La Toponomastica Vicentina: un viaggio nella storia tra contrade e località. Parte 6

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Chioare. Contra’ Chioare
Cioàre. Identifica una strada di Vicenza ove si fabbricavano dei chiodi speciali per tirare la stoffa tesa per farle assumere determinate dimensioni.

Coltura Camisana , o Coltura Camisano
Identificato nella direzione per Camisano. L’Istituto Centrale di Statistica, in occasione dei censimenti, ha raccomandato di sostituire i nomi delle diverse colture con quelli delle singole
strade. La coltura di Camisano è quella vasta estensione di terreno coltivabile che inizia in viale della Pace, strada di Bertesina, Cà Balbi, la Stanga abitato eretto in parrocchia il 14 ottobre 1924.
In un documento datato 1050 appare che Enrico donava a sua sorella Anzelberga una fattoria ubicata «infra Comitato Vicentino et infra villa, loco qui dicitur Kamesiano».
Nel 1187 tale Olderico avrebbe venduto ai vicentini il castello di Camisano. Padre Barbarano fa discendere la famiglia dei conti di Camisano da un nobile francese detto Masano signore di Crema e Lodi, il quale, nel 1160 si trasferì nel vicentino dopo che il suo castello fu distrutto dal Barbarossa. Il toponimo deriverebbe quindi da Cà Masano cioè Camisano. Altri storici fanno risalire il nome alla famiglia Camisani già abitanti della nostra città nell’anno 951 e costruttori del castello di Camisano.

Commenda. Strada della Commenda
Dalla Riviera Berica a Villa Margherita. Lunga 2 Km. In tempi romantici era chiamata Via dei baci.
Il nome Commenda è composto da due termini: con (insieme) mandare (affidare, raccomandare) è in pratica un beneficio ecclesiastico affidato in commendam ad un usufruttuario che ne godeva la rendita ecclesiastica o cavalleresca.
In questa zona sorgeva anticamente la commenda di S. Giovanni di Longara appartenente ai Templari, un ordine religioso/militare nato nel Medio Evo per difendere la Terra Santa ed il Santo Sepolcro dalle barbarie musulmane e saracene. Si racconta che in questa collina prima dell’era cristiana esistesse un tempio dedicato a Giove, da cui il luogo era chiamato “Monte di Giove”.

Cricoli. Viale Cricoli. Contrada di Cricoli

Zona di campagna che si estende da Viale Monte Grappa alla strada provinciale Marosticana.
Il Viale, venne denominato con delibera del Podestà 24 febbraio 1924. La vasta campagna su cui sorge Villa Trissino, era un possedimento delle badesse di San Pietro. In un atto datato 11 maggio 1123 il Monastero di San Pietro investe un certo Bellingerio figlio di un calderaio di nome Raniero “ad feudum de tercio de vignalis de Crencule.” Il toponimo Cricoli era quindi usato in tempi antichi. Il luogo, divenne famoso, quando il conte Giovan Giorgio Trissino dal Vello d’oro nel 1535 sistemò un edificio dei Badoer e secondo la tradizione durante i lavori incontrò Andrea un tajapiera “fiolo de Piero della Gondola” che chiamò Palladio. La dimora dei Trissino era sontuosa, con giardino, boschi, orti e piante. Villa Cricoli fu culla dell’Accademia Olimpica i cui soci costruirono il Teatro Olimpico. La villa ospitò il poeta Pietro Bembo, Giovanni Battista Castagna, Girolamo Fracastoro.

Giacomo Zanella poeta vicentino, nel suo poemetto Astichello, descrive villa Cricoli: «Cricoli, di fontane e di roseti – Bello un dì, sulla fertile pianura – Superbe ancor torreggiano le mura, Di pontefici asilo e di poeti; […] Tu, povero Astichel, solo sei vivo, – Tu che scorrendo e dileguando insegni- Come tutto nel mondo è fuggitivo».

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