Vicenza e le sue Torri, dagli Annali Vicentini di Parolin, la storia dei primi “grattacieli” cittadini

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A Vicenza le torri erano alte, grandi e superavano le cento unità, servivano, in tempi di guerre,per proteggere i signori che durante i tumulti popolari si rifugiavano con moglie e figli, mobili e masserizie costose, finchè il tumulto cessava. (Cronaca del Pagliarino).

Torre dei Bissari o di Piazza o dell’Orologio – Piazza dei Signori
Fu costruita nel 1174 dalla nobile famiglia dei Bissari, i quali nel 1226 la vendettero al Comune di Vicenza, con l’annesso palazzo municipale, allargato alla cella campanaria nel 1311.
La sua altezza è di 82 metri, pari a 230 piedi vicentini, la base quadrata 7×7 metri.
25 gennaio 1347, la torre fu scossa dal terremoto con molta violenza, tanto da staccarsi dal palazzo attiguo per la distanza di un braccio. I consiglieri che erano in seduta, si precipitarono giù per le scale, alcuni rimanendo feriti ed altri morti.
La cronaca racconta che il 1° febbraio 1526 fu tirà suso la torre, la campana grossa col Rengo e il 2 fu tirà suso un prete in una gabbia di ferro.
1320 sopra la Torre fu innalzata la prima campana, che pesava 3407 libbre e nel 1377 fu posto il primo orologio, opera del maestro Puccio Pisano. La campana cominciò a suonare le ore il 1° luglio 1378.
Rengo. Così è chiamata la campana che serviva a radunare il Consiglio Comunale o per chiamare alle armi i cittadini. Il nome deriva da arengo, il luogo in cui, durante il medioevo, si svolgevano le pubbliche assemblee.

Torre del Girone o del Tormento o delle Prigioni Criminali – Piazza delle Erbe
Venne costruita dalla famiglia Carnaroli nel secolo XII°. Il Comune di Vicenza ne fece acquisto da Olderico Carnaroli, nel secolo XIII° per farne un archivio notarile. La torre era circondata da una profonda fossa, oltre la quale stavano molte botteghe.
19 giugno 1509 la torre fu bruciata da delinquenti che volevano distruggere documenti che li riguardavano. Per anni questa torre servì da prigione criminale, nel 1821 vi fu rinchiuso il Conte Federico Confalonieri durante il suo viaggio verso la fortezza dello Spielberg.

Torre Reata o delle Prigioni Vecchie detta anche dell’Osservatorio – Ponte degli Angeli
Nel 1242, Ezzelino da Romano fece distruggere il Castello sull’Isola, ricostruito vent’anni dopo (1262) dai Padovani divenuti signori di Vicenza. Il castello era anche chiamato Castello Tealdo in questo luogo Ezzelino, dimorò per anni. Scrive il cronista Castellini, in questo castello si passava per un ponte levatoio, venendo dalla strada di Padova. I Padovani fecero spianare fino alle fondamenta la torre detta Coxina. Sulle rovine del castello fu costruita dagli Scaligeri la Casa Grande dell’Isola detta Arsenale o armamentario per tenervi armi e munizioni. Nella cronaca unita al Codice Pagliarino dell’archivio di Torre alla data 9 ottobre 1474 si legge: prexon: et xe comenzà el fogo in la preson de castigamatti, e brusà quattro omeni, computà un prete, fiolo de Scaramuzza da Montecchio Ma xe brusà la Casa Grande dell’Isola, in la quale ghe gera peggior. Tutti i prixonieri, che gera nella torre Riata, xe stà lassà andare, perchè non i restasse brusà.

Torrione di Santa Croce
Lo Statuto cittadino del 1264 faceva obbligo ad ogni nuovo pode- stà di erigere 100 pertiche di mura dove era necessario, 1 pertica circa 3 metri.
1381- Porta Santa Croce. Questa porta e la torre contigua e le mura che si estendono sino a Porta Nova, compreso il fortilizio denominato la Rocchetta, a cui si è interessato anche Andrea Palladio, furono cominciate nell’anno 1381 sotto la Signoria del vero- nese magnifico Antonio Della Scala.

Torre dei Loschi
La famiglia Loschi era una delle più antiche della città, ebbe uomini di lettere, d’armi, di governo.
Antonio Loschi, nacque a Vicenza nel (1368?) da Ludovico e da Elena Regle del Gallo. Il padre, legale, nel 1350 era stato a Firenze come vicario dei Della Scala e nel 1385 fu capitano di Sirmione.
Con la fine degli Scaligeri (18 ottobre 1387) la famiglia rientra a Vicenza, passata ai Visconti. Antonio Loschi fu cancelliere di Galeazzo Visconti, Signore di Milano dal 1398 al 1404. Oratore e poeta, fu segretario del Papa Gregorio XII°. Alla famiglia è
intitolata Stradella dei Loschi, ad Antonio una scuola elementare. La famiglia possedeva diverse torri, se ne vedono ancora vestigia all’angolo formato tra San Marcello e del Garofolino. Un’altra (nella foto) si trova dietro le poste Contrà Comandante Fontana, citata come proprietà diretta con valore di Lire 600 veronesi, come conferma un atto del 18 dicembre 1366, notaio Fino Mascarello.

Luciano Parolin

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