martedì, Luglio 16, 2024
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Musicisti vicentini, un viaggio nella Vicenza underground alla ricerca del talento: Luca Cescotti

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Sono molti i musicisti vicentini di successo, in questo periodo. Sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo c’erano Madame, Gianmaria e Sangiovanni. Cosa sta succedendo? Vicenza è diventata il nuovo centro della musica? Per capire se c’è veramente un fecondo fermento musicale in città, abbiamo iniziato un viaggio nella Vicenza underground alla ricerca di musicisti talentuosi.

Il primo che incontriamo è Luca Cescotti, con una formazione di tutto rispetto. Luca, infatti, dopo il liceo classico e il conservatorio ha studiato al DAMS di Padova e oggi è un violista da gamba e un cantautore pop.

musicisti vicentini
Luca Cescotti

Luca, quando è nata la tua passione per la musica?

“Quando ero ragazzino, nel salotto di casa, (suo padre Lorenzo Cescotti è cantante  al teatro alla Scala di Milano, ndr): da un lato ascoltavo la Bohème e dall’altro i Police. La chiave di volta è stata comunque quando i miei genitori mi hanno regalato delle casse da studio, con cui ho iniziato a passare le serate in una piccola veranda, che i miei chiamavano il ‘gabbiotto’, fino a scrivere il testo della mia prima canzone. Fin da piccolo volevo diventare un cantante rock ed ero la chitarra e la voce del gruppo musicale Imonana”.

Quale tipo di musica preferisci?

“Anche se provengo dalla musica classica, la mia vera passione è per la musica pop”.

Dove trovi la tua ispirazione?

“Nelle emozioni positive e negative quotidiane, dall’amore all’inquietudine”.

Come nascono le tue canzoni?

“Dipende dal brano. In alcuni casi sono nate da un giro di accordi a cui mi ero affezionato, in altri da un errore mentre suonavo, a cui ho dato un valore. Dagli errori di frequente nascono sonorità che a tavolino non emergono”.

Cosa pensi stia accadendo musicalmente a Vicenza?

“A Vicenza c’è una scena musicale, dove si sperimentano e mescolano ispirazioni e si contaminano sonorità. I musicisti vicentini, infatti, si conoscono, si frequentano e si ascoltano tra di loro. Ciò permette per esempio di domandare quale effetto è stato usato per un certo suono che è piaciuto e quindi di riproporlo. A Milano invece non c’è scena musicale, ma si suonano tante musiche diverse, che alla fine creano distrazione”.

Che progetti hai?

“Sto preparando il secondo disco nello studio Sotto il mare di Verona, con il prezioso apporto al suono di Luca Tacconi, ma si tratta sempre di autoproduzione, gli arrangiamenti, i mixaggi sono fatti da me, perché io, come la maggior parte dei giovani musicisti vicentini, nasco dal basso e grazie a mezzi come Spotify, SoundCluod, You Tube, la mia musica può essere condivisa anche se non viene passata in radio o in tv. Comunque, anche se c’è stata una rivoluzione nella fruizione della musica, la stessa non si è ancora svincolata dalle etichette discografiche. La figura del produttore e del discografico sono ancora determinanti per un percorso duraturo. Sicuramente c’è stata una semplificazione nel fare musica grazie alla tecnologia non poi così costosa. In fondo anche il punk è nato dal basso. Il 1º aprile 2023 uscirà al Pordenone Docs Fest, Reznica (ovvero radici) del vicentino Davor Marinkovic, che parla dell’emozione del ritorno a casa dopo la guerra, di cui ho curato la colonna sonora”.

Cos’altro stai facendo in questo momento?

“Sto approfondendo l’ambito della produzione e della creazione musicale per giovani cantautori e in particolare sto producendo l’EP di una giovane cantautrice vicentina nella quale ho molta fiducia”.

Cosa suggerisci di fare per la musica a Vicenza?

“Di organizzare più eventi musicali, ma ricordiamoci che Vicenza è stata una delle prime città che ha permesso ai musicisti di suonare per strada”.

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