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Guida sicura in moto. Consigli pratici per evitare rischi

(Articolo di Jacopo Bernardini sulla guida sicura in moto da VicenzaPiù Viva n. 299, , sul web per gli abbonati).

Guidare una moto offre un senso di libertà ineguagliabile, ma comporta anche rischi significativi. La sicurezza sulle due ruote è un argomento di vitale importanza: proprio le statistiche, infatti, mostrano che gli incidenti in moto possono avere conseguenze molto più gravi rispetto a quelli in macchina.
Secondo dati recenti, i motociclisti sono 28 volte più a rischio di morte in un incidente stradale rispetto ai passeggeri di auto. Passiamo in rassegna, dunque, alcuni consigli pratici e varie tecniche per ridurre i rischi associati alla guida di una moto, migliorando al contempo l’esperienza complessiva sulla strada.

Equipaggiamento di sicurezza

Il primo passo fondamentale per una guida sicura inizia dall’equipaggiamento. Il casco è l’elemento più critico, essenziale per proteggere la testa in caso di caduta o collisione. È vitale selezionare un modello omologato, che si adatti perfettamente alla forma del proprio capo.
Allo stesso modo, l’abbigliamento protettivo, che include giacche, pantaloni e guanti rinforzati, può fare una grande differenza in termini di protezione da abrasioni e impatti. È importante che questi articoli siano specifici per la moto, fratture e contusioni sono cruciali.
Inoltre, un suggerimento non meno importante riguarda l’uso di dispositivi riflettenti o ad alta visibilità, particolarmente utili per aumentare la riconoscibilità del motociclista sulle strade, soprattutto di notte o in condizioni di scarsa luminosità.

Guida sicura in moto
Guida sicura in moto

Tecniche di guida difensiva

La guida difensiva è particolarmente importante per i motociclisti, data la loro maggiore vulnerabilità sulla strada. Questa pratica richiede una costante attenzione e previsione delle azioni degli altri utenti, nonché una conoscenza approfondita delle tecniche di guida che possono salvare vite.
Ad esempio, mantenere sempre una distanza di sicurezza adeguata dai veicoli che precedono consente ai motociclisti di avere tempo sufficiente per reagire in caso di imprevisti. È fondamentale anche imparare a leggere il comportamento dei conducenti attraverso i loro movimenti e segnali, anticipando possibili cambi di corsia o frenate improvvise.
Fra le altre tecniche utili, possiamo ricordare la pratica del frenaggio progressivo. In particolare, evita blocchi improvvisi delle ruote e implica l’uso strategico dello sguardo per guidare le manovre anziché affidarsi solo agli specchietti retrovisori. In aggiunta, posizionarsi sulla corsia al fine di rendersi visibili agli altri automobilisti, è un altro punto chiave della guida difensiva.

Manutenzione della moto

Una moto ben mantenuta è sinonimo di una guida più sicura e piacevole. È essenziale eseguire controlli regolari su componenti chiave come freni, pneumatici, luci e catena. Gli pneumatici devono essere sempre gonfiati alla pressione raccomandata dal produttore e sostituiti quando il battistrada è eccessivamente usurato, in quanto una buona aderenza è cruciale per la sicurezza.
I freni, che sono vitali in situazioni d’emergenza, devono essere controllati regolarmente per assicurarsi che le pastiglie e i dischi siano in buone condizioni e che il liquido sia cambiato secondo le indicazioni del produttore. Anche la catena necessita di una regolare lubrificazione, per garantire una trasmissione efficiente della potenza al posteriore.
Infine, assicurarsi che tutte le luci siano funzionanti non solo garantisce una completa visibilità agli altri utenti della strada, ma anche che il pilota possa vedere chiaramente in condizioni di scarsa illuminazione.

Guida sicura in moto
Guida sicura in moto

Conoscenza delle condizioni stradali

Una guida sicura, naturalmente, implica anche la comprensione delle condizioni della strada. Per i motociclisti, piccoli dettagli del manto stradale all’apparenza insignificanti, infatti, possono rappresentare grandi rischi. È essenziale imparare a riconoscere e reagire adeguatamente a condizioni come strade bagnate, scivolose, o coperte di foglie, che possono drasticamente ridurre l’aderenza degli pneumatici.
Anche le buche possono essere pericolose, specialmente per le moto. Quindi, è importante mantenere la concentrazione e prepararsi a evitare ostacoli improvvisi. Inoltre, guidare in condizioni meteorologiche avverse, come pioggia o nebbia, richiede un adattamento del proprio stile di guida: ridurre la velocità, aumentare la distanza di sicurezza dagli altri veicoli, e utilizzare luci adeguate sono tutti passi fondamentali per mantenere il controllo in strada.

