domenica, Maggio 24, 2026
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Manovra, Meloni: “L’obiettivo è rafforzare il tessuto produttivo della Nazione e difendere l’economia reale”

ROMA (ITALPRESS) – “La manovra economica per il 2026 si inserisce nel solco di quelle precedenti, e aggiunge ulteriori tasselli al nostro lavoro, sia sul fronte della tutela del potere d’acquisto degli italiani che del sostegno alle imprese che investono in Italia e che creano occupazione e ricchezza sul nostro territorio. Abbiamo scelto, per questo, di dare continuità a misure che hanno funzionato molto bene, come il credito d’imposta sugli investimenti nella Zona economica speciale unica del Sud o la super deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni, e di ripristinare strumenti che sono molto apprezzati dal tessuto produttivo”. Così la premier Giorgia Meloni, in un messaggio inviato al Forum della Distribuzione Moderna.

“Mi riferisco, in particolare, alla reintroduzione del super e dell’iper-ammortamento, con uno stanziamento di 4 miliardi. È un intervento che prevede, ai fini dell’ammortamento, una maggiorazione del costo di acquisizione di beni che arriva fino al 180% in caso di investimenti volti a innovare tecnologicamente le imprese e che sale fino al 220% per quelli necessari ad accompagnarle nel percorso di transizione ecologica”, aggiunge.

“Rafforzare il tessuto produttivo della Nazione, difendere l’economia reale, creare le condizioni per la crescita, aiutare i più fragili e ridare ossigeno al ceto medio. Questi sono i nostri obiettivi, e so che sono anche i vostri. Di chi ha a cuore questa Nazione e lavora ogni giorno con un solo grande scopo: rendere l’Italia sempre più forte, giusta e competitiva”, conclude Meloni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il Marocco eletto alla presidenza del Consiglio Oleicolo Internazionale per il 2026

CORDOVA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il Regno del Marocco è stato eletto, giovedì a Cordova, alla presidenza del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) per l’anno 2026, nel corso della 122ª sessione di questa istituzione.

Questa elezione illustra il ruolo centrale dell’olivicoltura in Marocco, uno degli undici Paesi fondatori del COI, che vi svolge un ruolo storico e costante insieme agli Stati membri che rappresentano il 94% della produzione mondiale di olive.

Creato nel 1959 a Madrid sotto l’egida delle Nazioni Unite, il Consiglio Oleicolo Internazionale è l’unica organizzazione intergovernativa dedicata all’olio d’oliva e alle olive da tavola. Come riporta l’agenzia MAP, la 122ª sessione del Consiglio è stata segnata dall’adozione della Dichiarazione di Cordova, che stabilisce una visione comune per un’olivicoltura sostenibile su scala mondiale.

Adottata dai ministri dell’Agricoltura e dalle organizzazioni internazionali partner, questa Dichiarazione riflette un impegno collettivo a favore della promozione, della modernizzazione e del rafforzamento della resilienza del settore olivicolo.

Attraverso questo testo, i Paesi firmatari riaffermano l’importanza strategica dell’ulivo, albero millenario e simbolo universale di pace, saggezza e civiltà. Essi sottolineano inoltre il suo ruolo cruciale nella sicurezza alimentare, nella salute umana, nella preservazione della biodiversità, nella lotta contro la desertificazione e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Nel corso della sua 122ª sessione, il COI ha messo in evidenza il proprio ruolo strategico nel sostenere la filiera, nel rafforzare la sostenibilità e nel garantire la qualità dei prodotti. I membri hanno esaminato diverse iniziative prioritarie: lo sviluppo di uno strumento per il bilancio del carbonio degli oliveti, la promozione del COI in Brasile, l’aggiornamento del cruscotto statistico e il miglioramento delle norme di qualità e dei metodi di analisi.

-Foto Map-
(ITALPRESS).

