ROMA (ITALPRESS) – Una folla commossa, all’uscita dalla Basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma, dove sono stati celebrati i funerali, ha salutato con un lungo applauso il feretro di Riccardo Minghetti, lo studente romano di 16 anni morto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.
Applausi dei presenti rivolti anche ai genitori. Sopra la bara, all’interno del carro funebre, è stata posta una corona di fiori bianchi con la scritta “Mamma, papà e Matilde”. Prima che la vettura partisse, il padre ha ringraziato i presenti con un gesto delle mani in preghiera. Nel corso della funzione religiosa hanno preso la parola il padre, la madre, la preside del liceo scientifico Stanislao Cannizzaro e due amici.
Presenti, tra gli altri, il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ed il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
“Nei momenti di difficoltà l’amore ha sempre prevalso su tutto. Riccardo sarà sempre presente nella nostra vita”. Queste le parole pronunciate al termine del rito funebre da Massimo Minghetti, papà di Riccardo, lo studente romano di 16 anni morto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Di fronte ai presenti, all’interno della Basilica dei Santi Pietro e Paolo, a Roma, gremita a dimostrazione “di quanto Riccardo ha fatto nella sua breve vita” e “che lascia a noi”. Il padre ha continuato: “Lassù si sarà già organizzato con i suoi compagni”, e ha poi invitato a ricordare “non solo Riccardo ma anche gli altri 40 morti e 119 feriti”. Infine rivolgendosi agli amici e ai compagni di scuola ha detto: “continuate a vivere e a sognare con lo stesso entusiasmo e l’amore che vi ha trasmesso il vostro amico”.
“Ricordo quando mi ha salutato l’ultimo giorno in coda ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato ‘mamma, mamma’ e si è fatto dare un bacio”. Lo ha raccontato ai presenti, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo, a Roma, per il funerale, la mamma di Riccardo Minghetti, Carla. “Negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell’uomo, in tutti i sensi. Aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l’irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità”, ha aggiunto, ricordando il figlio 16enne, deceduto nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. “Ci ha fatto faticare, ma era buono”, ha ricordato.
IL VIDEO
-Foto xl5/Italpress-
(ITALPRESS).


