(Articolo sul nuovo anno 2026 di Giovanni Bertacche da Vicenza In Centro n.1-2026)
Col nuovo anno una svolta nella vicenda di Vicenza in Centro al compimento dei suoi primi 15 anni. È lontano il giorno quando i 25 promotori, tutti giovani ma alcuni più giovani di altri, si recarono in Comune con tanto rumore nell’attraversare la città.
Sembrava una rivoluzione, di più un terremoto; canzonavano, parlavano ad alta voce, si ripromettevano mari e monti, una città meno taciturna, più socievole, espansiva, disponibile. Sempre in gruppo, salite le scale del Municipio, prendevano posto in sala Stucchi, il salotto buono della città. Il sindaco di allora, ora siamo al terzo cambio, commentava lo Statuto sottolineandone le finalità. Principalmente quelle di far conoscere e tutelare il patrimonio inestimabile del nostro centro cittadino.
Conseguentemente ci spronava a promuovere tutte quelle iniziative che comportino il miglioramento della vita dei cittadini. E l’associazione fedele a quell’impegno non è mancata nel suggerire alle amministrazioni alcune proposte concrete.
Intanto lo Studio di architettura, di cui Vicenza è modello nel mondo. E per il 2026 candidare per l’Unesco le chiese di Monte Berico, nel sesto secolo dalle apparizioni, S.Lorenzo, Santa Corona, Aracoeli. La creazione di una galleria di arte contemporanea in S.Silvestro e una all’ex fiera, giardini Salvi, delle arti e della creatività artigiana-industriale. Riprendere poi il progetto dell’arch. Franco Stella della piazza Duomo che prevede il collegamento sotterraneo delle strutture antiche fino alla romanità. E altri progetti, più volte descritti anche su queste pagine. Intanto con il plauso del sindaco, lo Statuto veniva
approvato e sottoscritto dai 25 fondatori. Era nata allora Vicenza in Centro, associazione di promozione sociale che oltre alle iniziative culturali e artistiche si prendeva cura delle azioni di interesse sociale. Di qui incontri, gite, visite di musei, di mostre, di città. L’elenco dei propositi non è esaurito, dovrà semmai allungarsi o rinnovarsi di qui verso il futuro.
Giovanni Bertacche