Comportamento in strada e consapevolezza ambientale

Mantenere la consapevolezza ambientale è vitale per la sicurezza dei motociclisti. Questo include essere coscienti di tutto ciò che accade intorno a sé, dai movimenti degli altri veicoli alle condizioni delle strade e alle eventuali segnalazioni.
Essere in grado di prevedere le azioni degli altri e reagire prontamente può fare la differenza in situazioni critiche. Un elemento chiave è la posizione sulla strada: mantenere una posizione che massimizzi la visibilità e riduca gli angoli ciechi può migliorare significativamente la sicurezza.
Ad esempio, è bene evitare di viaggiare nel punto cieco di un altro veicolo e posizionarsi in una parte della corsia dove si è più visibili agli automobilisti. Inoltre, l’importanza della distanza di sicurezza da tutti i lati non può essere sottolineata abbastanza: permette di avere un maggiore margine di manovra in caso di emergenza.

Formazione continua e corsi di guida sicura

La formazione continua è un pilastro fondamentale per qualsiasi motociclista che desideri
migliorare la propria sicurezza e abilità sulla strada. Partecipare a corsi di guida sicura non solo rafforza le tecniche di base, ma può anche introdurre pratiche avanzate e strategie che sono indispensabili in situazioni critiche.
Questi corsi sono spesso offerti da scuole guida professioniste e organizzazioni motociclistiche e variano da lezioni per principianti a moduli avanzati che coprono aspetti come la guida ad alta velocità, la gestione di situazioni di emergenza e tecniche di evasione.
Inoltre, molti corsi includono sessioni pratiche su piste chiuse, dove i motociclisti possono
esercitarsi in un ambiente controllato e sicuro. Partecipare a queste iniziative costituisce un investimento nella propria sicurezza e può significativamente ridurre il rischio di incidenti anche potenzialmente letali.

Guida sicura, il valore di un investimento nel lungo termine

La guida sicura in moto richiede più di una semplice conoscenza delle regole stradali: necessita di una preparazione completa che include l’uso dell’equipaggiamento giusto, una manutenzione regolare del veicolo, la capacità di adattarsi alle condizioni della strada, e un’alta consapevolezza ambientale. In quest’ottica, la formazione continua gioca un ruolo essenziale, fornendo ai motociclisti le competenze indispensabili per navigare le strade in modo sicuro.
Seguire questi consigli, infine, non solo contribuisce ad incrementare la sicurezza personale del motociclista, ma aiuterà anche a creare un ambiente stradale più sicuro per tutti gli utenti. La prudenza in moto, del resto, non è mai eccessiva: è una vera e propria responsabilità che ognuno deve prendere seriamente per godersi ogni viaggio al meglio.

Sull’A1 un tir salta la corsia e finisce contro un caravan, tre morti e 18 feriti

FIRENZE (ITALPRESS) – Grave incidente stradale al km 338 dell’autostrada A1, prima dell’uscita di Valdarno, dove un autoarticolato ha saltato la corsia scontrandosi frontalmente con un autocaravan che viaggiava sulla carreggiata opposta.

Tre morti e diciotto feriti il bilancio dell’incidente. Le tre persone decedute erano tutte a bordo di un’ambulanza, coinvolta insieme a tre auto e un caravan oltre all’autoarticolato. Tra i diciotto feriti, quattro sono in codice rosso, quattro codici gialli e dieci in codice verde.

Sono Gianni Trappolini e Giulia Santoni, due volontari della Misericordia di Terranuova Bracciolini (Arezzo), rispettivamente 56 e 24 anni, ed un paziente di 70 anni che si trovava sull’ambulanza colpita da un autoarticolato, le vittime. Lo hanno ricostruito le autorità competenti giunte sul luogo del sinistro stradale, che stanno anche effettuando i primi accertamenti su come si sia giunti allo scontro fra ambulanza e camion. Da alcune verifiche potrebbe venir escluso il salto di corsia da parte dell’autoarticolato, ma l’incidente sarebbe avvenuto con i mezzi coinvolti che andavano nella stessa direzione di marcia e dunque per le conseguenze di un tamponamento a catena. Sarebbero state incluse nell’incidente anche un’auto con roulotte, un autocarro e un bus gran turismo.

