Eco mobilità su due ruote. Un viaggio nel mondo delle bici e dei monopattini elettrici
(Articolo di Lucia Bertesia su eco mobilità da VicenzaPiù Viva n. 299, sul web per gli abbonati).
Ad oggi, l’adozione di soluzioni di mobilità sostenibile è un’urgenza, poiché si stanno affrontando sfide senza precedenti legate all’inquinamento atmosferico e alla congestione del traffico a livello mondiale.
Le biciclette e i monopattini elettrici fanno parte di una rivoluzione silenziosa ma efficace: rappresentano una valida alternativa ai veicoli tradizionali e utilizzarli pone le basi per un futuro orientato al rispetto dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni di carbonio.
L’evoluzione dei mezzi elettrici nelle aree urbane
I primi brevetti di biciclette elettriche risalgono alla fine del XIX secolo, precisamente agli anni ’90 del 1800. Tuttavia, è solo negli ultimi decenni che il loro utilizzo è tornato in primo piano, grazie a progressi tecnologici significativi e a una crescente consapevolezza ambientale.
I monopattini elettrici, d’altra parte, sono un’invenzione più recente, che ha iniziato a guadagnare popolarità all’inizio del XXI secolo.
Pratici e a basso costo di manutenzione, hanno conquistato rapidamente il mercato, soprattutto nelle grandi città, dove il traffico e l’assenza di parcheggi a sufficienza rappresentano problematiche significative.
La crescente urbanizzazione e la necessità di soluzioni di trasporto più efficienti hanno spinto molte città a investire in infrastrutture per la mobilità elettrica. Infatti, la disponibilità di stazioni di ricarica, piste ciclabili dedicate e politiche di incentivazione hanno contribuito a rendere le biciclette e i monopattini elettrici opzioni sempre più attraenti per i pendolari.
Impatto ambientale delle e-bike e dei monopattini a batteria
A differenza dei veicoli a motore tradizionali, le biciclette e i monopattini elettrici non emettono gas serra durante il loro utilizzo, contribuendo così alla riduzione delle emissioni di CO2 nelle aree urbane.
I monopattini elettrici, pur avendo un’autonomia della batteria inferiore rispetto alle e-bike, rappresentano comunque una soluzione ecologica e valida per brevi spostamenti in città. Più indicate per tragitti lunghi sono le bici elettriche. Entrambe le soluzioni riducono la dipendenza dai combustibili fossili e l’inquinamento acustico e migliorano la qualità di vita nelle città.

Effetti positivi delle innovazioni tecnologiche sui mezzi di trasporto elettrici
Le e-bike sono dotate di motori elettrici che assistono la pedalata, riducendo lo sforzo fisico richiesto e rendendo le salite e i lunghi tragitti meno impegnativi.
Sono alimentate da batterie ricaricabili agli ioni di litio, note per la loro alta densità energetica e la lunga durata.
Molti modelli moderni includono funzionalità smart, come connessione Bluetooth, GPS integrato e la possibilità di monitorare le prestazioni tramite applicazioni dedicate.
Per quanto riguarda i monopattini a motore elettrico nelle ruote, sono leggeri e facili da trasportare e ciò è dovuto all’uso di materiali di composizione avanzati, come l’alluminio e il carbonio.
Tra le innovazioni più recenti vi sono i sistemi di frenata rigenerativa, che consentono di recuperare energia durante la frenata per ricaricare la batteria. Sono da menzionare anche le sospensioni avanzate, progettate per offrire un comfort di guida superiore.
In tutto il mondo, poi, sono sempre più comuni le flotte di biciclette e monopattini elettrici condivisi.
Grazie alle nuove tecnologie è possibile noleggiare un mezzo elettrico tramite applicazioni e trovare quello più vicino in tempo reale attraverso sistemi di localizzazione.
Sicurezza e normative
In termini di sicurezza stradale, si tratta di opzioni valide?
