sabato, Gennaio 17, 2026
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Ucraina, Tajani “Faremo di tutto per incontro Zelensky-Putin”

RIMINI (ITALPRESS) – “Io non ho mai detto che eravamo a pochi passi dall’accordo, non ho mai pensato e creduto a un accordo nel giro di pochi giorni, perché conosciamo Putin e i suoi interessi. Noi insistiamo nel mandare messaggi chiari e anche la riunione di oggi è stata molto chiara. Faremo di tutto perché possa esserci un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Siamo per una pace giusta che deve garantire l’indipendenza dell’Ucraina”. Cosi il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della 46^ edizione del Meeting di Rimini.

xi5/sat/mca2

Ginnastica ritmica, Mondiali Rio de Janeiro: Sofia Raffaeli medaglia d’oro al cerchio e bronzo alla palla

RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli brilla sempre di più ai Mondiali di ginnastica ritmica. Dopo il bronzo conquistato nell’All Around, nell’ultima giornata della kermesse iridata, in scena a Rio de Janeiro, l’azzurra, agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha vinto la medaglia d’oro nel cerchio. Raffaeli, con il punteggio di 30.650, ha preceduto la bulgara Stiliana Nikolova, argento, e la tedesca Anastasia Simakova, bronzo. L’azzurra ha dedicato il successo odierno a Lorenzo Bonicelli.

Dopo l’oro conquistato nel cerchio l’italiana non si è fermata e ha vinto il bronzo alla palla. Raffaeli in questa seconda finale di giornata ha collezionato 28.750 punti. Davanti a lei la tedesca Darja Varfolomeev, d’oro con 29.850, e la statunitense Rin Keys, d’argento con 29.050. Sesto posto per l’altra azzurra, Tara Dragas con 28.050.

Infine l’azzurra Raffaeli ha chiuso al quinto posto la finale alle clavette. L’agente delle Fiamme Oro ha collezionato 28.400 punti. Oro anche in questo caso alla tedesca Darja Varfolomeev, d’oro con 31.700; argento alla rumena Amalia Lica, con 29.000; bronzo alla bulgara Stiliana Nikolova con 28.800.

Infine Tara Dragas ha chiuso al quarto posto la finale al nastro. La 18enne di Udine ha collezionato 28.800 punti, sfiorando il podio alla sua prima esperienza iridata fra le “big”.
Oro, l’ennesimo per lei, alla tedesca Darja Varfolomeev con 30.250; argento alla bulgara Stiliana Nikolova con 29.800; bronzo alla ucraina Taisiia Onofriichuk con 29.100.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Ginnastica ritmica, Mondiali Rio de Janeiro: Sofia Raffaeli medaglia d’oro al cerchio

RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) – Sofia Raffaeli brilla sempre di più ai Mondiali di ginnastica ritmica. Dopo il bronzo conquistato nell’All Around, nell’ultima giornata della kermesse iridata, in scena a Rio de Janeiro, l’azzurra, agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, ha vinto la medaglia d’oro nel cerchio. Raffaeli ha preceduto la bulgara Stiliana Nikolova, argento, e la tedesca Anastasia Simakova, bronzo. A ruota l’azzurra sarà in scena anche nelle finali di palla e clavette.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Generali, Monacelli “Il welfare aziendale aiuta il Paese a crescere”

RIMINI (ITALPRESS) – “Per sviluppare un welfare che sia un grande valore aggiunto per la crescita del paese naturalmente è necessario il ruolo delle aziende private ma anche la collaborazione con il mondo pubblico, che può in tanti modi agevolare, lo fa già ad esempio attraverso agevolazioni fiscali, l’adozione di questi strumenti che rappresentano un veicolo fondamentale di crescita”. Lo afferma Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, a margine del Meeting di Rimini.