Sport, diritti e inclusione a Palermo per Giornata delle persone con disabilità

PALERMO (ITALPRESS) – Parte da Villa delle Ginestre il percorso che porterà Palermo alla Giornata internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre. L’Azienda sanitaria provinciale e il Comitato Italiano Paralimpico della Sicilia hanno presentato il programma delle iniziative, alla presenza dei rappresentanti dell’ASP, del Comune e delle federazioni paralimpiche, insieme a tecnici e atleti. L’evento principale si terrà il 3 dicembre all’interno della struttura riabilitativa: il salone polifunzionale ospiterà dimostrazioni aperte al pubblico di badminton, tennis, bocce, tennis tavolo, scherma, atletica, calcio balilla e tiro con l’arco. All’esterno verrà montato anche un simulatore di vela per permettere a tutti – ragazzi, famiglie e visitatori – di provare uno sport spesso poco conosciuto. A mezzogiorno, nell’auditorium, saranno consegnate oltre quaranta benemerenze paralimpiche agli atleti che si sono distinti nel 2025.

abr/gsl

Confronto tra Corecom Sicilia e Agcom su Media Education e Conciliaweb

PALERMO (ITALPRESS) – Proficuo confronto tra una delegazione dell’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni guidata dal direttore del servizio rapporti con i Corecom Nicola Sansalone e composta dai funzionari dello stesso servizio Nicola La Sala e Laura Di Fraia, e il Corecom Sicilia.

L’incontro, che si è svolto negli uffici del Comitato e al quale ha partecipato nella parte iniziale il Segretario Generale ad interim della Regione Siciliana Margherita Rizza, ha rappresentato un’importante occasione di analisi e valutazione congiunta sull’andamento delle attività svolte dal Comitato regionale per le comunicazioni, con particolare attenzione ai servizi rivolti al cittadino, come Conciliaweb, la piattaforma digitale per la risoluzione delle controversie tra utenti e operatori di telefonia e servizi media audiovisivi; i progetti di Media Education rivolti all’irrobustimento delle competenze dei più giovani nell’utilizzo della rete e dei social; l’attività sistematica di monitoraggio della programmazione delle emittenti televisive territoriali.

All’incontro con la delegazione dell’AGCOM hanno partecipato il Presidente del Corecom Sicilia, Andrea Peria Giaconia e i Commissari Salvatore Li Castri, Aldo Mantineo, Ugo Piazza e Luigi Sarullo oltre al Dirigente del Servizio 2^ Segreteria Corecom Giampaolo Simone e tutti i dipendenti della struttura.

“Il confronto con la delegazione dell’Autorità – ha sottolineato il Presidente del Corecom Sicilia, Andrea Peria Giaconiasegna una tappa fondamentale per il nostro lavoro ed è un segnale concreto della solidità del rapporto tra le due istituzioni. Siamo pronti a rafforzare la nostra collaborazione per portare in tutta la Sicilia progetti concreti ed efficaci di educazione digitale e tutela dei consumatori: con ConciliaWeb, ad esempio, vogliamo dare ai cittadini uno strumento rapido, semplice e accessibile per far valere i propri diritti”. 

-Foto ufficio stampa Corecom Sicilia-
(ITALPRESS).

Conferenza ministeriale africana sui bambini soldato, adottata la Dichiarazione di Rabat

RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – I lavori della Conferenza ministeriale africana sul Disarmo, la Smobilitazione e il Reinserimento (DDR) dei bambini soldato si sono conclusi, giovedì, con l’adozione della Dichiarazione di Rabat, che sottolinea il rafforzamento dell’impegno nella lotta contro l’arruolamento dei bambini nei conflitti armati in Africa.

Secondo quanto riporta MAP Express, i ministri e i capi delle delegazioni degli Stati africani partecipanti alla Conferenza africana sul Disarmo, la Smobilitazione e il Reinserimento (DDR) dei bambini soldato hanno adottato questa Dichiarazione che riafferma il loro fermo impegno a combattere il reclutamento e lo sfruttamento dei minori nei conflitti armati, qualificati come “gravi violazioni del diritto internazionale e un affronto all’umanità”.

