Le origini di Vicenza ab urbe condita: dagli euganei e paleoveneti ai romani che la intitolano Municipio

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Immagine a cura dell'Associazione Archeologica "Veicetia"

Sono gli Euganei a porre le fondamenta della città. Vicenza nasce tra il VII° e il VI° secolo a.C. Ma con il V° secolo si sviluppa lungo una strada principale, la Postumia, oggi Corso Palladio; a destra e sinistra di questa via consolare si trovano le prime costruzioni fisse. La città era governata da una oligarchia aristocratica di periferia attenta all’artigianato e all’aspetto religioso con manifestazioni del culto di tipo privato in seguito divenuti santuari posti in zone di frontiera e chiamati stipi, cioè degli armadi o ripostigli, muniti di scomparti per statuette a forma di tempietto. Nel 1960, durante i lavori di scavo in Contra’ San Giacomo per la costruzione dell’edificio ex Standa ora Benetton, furono trovate nel terreno lamine metalliche con immagini diverse: cavalieri, donne, giovani nudi, una donna incinta e altro cioè ex voto verso qualche divinità. Vicenza, come tutta la regione settentrionale è chiamata dai romani Gallia Cisalpina. Nel 326 a.C. i Celti si mettono in movimento puntando al centro. Nel 225 a.C. Roma, manda il console Caio Flaminio che vince la battaglia sull’ Oglio e Marco Claudio Marcello che a Clastidium (Casteggio) nel 222 a.C. batte un comandante celtico in un duello individuale.
Il generale Caio Attilio, ottiene una vittoria contro i Celti a Talamone (Grosseto) è accertato che soldati Veneti parteciparono alla battaglia a fianco delle legioni romani.
178 a.C. I romani conquistano il Veneto prendendo possesso del territorio, a Vicenza, si costruisce un campo militare detto castrum.
148 a.C. Si realizza la Via Postumia arteria veneta che, partendo da Genova, Dertona, Piacenza, Cremona, Verona, Vicenza, Oderzo, arriva a Concordia. L’opera fu realizzata dal console Spurio Postumio Albino. 132 a.C. Si costruisce la via Amnia Adria con Aquileia e ancora la strada Vicenza-Padova romanizzando il Veneto.
89 a.C. Lex Julia, viene concessa la cittadinanza romana agli alleati fedeli, con tutti i privilegi.
49 a.C. Caio Giulio Cesare investe Vicenza con il titolo di Municipium optimo jure i cittadini sono iscritti nella tribù o gens Menenia che si estendeva da Vicenza a Feltre.

Vicentini ante litteram:
Palemone Quinto Remnio. Grammatico latino. Nato a Vicenza, probabilmente nell’ anno 5 d.C. morto a Roma, nel 65 sotto l’impero di Nerone. Figlio di schiavi, da giovane esercitò l’arte della tessitura, in casa dei padroni si emancipò studiando.
Recatosi a Roma aprì una scuola di grammatica divenuta famosa. Maestro di Marco Fabio Quintiliano, compose un trattato che seguiva la tradizione romana, il testo andato perduto è stato ricostruito grazie ai grammatici posteriori. Secondo Palemone, l’alfabeto era composto da 23 lettere con 5 vocali e la suddivisione dei verbi in quattro “declinationes”. La grammatica è, l’insieme delle regole necessarie alla costruzione di frasi e parole di una determinata lingua. Il Consiglio Comunale ha intitolato via Palemone al nostro letterato nella zona ove è ubicata la Scuola Media Antonio Barolini quartiere Pio X°.

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