(Articolo di Jonathan Gabrieletto sugli immobili di Vicenza da Vicenza In Centro n. 4-2025).
Vicenza, città d’arte e di storia, si trova a dover affrontare un dilemma sempre più pressante: come conciliare la tutela del patrimonio storico-artistico con la sicurezza dei cittadini? I casi balzati agli onori della cronaca nell’ultimo periodo (il muro nei pressi della chiesetta di S.Giorgio, il muro perimetrale della stradella Valmarana o l’edificio pericolante di via Baracca) ne sono un esempio lampante. Da un lato, la normativa vigente impone la tutela e la conservazione degli edifici storici, riconoscendone il valore inestimabile per l’identità culturale di una comunità. Dall’altro, la sicurezza pubblica non può essere trascurata, soprattutto quando un edificio rischia di crollare. È questo il paradosso che si vive in molte città italiane, e Vicenza non fa eccezione. L’edificio di via Baracca, ad esempio, una dimora rurale storica risalente all’Ottocento, ormai in stato di abbandono da decenni, rappresenta un pericolo concreto per chi abita nelle vicinanze. Nella notte tra il 26 e il 27 marzo di un anno fa il tetto e parte della muratura perimetrale sono crollati sotto le sferzate del maltempo, riversandosi sulla sede stradale.
Il tratto di carreggiata antistante l’edificio è a tutt’oggi, dopo un anno, transennato per metà, con conseguente disagio per il traffico veicolare nonché per i pedoni che vedono inibito anche il transito sul marciapiede. Senza contare che proprio di fronte c’è una scuola materna. La fatiscenza dell’edificio è lampante e andrebbe senz’altro demolito. Nonostante le segnalazioni dei residenti e le richieste di intervento, la situazione sembra impigliarsi tra le maglie della burocrazia e le difficoltà legate alla tutela del patrimonio. I vincoli posti sugli edifici storici, pur necessari per preservarne l’integrità, a volte possono diventare un ostacolo agli interventi di consolidamento e restauro. Le procedure autorizzative sono spesso lunghe e complesse, e i costi di intervento sono elevati. Di conseguenza, molti edifici finiscono per deteriorarsi ulteriormente, trasformandosi in un pericolo per la collettività. È urgente trovare una soluzione a questi problemi; un’iniziativa che coinvolga tutte le istituzioni competenti: amministrazioni locali, soprintendenze, tecnici specializzati e proprietari degli immobili. Occorre mettere a punto procedure più snelle e incentivare gli interventi di recupero, magari attraverso agevolazioni fiscali o finanziamenti pubblici. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il patrimonio storico, ma anche sulla necessità di garantire la sicurezza delle persone. I casi qui citati non sono isolati e il recupero di queste costruzioni rappresenta una sfida che molte città italiane, non solo Vicenza, sono chiamate ad affrontare. La tutela del patrimonio culturale e la sicurezza pubblica non sono due obiettivi contrapposti, ma possono e devono coesistere. Trovare un equilibrio tra queste due esigenze è fondamentale per garantire un futuro ai nostri centri e per tutelare la qualità della vita dei cittadini.