La Dichiarazione esprime una profonda preoccupazione di fronte alla persistenza di gravi violazioni commesse contro i bambini, in particolare il reclutamento forzato, le violenze sessuali, i rapimenti, così come gli ostacoli all’accesso all’istruzione e agli aiuti umanitari. Il documento sottolinea inoltre la priorità accordata alla prevenzione, considerata la risposta più efficace per porre fine al fenomeno dei bambini soldato. Le delegazioni hanno quindi auspicato la creazione di ambienti protettivi, il rafforzamento della resilienza comunitaria e dei meccanismi di allerta precoce, nonché la lotta contro le cause profonde del reclutamento.

I ministri hanno inoltre evidenziato che il reinserimento dei bambini liberati dai gruppi armati deve essere globale, sostenibile e adattato ai singoli percorsi individuali, attraverso programmi che combinano sostegno psicosociale, ricongiungimento familiare, inclusione sociale, scolarizzazione e autonomia economica. Essi hanno insistito sulla necessità di combattere la stigmatizzazione e di promuovere la riconciliazione all’interno delle comunità.

La Dichiarazione di Rabat invita inoltre a rafforzare la cooperazione regionale e internazionale, mettendo in evidenza il ruolo centrale delle organizzazioni africane, delle comunità locali e della società civile nella prevenzione, protezione e reintegrazione dei minori associati alle forze e ai gruppi armati. La Dichiarazione sottolinea anche che i processi di pace e di post-conflitto devono integrare in modo sistematico la protezione dei bambini, considerati non solo beneficiari, ma anche attori del cambiamento nelle società africane.

La Dichiarazione di Rabat annuncia, inoltre, l’avvio di un processo volto a elaborare uno strumento giuridico africano specifico, sotto forma di una Convenzione continentale dedicata alla prevenzione del reclutamento dei bambini soldato e al loro reinserimento. In questa prospettiva, i ministri africani hanno deciso di creare il “Gruppo degli Amici sul DDR incentrato sui bambini”, una piattaforma destinata a sostenere questo processo e a catalizzare gli sforzi comuni.

Adottata a Rabat, la Dichiarazione riafferma l’ambizione condivisa dei Paesi africani di costruire un continente in cui ogni bambino possa crescere al riparo dalla paura, dalla violenza e dai conflitti armati, e la loro determinazione a contribuire allo sforzo globale volto a eliminare definitivamente il fenomeno dei bambini soldato.

-Foto Map-
(ITALPRESS).

Moricca “PagoPa punto di accesso per il cittadino a tutta la Pa”