Gli incidenti che coinvolgono le biciclette elettriche e i monopattini a batteria sono spesso legati alla mancanza di infrastrutture adeguate, come piste ciclabili sicure, e alla scarsa visibilità dei mezzi nel traffico urbano.
Per migliorare questo aspetto, molte città stanno implementando normative specifiche che regolano il loro uso. Tra queste rientrano i limiti di velocità, l’obbligo di indossare il casco, restrizioni sulle aree di utilizzo e requisiti di illuminazione. Inoltre, è essenziale educare le persone sulla guida sicura e su come comportarsi per evitare incidenti.
Le regole variano da Paese a Paese e, talvolta, anche tra diverse città.
Ad esempio, in alcune località europee l’uso del casco per i conducenti di monopattini elettrici è obbligatorio, mentre altre richiedono solo che i mezzi siano dotati di luci anteriori e posteriori. Si tratta di differenze che riflettono i vari approcci alla gestione della mobilità urbana.

Impatto sociale e culturale
A livello sociale e culturale, i veicoli elettrici promuovono un maggiore senso di comunità e una connessione più stretta con l’ambiente circostante.
Ciò ha effetti diretti sulla riduzione del traffico: con un numero crescente di persone che sfruttano le alternative alle automobili, le strade risultano meno affollate e, di conseguenza, diminuisce anche lo stress associato agli ingorghi stradali.
Culturalmente, in alcune città l’adozione di mezzi di trasporto elettrici è stata rapida e massiccia, con un forte supporto da parte delle amministrazioni locali.
In altre, c’è stata invece una maggiore resistenza, spesso legata a preoccupazioni riguardanti la sicurezza e la mancanza di infrastrutture adeguate.
Tuttavia, sono stati fatti tanti passi in avanti, traducibili nell’investimento da parte di molte località in reti di piste ciclabili e stazioni di ricarica.
Inoltre, un altro vantaggio delle soluzioni ecologiche per muoversi in città è la promozione di uno stile di vita più attivo e salutare, che incoraggia i cittadini a trascorrere più tempo all’aperto, spostandosi in maniera più sostenibile.
Cosa avverrà in futuro? Prospettive sugli scenari di domani
La crescente sensibilità della popolazione mondiale e l’avanzamento tecnologico fanno pensare a un futuro promettente basato sull’eco-mobilità.
Tra le tendenze emergenti vi è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di gestione delle flotte di mezzi condivisi.
I vantaggi? L’ottimizzazione della distribuzione dei veicoli, la previsione delle esigenze di manutenzione e il miglioramento dell’efficienza operativa complessiva e della sicurezza.
L’IA, infatti, analizza i dati sui percorsi e suggerisce modifiche per evitare zone ad alto rischio di incidenti.
Inoltre, le batterie sono sempre più potenti e leggere, grazie ai progressi nella chimica dei materiali e nelle tecnologie di produzione.
Ciò contribuisce all’estensione dell’autonomia dei mezzi elettrici su due ruote, rendendoli ancora più pratici per un uso quotidiano. Lo sviluppo di infrastrutture di ricarica rapida, poi, li renderà sempre più convenienti.
Molte città stanno progettando interi quartieri a misura di bici e monopattino, con piste ciclabili dedicate, aree di parcheggio sicure e stazioni di ricarica accessibili.
Si tratta di iniziative che facilitano l’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili e, al contempo, promuovono una cultura della mobilità attiva, basata sul rispetto ambientale. Infine, esistono già incentivi economici per il loro acquisto, tra cui sconti fiscali e contributi diretti, uniti a campagne di sensibilizzazione e a investimenti in infrastrutture per fare un reale cambiamento.
La sfida, dunque, è quella di continuare a promuovere politiche che facilitino l’adozione delle biciclette e dei monopattini elettrici, la quale non rappresenta più soltanto una scelta individuale, ma piuttosto un passo collettivo verso un futuro più responsabile.
