FIRENZE (ITALPRESS) – “Credo che sia positivo e utile sperimentare e impostare dei progetti di reddito sociale nei limiti di quanto consentito dalla legislazione regionale e dall’utilizzo del Fondo Sociale Europeo”. Così il presidente della Giunta della Toscana, Eugenio Giani ha riposto in Aula ieri pomeriggio all’interrogazione del portavoce dell’opposizione Marco Landi (Lega) in merito al reddito di cittadinanza regionale. “Ho avuto interlocuzioni con esponenti di Sinistra Italiana, del Movimento 5 Stelle, oltre che del mio stesso partito – ha affermato Giani -. Da queste è emersa la volontà di approfondire forme di reddito sociale a livello regionale che possano essere inquadrate non come reddito di cittadinanza, ma come misure di contrasto a situazioni di disoccupazione o di disuguaglianze e di supporto in situazioni di fragilità”. Giani ha precisato infatti come “il reddito di cittadinanza è stata una misura stabilita con legge nazionale e finanziata con risorse statali”.
“Vale la pena dunque studiare la possibilità di attuare queste misure – ha poi ribadito il presidente della Giunta – che da un lato vanno a supportare le fasce più fragili della popolazione, dall’altra a motivare, attraverso lavori socialmente utili, giovani in stato di disoccupazione, creando le condizioni per una formazione che consenta loro di trovare lavoro e inserirsi in un contesto sociale”.
Il consigliere Landi si è detto “rassicurato da questo chiarimento importante, anche in virtù di ciò che era stato riportato sulla stampa”. “Gli strumenti che cita e che chiama reddito sociale – ha affermato rivolgendosi a Giani – sono già previsti nell’ordinamento della Regione. Ribadisco le conseguenze negative che il reddito di cittadinanza ha portato a livello statale. E’ stato necessario abolirlo e integrare altri due strumenti, l’assegno di inclusione e lo strumento di attivazione al lavoro, che hanno fatto del bene al nostro Paese e alle nostre imprese”.
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