Sul posto sono intervenuti due elisoccorso regionali toscani, mezzi di supporto sanitario da Firenze, oltre all’automedica di Arezzo, autoinfermistica, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Attivato il protocollo Maxiemergenza.

NASTRO NERO SUI MEZZI DELLA MISERICORDIA TOSCANI

La Federazione regionale toscana delle Misericordie esprime il proprio dolore e costernazione per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto quest’oggi. “Siamo vicini, con il cuore e con la preghiera, alle famiglie dei soccorritori e del paziente trasportato, colpite da questo straziante lutto e all’intera comunità di Terranuova Bracciolini, oggi colpita da un dolore difficile da esprimere – si spiega in un comunicato stampa- Invitiamo tutti i nostri fratelli e sorelle di Misericordia ad unirsi nella preghiera per quanti ci hanno lasciato oggi e per la vita e la salute di tutte le persone rimaste ferite in questo devastante incidente”. Per mostrare la propria vicinanza ai fratelli e sorelle della Misericordia di Terranuova Bracciolini, il presidente delle Misericordie della Toscana, Alberto Corsinovi, chiede a tutte Misericordie italiane di esporre nel giorno dei funerali un nastro nero in segno di lutto su tutti i mezzi delle Misericordie che, come sempre, saranno a servizio delle persone sofferenti.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE GIANI

“Ringrazio tutte le persone impegnate nei soccorsi e rivolgo un pensiero commosso e un abbraccio alla Misericordia di cui un’ambulanza è stata coinvolta nell’incidente, e in cui le persone che vi erano a bordo sono morte. Esprimo il più profondo cordoglio della Regione Toscana ai familiari delle vittime”. Lo ha scritto sul suo profilo Instagram il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani parlando dell’incidente stradale avvenuto nella mattinata di oggi sull’autostrada A1 fra Arezzo e Valdarno.

MAZZEO “UNA TRAGEDIA DIFFICILE DA ACCETTARE”

“Quello che è accaduto questa mattina sull’autostrada nei pressi di Arezzo è difficile da comprendere e da accettare: una terribile tragedia che ha causato la morte di tre persone a bordo di un’ambulanza, il paziente e due volontari impegnati come sempre a salvare vite. E poi le altre quindici persone rimaste ferite. Penso alle vittime, alle famiglie di chi ha perso la vita e a chi ora si trova in ospedale, specie ai feriti più gravi. Non posso che esprimere il più profondo cordoglio a nome di tutto il Consiglio regionale e mio personale e la vicinanza a tutti coloro che stanno soffrendo per le conseguenze di questo terribile incidente”. Queste le parole con cui il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha commentato la notizia del tragico incidente avvenuto sull’autostrada A1 tra Arezzo e Valdarno. “Il nostro pensiero commosso va anche a tutto il personale della Misericordia di Terranuova Bracciolini, di cui facevano parte gli operatori sanitari deceduti nell’ambulanza. Il sistema del volontariato è uno dei tratti distintivi della nostra regione e oggi, per tutta la Toscana, è un giorno carico di dolore”. Il presidente, infine, ha voluto rivolgere un ringraziamento “al sistema regionale per le maxi-emergenze sanitarie, che è entrato immediatamente in funzione con tutti i mezzi necessari facendo tutto il possibile di fronte a una tragedia spaventosa”.

– Foto Vvf –

(ITALPRESS).

Sull’A1 a Firenze un tir salta la corsia e finisce contro un caravan, 3 i morti e 18 i feriti

FIRENZE (ITALPRESS) – I Vigili del Fuoco del comando di Firenze, stanno intervenendo dalle ore 11:35 di oggi con l’invio dell’autogru dal distaccamento di Firenze Ovest in supporto alle squadre del comando di Arezzo, per un incidente stradale sull’autostrada A1 al km 338 direzione Nord prima dell’uscita di Valdarno, dove un autoarticolato ha saltato la corsia facendo un frontale con un autocaravan che viaggiava nella carreggiata opposta.

