martedì, Gennaio 27, 2026
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CNR, Bernini nomina Andrea Lenzi nuovo presidente

ROMA (ITALPRESS) – Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto di nomina del professor Andrea Lenzi a presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). “Al professor Andrea Lenzi va tutta la mia fiducia per un incarico di altissimo prestigio. Sono certa che saprà ricoprirlo con competenza e visione strategica, contribuendo a rafforzare la missione del CNR, sempre più al servizio della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo del Paese. A Maria Chiara Carrozza va il mio più sentito ringraziamento per il lavoro svolto e l’impegno profuso nel corso del suo mandato”, ha dichiarato il ministro Bernini.

Andrea Lenzi, ricercatore e clinico di fama internazionale, è professore emerito di Endocrinologia presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’ e autore di circa 1.000 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed (H-index: 101, Citazioni: 44.939). Attualmente ricopre il ruolo di presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Intercollegio del settore Life Science, della Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza e del think tank multidisciplinare Health City Institute (HCI). È inoltre direttore della Cattedra UNESCO in Urban Health e portavoce della Rete delle Cattedre UNESCO Italiane (ReCUI). Fa parte del Comitato Nazionale per la Valutazione della Ricerca (CNVR – MUR) e del Comitato Scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). In passato ha presieduto il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) e il Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca (CNGR).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Incendi, CNA Sicilia “Subito un protocollo di emergenza regionale”

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia brucia ancora. Gli incendi che in queste ore stanno devastando tante zone dell’Isola stanno distruggendo non solo l’ambiente, ma anche l’economia, il lavoro e l’immagine internazionale della nostra regione. Un problema annoso, che si ripete ogni estate, e rispetto al quale la politica continua a dimostrarsi incapace di trovare soluzioni strutturali. “Non possiamo più assistere inerti a questa catastrofe annunciata – dichiarano il presidente della CNA Sicilia, Filippo Scivoli, e il segretario, Piero Giglione. I roghi stanno mandando in fumo ettari di boschi, coltivazioni e attività produttive, con danni incalcolabili per l’ecosistema e per l’economia dei territori colpiti. Chiediamo con urgenza l’attivazione di un protocollo di emergenza regionale che coinvolga tutti gli attori istituzionali, le forze dell’ordine, i volontari e le associazioni di categoria per prevenire e contrastare con efficacia questa piaga”.

La CNA Sicilia sottolinea come gli incendi rappresentino un duplice attacco al futuro della regione: da un lato, distruggono la biodiversità e il patrimonio naturalistico, dall’altro, danneggiano gravemente le imprese agricole, artigiane e turistiche, già in difficoltà dopo le crisi degli ultimi anni. “Ogni ettaro divorato dalle fiamme – proseguono Scivoli e Giglione – significa meno posti di lavoro, meno reddito per le famiglie e un ulteriore colpo alla reputazione della Sicilia, che rischia di essere associata all’immagine di un territorio insicuro e abbandonato a se stesso”.

Per questo, la CNA Sicilia avanza proposte concrete: potenziamento delle squadre antincendio con mezzi e risorse adeguati, anche attraverso fondi europei; piano di sorveglianza integrato con tecnologie avanzate per individuare i focolai in tempo reale; sanzioni severe per chi appicca il fuoco e bonifiche immediate delle aree colpite; sostegno economico per le imprese danneggiate, con procedure burocratiche semplificate. “Non possiamo permettere – concludono i rappresentanti della CNA – che il futuro della nostra terra venga compromesso dalla miopia e dall’inefficienza. Chiediamo alle istituzioni regionali e nazionali di assumersi finalmente le proprie responsabilità e di agire subito, prima che sia troppo tardi”.

– foto ufficio stampa CNA Sicilia –

(ITALPRESS).