ROMA (ITALPRESS) – Aiutare i cittadini a interloquire in maniera più semplice con la Pubblica amministrazione e accompagnare la modernizzazione della stessa e diffondere i servizi pubblici digitali attraverso lo sviluppo di progetti innovativi.
E’ la missione di PagoPa, società partecipata dallo Stato attraverso il Mef e chiamata a progettare e costruire le infrastrutture digitali dello Stato.
“PagoPa è la tech company incaricata dallo Stato di realizzare infrastrutture e soluzioni tecnologiche che semplifichino il rapporto tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione. Il digitale è per noi la chiave per costruire una PA più trasparente, efficiente e capace di rispondere in tempo reale ai bisogni della società. Sviluppiamo e gestiamo infatti soluzioni tecnologiche, interconnesse con tutte le principali piattaforme nazionali, progettate per favorire la diffusione di servizi pubblici digitali che siano accessibili a tutti nel modo più semplice possibile”, ha spiegato Alessandro Moricca, amministratore unico di PagoPa, in un’intervista alla Italpress. Tra i servizi innovativi c’è anche l’app Io. “E’ il punto di accesso per il cittadino a tutta la pubblica amministrazione. E’ l’app che permette di invertire quel paradigma secondo il quale era il cittadino a dover cercare la pubblica amministrazione e per riuscire a risolvere dei problemi. Oggi con l’app Io il cittadino ha la possibilità di ricevere direttamente sul proprio smartphone messaggi e promemoria da parte degli enti.
Quindi è la Pubblica Amministrazione che va dal cittadino e crediamo che questo sia un’evoluzione fondamentale anche da un punto di vista di sostenibilità”. In termini pratici, il cittadino “può ricevere dalla PA tutte le comunicazioni che lo riguardano: dalle informazioni sull’erogazione di una prestazione da parte dell’Inps, al pagamento di una multa, al promemoria sulla Tari. In molti casi l’app consente quindi al cittadino di ricordare scadenze importanti. Sono circa 13 milioni gli utenti attivi sull’app nell’ultimo anno, e sugli smartphone di più o meno della metà della popolazione adulta – quindi circa 20 milioni di persone – è installata l’app Io”.
PagoPa, inoltre, gestisce anche “la piattaforma dei pagamenti, che quest’anno ha già gestito quasi 400 milioni di transazioni per un controvalore di 87 miliardi, e Send, il Servizio delle Notifiche Digitali che permette agli enti di inviare atti a valore legale. Infine abbiamo appena lanciato l’ultima piattaforma che è Pari. Questa permette di erogare e gestire i bonus di welfare verso il cittadino. E’ una piattaforma che rappresenta un ulteriore tassello, particolarmente importante, nell’ecosistema digitale che offriamo perchè consente ai cittadini di accedere ai bonus, fare la richiesta e ricevere la risposta sull’erogazione in un posto solo, nell’app Io. Questa piattaforma è partita proprio questa settimana con il bonus elettrodomestici del Mimit, per il quale ha gestito solo nel primo giorno circa 550 mila richieste. E’ una piattaforma a cui teniamo particolarmente e che effettivamente permette una notevole semplificazione del modello di erogazione dei bonus”, ha concluso Moricca.
(ITALPRESS).
-Foto: Italpress-

Trump oltre ogni limite, tra minacce e insulti

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – È stata la settimana in cui Donald Trump ha cercato disperatamente di coprire uno scandalo con un altro, ma questa volta la strategia gli è sfuggita di mano. Nel giro di pochi giorni, il presidente è passato dall’umiliazione sugli Epstein Files agli insulti ai giornalisti, fino alle minacce di morte contro parlamentari eletti. Ed è sempre più chiaro che non è un piano: è panico.

La crisi comincia quando Trump fa un’improvvisa capriola e chiede lui stesso al Congresso di pubblicare gli Epstein Files. Lo fa per evitare l’onta di una sconfitta bipartisan ormai certa. Ma l’umiliazione arriva comunque: la Camera approva a valanga, dopo poche ore il Senato passa la risoluzione per consenso. Trump quindi firma l’Epstein Files Transparency Act, la legge che obbliga il Dipartimento di Giustizia a rendere pubblici entro 30 giorni tutti i materiali non classificati legati al caso Epstein.

Una firma celebrata da Trump su Truth Social senza una parola sulle vittime, ma con nuovi attacchi ai democratici citati nei file. Ma la trasparenza promessa rischia di trasformarsi in un’illusione: la procuratrice generale Pam Bondi potrà oscurare nomi sensibili o trattenere intere sezioni se considerate parte di indagini in corso – comprese le nuove inchieste da lei stessa aperte su Clinton e altri democratici.

È in questo clima che arriva lo scontro nell’Oval Office. Davanti al principe saudita Mohammed bin Salman, Mary Bruce di ABC News osa chiedere del caso Khashoggi e dei rapporti finanziari della famiglia Trump con l’Arabia Saudita. Poi sempre Bruce chiede degli Epstein files. Il presidente esplode, la interrompe, la definisce “una pessima reporter”, e poi spara: “Bisognerebbe togliere la licenza ad ABC”.

