PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Ricercatori internazionali hanno recentemente compiuto nuovi progressi nello studio della sistematica e della diversità evolutiva delle piante di ginkgo del Mesozoico, secondo l’Istituto di Geologia e Paleontologia di Nanchino dell’Accademia Cinese delle Scienze.
La ricerca, condotta dall’istituto in collaborazione con colleghi di Germania, Francia e Irlanda, è stata pubblicata sulla rivista Papers in Palaeontology.
Lo studio si concentra sull’analisi sistematica di fossili di ginkgo rinvenuti in strati giurassici del bacino di Qaidam, nella Cina nord-occidentale. La ricerca fa luce sulla diversità di questi fossili e sulle loro risposte ai cambiamenti paleoambientali, offrendo un importante termine di confronto per ricostruire la storia della vegetazione giurassica e il clima dell’Altopiano Qinghai-Xizang.
Componenti significative degli ecosistemi terrestri del Mesozoico globale, le piante di ginkgo erano un tempo ampiamente diffuse nel mondo. Fin dal Triassico hanno mostrato una notevole stasi evolutiva e un’elevata adattabilità ambientale, mantenendo strutture morfologiche e anatomiche relativamente stabili.
Di conseguenza, lo studio della loro sistematica fossile e della loro diversità è fondamentale per ricostruire le condizioni ambientali del passato, inclusi il paleoclima e le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica.
Il team di ricerca ha raccolto e analizzato in modo sistematico 128 esemplari provenienti da otto livelli fossiliferi consecutivi. Integrando caratteristiche macro-morfologiche, come la forma delle foglie e la venatura, con tratti micro-morfologici della cuticola, è stata condotta un’analisi completa.
Attraverso una rigorosa analisi tassonomica, i ricercatori hanno identificato 10 specie appartenenti a tre generi – Ginkgoites, Baiera e Sphenobaiera – evidenziando una notevole diversità dei ginkgo in questo periodo.
In particolare, due nuove specie di Baiera e Sphenobaiera sono state documentate per la prima volta nel bacino di Qaidam, arricchendo la flora locale e fornendo nuovo materiale per confronti botanici interregionali.
Applicando in modo innovativo l’Analisi Fattoriale dei Dati Misti, il team ha integrato efficacemente tratti macro e micro-morfologici, dimostrando il loro valore complementare e sinergico nella classificazione dei fossili di ginkgo.
Inoltre, alcune specie, come G. qaidamensis e G. longifolius, hanno mantenuto caratteristiche morfologiche coerenti dagli strati del Giurassico inferiore a quelli del Giurassico medio.
Questa stabilità fornisce prove fossili chiave e spunti teorici sulla resilienza evolutiva delle piante di ginkgo, sulle loro strategie adattative di fronte alle fluttuazioni ambientali del Mesozoico e sulla ricostruzione dettagliata del paleoclima e dell’ecologia del Giurassico inferiore-medio nel bacino di Qaidam e nel nord-est dell’Altopiano Qinghai-Xizang.
Lo studio indica che, nonostante significativi cambiamenti climatici nel bacino di Qaidam nell’arco di circa 20 milioni di anni durante il Giurassico inferiore e medio, le piante di ginkgo rappresentative hanno mantenuto forme fogliari e anatomia stabili, sottolineando la loro duplice capacità di variazione morfologica e adattamento ecologico di lungo periodo.
Questi risultati migliorano la comprensione dell’evoluzione dei ginkgo e dei loro meccanismi adattativi, offrendo una nuova prospettiva sulle interazioni tra piante e ambiente in questo periodo geologico.
(ITALPRESS).


