Riparte il teatro a Vicenza: Matteo Cremon porta in scena Oscillazioni di Vitaliano Trevisan

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matteo cremon

Torna il teatro a Vicenza. Questa sera, martedì 30 giugno, con posti limitati, assegnati dal personale del Teatro per garantire il distanziamento minimo previsto, tra uno spettatore e l’altro, sia frontalmente che lateralmente, al Teatro Comunale di Vicenza alle 20:45 Matteo Cremon porta in scena “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan, autore, tra le altre cose, della sceneggiatura di “Primo amore” di Matteo Garrone (Gomorra, Dogman, Pinocchio).Sarà previsto il distanziamento fra i posti in sala anche per coniugi, conviventi e persone dello stesso nucleo familiare. Ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria.

L’evento è inserito in We Art 3, il progetto di residenze artistiche di danza, teatro e circo del Teatro Comunale di Vicenza riconosciuto e sostenuto dal MiBACT e dalla Regione del Veneto. Un’opportunità per offrire uno spazio aperto ad artisti e spettatori in cui generare incontri sensibili e di crescita alle comunità di riferimento. La residenza è uno strumento necessario per la sperimentazione, la verifica e il sostegno di nuove linee di creazione e nuove poetiche.

Il testo si sviluppa sullo sfondo di un paesaggio sonoro e visivo, riconducibile ad una qualsiasi periferia del nord est italiano. Una statale puntellata di capannoni e zone industriali, cresciute a ridosso di centri urbani, in uno di quei tanti luoghi che di giorno sono crocevia di mercati, e di notte bordelli a cielo aperto. Un uomo sulla quarantina, seduto ad un tavolo, dà voce ai suoi intimi pensieri, tracciando un bilancio degli ultimi sette anni della sua vita, ovvero dal giorno in cui ha lasciato la moglie incinta. Attraverso un’analisi coerente di quelle che sono state e sono le sue relazioni, con le persone e con la società che lo circondano, l’uomo squarcia la propria esistenza mostrandosi nella sua disarmante integrità. Ex marito, padre suo malgrado di un figlio che non ha mai desiderato, racconta di se stesso, arrivando a toccare inevitabilmente la coscienza di noi tutti. Le sue parole ci conducono dentro le crepe generate dall’esistenza, attraverso quella sottile linea di confine che separa l’accettabile dall’inaccettabile. Come un funambolo sospeso a mezz’aria, (senza rete di protezione per salvarlo da eventuali cadute), l’uomo procede lungo la corda che separa la ragione dal suo opposto, verso quel punto di approdo che rappresenta una scelta definitiva per la sua storia. Attorno a lui, la visione di una vita altra, quella della ex moglie, madre di suo figlio… sguardo che costringe ad ampliare l’orizzonte. Attraverso un moto di pensieri che tirano da parti contrarie, in un’oscillazione di significati che non può fermare, il protagonista ci accompagna verso la deriva, quando sul finale la vicenda pare arrivare ad un punto di svolta. O ad una tragica conclusione.

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