Tre morti e diciotto feriti il bilancio momentaneo dell’incidente. Le tre persone decedute erano tutte a bordo di un’ambulanza, coinvolta insieme a tre auto e un caravan oltre all’autoarticolato. Tra i diciotto feriti, quattro sono in codice rosso, quattro codici gialli e dieci in codice verde.

Sul posto sono intervenuti due elisoccorso regionali toscani, mezzi di supporto sanitario da Firenze, oltre all’automedica di Arezzo, autoinfermistica, Vigili del Fuoco e forze dell’ordine. Attivato il protocollo Maxiemergenza. Al momento l’autostrada A1 è bloccata in entrambe le direzioni. Sono state istituite le uscite obbligatorie ad Arezzo in direzione di Firenze e a Valdarno verso Roma dove si sono formate code. A chi è diretto a Bologna viene consigliato di uscire a Valdichiana percorrere la Siena-Bettolle Ss326 e rientrare a Valdarno.

– Foto Vvf –

(ITALPRESS).

Focus Salute – I rovina-vacanze: Herpes, perché attacca d’estate

MILANO (ITALPRESS) – Perché gli herpes virus si scatenano d’estate? Perché sono dei veri bio-hackers, terroristi che si nascondono nel nostro codice genetico pronti ad attaccarci proprio quando vorremmo essere felici? Nel novantacinquesimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, descrive i diversi Herpes virus, la loro capacità di mimetizzarsi e di attaccarci violenti, e le strategie per difenderci.

sat/gsl

Intesa fra Regione Lombardia e Associazione ‘Rondine’ contro la dispersione scolastica

MILANO (ITALPRESS) – Regione Lombardia e l’Associazione Rondine Cittadella della Pace hanno firmato il Protocollo d’Intesa per la promozione del Metodo Rondine per la trasformazione creativa delle tensioni all’interno del sistema di istruzione e formazione lombardo.

L’accordo nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rafforzare l’inclusione e il successo formativo degli studenti e prevenire tutte quelle le situazioni che spingono i giovani a diventare inattivi, promuovere il dialogo, la cittadinanza attiva e digitale, e prevenire fenomeni di bullismo e violenza nelle scuole. Sottoscritto dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, e dal fondatore e presidente dell’Associazione Rondine, Franco Vaccari, il Protocollo prevede una collaborazione pluriennale per integrare nei percorsi educativi regionali un approccio innovativo alla gestione del disagio, basato su relazioni trasformative e non violente.

“Credo profondamente nella scuola come luogo in cui si costruisce il futuro – ha commentato Tironi non solo in termini di conoscenze, ma soprattutto di relazioni umane, rispetto e crescita personale. Questo protocollo rappresenta un passo concreto per offrire ai nostri giovani strumenti nuovi e profondi per affrontare e trasformare i conflitti, sviluppare empatia, senso civico e consapevolezza ed evitare il fenomeno dei Neet”.

“È un impegno forte – ha continuato – verso un’educazione che non lascia indietro nessuno e che forma le nuove generazioni che saranno chiamate a guidare lo sviluppo sociale economico e produttivo del nostro Paese responsabili e pronti a contribuire a una società più equa, inclusiva e pacifica”.

Il Metodo Rondine apprezzato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita nella sede in provincia di Arezzo lo scorso 6 giugno, validato da importanti università italiane e riconosciuto a livello nazionale e internazionale è stato promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite protocollo d’intesa per favorire, crescita personale, l’educazione alla pace, alla legalità, alla convivenza e allo sviluppo sostenibile tramite il suo approccio relazionale al conflitto unico.

L’obiettivo è rigenerare i legami sociali negli ambienti in cui si vive, si studia e si lavora, promuovendo una cultura collaborativa tra pubblico, privato e Terzo Settore, capace di prevenire nuove forme di disagio e povertà educativa.

“In un mondo segnato da nuove fragilità e crescenti tensioni sociali – ha spiegato Vaccariè urgente dotare i giovani di strumenti concreti per gestire i conflitti in modo costruttivo. Siamo davvero grati alla Regione Lombardia per questo accordo che apre un percorso lungimirante e ci vede uniti nell’impegno condiviso di portare nel territorio un’innovazione educativa sperimentata da oltre vent’anni a Rondine. L’obiettivo: formare giovani cittadini consapevoli, capaci di abitare in conflitto e diventare protagonisti del cambiamento”.