Venezia, al via i lavori di rifacimento del Ponte Case Nove a Cannaregio
VENEZIA (ITALPRESS) – Sono entrati nel vivo i lavori di rifacimento del Ponte Case Nove, a Cannaregio. Dopo la fase di accantieramento, avviata lo scorso mese di giugno per consentire le prime indagini e la consegna definitiva dei lavori, si procederà alla chiusura del ponte al traffico pedonale a partire da venerdì 1 agosto e del traffico acqueo sottostante da mercoledì 6 agosto, cosi da avviare la fase di smontaggio delle strutture lignee.
Il nuovo ponte avrà le travi principali ad arco ribassato in acciaio e nuovi gradini, piano di calpestio e parapetti in legno. Le dimensioni resteranno invariate: 16,80 metri di lunghezza e una larghezza di 2,40 metri. Verranno rifatti gli scalini in legno (16 lato est, Chiovere, e 10 lato ovest) e i parapetti, come anche i sottoservizi esistenti a cui si aggiungeranno alcuni nuovi cavidotti per eventuali sottoservizi aggiuntivi. L’importo complessivo dell’intervento è di 500.000 euro. La durata dei lavori prevista è di 180 giorni, salvo condizioni meteo avverse o altri imprevisti che possano rallentare l’intervento.
In particolare, il traffico acqueo sarà interdetto dal giorno 6 agosto, dalle ore 8 alle 17, per consentire le operazioni di smontaggio del ponte. Seguiranno le ordinanze dirigenziali conseguenti accompagnate dalla segnaletica informativa per la cittadinanza, in parte già posizionata nei punti di interesse. Si stanno, inoltre, ricollocando in soste temporanee i concessionari di posto barca interessati dai lavori, a ridosso del ponte e interferenti con le aree di cantiere.
-Foto Comune di Venezia-
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Maltempo, la Regione Emilia Romagna dichiara lo stato di crisi regionale
BOLOGNA (ITALPRESS) – Allagamenti, interruzioni stradali, danni a edifici pubblici e privati, frane: la Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale per i territori colpiti dall’ondata di maltempo del 16 e del 17 giugno 2025, che ha interessato in particolare le aree collinari e pedecollinari delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena. Il decreto, firmato oggi dal presidente Michele de Pascale, ha validità di 180 giorni a partire dal 16 giugno scorso. Con la dichiarazione dello stato di crisi, la Regione potrà intervenire con urgenza per rispondere all’emergenza: dai fondi straordinari per il ripristino delle infrastrutture e per la messa in sicurezza del territorio, alla possibilità di attivare rapidamente interventi anche in deroga alle procedure ordinarie.
“Lo stato di crisi regionale– sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini– ci consente di attivare risorse e procedure straordinarie per affrontare con efficacia le conseguenze del maltempo e sostenere i territori colpiti. È uno strumento concreto che ci permette di intervenire rapidamente a fianco dei Comuni e delle comunità, per avviare i cantieri necessari, ripristinare infrastrutture danneggiate e garantire assistenza alla popolazione. In queste settimane i nostri tecnici, insieme alla Protezione civile e alle amministrazioni locali, hanno lavorato per garantire gli interventi urgenti, ma adesso è necessario accelerare: messa in sicurezza, stima dei danni, prime opere di ripristino. Servono risposte rapide e coordinate”.
“E poi dobbiamo guardare avanti– prosegue Rontini- perché fenomeni di questo tipo non sono più eccezionali e di fronte a eventi meteo sempre più estremi è nostro dovere rispondere con prontezza, ma anche con visione. Il nostro impegno non si ferma alla gestione dell’emergenza: vogliamo rafforzare la prevenzione, investire nella manutenzione del territorio e nelle opere strutturali. Perché ciò che un tempo era fuori dall’ordinario, oggi sta diventando la norma. L’Emilia-Romagna deve essere sempre più preparata e la Regione farà la sua parte, come ha sempre fatto”.
