “Fantastico”. Diverse le persone in coda già da questa mattina per l’ultimo saluto all’indimenticato conduttore scomparso sabato a 89 anni.

La camera ardente sarà aperta oggi fino alle 20 e domani dalle 9 alle 12. Poi, il trasferimento nella sua amata Sicilia. I funerali si terranno, mercoledì 20 agosto, a Militello Val di Catania, dove è nato. La funzione religiosa sarà celebrata alle ore 16 nella Chiesa di Santa Maria della Stella.

“Era un grande italiano, soprattutto un italiano positivo, ha saputo far ridere e sorridere tanti italiani senza mai essere volgare, era poliedrico, una bella immagine dell’Italia positiva”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all’uscita dalla camera ardente. “Mi ricordo una cena conviviale tra amici, a chiacchierare anche con mia moglie che ha origini siciliane, quindi parlò tantissimo della sua terra. È un uomo positivo che ci mancherà, ma il suo ricordo è sempre vivo, è un uomo che ha fatto la televisione italiana”, ha sottolineato.

IL VIDEO DELLE PAROLE DI TAJANI

Mara Venier e Katia Ricciarelli hanno reso omaggio al feretro di Pippo Baudo, scomparso sabato scorso a 89 anni. Ad accoglierle con lungo abbraccio il dg della RAI, Roberto Sergio.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Cincinnati, Musetti-Sonego sconfitti in finale. Stasera le finali Sinner-Alcaraz e Paolini-Swiatek

CINCINNATI (USA) (ITALPRESS) – Per la seconda volta, Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego si fermano in finale in doppio. Dopo Doha 2024, succede anche al torneo di Cincinnati (Usa), settimo Atp Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 9.193.540 dollari. Gli azzurri, sul cemento del Lindner Family Tennis Center, nella sfida per il titolo hanno subito la rimonta del croato Nikola Mektic e dello statunitense Rajeev Ram. Gli ex numeri 1 del mondo in doppio, al quarto torneo in coppia, si sono imposti al super tie-break con il punteggio di 4-6 6-3 10-5.

Il piemontese ed il toscano possono comunque essere soddisfatti del percorso a Cincinnati, dove erano arrivati ai quarti due anni fa, avendo eliminato i campioni del 2023 Gonzalez/Molteni al primo turno e annullato un match point per battere le teste di serie n.5 Salisbury-Skupski in semifinale. Musetti, primo uomo ad aver raggiunto una finale in un Masters 1000 in singolare e in doppio nel 2025, rimanda ancora l’attesa per il primo titolo in doppio in carriera nel circuito maggiore. Restano due i titoli di Sonego, a Cagliari 2021 (con Vavassori) e Kitzbuhel 2022 (con Martinez).

STASERA LE FINALI DI SINNER E PAOLINI

Questa sera l’Italia è con il fiato sospeso per le due finali di singolare del torneo di Cincinnati: alle ore 21 italiane (15 locali) il numero uno del mondo Jannik Sinner affronta lo spagnolo Carlos Alcaraz nel remake della finale del Roland Garros e di Wimbledon. Non prima di mezzanotte, invece, Jasmine Paolini va a caccia del titolo femminile opposta alla polacca Iga Swiatek.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

I leader Ue alla Casa Bianca insieme a Zelensky, Trump “Non serve un cessate il fuoco”. Poi chiama Putin

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Faremo in modo che la pace sia duratura. La guerra finirà, tutto il mondo è stanco di questa situazione. Ho messo fine a sei guerre, pensavo che questa sarebbe stata la più semplice, invece è molto difficile. Se tutto andrà bene ci sarà un incontro trilaterale, tra 7-15 giorni, per porre fine a questa guerra. Non posso dire che è ci sarà la fine, ma credo che ci sia una buona possibilità di arrivare a questo”. Ha esordito così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante il vertice con Volodymyr Zelensky e i leader europei presenti alla Casa Bianca, fra i quali la premier Giorgia Meloni. Proprio durante i negoziati il tycoon, secondo quanto riporta la testata tedesca Bild, ha interrotto l’incontro per chiamare Vladimir Putin. Prima, nel pomeriggio, il Trump ha incontrato in un bilaterale il presidente ucraino a tre giorni di distanza dal vertice avuto con Vladimir Putin in Alaska. Presenti sul posto anche i principali leader europei, che hanno raggiunto la Casa Bianca direttamente dal portico sud a bordo delle loro rispettive auto istituzionali. Il primo ad entrare è stato il Segretario generale della Nato Mark Rutte, seguito dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, dal primo ministro del Regno Unito Keir Starmer, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal primo ministro finlandese Alexander Stubb, dal primo ministro tedesco Friedrich Merz e dal presidente francese Emmanuel Macron.