Sezione Rondine è l’offerta formativa per le scuole superiori, un percorso sperimentale che integra la didattica con l’esperienza rigenerativa di un metodo riconosciuto a livello accademico e ministeriale – ‘Metodo Rondine’ – capace di trasformare i conflitti in occasioni di crescita e di condivisione. A Brescia, dal prossimo anno scolastico l’offerta sarà realizzata anche nei Comprensivi. Le sezioni Rondine accompagnano docenti e studenti verso un modo nuovo di fare scuola e di essere gruppo-classe, per poter sviluppare conoscenza, azione, responsabilità e rapporti ‘sani’, dalla prima alla quinta classe delle superiori.

Il Quarto Anno a Rondine, invece, sviluppa una consapevolezza critica, lavora sulla trasformazione del conflitto e rafforza la crescita emotiva e relazionale, dove didattica disciplinare, percorsi educativi interni ed esterni alla classe, aspetti della vita quotidiana nel Borgo, percorsi di team building, gestione dei conflitti, dialogo interculturale e interreligioso si incontrano grazie al ‘Metodo Rondine’. Questo metodo, maturato in oltre 25 anni di lavoro con l’esperienza dello Studentato Internazionale – World House, viene applicato al percorso formativo degli adolescenti che si trovano ad affrontare il più importante conflitto della vita: la ricerca della propria identità per diventare protagonisti della propria vita.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Sostegno agli allevatori dell’Emilia-Romagna per il piano contro il Blue Tongue

BOLOGNA (ITALPRESS) – È partito a gennaio in Emilia-Romagna il piano regionale di vaccinazione contro il virus della Blue Tongue, la febbre catarrale che colpisce i ruminanti e che si trasmette attraverso i moscerini di genere culicoides, dopo la comparsa in Regione di alcuni focolai dell’infezione. L’obiettivo è stato fin da subito quello di contenere la diffusione del virus e proteggere il comparto dell’ovinicoltura regionale dalla malattia virale, che può avere tassi di mortalità molto elevati e causare ingenti danni economici agli allevatori. In considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, la Regione Emilia-Romagna conferma il proprio impegno a sostenere le aziende ovine coinvolte.

A tal fine, è intenzione dell’Amministrazione regionale destinare risorse specifiche nel bilancio di previsione 2026, al fine di indennizzare i costi sostenuti per l’acquisto dei vaccini effettuati nel corso dell’anno 2025 e 2026. Resteranno invece a carico delle aziende i costi relativi al servizio veterinario per la somministrazione e gli ulteriori oneri connessi, come eventuali spese logistiche o organizzative legate all’attuazione della vaccinazione.

L’azione si inserisce nel quadro del protocollo attualmente in vigore tra ARAER e l’Area Sanità Veterinaria della Regione Emilia-Romagna, finalizzato alla promozione e al sostegno di una campagna volontaria di vaccinazione delle specie ovine sensibili alla Bluetongue. Il protocollo prevede inoltre un coordinamento tra le parti per garantire efficacia e coerenza alle attività sul territorio, valorizzando il ruolo attivo delle organizzazioni di allevatori nella gestione dell’emergenza sanitaria.

“Abbiamo deciso di sostenere e rafforzare la campagna vaccinale per proteggere il patrimonio zootecnico e sostenere concretamente gli allevatori del nostro territorio– spiega l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. La Blue Tongue rappresenta una minaccia seria e il nostro obiettivo è arginarne rapidamente la diffusione e prevenire ricadute sanitarie ed economiche importanti. Per questo occorre aderire al piano di vaccinazione e apprezzo il segnale positivo che proviene dai nostri allevatori che stanno richiedendo il vaccino. La Regione continuerà a monitorare attentamente l’evolversi della situazione, intervenendo con ulteriori misure se necessario”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Meloni “Zes sta dando risultati straordinari”

ROMA (ITALPRESS) – “La Zes è uno strumento che sta dando straordinari risultati ma noi vogliamo allargare questa zona alle regioni qualificate come regioni in transizione: questo vale per le Marche e per l’Umbria, la Zes è uno strumento molto efficace per allargare investimenti, per avere vantaggi fiscali”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla presentazione degli interventi del governo per lo sviluppo delle Marche. “Questo ci permette di completare il disegno avviato lo scorso anno” ha aggiunto Meloni “secondo le stime Ambrosetti il giro di affari diretto, indiretto e indotto generato da investimenti in ambito Zes è di 26,7 miliardi, ogni euro che si investe sulla Zes ne produce 1,6 in più con 35 mila nuovi posti di lavoro generati finora”.

-foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Dal cantiere della Metro C di Piazza Venezia i primi reperti di età romana

ROMA (ITALPRESS) – Le prime strutture di età romana e medioevale sono tornate alla luce nel cantiere per la costruzione della stazione di Piazza Venezia della linea Metro C, a Roma. I lavori, che si svolgono sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale di Roma, procedono senza ritardi rispetto ai tempi previsti.

“Ancora una volta la costruzione di una stazione della metropolitana ci fa riscoprire il passato della nostra città – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma -. È nel sontuoso palinsesto di varie epoche che torna sotto i nostri occhi e dovrà essere valorizzato al meglio nella futura stazione che risiede il grande fascino di questo scavo, che la Soprintendenza sta conducendo all’interno dei lavori per la realizzazione della Linea C, commissionati da Roma Metropolitane, per conto di Roma Capitale e realizzati dalla società Metro C, guidata da Webuild e Vianini Lavori“.

Del periodo tardo repubblicano e primo imperiale sono emerse testimonianze di un complesso a più piani, probabilmente con funzione abitativa e commerciale, la cui tipologia andrebbe ricondotta alle insulae, ovvero le residenze per le classi popolari della Roma di età imperiale.

Le strutture romane si trovavano a ridosso dell’inizio della antica via Flaminia, di cui è stato rinvenuto il tracciato di epoca medioevale: in questa fase la strada si presenta non più fatta di basoli, che probabilmente si trovano a un livello più basso, ma di vari strati di terra battuta, che nel tempo venivano sovrapposti quando il precedente si era deteriorato. Sempre al medioevo risalgono alcune calcare, le semplici fornaci per trasformare il marmo in calce viva, posizionate anch’esse sul limitare della Flaminia per facilitare il trasporto dei blocchi di minerale.

Secondo il responsabile scientifico dello scavo, l’archeologa della Soprintendenza Marta Baumgartner: “Il rinvenimento di strutture abitative di epoca romana rappresenta una straordinaria occasione di conoscenza della topografia storica del centro di Roma. Questi resti, riconducibili a edifici residenziali di età imperiale, contribuiscono ad arricchire il quadro urbanistico dell’area inserendo i grandi monumenti conosciuti nel tessuto abitativo”.

Tutte le costruzioni che si sono succedute nelle varie epoche, compresi i palazzi moderni abbattuti per l’allargamento di Piazza Venezia tra Otto e Novecento, hanno inglobato le strutture precedenti creando un insieme di complessa interpretazione. Solo la prosecuzione dello scavo, l’analisi e lo studio dei reperti permetterà di avere un quadro completo dei ritrovamenti anche per la loro futura ricollocazione.

– Foto ufficio stampa Ministero Cultura, Soprintendenza Speciale di Roma –

(ITALPRESS)

In Puglia raggiunto in anticipo il target Pnrr sulla rete di facilitazione digitale

BARI (ITALPRESS) – Con già 184.600 cittadini raggiunti al 31 luglio 2025, attraverso attività di supporto e formazione all’uso dei servizi e delle tecnologie digitali, la Regione Puglia centra con ben cinque mesi di anticipo l’obiettivo stabilito dal progetto nazionale “Rete dei servizi di facilitazione digitale”, promosso dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale nell’ambito della Missione 1 Componente 1 PNRR.

Il target iniziale assegnato alla Regione era di 183.000 cittadini da supportare con attività di facilitazione entro il 31 dicembre 2025. Il raggiungimento dell’obiettivo con così largo anticipo consolida la Puglia come esempio virtuoso a livello nazionale. La Puglia è la prima tra le Regioni più popolose a raggiungere questo obiettivo. Un risultato reso possibile grazie al lavoro quotidiano e capillare degli oltre 460 facilitatori digitali pugliesi, veri protagonisti della iniziativa, insieme ai coordinatori dei progetti locali che hanno costruito una grande rete, capillarmente diffusa su tutto il territorio regionale.