-Foto IPA Agency-
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La stagione del Teatro Massimo di Palermo al via con il dittico Aleko – Pagliacci
PALERMO (ITALPRESS) – “Anime in bilico, oltre i confini” è il titolo e il filo invisibile che percorre tutta la stagione 2025-2026 di opere, balletti e concerti del Teatro Massimo di Palermo presentata stamane a Villa Igiea, Rocco Forte Hotel partner della Fondazione, alla presenza del sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo, Roberto Lagalla, del sovrintendente Marco Betta e del direttore artistico Alvise Casellati.
Proprio il titolo “Anime in bilico, oltre i confini” rimanda a una trama sotterranea che unisce opere e balletti, epoche e stili, tradizione e visione. È la trama dei personaggi sospesi sull’orlo di qualcosa: un amore impossibile, una scelta fatale, una trasformazione interiore. E allo stesso tempo, è la stagione dei confini sfumati, di quei territori dove sogno e realtà si intrecciano, dove l’arte diventa vita e la finzione si fa rivelazione, dove davanti ai protagonisti, che vivono in permanenza sospesi su una soglia tra il desiderio e il dovere, tra il sé e l’altro, tra la luce e l’ombra, non esistono certezze, ma ombre, nebbie, specchi che a volte riflettono con nitidezza, a volte deformano la realtà. Non approdi sicuri, ma inquietudini fertili.
La scena teatrale si fa così specchio della condizione umana: fragile, mutevole, profondamente vera. Opere, balletti e concerti che coinvolgeranno tutte le maestranze e gli artisti della Fondazione: l’Orchestra, il Coro, il Coro di voci bianche, il Corpo di ballo e i laboratori scenografici. Titoli di grande repertorio, nuovi allestimenti, riletture visionarie, coproduzioni internazionali e un percorso artistico e simbolico che esplora le soglie dell’esistenza: tra luce e ombra, realtà e immaginazione, destino e desiderio.
Ad inaugurare il programma della stagione opere e balletti sarà il 21 novembre il dittico Aleko – Pagliacci di Sergej Rachmaninov e Ruggero Leoncavallo: sul podio Francesco Lanzillotta, regia di Silvia Paoli. Il 4 dicembre sarà la volta del Gattopardo di Luchino Visconti, musiche originali di Nino Rota, a aprire la stagione dei concerti con la proiezione ed esecuzione dal vivo della colonna sonora: sul podio Timothy Brock. Tra le novità, anche quattro nuove coreografie per la danza Il lago dei cigni, Don Quichotte, Caravaggio e La bella addormentata, con il Corpo di ballo diretto da Jean- Sébastien Colau Ètoiles ospiti Andrea Sarri e Maia Makhateli. Fulcro emotivo della stagione sono le protagoniste femminili: da Zemfira a Nedda, da Gilda a Didone, da Aida ad Amneris, fino a Semiramide. Figure sospese tra desiderio e condanna, tra purezza e ribellione, tra amore e rinuncia.
La stagione esplora il potere drammatico delle loro storie, spesso segnate da esclusione, forza e sacrificio, e lo fa in dialogo con le grandi questioni del nostro tempo, a partire dalla lotta contro la violenza di genere e per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “La stagione 2025-26 del Teatro Massimo – sottolinea Lagalla – è un viaggio profondo nell’animo umano, tra sogni, inquietudini e trasformazioni. “Anime in bilico, oltre i confini” è un titolo che racconta la complessità del nostro tempo, intrecciando bellezza, fragilità e verità. Il Teatro Massimo si conferma non solo luogo di cultura e eccellenza artistica, ma spazio vivo di riflessione e dialogo con la società. Ringrazio il Sovrintendente Marco Betta e il Direttore artistico Alvise Casellati per aver costruito una stagione che dà voce alle emozioni e ai conflitti più autentici, in una visione inclusiva e coraggiosa. È una proposta che parla ai giovani, affronta con sensibilità temi cruciali come la condizione femminile e i diritti dei più fragili, e valorizza il talento di tutte le maestranze della Fondazione, a cui rivolgo il mio ringraziamento per l’impegno profuso. Palermo, grazie al suo Teatro, si proietta ancora una volta sul panorama culturale internazionale con forza e identità”.
