giovedì, Gennaio 22, 2026

Lanerossi Vicenza, un tesoro chiamato tifosi. Da VicenzaPiù Viva n. 304

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(Articolo di Claudio Raimondi su Lanerossi Vicenza da VicenzaPiù Viva n. 304sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

La squadra biancorossa può vantare una tra le tifoserie più calde e appassionate a livello nazionale. La quota attuale di 8 mila abbonati è superiore a molti club di serie B e ad alcuni di A.

Un tesoro chiamato tifosi. È quello che vanta, si può dire da sempre, il L.R. Vicenza che in questa stagione, iniziata nel migliore dei modi e proseguita altrettanto bene, sta registrando un grande attaccamento da parte della propria tifoseria. Un valore aggiunto che sta contribuendo ai risultati della squadra allenata da mister Fabio Gallo: allo stadio Menti si è arrivati spesso vicino ai 10 mila spettatori ma massime presenze anche in trasferta, dove il limite legato alle poche centinaia di biglietti messi a disposizione agli ospiti, costringe i supporter biancorossi ad una corsa telematica per entrare in possesso dell’agognato tagliando. Unica eccezione la trasferta in casa dell’Inter Under 23 – la cosiddetta “seconda squadra” inserita nel girone A – allo stadio Brianteo del 9 novembre, dove ai vicentini è stata destinata un’intera curva, senza limitazioni: da qui la presenza di circa 2.500 tifosi, a conferma di una fede incrollabile. Una passione e un amore confermato anche dai numeri del Centro di Coordinamento dei Clubs biancorossi, fondato nel 1965 (ha dunque festeggiato il 60° quest’anno), cresciuto di numero nell’ultimo biennio: vanta attualmente
58 sezioni sparse in tutta la provincia ma anche fuori, per un totale di circa 4.300 soci iscritti.
CIFRE DA RECORD. Si tratta di numeri da record, soprattutto per una squadra che milita in C: le presenze in trasferta a Monza sono una cifra che in diverse partite non vantano neanche buona parte dei club di A.
Altro numero rilevante sono gli abbonati, attualmente 7.959, dopo che nella scorsa stagione erano stati complessivamente 7.291: in questa speciale classifica il L.R. Vicenza è secondo assoluto in tutta la serie C dopo il Catania (12.080), che tuttavia vanta alle spalle una città di 300 mila abitanti, ma oltre 1 milione se si considera l’area metropolitana.
Sorprendente il paragone con i club di serie B di piazze importanti e storiche dal punto di vista calcistico come Pescara (2.817), Padova (4.277), Venezia (4.809), Bari (5.134), Mantova (5.559) e Catanzaro (5.800). Clamoroso infine il confronto con squadre di A: con quasi ottomila abbonati la società della famiglia Rosso è davanti a Como (6.800) e Sassuolo (7.581) e di poco dietro a Torino (8.150) e Cremonese (8.208). Il tutto considerando che lo stadio “Romeo Menti” si sta dimostrando spesso insufficiente per le richieste: dopo la ristrutturazione che prevede tutti posti a sedere la capienza massima è scesa a meno di 12 mila posti (con una percentuale fissa destinata agli ospiti) che lo scorso anno ha fatto registrare otto sold-out nella stagione regolare, oltre che nelle due sfide dei play-off.
I MASSIMI STORICI. È di 31.083 il record storico di spettatori in una gara di campionato al “Romeo Menti”: accadde in occasione di L.R.Vicenza-Juventus del 22 gennaio 1978, una sfida nell’ultima giornata del girone d’andata che metteva in palio la testa alla classifica. Una “folla mai vista”, come riportarono le cronache d’allora, in un impianto a quel tempo dotato delle storiche parterre sotto tutti i settori. Per la cronaca il match finì 0-0 e alla fine del torneo la Juventus (che componeva per 7-8/11 la nazionale italiana) vinse lo scudetto mentre il Lanerossi di Paolo Rossi – vincitore della classifica marcatori con 24 reti, che gli valse la convocazione ai Mondiali di Argentina 1978 – finì secondo, alla pari del Torino, a 5 punti dai campioni d’Italia. Ammonta a 13.000 (la cifra esatta era stata posta come tetto massimo dalla società) il record di abbonati dell’annata 1997-1998, quella successiva alla conquista della Coppa Italia. In quella stagione di serie A agli abbonati del campionato fu
garantita la prelazione per l’acquisto dei tagliandi per le partite di Coppa delle Coppe, competizione nella quale la formazione di mister Guidolin raggiunse le semifinali, dove fu eliminata dal Chelsea, poi vincitore del trofeo.
TIFOSI DA FUORI PROVINCIA. Una particolarità, soprattutto nel ventennio consecutivo in A dal 1955 al 1974, riguarda il fatto che il L.R. Vicenza vantava un buon numero tifosi da fuori provincia, una peculiarità dei grandi club (Milan, Inter, Juventus per citare i più famosi) ma non delle compagini di provincia. Un esempio emblematico, raccontato più volte durante la permanenza a Vicenza, riguarda Francesco Guidolin, classe 1955, trevigiano di Castelfranco Veneto, che da ragazzo veniva portato dal papà al “Menti” a fare il tifo per i biancorossi. Altro caso simile quello del giornalista Giancarlo Padovan, classe 1958, nato a Cittadella e cresciuto a Carmignano di Brenta, poi per anni capo dei servizi sportivi al Corriere della Sera e dal 2002 al 2008 direttore di Tuttosport, diventato da giovane tifoso biancorosso (lo è ancora) seguendo gli anni della serie A.

Il 5 dicembre 1971 va in scena al “Romeo Menti” la sfida di serie A tra L.R. Vicenza e Napoli, con i campani alla vigilia nettamente favoriti per la presenza di giocatori del calibro di Altafini, Sormani, Improta e del portiere Dino Zoff che dopo il mondiale 1970 (Italia sconfitta 4-1 nella finale contro il Brasile) ha preso il posto di Albertosi tra i pali della nazionale. Proprio il numero uno azzurro incorre probabilmente nella giornata più nera della sua carriera: il Lanerossi vince 6-2 (primo tempo 2-0) in virtù dei gol realizzati da Maraschi e Fontana, mentre Damiani e Turchetto (autore del primo gol al 14′) realizzano una doppietta. All’88’ Faloppa fallisce da pochi passi il possibile 7-2, ma onestamente sarebbe stato troppo. Nel dopo gara incidenti tra le due tifoserie fuori dallo stadio. Alla fine di questa stagione Zoff, classe 1942, passa dal Napoli (totale di 143 presenze in A) alla Juventus, per poi giocare tutta la carriera in bianconero sino a giugno 1983, all’età di 41 anni, mentre l’estate precedente risulterà uno dei protagonisti della conquista del titolo mondiale di Spagna ’82.

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