Vicenza Città Murata: le Porte cittadine e i loro segreti. Parte 2

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Porta Padova

PORTA PADOVA o DELLE TORRICELLE

Anticamente chiamata Delle Torricelle, era una delle tre che si aprivano nelle mura innalzate dagli Scaligeri tra il 1365 e il Le altre due si trovavano in Contrà San Pietro, e quella di Santa Lucia (già San Vito). Era costituita da un ponte levatoio e da un’altra torre più imponente. I resti di questa porta sono ancora visibili all’interno delle scuole elementari Giacomo Zanella. La demolizione e lo sventramento di elementi caratteristici del sistema difensivo cittadino come Porta Lupia o Porta Nuova, lasciarono vaste aree prive dell’effetto quartiere fondamentale per capire, comprendere e leggere l’ambiente urbano del XIX e XX secolo. Il 5 marzo 1910, il comune sottoscrive con il proprietario del Torrione di Porta Padova, tale Eugenio Canton, un impegno per “migliorare la viabilità, specialmente nei riguardi del percorso del tram elettrico, occorre demolire Porta Padova”. Il 10 marzo 1910 la giunta municipale scrive “il passaggio sotto Porta Padova è assai ristretto e risulta pericoloso quando entrerà in funzione il tram elettrico…con l’esecuzione del lavoro viene demolito l’intero arco e il torrione, portando le misure della strada fino a 9,50 metri”. Il comune acquista dal signor Canton il giardino di sua proprietà per abbellire e sistemare l’accesso alle scuole elementari e permettere il posizionamento di una pesa vicina al casello del dazio. La Sovrintendenza ai monumenti di Venezia diede l’approvazione per l’abbattimento del torrione da tempo manomesso e modificato negli intonaci e pitture.

PORTA NOVA

Datata 1381, la volle Antonio Della Scala, ultimo signore di Verona. Punto importante per la difesa di Vicenza con la vicina Rocchetta, fu utilizzata anche dalla Serenissima. Restaurata nel 1460, la Torre, che l’affiancava nel lato sinistro, fu abbattuta nel 1790. Nel secolo scorso, la porta era divenuta un luogo di malaffare, con miasmi e odori provenienti dalla Seriola. Molte le delibere per la demolizione, ma tutto inutile; finché una notte del 1926 la fecero saltare con la dinamite. Come si può vedere la Seriola scorreva all’interno della porta, entrava nel giardino Valmaran, proveniente da Contrà Carlo Cattaneo, sotto la Loggia del Longhena datata 1645, formava la peschiera del giardino Valmarana.

 

PORTA SAN PIETRO, PONTE DEGLI ANGELI

Costruita per difesa del Bacchiglione e del Castello durante’l’occupazione dei signori Carraresi di Padova nel 1266. Nel 1275 era custodita da un capitano e da quattro soldati, in seguito trasformata in magazzino prigione di Torre Reata. Con la costruzione del Palazzo Amministrativo del Territorio, e poi del Teatro Olimpico, diventò inutile e venne abbattuta.

PORTA DI PUSTERLA

Erano praticamente due le porte che chiudevano il Cardo romano. La loro ubicazione si rivela dalla pianta angelica. La prima era alla fine di Contrà Porti, all’incrocio tra Contrà Pedemuro San Biagio e Motton Pusterla ed era detta vetus, l’altra era praticamente costruita sopra il fiume Bacchiglione, fu demolita per dare spazio alla mobilità nel 1820 quando vennero allargate diverse contrà. In questo sito nel 1404 ci fu l’assedio contro Vicenza da parte dei Carraresi padovani, vinto dai vicentini per l’intervento del nobile Giampiero De Proti che successivamente fu inviato a Venezia con il nipote per trattare l’adesione del libero Comune di Vicenza alla Serenissima Repubblica.

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