La Toponomastica Vicentina: un viaggio nella storia tra contrade e località. Parte 4

0
29

Casermette. Via delle Casermette
Laterale di Viale della Pace.
Quartiere costruito per i militari. Intitolata con delibera del consiglio comunale 30 gennaio 1950.
In considerazione dei benefici che una nuova caserma avrebbe portato alla città per il numeroso contingente di truppa, nel 1939 il Comune aveva iniziato con l’Amministrazione militare delle trattative per la costruzione di una caserma e nuovi alloggi per i soldati, offrendo anche gratuitamente il terreno di proprietà comunale per ben 121 mila mq. Ma per lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, nel 1941 il terreno fu occupato d’urgenza per costruirvi una caserma costituita da bassi caseggiati che venne battezzata dal popolo con il nome “casermette”. I nuovi insediamenti militari furono più tardi intitolati alla medaglia d’oro al Valor Militare Carlo Ederle. Il Comune di Vicenza per l’esproprio forzato, a distanza di anni, fu risarcito con la somma di Lire 10.852.355.

Casin. Stradella al Casino
Farmacia Cattaneo al “Casino”. Con questo nome, veniva chiamato Palazzo Braschi sul Corso, sede di una istituzione privata, chiamata Compagnia Nobile del Casin che organizzava cene, balli, intrattenimenti per soli nobili. Nel 1805, nacque un altro sodalizio tra elementi della borghesia che, acquistò un palazzo in Piazza Duomo facendo la sede della Accademia del Casino Nuovo.
La nuova società fu inaugurata nel 1808 il giorno del Corpus Domini. Nel 1825, la Nobile Società del Casino si sciolse, i soci confluirono nella più democratica Accademia.

Casone. Strada delle Casone. Anche Strada Civenna
Nei pressi di Settecà, al confine con il comune di Torri di Quartesolo. La strada era nota con il nome di Civenna, si stacca dalla Statale n. 11 e giunge ad un gruppo di fabbricati detti Le Casone. Il nome di Civenna o Civena deriva dal casato di un’antica famiglia patrizia vicentina i De Civenis che avevano un palazzo in Contrà Eretenio Palazzo Civena poi Trissino dal Vello d’oro. Tale Vincenzo Civena di Giovanni l’11 febbraio 1536 acquistò da Anna dal Borgo, un posto nel consiglio nobile di Vicenza. Nel 1623 Andrea Civena è nominato economo dell’Ospedale dei lebbrosi di San Lazzaro. Nel 1642 Gabriele donò alcune reliquie di santi alla chiesa di Santa Corona. Il nome dei Civena si è estinto.

Palazzo Civena, ora Casa di Cura Eretenia

Ca’ Impenta. Domus picta
In dialetto la Casa dipinta. Alla fine di Viale della Pace. Il nome fu attribuito con delibera del Podestà 23 agosto 1941 trae origine dall’esistenza di una villa del XV secolo con affreschi del Fasolo (lo stesso pittore di Villa Caldogno). La villa fu proprietà dei Trissino, ma per matrimonio passò agli Orsini poi Balbi-Valier e infine ai conti Muttoni. Annesso alla villa un oratorio del 1500. Dal 1833 i Balbi Valier pagarono sino al 1889 un sacerdote stabile per le funzioni religiose. Il complesso è in stato di abbandono.
Nella villa, durante la rivoluzione vicentina del 1848, aveva sede il comando austriaco del Generale Hess. «Il 10 giugno 1848 Vicenza si arrendeva, dopo strenua resistenza, alle truppe imperiali asburgiche. Nella tarda sera del giorno stesso, in villa il feldmaresciallo Radetsky riceveva la resa della città, che dopo serrata trattativa ottenne l’onore delle armi».

Campedello
In antichi documenti del 1373 “coltura Berica Santa Caterina de Campeelo”. Campeelo o piccolo campo. E’ una vasta zona di campagna alla destra del fiume Bacchiglione. Questa coltura si trova a sud della città, dopo il Borgo di Berga e villa Capra detta la Rotonda.Numerosi i nuclei abitati posti lungo la Strada della Riviera Berica: il Gallo, il Corso, Santa Croce Bigolina, Ca’ Tosate, Porciglia. Lungo la dorsale dei Colli Berici si svolsero i combattimenti della rivoluzione del X giugno 1848.

- Pubblicità -