All’inizio dell’incontro nello Studio Ovale, Zelensky ha ringraziato Trump per aver cercato di porre fine alla guerra della Russia contro il suo Paese, mentre il presidente americano ha definito “importante” l’incontro odierno. Rispondendo alla domanda di un giornalista, Zelensky ha manifestato la volontà di raggiungere un accordo trilaterale con Trump e Putin per negoziare la fine del conflitto in Ucraina: “Sapete che oggi ci sono stati molti attacchi e molti feriti – ha affermato Zelensky -. Un bambino è morto per una piccola bomba un anno e mezzo fa, quindi dobbiamo fermare la Russia e abbiamo bisogno del sostegno dei partner americani ed europei. Penso che noi dimostriamo di essere persone forti e abbiamo sostenuto l’idea del presidente Donald Trump di fermare questa guerra e di trovare un modo diplomatico per farlo. Siamo pronti per un accordo trilaterale”. Il leader ucraino ha inoltre dichiarato di essere aperto alle prossime elezioni nel suo Paese nel caso in cui venga raggiunta la pace tra Russia e Ucraina. Nel corso del suo intervento, Zelensky ha sottolineato l’importanza di avere garanzie di sicurezza per il suo Paese come parte di qualsiasi accordo per porre fine alla guerra della Russia. Proprio questo è stato uno dei temi principali all’ordine del giorno durante l’incontro fra Trump, Zelensky e i principali leader europei giunti alla Casa Bianca. In merito al possibile incontro trilaterale, lo stesso Trump ha affermato che se le riunioni odierne alla Casa Bianca con Zelensky e gli altri leader europei dovessero andare bene, incontrerà Putin e Zelensky insieme per trattare la fine della guerra. Nonostante i commenti dei mesi scorsi in merito ad un possibile abbandono degli Stati Uniti per quanto riguarda le trattative tra Russia e Ucraina, Trump ha sottolineato che “le persone vengono uccise e vogliamo fermarlo, quindi non direi che è la fine della strada. C’è una buona possibilità di porre fine alla guerra attraverso questi incontri. Conosco il presidente, conosco me stesso e credo che Putin voglia vederla finire”. Il presidente americano ha ribadito successivamente che il conflitto in Ucraina non necessita di un cessate il fuoco: “Possiamo lavorare a un accordo di pace mentre continuano a combattere”, ha affermato.

Seduto al tavolo, il presidente Trump ha elogiato tutti i leader presenti: “Oggi è stata una giornata di successo e ci sono state discussioni importanti – ha affermato Trump -. Vogliamo porre fine alle uccisioni e fermare la guerra in Ucraina e lavoriamo per lo stesso obiettivo. Ho avuto l’onore di parlare con il presidente Zelensky. Tutte le discussioni che abbiamo avuto vertevano sui territori, ho parlato indirettamente con il presidente Putin, lo chiameremo proprio a seguito di questo incontro e sono sicuro che sarà un incontro molto buono e cercheremo di lavorare per un trilaterale per vedere se riusciamo a mettere tutto a dormire. Non c’è stato niente del genere dalla Seconda guerra mondiale”. Trump ha ribadito che la Russia “accetterà delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e questo è uno dei punti chiave che dobbiamo considerare in questo tavolo, io sono ottimista perché collettivamente possiamo raggiungere un accordo ed evitare possibili aggressioni verso l’Ucraina. Noi troveremo una soluzione, credo che le nazioni europee condivideranno molto di questo onere e dobbiamo discutere il possibile scambio dei territori e negoziare delle posizioni. Cercheremo di avere un incontro a tre parti il prima possibile e sono sicuro che si giungerà ad un accordo. Io stabilirò un incontro con Putin e lo farò perché vogliamo salvare la vita di molte persone”.