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Ucraina, Zuppi “Per la pace serve anche la comunità internazionale”

RIMINI (ITALPRESS) – “Il Papa non si augura altro che la pace. E’ l’invito e anche un impegno non solo per Zelensky, ma per tutti quanti debbono contribuire. Non solo i due attori del conflitto, Russia e Ucraina, ci vuole il terzo, la comunità internazionale”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a margine del Meeting di Rimini, rispondendo a una domanda sulla lettera del Papa al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

In merito a Gaza, “gli appelli che Papa Francesco prima e Papa Leone XIV dopo hanno rivolto per il cessate il fuoco tutti noi non possiamo fare altro che sperare che siano accolti. Se li hanno fatti ripetutamente è proprio per evitare che la situazione peggiori, speriamo che siano accolti”, ha aggiunto il cardinale.

Secondo Zuppi l’Unione Europea va rafforzata con “i mattoni del pensarsi insieme. L’Europa nasce dalla divisione, dall’ideologia, dai totalitarismi, dalla mancanza di democrazia, dal pensarsi senza gli altri o contro gli altri”.

“L’Europa nasce da questo e i mattoni che servono sono quelli di continuare a costruire il pensarsi insieme, quindi tutte le scelte devono essere fatte pensandosi insieme, anche faticosamente – aggiunge -. Non è facile, non è scontato pensarsi insieme, ma è il patrimonio e il testamento di quelli che sono sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Noi siamo i figli di quei sopravvissuti, non dobbiamo dimenticare questa consapevolezza e fare le manutenzioni necessarie perchè l’Europa funzioni bene e anche che cresca, non che diminuisca”.

– Foto Meeting di Rimini 2025 –

(ITALPRESS).

Zuppi “A Gaza serve cessate il fuoco, evitare che situazione peggiori”

RIMINI (ITALPRESS) – “Gli appelli che Papa Francesco prima e Papa Leone XIV dopo hanno rivolto per il cessate il fuoco tutti noi non possiamo fare altro che sperare che siano accolti. Se li hanno fatti ripetutamente è proprio per evitare che la situazione peggiori, speriamo che siano accolti”. Lo dice a margine del Meeting di Rimini il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Matteo Zuppi, rispondendo a una domanda su Gaza.

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Ue, Zuppi “Per farla crescere servono i mattoni del pensarsi insieme”

RIMINI (ITALPRESS) – L’Unione Europea va rafforzata con “i mattoni del pensarsi insieme. L’Europa nasce dalla divisione, dall’ideologia, dai totalitarismi, dalla mancanza di democrazia, dal pensarsi senza gli altri o contro gli altri”. Lo dice a margine del Meeting di Rimini il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Zuppi.

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“Il Sudan non è una crisi lontana”, l’incontro al Meeting di Rimini

RIMINI (ITALPRESS) – Nell’ambito del Meeting di Rimini si è tenuto l’incontro Il Sudan non è una crisi lontana”, organizzato da INTERSOS, che ha visto la partecipazione di figure di primo piano del mondo umanitario e istituzionale: Valerie Guarnieri, Assistant Executive Director del Programma Alimentare Mondiale (WFP); Michele Morana, titolare della sede AICS di Addis Abeba con competenze su Etiopia, Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Gibuti; Irene Panozzo, analista politica ed esperta del Corno d’Africa; Marco Rusconi, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

A moderare l’incontro è stata Alda Cappelletti, Senior Humanitarian Advisor di INTERSOS. Il dibattito ha messo in luce con chiarezza come la crisi sudanese, esplosa con il conflitto civile del 15 aprile 2023, rappresenti oggi la più grave emergenza umanitaria a livello mondiale, pur restando marginale nell’agenda mediatica e politica internazionale.

“Il Sudan non è un Paese lontano – ha osservato Alda Cappellettima una realtà che ci interpella da vicino, con ripercussioni regionali e globali”. Il conflitto vede contrapposte le Forze Armate Sudanesi (SAF), guidate dal generale al-Burhan, e le Rapid Support Forces (RSF), milizia paramilitare agli ordini del generale Hemeti. La guerra ha avuto conseguenze devastanti: oltre 14 milioni di sfollati interni, 4 milioni di rifugiati nei Paesi limitrofi, almeno 150.000 vittime (dato considerato ampiamente sottostimato) e 25 milioni di persone, la metà della popolazione, in condizioni di grave insicurezza alimentare.