Per il sovrintendente Betta “questa stagione è pensata come una soglia da attraversare, un luogo liminale dove arte e vita si riflettono, dove i confini sfumano e il teatro diventa luogo di trasformazione. Il titolo, Anime in bilico, oltre i confini, non è solo un’immagine evocativa, ma la chiave di lettura di ogni titolo in programma: opere e balletti che interrogano il presente attraverso figure sospese, fragili, potenti. Ringrazio tutti i lavoratori, gli artisti e lo staff per la loro professionalità e dedizione; ringrazio il sindaco Roberto Lagalla e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani che sostengono le Istituzioni culturali in Sicilia e sono vicini al Teatro con passione e cura; grazie al Ministero della Cultura che insieme al Comune di Palermo e alla Regione Siciliana garantisce un impegno costante a sostegno dell’arte e della cultura. Grazie al lavoro prezioso del Consiglio di Indirizzo e del Collegio dei Revisori ed un grazie riconoscente al pubblico che con il suo amore e la sua passione rende vivo il sogno del teatro”.
“La stagione 2025/26 è un invito a restare in ascolto dell’inquietudine, – aggiunge il direttore artistico Alvise Casellati – ad attraversare le zone grigie dell’esistenza, a immergerci in un teatro in cui la realtà si contamina con l’immaginazione e si rifrange in mille sfaccettature. Le anime in bilico che incontriamo non sono eroi tradizionali, ma figure fragili, contraddittorie, profondamente umane che si spingono nella loro evoluzione oltre i confini: più che risposte, troveremo domande. In quelle domande, il battito vivo del teatro”, conclude.
-Foto col3/Italpress-
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A Catanzaro il ministro Locatelli incontra le associazioni sul tema della disabilità
CATANZARO (ITALPRESS) – Un incontro aperto alle realtà attive nel settore della disabilità, un’occasione per condividere buone pratiche e raccogliere proposte su inclusione, servizi e diritti. Con questi propositi il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, ha incontrato le associazioni del comparto a Catanzaro, nella sede della cittadella regionale.
Proprio sul lavoro che si sta portando avanti in Calabria, in relazione anche alla riforma del settore, la ministra ha parlato così: “Qui si sta facendo un grande lavoro, ho voluto essere presente per parlare con le associazioni, col mondo del terzo settore e credo che la strada sia quella giusta. C’è tanto lavoro ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda l’integrazione socio-sanitaria e sul progetto di vita occorre sedersi e trovare delle risposte condivise. Il passaggio dall’assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona è fondamentale per ribaltare la prospettiva e non lasciare indietro nessuno, vedendo in ogni persona le potenzialità e non i limiti”.
Un nuovo approccio, anche con riferimento all’eliminazione delle barriere architettoniche, che sta interessando direttamente Catanzaro e la Calabria con l’auspicio che “possa diventare la prima regione a sperimentare totalmente la nuova riforma e le nuove modalità per valutare l’invalidità civile e il progetto di vita delle persone con disabilità”.
La ministra ha ringraziato, inoltre, l’assessora alle politiche sociali della Regione Calabria, Caterina Capponi – presente insieme al Presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso – per il lavoro portato avanti sul territorio. La stessa Capponi ha evidenziato che “si stanno rimodulando le risorse da distribuire tra i diversi ambiti territoriali sociali e, sul progetto di vita, si può prevedere una scadenza più a lungo termine. Con le associazioni e i tanti giovani che vi lavorano, stiamo dialogando non solo sulla programmazione dei fondi, ma anche sulla formazione e i percorsi di cittadinanza attiva, convinti che si possano realizzare progetti importanti e che abbiamo davanti una grande sfida da affrontare insieme”.
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Non-paper di 11 Paesi Ue “servono misure per proteggere settore acciaio”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Sono 11 gli Stati Ue, compresa l’Italia, che chiedono in un non-paper alla Commissione europea “di presentare, il prima possibile, una proposta per un nuovo quadro di protezione commerciale contro la sovraccapacità siderurgica, dal primo gennaio 2026”.