Subito dopo Trump è intervenuto Zelensky, che ha ribadito il suo interesse nel non perdere i territori conquistati dalla Russia nel corso della guerra: “Abbiamo avuto una buona conversazione con il presidente Trump, abbiamo parlato di questioni sensibili e garanzie di sicurezza – ha affermato Zelensky -. Concordiamo con il presidente e gli altri leader presenti qui oggi che la sicurezza dell’Ucraina dipende dagli Stati Uniti. Ci sono diversi paesi che sono dalla nostra parte e che vogliono porre fine a questa guerra. Il secondo punto riguarda lo scambio di prigionieri. Io credo che il presidente Trump può avere un ruolo storico per riportare a casa i bambini. Altro aspetto importante riguarda i territori e vogliamo discutere questo in un possibile incontro trilaterale. Ho mostrato al Presidente diversi dettagli sul campo di battaglia tramite una cartina e sto pensando a come riprendere questi territori. Siamo felici di avere questa unità oggi”.

Dopo l’intervento di Zelensky a prendere la parola è stato il Segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha ringraziato Trump per “aver superato l’impasse con il presidente Putin e questo è stato molto importante e oggi siamo a questo punto. Credo che se ci giochiamo bene le carte possiamo fermare le uccisioni, la distruzione delle infrastrutture e una guerra terribile. Voglio ringraziare tutti i colleghi europei presenti oggi”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invece sottolineato l’importanza di essere qui con tutti i principali paesi europei: “Abbiamo avuto un grande vertice della Nato e il più ampio accordo commerciale di sempre e ora sono qui per lavorare per una pace in Ucraina. Voglio ringraziare il presidente per aver parlato di tutti i bambini che sono stati rapiti e che devono ritornare a casa”. Il cancelliere tedesco Merz ha dichiarato di essere soddisfatto nel sentire che Trump e Zelensky hanno avuto un grande incontro bilaterale, aggiungendo che il prossimo passo “sarà quello più difficile”: “Tutto si è aperto lo scorso venerdì e ora ci saranno dei negoziati complicati e non riesco ad immaginare che ci sarà un prossimo incontro senza un cessate il fuoco e dobbiamo cercare di lavorare su questo”.

Successivamente Giorgia Meloni, ha sottolineato che l’articolo 5 della Nato, che di fatto stabilisce il principio della difesa collettiva, è stata una “proposta italiana”: “Io credo che sia un giorno importante – ha affermato Meloni – e che sia una nuova fase dopo tre anni e mezzo in cui non abbiamo visto alcun segno di volontà al dialogo da parte della Russia. Quindi qualcosa sta cambiando, qualcosa è cambiato grazie a lei, ma anche grazie al campo di battaglia che è stato raggiunto con il coraggio dell’Ucraina e con l’unità che tutti noi abbiamo dato all’Ucraina. Il motivo per cui ne parlo è che bisogna ricordare che se noi vogliamo raggiungere la pace e vogliamo garantire la giustizia, dobbiamo farlo essendo uniti ed è per questo che ritengo sia un giorno positivo. Ovviamente può contare sull’Italia perché noi siamo dalla parte dell’Ucraina e noi sosteniamo tutti i suoi sforzi verso la pace. Noi parleremo di diversi temi importanti. Il primo sicuramente sono le garanzie di sicurezza, come garantire che non succederà ancora una volta. Questa è una precondizione di qualsiasi tipo di pace e sono lieta di poterne parlare, di discutere, di iniziare da una proposta che diciamo è sul modello dell’articolo 5 che è stata una proposta italiana all’inizio. Quindi noi siamo sempre pronti a portare le nostre proposte per la pace e per il dialogo. È un qualcosa che dobbiamo costruire insieme per garantire la pace e per difendere la sicurezza delle nostre nazioni”, ha concluso.

