VENEZIA (ITALPRESS) – “Dove l’alba è di tutti è un cortometraggio che mette in evidenza con coraggio e sensibilità la vita quotidiana di persone con disabilità all’interno dell’Istituto Palazzolo di Rosà, punto di riferimento per tutta l’area Pedemontana nell’accogliere persone con diverse fragilità. Nel corso degli anni abbiamo cercato di utilizzare questo spazio della Regione alla Mostra per lanciare dei messaggi di sensibilizzazione e di inclusione. E soprattutto messaggi sociali attraverso cortometraggi e prodotti audiovisivi che hanno la capacità di toccare le menti e i cuori degli spettatori. Ringrazio l’Istituto Palazzolo, una grande famiglia e una grande comunità, l’associazione La famiglia di Palazzolo e tutte le persone che sono intervenute oggi”. Con queste parole l’assessore alla Sanità e al Sociale della Regione del Veneto, Manuela Lanzarin, ha salutato la proiezione del cortometraggio Dove l’alba è di tutti del regista Pietro Parolin. Il film, tratto da una storia vera, racconta di una scelta difficile e di una nuova alba di speranza per Alessandro Forlin e Marzia Frizzarin, rispettivamente attore protagonista ed attrice co-protagonista del film.
“Il terzo settore è legato al mondo della comunità – continua l’Assessore- . Quando parliamo di fragilità, di inclusione sociale, dobbiamo mettere in campo senz’altro le nostre politiche programmatorie regionali per rispondere ai bisogni di natura socio-sanitaria. Best practices che poi diventano patrimonio di tutti. Ma è la comunità che fa la differenza”. “Oggi il cortometraggio lo dimostra ancora una volta di più: dagli sguardi, dai sorrisi, dalle emozioni della storia che ci ha commosso e colpito, sappiamo che è possibile vivere una vita piena anche per chi si porta dietro una qualsiasi tipologia di disabilità. In qualche modo tutti noi abbiamo delle disabilità, non ci sono differenze, quindi è importante far emergere le abilità, i talenti e le attitudini personali, proprio come accade in Dove l’alba è di tutti. Le barriere da abbattere non sono solo quelle architettoniche e fisiche ma soprattutto culturali e sociali. Una delle strade per combatterle è proprio questa”.
– foto ufficio stampa Regione Veneto –
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