Lunedì 30 marzo il Teatro Comunale di Vicenza accoglie il debutto dell’ottetto a fiati MiB Ensemble che è ospite della stagione di concerti promossa dalla Società del Quartetto.
Creato dal desiderio di riportare in primo piano il repertorio cameristico per fiati, il MiB Ensemble è un complesso italiano composto da musicisti che si sono formati nelle migliori accademie internazionali (il Mozarteum di Salisburgo, l’Universitat fur Musik di Vienna, la Hochschule di Mannheim e il Royal College di Londra) e collaborano da tempo con le più importanti orchestre europee – la Concertgebouworkest, la London Symphony, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra del Teatro alla Scala e la Budapest Festival Orchestra – sotto la guida di direttori come Abbado, Harding, Fischer, Gergiev e Muti.
Forte della lunga e variegata esperienza dei suoi componenti, l’ensemble coniuga una specifica sensibilità per la prassi esecutiva con una costante attenzione alla freschezza delle sue esecuzioni, sperimentando anche inedite forme di spettacolo.
Lunedì al Comunale MiB Ensemble si presenta nella formazione con Rossana Calvi e Erika Rampin agli oboi, Corrado Orlando e Antonio Caneve ai clarinetti, Andrea Bressan e Dennis Carli ai fagotti, Loris Antiga e Vincenzo Musone ai corni.
Per il loro esordio a Vicenza gli otto fiati hanno scelto un programma decisamente brillante che svela il lato più leggero e disimpegnato di due giganti della musica come Beethoven e Mozart.
Sono entrambi datati 1792 – e legati da una stretta parentela – i due brani che aprono il concerto. A Bonn Beethoven aveva ottenuto l’incarico di organista supplente alle dipendenze di Maximilian Franz, fratello dell’imperatore, ma fra gli obblighi contrattuali c’era anche quello di comporre musica per i sontuosi banchetti di corte. Era una “Musica da tavola” – in tedesco Tafelmusik – leggera e disimpegnata affidata a variegati complessini formati da soli archi, soli fiati o da insiemi di archi e fiati. Poco prima di trasferirsi a Vienna per approfondire gli studi con Haydn, Beethoven compose per una di queste occasioni il Rondino in Mi bemolle maggiore, un Rondò di piccole proporzioni in tempo Andante. È dello stesso periodo, anche se revisionato un anno più tardi, l’Ottetto per fiati Op. 103 pubblicato postumo, pagina sublime che mette in luce le doti virtuosistiche degli esecutori e in particolar modo della coppia di corni.
Nella seconda parte del concerto MiB Ensemble propone l’ascolto della Serenata per fiati in Do minore K 388 di Mozart che testimonia ancora una volta la naturale predilezione del salisburghese per i vari strumenti a fiato. Composto in quattro movimenti nel luglio del 1782, il brano è circondato da un alone di mistero – non si conosce il nome del committente, né l’occasione in cui fu eseguito – e si distingue per una scrittura molto ricercata, quasi “sinfonica”, nonché per un carattere decisamente introspettivo. Difficile comprendere perché, all’indomani del successo de “Il ratto dal serraglio” e alla vigilia delle nozze con Konstanze, Mozart abbia dato alla luce un pezzo così meditativo e introverso.
Il concerto inizia alle 20,45.


