La Toponomastica Vicentina: un viaggio nella storia tra contrade e località. Parte 5

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Campo Marzo. Campo Marxo. Campo Marzio

Il Campo Marzo anticamente veniva chiamato guisega dal tedesco niesen (prato) e gau (contrada). Nel registro dei beni comunali del 1260 il Campo Marzo è descritto come: «un terreno di 80 campi che partendo dal Retrone attuale Viale Eretenio si estende va sino alla strada per V erona basilica di San Felice e Fortunato».
A Vicenza nel 1400 “comandavano” i milanesi con Caterina Visconti tutrice di Filippo Maria duca di Milano il quale per aver ottenuto buoni servigi da Giacomo Dal Verme gli dona (regala) Campo Marzo con notevole disappunto dei vicentini i quali, il 16 giugno 1414, chiesero al podestà della Serenissima Repubblica Domenico Maria Malipiero, la restituzione di Campo Marzo.Luigi Dal Verme figlio di Giacomo restituì alla città Campo Marzo e tale restò ab aeterno.
Il campo, nei documenti, viene descritto come arativo, in parte a prato con viti, olmi, altri alberi, due case di paglia. Gli Statuti descrivono l’esistenza di acque stagnanti, ma gran parte per pascolo. Il controllo veniva esercitato da un custode comunale.

Carpaneda

Strada. Il nome deriva da un luogo piantato a carpini. In Località Ponte Alto, laterale della Statale n° 11.

Casale. Strada di Casale. Casaletto

Strada di Casale, lunghezza 5.250 metri sino a San Pietro Intrigogna. Anticamente il borgo era meno esteso, ma con la costruzione di viale Margherita e con delibera 22 luglio 1911, il percorso fu prolungato sino al confine attuale. La voce Casale significa un gruppo di case o anche fattoria di campagna. Del villaggio di Casale si ha memoria fin dai tempi antichi per il privilegio concesso alle monache di San Pietro dal vescovo di Vicenza Liudigerio. Le monache, erano le feudatarie della borgata, in cui esercitavano il diritto di mariganza, nome derivato dal termine con cui si indicavano i boschi, si occupava di giudicare i danni a boschi e terre coltivate di proprietà delle comunità del vicentino. Avevano la facoltà di eleggere i saltari, gastaldi, magazzinieri, imporre contributi, e perfino esercitare la giustizia contro prepotenze ed abusi. Nel 1286 le monache fecero ricorso al papa perché il vescovo del tempo aveva nominato un sacerdote officiante senza il loro consenso. La sede Pontificia annullò la nomina. Le badesse benedettine esercitarono per secoli il loro potere assoluto, sino alla caduta della Repubblica Serenissima quando Napoleone, in forza delle nuove leggi, soppresse molti ordini religiosi, incamerandone i beni. Le principali località del borgo risultano le Ca’ Perse e Casaletto.

Casaletto: lungo la strada di Casale si trova un oratorio del secolo XVII, quasi in rovina, intitolato a San Francesco dalla nobildonna Franceschina Surian Bragadin, moglie del capitano di Vicenza Giacomo Bragadin, nato l’11 novembre 1566 e sposato il 26 novembre 1592. Giacomo Bragadin figlio di Gerolamo e di Isabetta
Barozzi arrivò a Vicenza dopo Antonio Capello il 13 febbraio 1594, durò in carica sino al 1° marzo 1596, era podestà Gerolamo Corner. Bragadin, donò alla città di Vicenza l’arco delle scalette costruito nel 1595.


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