Dopo Meloni, il presidente Macron, ha sottolineato che tutti i leader presenti al tavolo “vogliono la pace”: “È stato detto tutto, ma voglio dire che tutti quelli intorno a questo tavolo vogliono la pace e noi lavoriamo duramente, lo abbiamo fatto negli ultimi anni per avere una pace che sia robusta, che sia duratura e questo incontro è molto importante perché è l’unico modo per sistemare le cose. È necessario un incontro trilaterale perché quando parliamo delle garanzie di sicurezza, ci riferiamo alla sicurezza di tutti i paesi europei ed è per questo che siamo qui tutti uniti a sostenere l’Ucraina”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

I leader Ue alla Casa Bianca “Serve un cessate il fuoco”, Trump “Putin accetta le garanzie di sicurezza per l’Ucraina”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Abbiamo fatto molti progressi, con il presidente russo è stato un incontro molto produttivo, e l’incontro di oggi è molto importante, ci sono sette leader europei che incontreremo subito dopo. Se tutto andrà bene ci sarà un meeting trilaterale e ci sarà la possibilità di porre fine alla guerra”,  Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.  “Faremo in modo che la pace sia duratura. La guerra finirà, tutto il mondo è stanco di questa situazione. Ho messo fine a sei guerre, pensavo che questa sarebbe stata la più semplice, invece è molto difficile. Ma riusciremo a risolvere anche questa, sono fiducioso”, ha aggiunto. “Se tutto andrà bene ci sarà un incontro trilaterale per porre fine a questa guerra. Non posso dire che è la fine della guerra ma credo che ci sia una buona possibilità di arrivare a questo. So che il presidente Putin vuole vedere la fine di questa guerra”, ha ribadito il tycoon. “Questa non è la mia guerra ma di Biden e noi vogliamo che finisca bene per tutti, per il popolo ucraino che ha sofferto molto. Quando finirà la guerra in Ucraina non so dirlo, ma Putin vuole che finisca. Tutto il mondo è stanco e noi porremo fine a questa guerra”, ha aggiunto. “E’ una guerra difficile”. “Io non ho parlato di cessate il fuoco, strategicamente parlando noi vogliamo una pace duratura. Mi piace il concetto di cessate il fuoco perchè non si uccidono più persone ma stiamo lavorando a un accordo di pace. Tutti gli accordi che ho fatto sono stati fatti senza menzionare la parole cessate il fuoco”, ha inoltre precisato.

“Dobbiamo porre fine a questa guerra e fermare la Russia, abbiamo bisogno del sostegno americano, abbiamo dimostrato di essere forti ma dobbiamo porre fine a questa guerra in modo diplomatico. Siamo pronti a un incontro trilaterale”, ha dichiarato Zelensky. “E’ molto importante riarmare l’Ucraina, ho parlato con il presidente della difesa europea e so che ci sono disponibilità in tal senso. Ora abbiamo la possibilità di comprare armi dagli Stati Uniti e permettere all’esercito ucraino di riarmare è parte delle garanzie di sicurezza”. “Sono aperto a delle elezioni una volta che sarà raggiunta la pace in Ucraina”. Zelensky ha però precisato che un processo di voto “democratico e legale” necessita di una condizione di sicurezza. “Abbiamo bisogno di sicurezza per tenere delle elezioni democratiche e legali”, ha detto il presidente ucraino.

I LEADER UE A TRUMP “SERVE UN CESSATE IL FUOCO”

Alle ore 15 (le 21 in Italia) si è tenuto infine l’incontro multilaterale con i leader Ue. Trump ha parlato nuovamente e ha rivelato che Putin ha accettato le condizioni di sicurezza per Kiev: “Vogliamo fermare le uccisioni, ho parlato con il presidente Zelensky. Non c’è stato niente del genere dalla Seconda guerra mondiale. Parleremo con Putin a seguito di questo incontro e mi auguro che questo incontro porti a un trilaterale”, ha spiegato durante l’ultimo incontro di giornata alla Casa Bianca. “Putin ha detto di accettare delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, io sono ottimista per un accordo. Dovremo discutere anche un possibile scambio di territori e anche delle linee di contatto”, ha aggiunto.

“Abbiamo portato avanti una conversazione molto positiva con Trump, la migliore fin qui. È stato un colloquio estremamente costruttivo, abbiamo parlato di punti molto sensibili a cominciare dalle garanzie di sicurezza: quelle dell’Ucraina dipendono da questi leader, che ci supportano e sono al nostro fianco”, ha sottolineato Zelensky rivolgendosi al presidente americano. “Tutti vogliamo finire la guerra con la Russia, è un bene che gli Stati Uniti abbiano dato un segnale forte – continua Zelensky -. È molto importante perseguire lo scambio completo dei prigionieri, su questo io e Trump siamo d’accordo. Spero che tutti i bambini vengano riportati alle loro famiglie, sono lieto che ci sia stata l’opportunità di discuterne; è altrettanto importante che i temi sui territori possano essere discussi in un eventuale incontro trilaterale, l’Ucraina sarebbe molto felice se Trump venisse”.