Il non-paper, elaborato su iniziativa della Francia, è stato firmato, oltre che da Roma e Parigi, anche da Austria, Belgio, Bulgaria, Grecia, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna. Il quadro di protezione chiesto dagli 11 paesi deve mirare, a loro avviso, a riportare la quota delle importazioni di settore ai livelli del biennio 2012-2013. Nello specifico, le quote corrispondono al 15% per l’acciaio piatto, al 5% per l’acciaio lungo e al 15% per l’acciaio inossidabile rispetto al totale della domanda attuale dell’Ue.
Il quadro di protezione dovrebbe comporsi di “contingenti tariffari duty-free”, con dazi doganali aggiuntivi su tutte le importazioni che vanno oltre i limiti stabiliti. Sulla base dei dati dalla domanda europea di acciaio nel 2024, questi contingenti sarebbero “dal 40 al 50% inferiori rispetto ai contingenti delle attuali misure di salvaguardia”. Per garantire la piena efficacia, inoltre, il meccanismo andrebbe applicato “a tutti i Paesi terzi senza eccezioni”.
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Report Swg, la Sicilia è al primo posto in Italia per la qualità del cibo
PALERMO (ITALPRESS) – L’Italia è un Paese ricco di sfumature: ambienti diversi, culture locali radicate e tradizioni che attraversano arte, cibo e paesaggio, creando un’esperienza nazionale fatta di buon vivere, bellezza e sapori. Ma quali sono oggi le regioni che più affascinano e attraggono gli italiani? Potendo scegliere liberamente dove vivere, molti italiani si sposterebbero verso le regioni del Nordest. In particolare, il Trentino-Alto Adige domina le preferenze per il connubio che offre tra qualità della vita e natura straordinaria.
Quando si parla di cucina invece, il Sud Italia si distingue nettamente come vincitore: un italiano su due premia le regioni meridionali per la forza della tradizione gastronomica e l’uso di ingredienti autentici. La Sicilia svetta su tutte, grazie a una cucina identitaria e ricca, impreziosita da una pasticceria considerata unica nel panorama nazionale. E’ quanto emerge da un sondaggio Radar Swg. La Sicilia conquista il podio grazie ai suoi dolci, alle ricette tradizionali che si tramandano e agli ingredienti autentici e di qualità.
Anche per l’estate il richiamo del Sud è forte, ma a trionfare è la Sardegna: la regione è vista come la meta estiva perfetta per chi cerca mare cristallino, confermando la preferenza degli italiani per l’estate al mare. L’immaginario vacanziero si concentra qui, tra spiagge iconiche e atmosfere rilassate. E quando si tratta di consigliare una regione a chi visita l’Italia per la prima volta, a imporsi come meta ideale è la Toscana.
Considerata la sintesi perfetta tra arte, paesaggi e buona cucina, la regione si afferma come porta d’accesso privilegiata all’esperienza italiana. Sul podio anche Sicilia e Puglia, apprezzate non solo per le loro eccellenze culturali e naturali, ma anche per l’accoglienza autentica e calorosa delle persone.
“Essere al primo posto in Italia per la qualità del cibo, proprio nell’anno in cui la Sicilia è Regione europea della gastronomia, rappresenta un riconoscimento che premia la nostra storia, la nostra cultura e il lavoro quotidiano di migliaia di operatori del settore agroalimentare e turistico. Ma non solo: il report Swg ci vede anche tra le prime regioni più amate dagli italiani per le vacanze estive da consigliare a uno straniero in visita e, persino, tra le mete del cuore dove si sogna di vivere. Un risultato che conferma la crescente attrattività della Sicilia, frutto anche delle nostre azioni di promozione e valorizzazione del territorio. Questo ci sprona a continuare a lavorare con ancora maggiore determinazione per rendere la Sicilia sempre più competitiva, accogliente e protagonista nel panorama nazionale ed europeo”. Lo afferma il presidente della Regione, Renato Schifani, commentando i dati diffusi da Swg che nell’ultimo nel report periodico “Radar” ha messo a confronto territori ed eccellenze.
