Vicenza Città Murata: le Porte cittadine e i loro segreti. Parte 1

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Il primo sistema difensivo della città di Vicenza, venne realizzato nel IX° secolo per arginare l’invasione dei barbari, in modo particolare degli Ungari, che a partire dal 898 colpiranno la Pianura Padana. Vicenza fu invasa nel 899, nel 933, nel 935, nel 943, con l’ultima incursione avvenuta nell’955, quando furono distrutti da Ottone I di Baviera nella Battaglia di Lechfeld. Per questo motivo: la Torre di San Felice e del Duomo furono probabilmente le prime difese della città. Nella seconda metà del X° secolo si costruì la grande cinta murata della città, con ampio fossato ed un perimetro circolare che si può individuare in Contrà Canove, San Biagio, Motton San Lorenzo, Pallamaio, Barche, Isola, Piazzetta San Giuseppe. Nel XII° secolo Vicenza si costituì come libero Comune e quindi allargò una cinta murario fortificata. Questo periodo è caratterizzato da continue guerre ed aggressioni con le altre città venete come Padova e Treviso.
Vicenza era alleata con Verona e successivamente partecipò alla Battaglia di Legnano con la Lega Lombarda. Le lotte tra Guelfi e Ghibellini portano alla dittatura di Alberigo da Romano, fratello di Ezzelino, al quale successe Ezzelino II, che con Federico II distrusse Vicenza.
Nel 1256, Vicenza è in Lega con le altre città venete ma cede al potere dei Carraresi, signori di Padova, sino al 1311, anno in cui iniziò il dominio veronese dei Della Scala (Scaligeri).
Gli Ezzelini avevano concentrato la difesa della città sul castello, che oggi si chiama Porta Castello. Ma il sistema difensivo della città si ingrandisce con gli Scaligeri a cominciare da Cangrande ed Alberto Della Scala, i quali ne costruirono il torrione (Porta Castello), già degli Ezzelini, aggiungendo merli, beccatelli e lanterna. Il beccatello è un elemento di architettura militare per sostenere parti sporgenti di un edificio.

PORTA SANTA CROCE (1381)
E’ uno dei resti più intatti della cinta medioevale collegata alla Rocchetta con le mura protette dal fossato della Seriola. Il nome deriva dal Monastero in cui risiedevano i Crociferi come Ospitalieri di Sant’Agostino. Il nome appare già nel 1179, sotto porzione della Mappa Angelica datata 1580, la porta aveva un ponte levatoio, attraversata da un ramo della Seriola che poi si buttava nel Bacchiglione, ed un torrione di osservazione. Era la porta di ingresso Nord alla città sorvegliata da gendarmi.

PORTA SANTA LUCIA
Era la difesa per la strada Postumia che portava a Treviso. Non si conosce la data di costruzione, ma si vedono ancora resti della cinta fortificata, sino San Domenico e Porta Padova. La porta sostituì un ponte levatoio, fu più volte restaurata. Il toponimo deriva della chiesetta di Santa Lucia che si trova fuori le mura fronte Seminario. La Porta nel 1848, durante la Rivoluzione Vicentina, fu teatro di scontri ed assalti delle truppe austriache che provenivano da Treviso. All’esterno è murato un Leone Marciano, martellato dai Francesi nel volto. Una lapide ricorda l’evento.

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