Un presidente che minaccia una tv nazionale per una domanda su un omicidio politico: un gesto da repubblica delle banane. Un attacco al Primo Emendamento, in cui si aggiunge un’altra scena: la settimana scorsa, alla giornalista Catherine Lucey di Bloomberg, Trump aveva urlato “Quiet, piggy!” (zitta, porcellina) e giovedì la portavoce Karoline Leavitt prova incredibilmente a giustificare Trump dicendo che il presidente era solo stato “franco” e “onesto”. Ma il punto di rottura arriva quando nella notte di mercoledì il presidente pubblica su Truth Social: “Comportamento sedizioso, punibile con la morte!”. E rilancia un post con scritto: “Impiccateli, George Washington lo farebbe!”.

Il “crimine”? Un video virale postato da politici democratici che ricorda ai militari l’obbligo – previsto dalla legge – di rifiutare ordini illegali. Nessun riferimento a Trump, solo un principio costituzionale base. Ma il presidente lo trasforma in tradimento da parte dei sei parlamentari democratici, tutti con carriera militare o nell’intelligence. Tra loro la senatrice Elissa Slotkin, ex CIA, che gli risponde a tono su X denunciando la gravità delle minacce.

Il capo dei democratici Chuck Schumer prende la parola in Senato: “Il presidente degli Stati Uniti sta chiedendo l’esecuzione di funzionari eletti. È una minaccia mortale”. Poi i sei parlamentari rispondono con una dichiarazione congiunta sottolineando che il presidente ritiene ora “punibile con la morte” la semplice riaffermazione della legge.

La Casa Bianca balbetta: la portavoce Leavitt dice “no” quando le chiedono se Trump intendesse davvero l’esecuzione, ma i messaggi restano lì, firmati “President DJT”. E mentre i repubblicani cercano di minimizzare, arriva un segnale politico pesante: un sondaggio dell’autorevole Marist College rivela che se si votasse oggi per il Congresso, i Democratici avrebbero un vantaggio di oltre 14 punti. Uno scarto da tsunami, a dodici mesi dalle elezioni.

Per molti repubblicani, è la conferma che Trump non è più un asset: è un problema. La deputata Marjorie Taylor Greene – una che finora era stata la sua pasionaria – lo ha capito per prima dove tira il vento. Martedì davanti al Congresso, accanto alle vittime di Epstein che chiedono giustizia, pronuncia la frase che ha fatto tremare la base MAGA: “Vi dico io cos’è un traditore: un americano che serve Paesi stranieri e se stesso. Un patriota serve gli Stati Uniti e gli americani”. C’è bisogno di spiegare a chi fosse riferita?

Intanto venerdì alla Casa Bianca arriva un altro test: l’incontro con Zohran Mamdani, sindaco eletto di New York, che ha personalmente chiesto il faccia a faccia. Sul tavolo ci sono sicurezza pubblica, costo della vita, fondi federali e un rapporto già esplosivo dopo mesi di attacchi. Trump lo ha chiamato “il mio piccolo comunista”. Ora dovrà riceverlo nello Studio Ovale. Farà un gesto istituzionale o come sempre userà l’incontro per distogliere l’attenzione dalla sua settimana più tossica?

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Moricca (PagoPa) “Semplifichiamo il rapporto tra i cittadini e la Pa”

ROMA (ITALPRESS) – “PagoPa è la tech company incaricata dallo Stato di realizzare infrastrutture e soluzioni tecnologiche che semplifichino il rapporto tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione. Il digitale è per noi la chiave per costruire una Pubblica amministrazione più trasparente, efficiente e capace di rispondere in tempo reale ai bisogni della società.”, ha spiegato Alessandro Moricca, amministratore unico di PagoPa, in un’intervista alla Italpress.
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