lunedì, Gennaio 5, 2026

Blitz Usa a Caracas, Trump posta foto di Maduro ammanettato sulla nave: “Usata forza mai vista dalla II Guerra Mondiale. Guideremo la transizione”

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CARACAS (VENEZUELA) (ITALPRESS) – “E’ stata un’operazione militare straordinaria, abbiamo usato una forza mai vista dalla II Guerra Mondiale”. Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, in conferenza stampa dopo l’arresto del presidente del Venezuela Maduro e di sua moglie in seguito a un blitz Usa a Caracas. “Maduro è stato responsabile della morte di americani per droga. Sarà giudicato dagli Usa”, ha aggiunto. E sulla presenza Usa nel Paese: “Resteremo fino a una transizione corretta”.

“Questa operazione è un avvertimento nei confronti di chi ci minaccia”, ha poi puntualizzato Trump. “I venezuelani ora sono liberi, siamo orgogliosi. Questo attacco poteva finire male”, ha ammesso. “Governeremo il Paese in maniera corretta, daremo denaro al popolo sfruttato”, ha ancora dichiarato Trump, che ha garantito: “Ci sono molte persone orribili, queste non sostituiranno Maduro”.

IN AGGIORNAMENTO

LE PRIME PAROLE DOPO L’OPERAZIONE

“Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie. L’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi”. E’ quanto si legge sul profilo Truth di Donald Trump. Sempre sullo stesso account, il presidente statunitense ha pubblicato una foto di Nicolas Maduro a bordo della nave “Iwo Jima” della Marina Militare statunitense. Maduro nella foto appare ammanettato e bendato.

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e sua moglie sono diretti a New York dopo essere stati catturati nel corso dell’attacco degli Stati Uniti sul paese sudamericano. A darne notizia in un’intervista telefonica a Fox News è stato lo stesso presidente americano Donald Trump. Nelle scorse ore Maduro e la moglie sono stati formalmente incriminati dal Dipartimento di Giustizia americano per narcoterrorismo. Il presidente venezuelano e la moglie sono stati prelevati dalla loro camera da letto dalle forze statunitensi durante il raid che ha portato alla loro cattura. Lo hanno riferito alcune fonti alla Cnn.

Il presidente ha dichiarato in una telefonata in diretta con Fox News di aver seguito in tempo reale l’operazione militare in Venezuela dal suo resort di Mar-a-Lago, in Florida. “Sono stato in grado di guardarlo in tempo reale, e ne ho visto ogni aspetto, ascoltando le comunicazioni tra la Florida e il campo in Venezuela – ha detto Trump – È stato incredibile vedere la professionalità, la qualità della leadership e la professionalità dei nostri uomini”.

“Valuteremo se sia possibile per Machado guidare il Venezuela”, ha poi ammesso Trump, riferendosi alla leader dell’opposizione venezuelana in esilio e premio Nobel per la pace 2025 Maria Corina Machado. Il presidente degli Stati Uniti ha messo in discussione la regolarità dell’elezione del vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez, definendo l’elezione di Maduro “una vergogna” e sostenendo che fosse un voto truccato. Trump ha poi paragonato la situazione venezuelana alle elezioni presidenziali americane del 2020, ribadendo le sue accuse infondate di irregolarità. “Maduro ha avuto un’elezione che è stata un’elezione truccata, e la gente non ha amore per lui, questo è sicuro. Aveva pochissima lealtà, se non alcuna lealtà. Era un dittatore”, ha aggiunto il presidente statunitense.

Il presidente ha sottolineato l’efficienza dell’operazione, evidenziando che l’esercito americano non ha subito decessi, anche se si sono registrate alcune ferite:Avere qualche ferita, ma nessun decesso da parte nostra, è davvero sorprendente”. Trump ha anche lodato l’equipaggiamento militare utilizzato, definendolo “incredibile” e perfettamente funzionante. Infine, ha paragonato l’operazione al ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan durante l’amministrazione Biden, sottolineando che “non siamo più uno zimbello”.

Forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 della notte (7 in Italia) a Caracas. Immagini di esplosioni e colonne si fumo che si levano da varie parti di Caracas circolano sui social. La casa del ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, sarebbe stata colpita nei raid aerei, secondo quanto riferiscono i media locali. Il ministro sarebbe irraggiungibile. L’attacco condotto dagli Stati Uniti ha causato un numero di imprecisato di morti e feriti tra la popolazione civile. Lo riporta il New York Times riferendo inoltre che nessun soldato americano è rimasto ucciso nel corso dell’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolàs Maduro.

“Esigiamo immediatamente una prova che il presidente Maduro e la prima combattente Cilia Flores [moglie di Maduro, ndr] siano in vita”. Così la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodriguez alla TV di stato in riferimento alla notizia dell’arresto del presidente Maduro da parte degli Stati Uniti.

