sabato, Giugno 3, 2023
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Jan Garbarek Quartet con Trilok Gurtu in concerto al Comunale per New Conversations – Vicenza Jazz

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Martedì 16 maggio 2023 il Teatro Comunale ospiterà il concerto del quartetto del sassofonista Jan Garbarek: Una delle serate più attese del festival New Conversations – Vicenza Jazz. Una formazione senza rivali sulla scena internazionale quando di parla di incontro tra l’improvvisazione jazzistica e le sonorità world: oltre al leader ne fanno parte il pianista Rainer Brüninghaus, il bassista Yuri Daniel e il percussionista Trilok Gurtu.

Attorno al concerto di prima serata si disporranno altri momenti di ascolto. Alle ore 22:15 il Jazz Café Trivellato nel Giardino del Teatro Astra ospiterà l’UNLV Joe Williams Honors Trio, formazione (allargata da vari ospiti) che raccoglie studenti e docenti del dipartimento jazz dell’Università del Nevada – Las Vegas, tra i quali spiccano il pianista Dave Loeb e il sassofonista Adam Schroeder.

Alle ore 18 a Palazzo Thiene (spazi ipogei) prende il via la sezione del festival dedicata ai talenti emergenti: “Proxima: giovani stelle a palazzo”. Il primo concerto sarà con il sestetto “Cohors” della cantante Valentina Fin, figura in ascesa della nuova scena jazz veneta e italiana.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2023 è promosso dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, con AGSM AIM come sponsor principale e Acqua Recoaro come sponsor tecnico.

Il successo riscosso in anni recenti dall’inserimento del percussionista indiano Trilok Gurtu in una band affermata a livello planetario come quella del norvegese Jan Garbarek non è frutto del caso. Per esempio, scavando negli archivi dell’ECM emerge una gemma come Song for Everyone, del 1984, dove Garbarek è in una compagnia assai esotica: oltre a Gurtu ci sono, in libera uscita dagli Shakti, Zakir Hussain e Shankar. Nel colorismo poliritmico dell’estroverso Gurtu, il suono estatico, simile alla voce umana, del sax di Garbarek trova un perfetto complemento e un adeguato contrasto: ne sortisce una fusione di elementi world di varia provenienza, dalle terse melodie scandinave alle piccanti progressioni ritmiche orientali.

La carriera di Garbarek prende il via nei primi anni Sessanta: il jazz era allora ancora un punto di riferimento preciso per il sassofonista nato nel 1947 a Mysen. Suona con George Russell e si fa quindi coinvolgere dal free jazz (Albert Ayler, Peter Brötzmann), per poi ripudiare l’avanguardia e reinventarsi come sassofonista post-bop. È questo il momento in cui inizia a brillare la sua stella: incomincia a registrare per la ECM, dando il via a un sodalizio che dura ancora oggi, suona con Chick Corea, Don Cherry e, soprattutto, entra a far parte del quartetto europeo di Keith Jarrett.

A partire dagli anni Ottanta la produzione musicale di Garbarek incorpora elementi world in maniera sempre più consistente. Il suono inconfondibile del suo sax emerge come una visione mistica in alcune produzioni crossover che rilanciano ulteriormente la sua fama. Vertice assoluto di questa nuova fase è Officium (1993), registrato con l’Hilliard Ensemble: un tale best seller da dare una nuova impronta alla successiva carriera di Garbarek, che da allora ha continuato a riproporsi con il gruppo vocale britannico, mentre anche le altre sue formazioni hanno imboccato la via di un raffinatissimo estetismo sonoro.

Dagli esordi in Pennsylvania ai vertici delle istituzioni formative a Las Vegas, passando per incredibili avventure hollywoodiane: questa, in sintesi, la carriera di David Loeb.

I primi passi professionali di Loeb avvengono nell’area di Filadelfia quando ha appena quindici anni. Terminati gli studi alla West Chester University, nel 1976 si trasferisce a Rochester, dove frequenta la Eastman School of Music. Fresco di master in “Jazz and Contemporary Media”, viene ingaggiato dall’attore-cantante Ben Vereen con una pluralità di mansioni: direttore musicale, pianista, direttore d’orchestra e arrangiatore. Le stesse che da lì in avanti porrà al servizio di innumerevoli artisti e produzioni, colonne sonore cinematografiche e televisive.

Come pianista jazz si è esibito con Arturo Sandoval, Nancy Wilson, Tom Harrell, Joe Williams, Freddie Hubbard, Anita O’Day, Vincent Herring, Karrin Allyson, Natalie Cole, Pepper Adams, Peter Erskine, Ray Brown, Bob Mintzer, Joe Locke…

Come turnista, ha contribuito alla registrazione delle musiche di decine di programmi televisivi (I GriffinAmerican Dad!The Cleveland Show…) e di non meno numerose colonne sonore cinematografiche (TedPiume di struzzoHerculesIl gobbo di Notre DamePocahontas…). È stato tastierista principale della Hollywood Bowl Orchestra per un decennio, accompagnando artisti come Andrea Bocelli, Gil Shaham, Placido Domingo, Joshua Bell, Jessye Norman, Quincy Jones… Ancora, ha partecipato a registrazioni discografiche o di colonne sonore per Robin Williams, Jim Carey, Jerry Lewis, Herbie Hancock, Norah Jones, Curtis Mayfield, Whitney Houston, Wynton Marsalis, Randy Newman, Manhattan Transfer, Dionne Warwick e molti altri. È stato direttore d’orchestra per Lady Gaga e orchestratore per George Benson e Miriam Makeba.

Nel 2002 si è trasferito a Las Vegas con l’incarico di direttore del dipartimento jazz dell’Università del Nevada, uno dei più rigogliosi centri formativi degli Stati Uniti.

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