Via Castelfidardo. Deliberazione consiliare 13 luglio 1914 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Il toponimo ricorda la vittoria delle truppe italiane guidate dal Generale Cialdini sull’esercito papalino guidato dal francese Lamoriciére, avvenuta il 18 settembre 1860 nella città delle Marche. La battaglia di Castelfidardo è stata un modesto avvenimento che ebbe notevoli conseguenze come la presa di Roma e la fine dello Stato Pontificio.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Carlo Cattaneo, in omaggio alle idee repubblicane del poeta e filosofo nato a Milano
Via Carlo Cattaneo. Da Piazzale Giusti a Via dei Mille (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). La strada venne intitolata come Via Carlo Cattaneo al poeta e filosofo con delibera consiliare 22 luglio 1911, in omaggio alle idee repubblicane del Cattaneo, nato a Milano il 17 giugno 1801, morto a Lugano il 6 febbraio 1869.
Il 18 marzo 1848 i Milanesi lo mettono a capo dell’insurrezione delle cinque giornate. Disse durante l’assedio della città, “Meglio morir di fame che di forca”. Eletto deputato nel 1860, non andò mai in Parlamento, perché il suo ideale era la Federazione.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Battaglione Monte Berico, composto unicamente da veneti nell’inverno del 1915
Via Battaglione Monte Berico. Venne intitolata con delibera del podestà il 1° luglio 1929 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). In questa località esisteva il mercato della frutta e verdura che da tempo chiedeva l’ampliamento della strada costruita con il finanziamento delle FTV per 200 mila lire. Il nome di Via Battaglione Monte Berico deriva dalla costituzione del Battaglione composto unicamente da veneti, avvenuta nell’inverno del 1915.
Nel maggio del 1916 combatte in Vallarsa, nell’agosto del 1917 sulla Bainsizza, nel gennaio del 1918 si oppone agli Austriaci in Val Frenzela. Il 29 ottobre 1918 passa il Piave e punta verso Agordo. Nell’Agosto del 1919 il Monte Berico, coperto di gloria alpina, viene sciolto.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Arnaldo Fusinato, nel 1850 Prà della Moranda, conosciuta anche come strada di Gogna
Via Arnaldo Fusinato. In una mappa del 1850 la strada è nominata Prà della Moranda. Conosciuta anche come strada di Gogna (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr).. Con delibera 22 luglio 1911, venne intitolata al poeta scledense Arnaldo Fusinato, nato a Schio il 25 novembre 1817, morto a Verona 28 dicembre 1888.
Studente a Padova, collabora con il giornale “Caffè Pedrocchi”, inneggia alla Patria Italiana, ma è sorvegliato dalla Polizia Austriaca. Si laurea in Diritto, nel 1848 costituisce a Schio un corpo franco di Crociati, compiendo azioni in Vallarsa (Pian delle Fugazze), allora contado del Tirolo. Partecipa alla difesa di Vicenza con la sua compagnia. Passa poi a Venezia, dove durante la difesa di Marghera scrive la canzone “A Venezia”
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Alessandro Rossi da Schio, intitolata al pioniere dell’industria laniera
Via Alessandro Rossi da Schio. La via, nella zona dei Ferrovieri, venne intitolata a Alessandro Rossi da Schio, pioniere dell’industria laniera, con delibera del Podestà il 16 febbraio 1927 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Nacque a Schio il 21 novembre 1819, morì a Santorso 28 febbraio 1898.
Nel 1870 diventa Senatore del Regno. Cittadino onorario di Vicenza con delibera 12 dicembre 1877, onore che il Patrio Consiglio Comunale del 21 maggio 1885 venne decretato anche per i figli Francesco e Gaetano. Nell’ottobre del 1878, fonda la Scuola Industriale che diventerà Regio Istituto Tecnico Nazionale.
Nel 1902 la città di Schio gli innalzò il monumento nella piazza principale in segno di gratitudine. Il Rossi applicò una concezione del lavoro basata sui principi cristiani di amore e di collaborazione tra le classi.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Alessandro Volta, fisico italiano, già via Emanuele Filiberto, “cancellata” dopo l’8 settembre 1943
Via Alessandro Volta, già via Emanuele Filiberto. Intitolata a Emanuele Filiberto di Savoia con deliberazione del 22 luglio 1911 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Dopo l’8 settembre 1943 fu dato ordine di cancellare tutti i toponimi che si riferivano ai Savoia.
Con delibera 15 marzo 1944 il nome fu cambiato in Alessandro Volta, fisico italiano nato a Como il 28 febbraio 1745, morto a Camnago di Como il 5 marzo 1827. A lui dobbiamo la costruzione della prima pila elettrica con varie applicazioni.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Alberto Mario, seguace di Mazzini, combattente per la difesa di Vicenza del 1848
Via Alberto Mario. Laterale di Via dei Mille (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Delibera Consiglio Comunale 22 luglio 1911. Combattente alla difesa di Vicenza del 1848, Alberto Mario, nato a Lendinara 4 giugno 1825 morì a Lendinara 2 giugno 1883. Repubblicano convinto, fu seguace di Mazzini. Partecipò a tutti i moti del Risorgimento Nazionale. Fu esiliato in Svizzera, espulso dall’Inghilterra, non cessò mai di combattere per il trionfo della causa.
“Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin”: Via Antonio Chinotto, figlio del vicentino Bernardino valoroso combattente alla difesa di Marghera
Via Antonio Chinotto. Già Santa Caterina. Intitolata con delibera del Commissario Prefettizio il 16 dicembre 1922 (qui la mappa, rubrica “Toponimi vicentini narrati da Luciano Parolin” qui tutti gli articoli, ndr). Nato ad Arona il 28 settembre 1858, figlio del Vicentino Bernardino Chinotto, valoroso combattente alla difesa di Marghera, Antonio Chinotto frequenta l’Accademia Militare di Torino, poi la Scuola di Guerra.
Infine passa nel Corpo dello Stato Maggiore, poi, come ufficiale superiore, entra nel corpo della Fanteria. Allo scoppio della prima guerra mondiale, al comando della Brigata Piacenza, combatte sul Carso rimanendo ferito. Muore all’Ospedale di Udine il 25 agosto 1916. A lui è intitolata Via Antonio Chinotto.