Il Governo del Venezuela ha denunciato “la gravissima aggressione militare” degli Stati Uniti, secondo quanto riferiscono i media locali.  In una nota ufficiale, il governo parla di “gravissima aggressione militare compiuta dal governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e il popolo venezuelano. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite”. Caracas denuncia gli attacchi in corso come “il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e in imporre un cambio di regime”. “Il popolo del Venezuela e le forze armate nazionali bolivariane, in perfetta unità tra popolo, polizia ed esercito, sono dispiegate a garantire sovranità e pace” aggiunge la nota sottolineando che il governo presenterà proteste formali tra gli altri al consiglio di sicurezza ONU e al segretario generale per chiedere condanna degli attacchi attribuiti agli Stati Uniti.

PALAZZO CHIGI “AZIONE MILITARE NON E’ LA STRADA, MA LEGITTIMO INTERVENTO DIFENSIVO”

“Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle loro primissime evoluzioni”. Secondo quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, “l’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto. Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico. In raccordo con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Presidente Meloni continua a seguire con particolare attenzione la situazione della comunità italiana in Venezuela, la cui sicurezza costituisce la priorità assoluta del Governo”.

TAJANI “GRANDE ATTENZIONE, FINORA PER GLI ITALIANI SITUAZIONE TRANQUILLA”

“Da quando c’è stato l’attacco stiamo seguendo la situazione con la nostra ambasciata a Caracas. La situazione è molto tesa”. Lo ha detto in collegamento, durante l’edizione straordinaria del Tg2, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Abbiamo dato indicazione a tutti gli italiani di essere prudenti – aggiunge -, seguiamo con la massima attenzione quello che sta accadendo. La nostra unità di crisi è a disposizione come la nostra ambasciata. Finora non c’è stata alcuna chiamata di italiani che vivono in Venezuela. Per il momento la situazione per gli italiani è tranquilla”.

CAMERA, FONTANA IN CONTATTO COL GOVERNO

Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, è in contatto col governo sulla situazione in Venezuela e per sondare la possibilità di un’informativa alla Camera sul tema.

AMBASCIATORE DE VITO “RESTARE NELLE ABITAZIONI”

“La raccomandazione è di restare nelle rispettive abitazioni, non uscire e tenersi in contatto con ambasciata e consolati”. Lo ha detto, in collegamento con l’edizione straordinaria del Tg2, l’ambasciatore d’Italia in Venezuela Giovanni Umberto De Vito. “In questo momento – aggiunge – non si sentono nè esplosioni, nè sorvoli, quello che raccomandiamo è di non fare spostamenti in questo momento”.

PRESIDENTE COLOMBIA INVIA TRUPPE AL CONFINE

Il presidente della Colombia Gustavo Petro ha disposto il dispiegamento di truppe al confine con il Venezuela in previsione di un possibile afflusso di rifugiati a seguito degli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti. La decisione è stata annunciata dallo stesso presidente colombiano su X al termine della riunione del consiglio di sicurezza nazionale. Nello stesso post, Petro aggiunge che “il governo colombiano respinge l’aggressione alla sovranità del Venezuela e dell’America Latina. I conflitti interni tra i popoli vengono risolti pacificamente dai popoli stessi. Questo è il principio di autodeterminazione, fondamento del sistema delle Nazioni Unite”.

MACHADO ROMPE IL SILENZIO “EDMUNDO GONZALEZ SIA IL PRESIDENTE”

“Questo è il momento per i cittadini. Quelli di noi che hanno rischiato tutto per la democrazia il 28 luglio. Quelli di noi che hanno eletto Edmundo Gonzalez Urrutia come legittimo Presidente del Venezuela, che deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come Comandante in Capo delle Forze Armate Nazionali da tutti gli ufficiali e i soldati che le compongono”. Lo dichiara la leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado. Per gli oppositori di Maduro, Gonzalez sarebbe il legittimo vincitore delle elezioni presidenziali del luglio 2024.

“Da oggi Nicolas Maduro dovrà rispondere davanti alla giustizia internazionale dei crimini atroci commessi contro i venezuelani e contro i cittadini di molte altre nazioni. Di fronte al suo rifiuto di accettare una soluzione negoziata, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto la promessa di far rispettare la legge”. Machado continua: “È giunto il momento che la sovranità popolare e la sovranità nazionale regnino nel nostro Paese. Metteremo ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo un Paese eccezionale e riporteremo a casa i nostri figli. Abbiamo lottato per anni, abbiamo dato tutto, e ne è valsa la pena. Quello che doveva succedere sta succedendo” scrive ancora Machado sul suo profilo X.

– foto profilo Truth Donald Trump e Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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