domenica, Gennaio 11, 2026

Proteste in Iran, procuratore generale “Tutti i manifestanti rischiano la pena di morte”. Khamenei pone i servizi di sicurezza in stato di massima allerta

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L’Ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran in uno stato di allerta più elevato persino rispetto a quello registrato durante la guerra con Israele lo scorso anno: è quanto rivelato al “Telegraph” da funzionari della Repubblica Islamica, mentre il Paese entra nel suo 14° giorno di proteste diffuse.

“Il leader ha ordinato alla Sepah di mantenere il massimo livello di allerta, persino superiore a quello della guerra di giugno”, ha detto un alto funzionario iraniano. “È in stretto contatto con le Guardie della Rivoluzione Islamica più che con l’esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni delle Guardie della Rivoluzione Islamica sia pressoché inesistente, mentre altri hanno già disertato in passato. Ha messo il suo destino nelle mani delle Guardie della Rivoluzione Islamica”, ha aggiunto.

Il Procuratore generale dell’Iran, Mohammad Movahedi Azad, ha avvertito che chiunque prenda parte alle proteste nel Paese, in atto da due settimane e sempre più diffuse, sarà considerato un “nemico di Dio”, un’accusa che prevede la pena di morte. Lo ha riferito la televisione di Stato. Almeno 100 “rivoltosi armati” sono stati arrestati.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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