martedì, Maggio 28, 2024
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Palladio e gli altri: l’inimicizia tra Vicenza e la memoria

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Nella Bibbia si narra che il peccato originale creò inimicizia tra la donna ed il serpente. Anche a Vicenza si commise il peccato originale, contro la cultura: a metà 1800 fu riesumato a S. Corona il corpo (o ritenuto tale) di Palladio ma non gli fu costruito un degno monumento funebre in un sito prestigioso quale la cripta di S. Corona o S. Lorenzo, o il Duomo.

Fu confinato invece al Cimitero e laggiù ignorato da tutti i forestieri e dai concittadini. Pose parziale rimedio anni dopo il sindaco Bressan che capì quanto inadeguata alla memoria fosse la tomba periferica e fece erigere a sue spese il monumento a Palladio che ben lo ricorda in fianco alla Basilica.

Monumento di Andrea Palladio Vicenza wetourguide
Monumento di Andrea Palladio Vicenza (foto da Wetourguide)

In seguito a quel peccato originale, altri storici personaggi testimoniano l’inimicizia tra i vicentini e la loro memoria. Hanno avuto meritoria pulizia e manutenzione tre statue cittadine: Garibaldi, Zanella e Vittorio Emanuele.

Ma i restauri sono incompiuti: Garibaldi è ancora disarmato, con la spada spezzata (e sparita da decenni) subito sotto l’elsa; Zanella ha la scritta completamente sbiadita sul piedestallo ed i viandanti non possono riconoscere il poeta; Vittorio Emanuele II è da sempre privo di lapide che lo identifichi ed i passanti continuano

a chiedersi chi sia quel misterioso generale. Né miglior sorte ebbe Pigafetta; il suo monumento è defilato tra il verde davanti alla stazione FFSS ed i passeggeri che lo osservano non riescono a capacitarsi come il navigatore vicentino abbia potuto attraversare gli oceani spinto da una vela rigida e spessa come un materasso ed ergendosi su una prua curva e tozza come un lavandino. Neri Pozza è ricordato con un busto bronzeo di Quagliato, bello ma collocato nel luogo sbagliato; Il letterato visse infatti vicino a ponte S. Michele e non a ponte S. Paolo.

La statua del giovane patriota vicentino a Monte Berico sembra un matto che gesticola a vuoto: mancano da sempre nelle sue mani la fiaccola ed il pugnale originari. Certamente, sempre in accordo con i precedenti biblici, le anime beate dei grandi sopracitati sono apparse corrucciate in sogno ai giudici della Commissione per la Città Capitale della Cultura 2024 e Vicenza fu bocciata.

Di Ing. Fabio Gasparini da Vicenza In Centro (Gennaio 2023)

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