Cna, Costantini “Intesa con ministero per progetto nelle scuole”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Abbiamo firmato un protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Entreremo in tutte le scuole d’Italia a spiegare alle ragazze e ai ragazzi che l’artigianato può essere una soluzione per la propria vita personale. Grazie all’artigianato si può mettere se stessi nel prodotto che si fa, la propria abilità, ma anche il proprio sentimento”. Così il presidente della CNA, Dario Costantini, a margine della presentazione di questa mattina a Cagliari della ricerca realizzata da CNA Sardegna intitolata “Sardegna al lavoro, analisi e scenari di mercato tra innovazione e nuove competenze: quale futuro per ‘occupazione”.

xd4/sat/mca1

Trovato con 9 chili di marijuana, arrestato ristoratore a Catania

CATANIA (ITALPRESS) – Ha trasformato il magazzino del suo ristorante in un laboratorio per trattare la marijuana e modificarla con agenti chimici che hanno effetti nocivi per la salute. Un 38enne di origini senegalesi è stato arrestato dalla polizia nell’ambito di un’operazione antidroga a Catania.

col3/mca1

(Fonte video: Polizia di Stato)

CNA, Costantini “Dazi e guerre come la pandemia”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Abbiamo firmato un protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Entreremo in tutte le scuole d’Italia a spiegare alle ragazze e ai ragazzi che l’artigianato può essere una soluzione per la propria vita personale. Grazie all’artigianato si può mettere se stessi nel prodotto che si fa, la propria abilità, ma anche il proprio sentimento”. Così il presidente Nazionale della CNA, Dario Costantini, a margine della presentazione di questa mattina a Cagliari della ricerca realizzata da CNA Sardegna intitolata “Sardegna al lavoro, analisi e scenari di mercato tra innovazione e nuove competenze: quale futuro per ‘occupazione”.

Costantini ha proseguito su possibilità e limiti dell’attuale scenario: “In artigianato si possono avere anche soddisfazioni economiche: il tema del salario minimo non riguarda i contratti che firmiamo con i maggiori sindacati italiani. E poi una volta che si impara un mestiere si può diventare imprenditrici e imprenditori. Tanti artigiani arrivano in età di pensione e non sanno a chi lasciare la propria azienda, si perdono competenze che ci hanno resi grandi”.

Il presidente ha fatto quindi il punto sul mercato internazionale: “In questo momento la situazione non è semplice. Stiamo facendo impresa in un mondo che vede 90 paesi coinvolti in 56 conflitti bellici, il CNA è contrario alla guerra”. Quindi un passaggio sui dazi: “Si parla dei 67 miliardi di export diretto, ma ci sono altri 40 miliardi che riguardano l’export indiretto, ovvero quei componenti che noi costruiamo e poi vengono lavorati in altri paesi e mandati negli Stati Uniti. Pensiamo all’automotive o l’agroalimentare. Sono dati preoccupanti. Mi auguro che il Governo ci dia risposte per come aiuteremo quelle imprese che vedranno chiudersi quei mercati. Per l’artigiano che esporta negli USA o nei paesi in guerra è un problema enorme. Le guerre e i dazi potrebbero rappresentare quello che è stata la pandemia”.

– foto screenshot video xd4/Italpress –

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Pellacani vince il bronzo iridato nei tuffi da un metro

ROMA (ITALPRESS) – Chiara Pellacani ha vinto la medaglia di bronzo nella finale del trampolino da un metro femminile dei Mondiali di tuffi, in scena all’OCBC Aquatic Centre di Singapore. La romana, tesserata Fiamme Gialle ed MR Sport Fratelli Marconi, ha totalizzato il punteggio di 270.80. Oro alla australiana Maddison Keeney con 308.00 punti; argento alla cinese Yajie Li con 290.25.

