lunedì, Gennaio 12, 2026
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Ucraina, il Cremlino “Gli europei ostacolano la risoluzione del conflitto”

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MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) –  Le autorità dei paesi europei stanno attualmente interferendo con la risoluzione del conflitto ucraino. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un’intervista a Izvestia. “Gli europei stanno interferendo con la risoluzione in Ucraina. Non contribuiscono” ad arrivare a un accordo, ha sottolineato.

Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato il leader ucraino Vladimir Zelensky a Mosca “per dialogare, non per arrendersi”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un’intervista alla TASS. Putin non esclude alcuna possibilità di risoluzione del conflitto ucraino e sarebbe pronto a partecipare anche a un incontro trilaterale con il leader americano Donald Trump e il presidente ucraino Volodymir Zelensky, ha detto Peskov in un’intervista a Izvestia. “Putin non esclude alcuna possibilità, è aperto a tutti i tipi di incontri, ma dovrebbero essere ben organizzati per registrare un risultato”. Per quanto riguarda invece il processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali russo-americane “sta procedendo lentamente. Sarà un processo che richiederà molto tempo”. Secondo Peskov, il legame tra Mosca e Washington è stato influenzato dagli “sforzi” della precedente amministrazione del presidente Joe Biden.

L’invio di militari da altri Paesi non contribuirà a risolvere il conflitto in Ucraina. “Non si può garantire la sicurezza di un Paese minando la sicurezza di un altro. A nostro avviso, questo non ci aiuterà ad avvicinarci alla risoluzione del conflitto ucraino”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un’intervista a RIA Novosti.

“Riconosciamo che questa è una minaccia per noi stessi: la presenza di forze internazionali, o di qualsiasi forza straniera, o di forze dei paesi della NATO sul suolo ucraino, vicino al nostro confine” e la Federazione Russa farà “tutto il necessario per garantire la propria sicurezza”. Per il Cremlino, ribadisce, la “causa principale dello scoppio del conflitto” è stato “il tentativo della NATO di entrare in Ucraina, mettendo in pericolo la Russia”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Cna, Tamajo “Da Mondello un segnale di forza e orgoglio per le imprese siciliane”

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PALERMO (ITALPRESS) – È stata inaugurata sul lungomare di Mondello la sesta edizione di “Ciavuri e Sapuri Fest”, organizzata dalla CNA di Palermo, che fino al 7 settembre vedrà protagoniste oltre quaranta aziende dell’agroalimentare siciliano con le loro eccellenze. Al taglio del nastro era presente l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo, che ha dichiarato: “Manifestazioni come questa rappresentano la vera Sicilia: fatta di imprese coraggiose, capaci di coniugare tradizione e innovazione. Essere qui significa sostenere chi ogni giorno lavora con passione e determinazione, contribuendo alla crescita della nostra terra”. L’evento, organizzato dalla CNA di Palermo, si svolge con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Palermo.

-Foto ufficio stampa Edy Tamajo-
(ITALPRESS).

Fede, Brachino “Emilio è stato il nostro maestro”

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MILANO (ITALPRESS) – Emilio Fede “è stato il nostro maestro. Ci ha insegnato la TV. A me ha insegnato cosa è un anchorman. Abbiamo aperto la stagione dei telegiornali. Senza Fede, Mentana sarebbe arrivato 10 anni dopo perché ha creato la cultura, la struttura produttiva e il meccanismo di un telegiornale. Per me è stato un maestro e un amico”. Così Claudio Brachino ha ricordato la figura di Emilio Fede, scomparso due giorni fa l’età di 94 anni, A margine dei funerali tenutisi a Segrate nel milanese.

xh7/tvi/mca2

Fede, la figlia Sveva “Questa è stata l’ultima diretta di Emilio”

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MILANO (ITALPRESS) – “Papà vi avrebbe salutato e ringraziato e io faccio come lui, abbiamo ricevuto tanti bellissimi messaggi tutti i giornalisti e tutti i suoi colleghi sono stati accanto a noi. Non possiamo fare altre che ringraziare: papà sarà sicuramente molto contento di tutti questi tributi di stima e affetto. Qualcuno dei nostri amici ha detto [che questa è, ndr] l’ultima diretta di Emilio e questo mi sembra un bellissimo modo di salutarlo”. Così Sveva, figlia di Emilio Fede, ringraziando i giornalisti venuti in occasione dell’esequie del padre scomparso due giorni fa.

xh7/tvi/mca2

Armani, principe di semplicità amato da Pantelleria / di Italo Cucci

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Di Italo Cucci

PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Il suo Maine nero – lo yacht che spuntava dal mare come un gigantesco pesce siluro – quest’anno non è arrivato e Pantelleria ha sentito nel suo cuore – quello della gente semplice e operosa che lo amava come un fratello, a volte come un santo – che forse non lo avrebbe rivisto. Alla festa dei novant’anni era a Milano, e c’era con il suo sorriso luminoso, ma qualcuno lo reggeva discreto e s’è capito che non avrebbe fatto altre passeggiate a Cala Gadir, il borgo di pescatori nel nord-est dell’Isola, uno dei luoghi più affascinanti dove nel tempo aveva fatto nascere i suoi dammusi, le tipiche case pantesche con il tetto a cupola bianca e i muri di pietra. Pantelleria amava Armani, da decenni presenza magica dell’Isola dai cui colori aveva tratto ispirazione per le sue creazioni.

Da decenni era un generoso benefattore, prima per la bellezza della sua Gadir, poi con donazioni all’Ospedale culminate con il regalo della Tac (appena sostituita da uno strumento nuovissimo) e altri interventi straordinari. Ora l’Isola lo piange, sconvolta. Anche se il cuore già lo temeva lontano per sempre.