Irene Panozzo ha ricostruito le dinamiche storiche che hanno portato all’attuale collasso: “Non è uno scontro nato dal nulla tra due generali rivali. Per decenni SAF e RSF hanno fatto parte della stessa architettura di sicurezza costruita dal regime di Omar al-Bashir. Le RSF, eredi delle milizie Janjaweed, sono state trasformate in forza paramilitare con accesso a risorse economiche, traffici e mercenariato. La caduta del regime nel 2019 non ha eliminato queste strutture, anzi ha esacerbato tensioni latenti”. Panozzo ha aggiunto che il conflitto è aggravato da “forti squilibri economici, il controllo delle miniere d’oro, il ruolo di potenze regionali come Emirati e Arabia Saudita, e fratture etniche e territoriali che segnano la storia sudanese”.

Michele Morana ha descritto l’azione della Cooperazione Italiana in un contesto complesso: “Il Sudan non è solo un Paese in guerra, è una crisi regionale che destabilizza Etiopia, Sud Sudan e Ciad. Abbiamo attivi 16 progetti per un valore di 61 milioni di euro, con interventi che spaziano dalla sicurezza alimentare alla formazione professionale. Grazie al lavoro con partner locali e ONG italiane, riusciamo a mantenere una presenza anche nelle aree più difficili. È un impegno che punta a resilienza e ricostruzione, nonostante le condizioni drammatiche”.

Particolarmente toccante l’intervento di Valerie Guarnieri del WFP: “Metà della popolazione vive in condizioni di grave insicurezza alimentare. In Darfur la carestia è già realtà. Abbiamo visto convogli di aiuti attaccati con droni, autisti uccisi, città come Al-Fasher isolate e sotto assedio. Le persone sono costrette a nutrirsi di rifiuti o animali domestici pur di sopravvivere”. Guarnieri ha denunciato l’insufficienza dei fondi e l’ostacolo dell’accesso umanitario: “Nonostante tutte le difficoltà, riusciamo a raggiungere 4 milioni di persone al mese, ma non è abbastanza. È indispensabile una mobilitazione globale: non possiamo lasciare il Sudan nell’ombra”.

Marco Rusconi ha ribadito la centralità del Sudan per l’Italia: “Il Sudan rimane un Paese prioritario per la Cooperazione Italiana. Non si tratta solo di interventi emergenziali, ma di rafforzare le basi per un futuro di pace e sviluppo. Continuiamo a lavorare con un approccio che unisce neutralità, presenza capillare e sostegno alla società civile”.

Rusconi ha ricordato anche il valore della rete italiana: “Il nostro sistema di cooperazione è fatto di istituzioni, ONG, missionari, università e società civile. È una forza unica che ci permette di essere presenti dove altri si ritirano”. Nel dibattito finale, i relatori hanno ribadito che la crisi sudanese non è solo lontana tragedia, ma una questione che tocca direttamente la stabilità regionale, la sicurezza alimentare globale e la credibilità delle istituzioni internazionali. “Nessuna crisi è lontana – ha sottolineato Rusconi – e il Sudan ci chiede di non distogliere lo sguardo”.

Gli esperti hanno invitato i media e la politica a rompere il silenzio: “Il Sudan è la peggiore crisi umanitaria del mondo, eppure non occupa i titoli dei giornali”, ha osservato Panozzo. “Raccontare storie di resilienza, come le community kitchen organizzate dalla società civile sudanese, è essenziale per non lasciare che l’oblio diventi complicità”. Valerie Guarnieri ha concluso con un appello: “Gli aiuti sono vitali ma non bastano. Serve una soluzione politica e serve ora. Il popolo sudanese non può aspettare”. L’incontro si è chiuso con un messaggio forte: il Sudan non è una crisi lontana. È una ferita che interpella la comunità internazionale, richiamando alla responsabilità, alla solidarietà e alla necessità di costruire percorsi di pace.

-Foto Meeting di Rimini-
(ITALPRESS).