Prima medaglia per l’Italtuffi a Singapore: è la decima in totale per il team azzurro, dopo le sei d’argento del nuoto in acque libere e le tre (un argento e un bronzo) del nuoto artistico.
Per Pellacani è la quinta medaglia in gare dei Campionati Mondiali: nelle precedenti edizioni ha già vinto due argenti e altrettanti bronzi. Per la saltatrice del team diretto da Oscar Bertone si tratta però del primo podio iridato a livello individuale. E’ quindi la terza azzurra di sempre a vincere una medaglia individuale nei Mondiali di tuffi, dopo Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

“Grande gioia. Sono molto soddisfatto, soprattutto per Chiara. E’ una medaglia voluta e cercata. Lei non credeva molto nel trampolino da un metro ma noi abbiamo insistito e le abbiamo detto ‘provaci’. La sua condotta è stata più lineare rispetto alle avversarie. Ha fatto tuffi molto alti, con parabole migliori. Dopo le due medaglie di legno dei Giochi di Parigi, Pellacani è maturata e ha veramente capito cosa vuol fare da grande. Il podio di oggi è la dimostrazione”. Così, ai microfoni di RaiSport, il direttore tecnico azzurro, Oscar Bertone.

“E’ la mia prima medaglia individuale e sono veramente contenta ed emozionata. Ho lavorato tantissimo e ci tenevo molto. Ho pianto proprio perchè sul podio ho pensato alla fase di preparazione, lunga e intensa. Dedico la medaglia al mio allenatore, alla mia squadra, alle Fiamme Gialle e alla Federazione. Mi hanno aiutato tutti tanto. Sono molto soddisfatta; la giornata è stata molto lunga; domani mi riposerò. Il Mondiale è iniziato nel modo migliore”. Così, ai microfoni di Rai Sport, Chiara Pellacani, pochi minuti dopo la vittoria del bronzo iridato.

– foto Ipa Agency –

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Incendi a Piana degli Albanesi, Cgil Palermo “Un disastro”

PIANA DEGLI ALBANESI (PALERMO) (ITALPRESS) – “Un disastro annunciato. Una storia che si ripete sistematicamente ogni anno nei nostri territori, stravolti, devastati e incendiati dagli atti criminali di uomini delinquenti e irresponsabili”. Ad affermarlo sono il segretario generale della Filctem Cgil Palermo Calogero Guzzetta e il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, che condannano con fermezza le azioni criminali e gli incendi verificati in una vasta area del territorio di Piana degli Albanesi e precisamente vicino al lago fino ad arrivare alla centrale idroelettrica di Guadalami. “Dobbiamo rilevare, altresì, nonostante i richiami, le sollecitazioni e gli incontri avuti con l’azienda Enel Green Power – proseguono Guzzerta e Ridulfo – il ritardi che ancora una volta si ripete nell’attivare azioni efficaci per prevenire tali eventi delittuosi”. “Denunciamo ormai incessantemente – proseguono i segretari Filctem e Cgil – il sistema sbagliato di affidamento a ditte in appalto per la realizzazione del diserbo e le linee spartifuoco. Il ricorso ad appalti con la modalità al massimo ribasso determinano il rischio dell’aggiudicazione dei lavori a ditte non in grado di espletare il mandato in maniera efficace e professionale. Gli interventi nelle aree interessate, si sono effettuati in forte ritardo, con azioni non sempre efficaci”. Ancora questa mattina, gli elicotteri hanno operato nell’area interna alla centrale idroelettrica contenendo un avanzamento delle fiamme.

A questo – prosegue la Filctem Cgil Palermo – si sommano i disagi che si sono registrati nel territorio tra Isola delle Femmine e Termini Imerese, con doppi guasti causati anche dalla difficoltà della rete a supplire. In questo Paese non si può più guardare ai dividendi delle grandi aziende ma occorre rimettere al centro il territorio, i suoi cittadini e gli utenti”. Filctem e Cgil Palermo ringraziano tutti coloro che a vario titolo (forestali, vigili del fuoco, forze dell’ordine, protezione civile, operai di Enel Green Power) sono intervenuti per limitare i danni, “che in ogni caso sono rilevanti”. Ed esprimono solidarietà ai cittadini, che in via precauzionale sono stati allontanati dalle loro abitazionie. “Chiederemo a Enel Green Power – conclude la nota- un incontro urgente nei prossimi giorni per confrontarci su come affrontare questi problemi che si ripetono ad ogni stagione estiva“.