Per la prima volta, da una vita, quest’estate non era arrivato. Era bello salire al colle di San Marco – quando qualcuno m’avvertiva del suo arrivo – e cercare di vedere, in un mare senza fine, l’arrivo del Main. Era il puntuale ritorno di Ulisse non solo alla sua Itaca fiorita ma alla sua famiglia pantesca.

Il Maestro, Re Giorgio: Armani era in realtà un principe di semplicità, ogni mattina scendeva in mezzo alla gente – vicino al Castello, al porto dov’era attraccato il suo yacht, dall’Admiral – il primo – al Main, l’ultimo – quando veniva a prendere i giornali con il suo ormai vecchio “Ciao”. Quest’estate non è arrivato. Aveva ricevuto un invito dal Parco per la festa della vite ad alberello premiata dall’Unesco, avrei voluto rivederlo per ricaricarmi della sua eleganza e della sua dolcezza: “Purtroppo – mi rispose – la settimana della Haute Couture mi porterà a Parigi. Desidero ringraziarti dell’invito e di tutto quello che fai per il Parco e per la nostra bellissima isola”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Fede, il fratello Puccio “Era nato con il Dna del giornalista”

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Milano (ITALPRESS) – “Era nato con il DNA del giornalista. Ha fatto la gavetta vera del giornalista, correndo in giro senza macchina. I nostri rapporti erano sempre ottimi, ma sono stati frenati da una lontananza perché io vivo all’estero. Però siamo sempre rimasti in contatto. Le vicende giudiziarie non lo hanno sconvolto”. Così Puccio, fratello di Emilio Fede, rivolgendosi ai giornalisti in occasione dei funerali a Segrate nel milanese dell’ex direttore del Tg4 scomparso due giorni fa.

xh7/tvi/mca2

Zelensky “Garanzie di sicurezza chiave per porre fine alla guerra”

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Il tema chiave per tutti è lo stesso: come porre fine alla guerra il più rapidamente possibile grazie a passi forti, decisioni forti e garantire la sicurezza per l’Ucraina. Tutti concordano che la forza per l’Ucraina è la forza per la pace, ed è per questo che lavoriamo attivamente per garantire la nostra forza, la nostra resilienza, per garantirla proprio ora. Tutti vedono che la Russia rifiuta ogni iniziativa di pace e non c’è ancora alcun accordo di pace da parte di Putin”. Lo afferma il presidente ucraino, Volodymyr Zelenzky, al termine del vertice dei Volenterosi a Parigi. “L’Europa deve essere leader e noi, in particolare, promuoviamo questo quando costruiamo nuove garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Stiamo preparando documenti sulle garanzie e definendo l’investimento nella sicurezza da parte di ogni paese: 26 paesi hanno accettato di fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina”.

/gsl (Fonte video: Ufficio del Presidente dell’Ucraina)

Venezia, Shu Qi “Ho raccontato ferite invisibili della mia infanzia”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Presentato in concorso all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Nuhai (Girl) segna l’esordio alla regia dell’attrice e modella taiwanese Shu Qi, tra i volti più celebri del cinema asiatico. Dopo quasi trent’anni davanti alla macchina da presa e collaborazioni con maestri come Hou Hsiao-hsien, l’artista ha scelto il Lido per il debutto dietro la cinepresa, prima del passaggio nella sezione Centrepiece al Toronto International Film Festival.
Ambientato a Taiwan nel 1988, il film racconta la storia di Hsiao-lee, una ragazzina introversa che trova conforto nell’amicizia con la vivace Li-li, quasi un alter ego che incarna i sogni che lei non riesce a esprimere. Ma il legame tra le due bambine si intreccia con il passato doloroso della madre, che sembra ripetere sulle figlie le stesse ferite subite, creando un circolo vizioso di sofferenza familiare. Nel cast figurano Roy Chiu, la cantante jazz 9m88 e la giovane esordiente Bai Xiao-Ying.
Shu Qi ha raccontato quanto le sia stato difficile girare le scene domestiche, quelle che più riflettono il cuore del film:
“Le sequenze in famiglia sono state tra le più complicate, perché gli attori non si conoscevano bene e dovevano trovare un equilibrio. La cantante e attrice che interpreta la madre è una persona molto solare, completamente diversa dal ruolo, e avevo bisogno che entrasse davvero in quella casa, in quella vita. C’è un momento in cui, dopo che le bambine escono, la madre resta sola e comincia a sistemare la stanza, a lavare i piatti, ad avviare la lavatrice. Quando finalmente si volta e la vedo di spalle che lascia andare un respiro profondo, ho sentito tutta la fragilità femminile, quella di una donna che è ancora anche una ragazzina, ma già schiacciata dal peso del mondo. In quel momento mi sono commossa profondamente”.
Il progetto, iniziato oltre dieci anni fa su suggerimento di Hou Hsiao-hsien, è stato riscritto più volte prima di trovare la sua forma definitiva. Shu Qi ha spiegato che l’urgenza di concludere la sceneggiatura è maturata proprio a Venezia, quando nel 2023 era giurata: «Guardando film straordinari mi sono resa conto che se non avessi finito subito la mia storia, forse non l’avrei mai raccontata”.
Il film, ha sottolineato la regista, nasce da un’esperienza personale: “Quando ero piccola ho vissuto situazioni dolorose in famiglia. Non volevo mostrarle in maniera cruda, ma con onestà. Le cicatrici del passato non scompaiono, restano invisibili e riemergono. Spero che Nühai possa aiutare chi guarda a riflettere sul rapporto con i propri genitori, o sul modo in cui si cresce un figlio”.
xr7/mgg/azn (video di Federica Polidoro)