“Questo risultato non è frutto del caso – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ma di un investimento convinto nell’inclusione digitale come diritto di cittadinanza. Essere tra le prime Regioni a raggiungere il target nazionale ci riempie di orgoglio, ma soprattutto conferma la validità di un modello in cui le persone vengono prima della tecnologia. I facilitatori digitali pugliesi, con il loro lavoro competente e umano, insieme con le professionalità presenti nei nostri enti locali, hanno reso possibile tutto questo”.

Il percorso formativo e di facilitazione ha riguardato tematiche fondamentali per la vita quotidiana digitale: dal rilascio e utilizzo dello SPID al fascicolo sanitario elettronico, dall’accesso ai servizi pubblici online alla sicurezza informatica, fino alla gestione della posta elettronica e dei profili social personali.

La facilitazione è avvenuta sia in modalità individuale sia di gruppo, in presenza e online, adattandosi alle esigenze dei cittadini. Sono stati erogati oltre 219.000 servizi, dato che conferma anche un apprezzamento dei cittadini per le attività svolte nei punti, in quanto molti sono stati i contatti successivi alla prima facilitazione.

Un’iniziativa che ha supportato anche la riduzione del divario di genere nell’uso delle tecnologie digitali, che soprattutto nelle fasce della popolazione più anziana rappresenta una criticità: 99.815 (54%) sono state le donne che hanno usufruito dei servizi di facilitazione. Apprezzamento da parte di tutte le fasce di età della popolazione pugliese, con valori percentuali importanti sia nelle fasce più giovani, a testimonianza che il divario digitale non è solo una questione anagrafica, sia nella popolazione più anziana, come si evince dalla distribuzione dei partecipanti per età: 16,77% (18-29 anni); 47,05% (30-54); 29,1% (55-74); 7,96% (oltre 75)

Un’esperienza entusiasmante che sta coinvolgendo tutti i territori, come sottolineato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’Innovazione, Alessio Butti: “Il Governo e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale hanno puntato molto su questo progetto e la Regione Puglia ne ha compreso bene lo spirito, raggiungendo il target previsto con largo anticipo. È un traguardo importante, che dimostra come, con visione strategica e lavoro condiviso, l’inclusione digitale possa diventare realtà concreta. Il lavoro dei facilitatori è stato determinante e rappresenta un modello che guardiamo con interesse anche per le possibili evoluzioni future del progetto”.

Fondamentale il ruolo dei Comuni pugliesi, coinvolti dalla Regione in qualità di Sub-attuatori, come evidenziato da Fiorenza Pascazio, presidente di ANCI Puglia: “Il raggiungimento del target PNRR conferma l’impegno dei Comuni pugliesi nell’inclusione digitale, con una rete di Punti di facilitazione attiva e diffusa su tutto il territorio regionale. Questi presìdi offrono supporto concreto ai cittadini, soprattutto ai più fragili, per accedere ai servizi online. ANCI Puglia continuerà a sostenere questo percorso, convinta che la transizione digitale debba essere anche un processo di inclusione sociale e territoriale, grazie a strumenti di cittadinanza attiva e partecipata”.

Oltre agli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni, al progetto collaborano come Soggetti Sub-attuatori anche le agenzie regionali ARPAL e AReSS, l’Università di Foggia, Camera di Commercio di Foggia, che si avvalgono della collaborazione di numerosi enti del Terzo Settore. La misura è finanziata nell’ambito del PNRR – Missione 1 – Componente 1 – Investimento 1.7.2. Tutti i dettagli sul progetto regionale, la mappa interattiva dei Punti Digitale Facile, le modalità di accesso, gli orari e le sedi sono disponibili sul sito web www.regione.puglia.it/puntodigitalefacile

L’operatività dei punti di facilitazione, nonostante il target già raggiunto, continuerà ad essere assicurata per tutto il 2025. Inoltre, la Giunta regionale della Puglia, convinta che l’alfabetizzazione digitale sia oggi una delle principali leve di coesione sociale e partecipazione democratica, con la recente deliberazione n. 1018 del 22 luglio 2025, ha manifestato l’interesse alla prosecuzione delle attività dei Punti Digitale Facile fino al 30 giugno 2026, secondo quanto previsto dalla recente informativa pubblicata dal Dipartimento Trasformazione Digitale.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)