– foto ufficio stampa Cgil Palermo –

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Epatiti, 304 milioni di persone con infezione cronica e 1,3 milioni di morti ogni anno

ROMA (ITALPRESS) – Il 28 luglio si celebra la Giornata mondiale contro le epatiti, un’occasione per diffondere il messaggio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): “Agire ora per porre fine all’epatite come problema di salute pubblica entro il 2030”. Le stime dell’OMS sono esplicite: nel 2022, le persone affette da epatite cronica da virus B (HBV) e C (HCV) nel mondo sono 304 milioni e le morti causate dall’epatite cronica 1,3 milioni; le infezioni da virus dell’epatite A (HAV) ed E (HEV), sebbene più largamente diffuse nei paesi con bassi standard igienico-sanitari, si verificano anche nei paesi europei, Italia inclusa, sia con casi sporadici che con focolai epidemici.

Il messaggio per i cittadini è di informarsi, vaccinarsi e fare il test, semplici azioni che possono salvare la vita; per gli Operatori sanitari che lavorano in prima linea, è importante ricordare che la loro azione è cruciale per promuovere la diagnosi, semplificare l’accesso alle cure e abbattere lo stigma. Nel 2022 l’OMS ha lanciato una nuova strategia, affiancando all’obiettivo di eliminazione delle epatiti virali anche l’eliminazione di altre infezioni ad ampia diffusione, quali l’HIV e le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST). In accordo con la strategia dell’OMS, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con le Regioni, le società scientifiche e le associazioni dei pazienti, stanno lavorando alla definizione di un Piano Nazionale d’Azione che propone una visione integrata per porre fine all’HIV, alle epatiti virali e alle infezioni sessualmente trasmesse (IST), attraverso strategie comuni e coordinate.

“Le epatiti virali rappresentano ancora oggi un problema di salute pubblica di rilevanza mondiale – sottolinea la professoressa Anna Teresa Palamara, che dirige il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss-l’epatite B e la C, ma anche la A, condividono alcune delle modalità di trasmissione con HIV e con le IST. È utile quindi che anche le strategie da mettere in atto per controllare la loro diffusione siano condivise”. “La diagnosi delle epatiti virali è da sempre un elemento critico – aggiunge Palamara – poiché la maggior parte delle persone non presenta sintomi evidenti, quindi, non effettua il test e rischia di sviluppare una malattia epatica avanzata. Per affrontare il problema, nel nostro Paese è stato introdotto nel 2021 un programma di screening nazionale gratuito dell’infezione da HCV rivolto alla popolazione nata tra il 1969 e il 1989 e alle persone con comportamenti a rischio. Il nuovo Piano Nazionale d’Azione HIV, epatiti virali e IST affianca e supporta il programma di screening dell’HCV, proponendo una serie di misure per migliorare l’efficienza dello screening e facilitare l’accesso alle cure”.

Negli ultimi anni, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Ministero della Salute, si è impegnato su più fronti per la prevenzione ed il controllo delle epatiti, mettendo in atto azioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi posti dall’OMS attraverso l’attività di strutture dell’ISS collegate con il territorio. Tra queste, il Laboratorio Nazionale di Riferimento dell’ISS, diretto dalla dottoressa Anna Rita Ciccaglione, che coordina la Rete Nazionale dei Laboratori di Riferimento Regionali per la Sorveglianza Virologica delle epatiti virali e il sistema di sorveglianza SEIEVA coordinato dalla dott. Maria Elena Tosti, che, attraverso approfondimenti epidemiologici sulle infezioni acute da virus dell’epatite, ne promuove l’indagine ed il controllo a livello locale e nazionale.