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(ITALPRESS).
Papa agli influencer cattolici “Vincere le fake news”
ROMA (ITALPRESS) – Al termine della Messa presieduta dal cardinale Tagle nella Basilica di San Pietro in occasione del Giubileo dedicato ai missionari digitali, Papa Leone XIV, in un saluto in tre lingue, ha esortato ragazzi e ragazze a “riparare le reti”, annunciando la pace nei “drammatici luoghi di guerra” così come nei “cuori svuotati di chi ha perso il senso dell’esistenza”.
La “bellezza” e la “luce della verità” sono le chiavi per vincere la logica di “frivolezza” e “fake news”. Lo riferisce Vatican News. Il Pontefice esorta ad essere “agenti di comunione”, capaci di contrastare l’individualismo e l’egocentrismo con lo sguardo fissato su Cristo.
-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Turismo e intrattenimento: come il cambiamento delle politiche in Italia potrebbe rimodellare le economie locali
L’Italia tra Tradizione e Rinnovamento
L’Italia è conosciuta in tutto il mondo per la sua arte, la sua storia e la sua accoglienza. Il turismo rappresenta una delle colonne portanti dell’economia nazionale, con un impatto complessivo stimato in oltre 250 miliardi di euro e circa 3 milioni di occupati, tra impieghi diretti e indiretti. Ma questo settore è ancora troppo concentrato su poche città: Roma, Firenze, Venezia accolgono la gran parte dei turisti internazionali, creando sovraffollamento e stress urbano.
Questa centralizzazione sta spingendo le istituzioni a rivedere le politiche turistiche, puntando su un modello più sostenibile, diffuso e resiliente. L’obiettivo è valorizzare l’intero territorio nazionale, rilanciando aree interne, borghi e piccoli centri oggi esclusi dai grandi flussi.
Politiche per un Turismo più Equilibrato
Il Piano Strategico del Turismo 2023–2027, promosso dal Ministero del Turismo, segna una svolta. Al centro ci sono misure concrete:
- Sgravi fiscali per attività culturali e creative nei piccoli comuni;
- Fondi per il recupero di immobili storici da destinare a strutture ricettive;
- Incentivi per la realizzazione di eventi culturali nelle aree rurali e marginali.
Un esempio è il progetto “Borghi”, finanziato dal PNRR, che ha stanziato 1 miliardo di euro per rivitalizzare circa 250 piccoli centri, con interventi su infrastrutture, formazione, digitale e ospitalità. L’obiettivo è attrarre non solo turisti, ma anche nuovi residenti, lavoratori da remoto e imprese creative.
Intrattenimento Digitale e Innovazione Territoriale
Parallelamente alla valorizzazione dei beni culturali e naturali, le amministrazioni locali stanno investendo nell’intrattenimento digitale come leva di attrattività. Tra le iniziative più interessanti:
- festival fruibili in modalità virtuale o ibrida;
- percorsi turistici immersivi tramite realtà aumentata;
- giochi geolocalizzati e caccie al tesoro interattive nei centri storici.
In questo ecosistema in evoluzione rientra anche il settore dell’iGaming. Pur non essendo parte del turismo tradizionale, il gioco online regolamentato – se fiscalmente tracciabile e ben gestito – può generare entrate significative per le casse pubbliche. Secondo dati recenti, il solo comparto dell’iGaming contribuisce con oltre 11 miliardi di euro al gettito statale, parte del quale torna alle Regioni tramite redistribuzione.
In questo contesto, anche i portali che offrono una selezione delle migliori slot online in Italia, purché operino nel rispetto delle normative stabilite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, possono essere considerati parte dell’evoluzione dell’intrattenimento digitale. È tuttavia fondamentale che questo segmento rimanga trasparente, regolamentato e inserito in un contesto di offerta ludica responsabile e non invasiva.
