PALERMO (ITALPRESS) – L’attesa è stata lunga, ma ora i palermitani potranno abbracciare nuovamente uno dei beni più iconici della città: dopo il completamento dei lavori di restauro e riqualificazione, Castello Utveggio è pronto per la riapertura al pubblico e, prossimamente, per ospitare congressi di alto livello. A partire dalla prossima settimana, l’accesso sarà consentito alle scuole ogni venerdì e alle visite guidate nei weekend: esclusivamente su prenotazione. Le opere realizzate e le nuove opportunità offerte dalla struttura sono state illustrate questa mattina in una conferenza stampa, alla presenza tra gli altri del presidente della Regione Renato Schifani e dell’architetto Francesco Di Chiara, direttore dei lavori di ristrutturazione (coordinati con l’architetto Teotista Salerno).
Il progetto di rifunzionalizzazione del sito è stato finanziato dalla Regione per 5,9 milioni di euro complessivi, che hanno riguardato sia la manutenzione che il recupero degli ambienti: i lavori sono iniziati ad agosto 2024 e sono stati completati a settembre 2025. L’edificio era rimasto chiuso a partire dal 2016, ma già negli anni successivi la Regione aveva avviato i lavori di ripristino: nelle scorse settimane il lieto epilogo, con la restituzione della struttura alla città di Palermo. Le prime visite guidate partiranno il 5 dicembre: i venerdì saranno riservati agli istituti scolastici secondari, con tre turni (alle 9, alle 10:30 e alle 12) della durata di 50 minuti ciascuno e con un limite di 35 partecipanti per tornata; i sabati e le domeniche sono invece riservati alle visite individuali, con tre turni mattutini (alle 10, alle 11 e alle 12) e tre pomeridiani (alle 16, alle 17 e alle 18) sempre della durata di 50 minuti.
Per raggiungere Castello Utveggio, i fruitori potranno utilizzare le navette elettriche gratuite messe a disposizione dall’Amat, con partenza da un apposito Meeting Point in largo Antonio Sellerio (la rotonda ai piedi di monte Pellegrino). Il prossimo step sarà adibire la struttura allo svolgimento di convegni a carattere nazionale e internazionale. La ristrutturazione delle aree interne ha seguito proprio questa direzione: sono state realizzate due sale conferenze, una al pianterreno da 160 posti e una al primo piano da 64, una sala riunioni da 23 posti e una sala stampa da 28 posti. Sono stati inoltre restaurati i complementi di illuminazione d’epoca, le parti lignee degli arredi originari, la sala ristorante e una zona conversazione; in più sono stati aggiunti due nuovi ascensori panoramici, mentre la sala in cui soggiornò Papa Giovanni Paolo II nel 1995 è stata conservata nel suo stato originario.
“Da cittadino palermitano, oltre che da presidente della Regione, sono orgoglioso che si sia raggiunto quest’obiettivo, che è frutto dello sforzo sia del governo Musumeci, che ha attivato il primo appalto, sia del nostro governo, che si è occupato della seconda procedura di definizione dei lavori – sottolinea Schifani – È stato un lavoro costante e rigoroso nel rispetto dei tempi, anche l’impresa che ha gestito questi interventi è stata estremamente corretta nell’ottemperare agli obblighi contrattuali. Oggi è un momento felice per la città di Palermo, ma anche per la nostra regione: ritengo che questa struttura debba essere utilizzata per eventi convegnistici di carattere internazionale”.
Una volta avvenuta la riapertura alla città, prosegue, “sarà la Regione a gestire la scelta e l’organizzazione degli eventi: lo faremo anche chiedendo il compenso per l’affitto a chi vuole organizzare appuntamenti di alto livello, fermo restando che gli introiti verranno reinvestiti nella gestione del castello. Abbiamo previsto di dedicare il venerdì alle scolaresche e il weekend alle visite guidate: in una fase successiva, tra qualche mese, ci occuperemo di individuare una società che sempre alle dipendenze della Regione possa occuparsi della gestione degli eventi, che però saranno selezionati sempre dalla presidenza. Vorremmo che il castello sia il centro della convegnistica europea: quando venne chiuso allora presidente della Regione ebbe a dire ‘alleluja’, noi oggi diciamo ‘evviva’. Io sono orgoglioso del lavoro svolto in sinergia con l’amministrazione comunale e di aver restituito a Palermo la possibilità di toccare con mano questi aspetti della nostra architettura storica”.
In merito alla gestione del castello, sottolinea Schifani, “non ce la siamo sentita di darla a un privato, perché parliamo di un patrimonio della città e darlo in affidamento esclusivo a un privato non era una nostra prerogativa: chiediamo collaborazione e buona volontà di tutte le istituzioni, mentre alla cittadinanza chiediamo di rispettare l’ambiente. Vigileremo ancora di più sul territorio, in particolare per quanto riguarda gli incendi di natura dolosa che troppe volte si sono visti in questi anni”.
L’intervento complessivo, spiega Di Chiara, “nasce dal desiderio di realizzare un centro di congressi di eccellenza: volevamo ospitare convegni di carattere internazionale e ci siamo mossi secondo questa linea. Il cuore del progetto è certamente l’ascensore, che arriva fino al terrazzo e permetterà a disabili o persone con problemi di mobilità di vivere la suggestione del panorama del castello Utveggio, che poi è il sentimento che ispirò il cavaliere Utveggio quando volle assolutamente realizzare questo castello, che al tempo era in verità era il grande albergo Utveggio, che domina tutta la Conca d’oro”.
– Foto xd8/Italpress –
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