Una ulteriore rete di monitoraggio è costituita dalla rete PITER (Piattaforma Italiana per lo Studio delle terapie delle epatiti ViRali), coordinata dalla dott. Loreta Kondili che raccoglie i dati dei pazienti con epatopatia cronica virale da virus dell’epatite B, C e Delta, producendo evidenze cliniche ed epidemiologiche importanti non solo per la prevenzione, la terapia, ma anche per l’elaborazione di politiche sanitarie. Vista la possibile trasmissione per via sessuale, la segnalazione di positività ai virus epatitici B e C, è stata recentemente inserita nell’ambito della Sorveglianza Sentinella delle IST, coordinata dalla dottoressa Barbara Suligoi.

– foto IPA Agency –

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Olio di semi spacciato per extravergine in Puglia, Lollobrigida “Fatto gravissimo”

ROMA (ITALPRESS) – “Un fatto gravissimo e un inganno intollerabile”. Così il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida commenta il sequestro in Puglia, a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, di olio spacciato per extravergine d’oliva o biologico, ma in realtà composto da Olio di semi o di categoria inferiore, utilizzato tra il 2023 e il 2024 nei pasti serviti nelle mense scolastiche e nei centri anziani di 38 comuni salentini “Ringrazio l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) e la Guardia di Finanza per l’ottimo lavoro svolto anche in questa occasione”, ha aggiunto il Ministro.

“Solo ieri in Sicilia – ricorda – sono stati sequestrati 3 milioni di litri di latte maltese venduto come italiano. Due operazioni in pochi giorni che confermano quanto siano capillari ed efficaci i controlli lungo tutta la filiera agroalimentare”. “La legalità e la qualità sono alla base del Made in Italy: chi pensa di aggirare le regole, troverà sempre un sistema di vigilanza pronto a intervenire a tutela dei cittadini, dei produttori che rispettano le regole e della reputazione delle nostre eccellenze“, conclude Lollobrigida.

ECCO COSA E’ SUCCESSO

I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce e gli Ispettori dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari Puglia e Basilicata (I.C.Q.R.F.), hanno concluso un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, nel settore delle frodi alimentari. L’attività ha preso avvio a seguito di due distinti sequestri, operati nella provincia di Lecce e di Reggio Calabria, di un impianto di imbottigliamento e di oltre 6 mila litri di olio, dichiarato dal produttore calabrese quale “extravergine” di oliva, ma che in realtà dalle analisi è risultato in parte olio di semi di girasole e in parte addirittura olio “lampante”, quindi non idoneo al consumo umano. Gli approfondimenti investigativi svolti dalla Compagnia di Gallipoli presso i 38 Comuni della provincia di Lecce che negli ultimi anni avevano affidato alla società investigata la fornitura dei servizi di refezione per alunni della scuola dell’infanzia e primaria e anziani, hanno consentito di svelare un complesso e collaudato “sistema” orientato alla frode nell’esercizio del commercio e delle pubbliche forniture.

Dagli accertamenti è emerso che i responsabili del citato soggetto economico, nei propri 25 “centri cottura”, piuttosto che impiegare olio extravergine di oliva, ovvero olio biologico, come previsto dai capitolati e dai contratti d’appalto hanno utilizzato, composti di olio di oliva di categoria merceologica inferiore, di provenienza sconosciuta, ovvero olio di semi di girasole, quantificati in almeno 38 tonnellate nel biennio 2023/2024, forniti a basso costo da un imprenditore calabrese connivente. Nei giorni scorsi, l’A.G. inquirente ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia nei confronti dei tre indagati persone fisiche (due imprenditori salentini e uno calabrese) e di una società di capitali, per ipotesi di reato di ‘frode nelle pubbliche forniture e nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari’. Contestualmente sono stati informati tutti i comuni interessati dalla potenziale ‘frode’ per gli adempimenti amministrativi di competenza, nonché per le proprie valutazioni ai fini dell’eventuale successiva revoca del servizio di refezione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).