Impatti sulle Economie Locali
Il decentramento turistico, unito all’adozione di tecnologie e modelli esperienziali, ha un impatto diretto sulle economie locali. Vediamo come:
- Nuovi modelli di ospitalità: i borghi si stanno organizzando in reti di “alberghi diffusi”, strutture integrate nel tessuto urbano, con reception condivise e camere in edifici storici. In Toscana, ad esempio, esperienze di questo tipo hanno incrementato le presenze turistiche del 20% in alcune aree rurali.
- Esperienze immersive e multisensoriali: in Umbria e Trentino sono nati percorsi interattivi nei centri medievali, con audioguide smart e visori per la realtà aumentata. Questo tipo di offerta attira famiglie, scuole e viaggiatori alla ricerca di un contatto autentico con il luogo.
- Professioni emergenti: si affermano figure ibride come guide digitali, curatori di esperienze, tecnici multimediali, artigiani con e-commerce, videomaker turistici. In regioni come la Puglia e la Sardegna, freelance locali offrono servizi di content creation e customer care anche per il settore del gaming legale, spesso lavorando da remoto per piattaforme internazionali.
Questo approccio integrato consente di mantenere il valore aggiunto sul territorio, creare occupazione giovanile e sviluppare nuove competenze connesse alla digitalizzazione dell’esperienza turistica.
Sfide da Superare
Naturalmente, il cambiamento comporta anche difficoltà:
- Infrastrutture insufficienti: molte aree del Sud e delle zone montane mancano di collegamenti adeguati, accesso a banda larga, trasporti pubblici e servizi turistici di base. Ciò limita la competitività di territori che pure avrebbero grande potenziale.
- Burocrazia e lentezza amministrativa: spesso i piccoli comuni faticano ad accedere ai fondi messi a disposizione per carenza di personale o competenze tecniche, e i bandi risultano complessi e poco accessibili.
- Folklorizzazione del patrimonio: esiste il rischio che, nel tentativo di attrarre visitatori, si perda l’autenticità culturale. Alcuni territori trasformano le proprie tradizioni in spettacoli stereotipati, perdendo la profondità e la verità storica dei luoghi.
Opportunità Strategiche
A fronte delle difficoltà, il quadro complessivo offre molte opportunità:
- Attrazione di investimenti nel turismo tech: start-up italiane stanno sviluppando piattaforme per prenotazioni intelligenti, tour virtuali e narrazioni immersive. La Lombardia, ad esempio, ha lanciato bandi per promuovere la “hospitality tech” nelle aree periurbane e nei laghi minori.
- Turismo delle radici: l’iniziativa “2024 – Anno delle Radici Italiane” ha messo al centro i milioni di italo-discendenti nel mondo. Questo segmento di turisti viaggia per motivi affettivi, tende a soggiornare più a lungo e spende nei piccoli centri. Le regioni con maggiore impatto? Sicilia, Veneto, Campania, Molise.
- Collaborazioni pubblico-private: si moltiplicano i progetti condivisi tra amministrazioni locali, fondazioni, enti culturali e imprese creative. Un esempio è il circuito “Piccoli Paesi, Grandi Emozioni”, che unisce più borghi con una narrazione comune, eventi itineranti e piattaforme digitali integrate.
Conclusione: Una Nuova Visione Locale
Il futuro del turismo e dell’intrattenimento in Italia non si basa solo sull’aumento delle presenze, ma sulla qualità e sostenibilità delle esperienze proposte. Le politiche pubbliche, se coordinate e ben finanziate, possono rimodellare le economie locali, riportando vitalità in territori oggi ai margini.
L’intrattenimento – dai festival tradizionali alla realtà aumentata, dal gioco responsabile al racconto digitale – può diventare uno strumento potente di coesione sociale e crescita. Perché ogni turista in più non sia solo un numero, ma un’opportunità concreta per chi vive e lavora nei luoghi dell’Italia più autentica.