MELONI “BENE L’INIZIO DA UNA PROPOSTA ITALIANA”

“Se vogliamo garantire la pace dobbiamo farlo insieme: ecco perché questa giornata è molto importante, Trump può contare sull’Italia perché siamo dalla parte dell’Ucraina e supporteremo tutti gli sforzi per la pace”. Lo sottolinea la premier Giorgia Meloni nel corso dell’incontro alla Casa Bianca. “Parleremo di molti temi importanti oggi, a cominciare dalle garanzie di sicurezza che sono un prerequisito per ogni tipo di pace – aggiunge Meloni -. Sono molto contenta che inizieremo a parlarne a partire da una proposta modello articolo 5 proveniente dall’Italia: portiamo sul tavolo le nostre proposte per costruire insieme garanzie per la pace e la sicurezza dei nostri Paesi”, conclude.

LE PAROLE DI VON DER LEYEN

“Siamo qui come amici e alleati, è stato un grande vertice e siamo arrivati a un accordo commerciale molto importante: ora siamo qui per lavorare insieme a una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Il nostro comune interesse è fermare le uccisioni”. A dirlo è la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, nel corso dell’incontro alla Casa Bianca. “Sono molto lieta di sentire che si è parlato di garanzie di sicurezza, ma vorrei parlare anche dei migliaia di bambini ucraini che sono stati rapiti: vorrei che ciascuno di loro torni alla propria famiglia, dev’essere una priorità dei negoziati”, aggiunge Von der Leyen.

MACRON AVVERTE “DOPO TRILATERALE, ANCHE QUADRILATERALE CON UE”

“Grazie a Trump per il grande impegno nell’organizzazione di questo incontro: tutti coloro che sono seduti a questo tavolo sono a favore di una pace robusta e duratura, da anni abbiamo lavorato duramente in questa direzione”. Lo sottolinea il premier francese Emmanuel Macron nel corso dell’incontro alla Casa Bianca. “L’idea di un incontro trilaterale è fondamentale, è l’unico modo per risolvere la situazione – prosegue Macron -. A seguire ci vorrà un incontro quadrilaterale, perché se parliamo di sicurezza si parla anche di quella del continente europeo. Per organizzare il trilaterale credo ci sia bisogno di chiedere una tregua o comunque un cessate il fuoco, è una necessità che tutti sosteniamo: la prima garanzia di sicurezza sarà un esercito ucraino credibile per i decenni a venire, la seconda un impegno comune a supporto della Nato come quello che abbiamo messo negli scorsi mesi. Avere queste garanzie sarà veramente importante”.

IL COMMENTO DI MERZ “CESSATE IL FUOCO SEGNO DI CREDIBILITA’”

“Penso che questo incontro sia di grande utilità, è un ottimo segnale che Trump e Zelensky abbiano avuto un incontro così positivo: i prossimi passi saranno più complicati, ma il sentiero è aperto e dovremo portare avanti negoziati difficili”. Lo afferma il cancelliere tedesco Friedrich Merz nel corso dell’incontro alla Casa Bianca. “Tutti noi vorremmo vedere un cessate il fuoco anche prima del prossimo incontro, non riesco a immaginare altri scenari: bisogna esercitare pressione sulla Russia affinché questo avvenga, la credibilità di tutti noi dipende dal cessate il fuoco”, aggiunge Merz.

STARMER “INCONTRO DI OGGI FONDAMENTALE”

“La guerra in Ucraina ha avuto un impatto enorme su tutta l’Europa: quando parliamo di sicurezza ci riferiamo a quella europea, in questo senso l’incontro di oggi è di grandissima importanza per portare avanti i nostri colloqui”. Così il primo ministro inglese Keir Starmer nel corso dell’incontro alla Casa Bianca. “Siamo qui per alzare l’asticella nel nostro coinvolgimento per la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa – prosegue -. Possiamo fare ulteriori progressi verso un risultato giusto e duraturo, il trilaterale sarà il prossimo passo per avere altre garanzie e risolvere tematiche più complesse“, conclude Starmer.

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(ITALPRESS).