mercoledì, Gennaio 7, 2026

L’insostenibile leggerezza del baccalà

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(Articolo di Lucio Panozzo sul baccalà da Vicenza In Centro n.1-2026)

È accaduto, finalmente l’Unesco ci è arrivato e ha attaccato l’ennesima medaglia all’Italia, meritevole di tutte, magari ancora. Ma, come non tutto il male viene per nuocere, è vero anche il contrario, non tutto il bene viene per farci del bene, purtroppo. Cosa può significare patrimonio immateriale dell’Umanità? Mistero. La scena si svolge da Righetti… entriamo e cominciamo a fare il solito casino. Il padrone ci guarda di sottecchi, desideroso di (almeno) farci fuori a colpi di pistola, ma c’è un limite a tutto e se la mette via malvolentieri.
Passano le cameriere, e saltiamo subito antipasto e primo: il baccalà va rispettato. Ordiniamo, intanto, una porzione a testa, riservandoci, se ci soddisfa, una replica generale. Un po’ di tempo per i preparativi, e tutte le cameriere disponibili arrivano
con un grande calderone di polenta caldissima e profumata come di più non si può.
Cominciamo a insalivare, non resistiamo più, ognuno ha fretta di mettere il proprio grugno nel piatto. Anche il pignattone del baccalà aulisce e ci delizia i precordi. Due cameriere impiattano, le altre corrono su e giù a portare i piatti. Dimenticavo: le ragazze ci avevano chiesto di chiudere gli occhi, perché c’era una sorpresa. Pur di fare qualcosa che non ci facesse pensare troppo, tutti avevamo accettato e chiuso gli occhi. Dopo una manciata di secondi i piatti erano davanti a noi e ci titillavano i recettori nasali. Venne l’ordine: “Ok, aprire gli occhi”. Tutti obbedienti, avevamo già la forchetta in mano, ci buttiamo sul piatto e… c’è qualcosa che non va, le luci sono state abbassate appositamente. Sarà uno scherzo? Chi ha provato a portare alla bocca la delizia profumata protesta vivamente. Si accendono le luci e… tutti possiamo constatare che i piatti sono vuoti. Nessuno osa parlare, siamo impietriti. Qualcuno comincia a brontolare, qualcuno comincia con parole pesanti, altri bestemmiano discretamente tra i denti.
Arriva il padrone tutto contento e chiede il silenzio. Comincia a parlare: “Cari clienti affezionati, giorni fa abbiamo ricevuto la notizia che l’UNESCO ha assegnato all’Italia l’ennesima onorificenza: la cucina italiana, tutta insieme, è nominata da ora Patrimonio immateriale (quasi spirituale) dell’Umanità. Noi abbiamo voluto festeggiare a modo nostro l’evento, portandovi il baccalà immateriale e quasi spirituale. Passate pure alla cassa, vi sarà detratta una piccola percentuale per il disturbo, pagherete il 5% in meno del dovuto. Grazie, signori, speriamo di avervi ancora nostri ospiti”. Fine, cioè amen.

Lucio Panozzo

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