La Toponomastica Vicentina: un viaggio nella storia tra contrade e località. Parte 3

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Bisortole

Al confine con il Comune di Arcugnano. Lunga 1500 metri.
La strada prende il nome dal colle Bisortole, altitudine 125 metri. Il luogo è ricordato per un privilegio del vescovo Vicentino Liudigerio anno 1004, per i beni concessi al Monastero di San Pietro. Nei documenti si parla di una cappella di San Michele «in Besurtole cum omni capellae monticello adiacenti». Il possesso è confermato in data 6 novembre 1235 dalla badessa Pasqua che, concedeva a Bonifacio priore della Chiesa di S. Tomaso a Santa Caterina di Berga «montem unum qui apellatur Besurtole positum in cultura […] civitatis Vincentiae […] Besortolis intus lacus». Individuata la posizione del monte Bisortole, si capisce che il Lago di Fimon circondava il colle tanto da farlo emergere dalle acque. Altre interpretazioni lo chiamano bisortus sorto dalle acque.

Bòja

È una risorgiva di Maddalene lungo la strada delle Beregane. Nel mese di ottobre del 2000, la Giunta Regionale Veneto, ha
inserito tra le bellezze naturali da proteggere, la risorgiva delle Maddalene. Il provvedimento è divenuto esecutivo dopo la pubblicazione sul Bollettino Regionale datato 28 novembre 2000. L’area, di proprietà privata, è circoscritta ad laghetto di acqua sorgiva, denominato Boja il cui nome trae origine dal gorgolio spontaneo delle polle d’acqua che risalendo in superficie esplodono. L’invaso naturale che si è formato nei secoli, va ad alimentare la Roggia Seriola, breve corso d’acqua che a sue tempo cingeva le mura di Vicenza e sfociava nel Retrone al Ponte Furo.

Brotton. Viale del Brotton

Il termine Brotton è di origine ignota a suo tempo, la località era attraversata da un acquedotto romano che partiva da Lobbia, altra testimonianza della romanità della nostra terra. Lo storico Maccà scrive che nel 1793 nella zona furono recuperati «quantità di rottami, di coppi romani dissotterrati nella contrada del Brottone». Anche il conte Egidio di Velo ci informa che al Brotton vennero trovate reliquie religiose di un tempio probabilmente dedicato a Brotonte in greco Bronton il tonante come Giove, un dio venerato ad Aquileia. La zona, a seguito della costruzione dell’aeroporto militare fu urbanizzata e modificata sino all’ingresso del campo d’aviazione. Con deliberazione del consiglio comunale del 30 gennaio 1950 la strada fu intitolata al cittadino onorario di Vicenza Arturo Ferrarin.

Busa della Contessa

Busa San Michele – Dal latino buca, fosso, fossa.
Il curioso nome dato alla stradella sita in zona Via Lamarmora è frutto della fantasia popolare ma ha una morale. Duecento anni or sono, una carrozza con nobildonna, transitava da quelle parti quando si imbatte in una processione o funerale. La contessa, invece di fermarsi impose al cocchiere di proseguire, ma i cavalli puntarono i piedi e non si mossero. La dama, indispettita ordinò all’uomo di scendere da cassetta e di tirare i cavalli per la cavezza, nello stesso momento la strada si aprì con una profonda voragine che inghiottì carrozza e cavalli. Restò per molto tempo una grande buca.


Businello. Strada Businello

Strada o contrada. Strada di Casale a sinistra prima di S. Pietro Intrigogna.
È parallela alla strada comunale della Pelosa, lunga circa 600 metri in campagna.
Il nome deriva dal rio Businello, alimentato dalla roggia Caveggiara che raccoglie le acque dei fossi della campagna. Su via Businello si affaccia la splendida villa Rubini del XVII secolo, purtroppo in stato d’abbandono. Il nobile Pompeo Rubini di origine bergamasca, aveva sposato la contessa Lucia Quinto Rubini detta Lucietta. Alla morte del conte, con testamento del 4 gennaio 1790 lasciò in eredità alla moglie Lucietta ville e terreni per donarli ai poveri della città. La nobil donna, deceduta a Vicenza il 9 luglio 1807, lasciò il cospicuo patrimonio al “Pio Ospedale degli Infermi e Poveri mendicanti” di San Valentino fuori le mura. L’ospizio si trasformò in “Casa di Ricovero e IndustriaW, rinominata “Casa di Ricovero Ottavio Trento”. I nobili Rubini di origine bergamasca, arrivarono a Venezia e Vicenza nel XIV secolo, attivi nel campo della seta. Imparentati con la famiglia di Pietro Vito Ottoboni eletto Papa il 6 ottobre 1689 con il nome di Alessandro VIII. Il 13 febbraio 1690 il papa nomina cardinale il nipote Giambattista Rubini.

Camposanto. Strada del Camposanto

Il nome della contrada traeva origine dall’esistenza tra le attuali via Cattaneo, viale Mazzini e la Rocchetta, di un luogo di sepoltura, una necropoli con un “campo delle esecuzioni di giustizia”. È confermato che nel 1801 i soldati francesi abbatterono “alcuni punti delle nostre mura, come quel tratto sopra il Camposanto della Rocchetta”. Il campo santo era stato costruito nel XVIII secolo ma fu soppresso molto presto dalla Congregazione Municipale con delibera 10 ottobre 1815 perché la zona era ricca d’acqua che “impediva la putrefazione delle salme”.


Ca’ Alte

Case Alte. Quartiere dei Ferrovieri. Intitolata con delibera consiliare 30 agosto 1961.
Il toponimo “Ca’ Alte” è antico e si trova nelle guide e mappe Napoleoniche del 1797 e 1858. Una stampa della Regia città di Vicenza del 1821 a cura dell’ing. Crivellari e del prof. Bennati, docente all’Imperial Regio Liceo e dedicata al nobil uomo Marco Antonio Pasqualigo, Ciambellano di Sua Maestà Imperiale e delegato alla provincia di Vicenza, riporta la strada Ca’ Alte, a sinistra di corso San Felice, poco prima della birreria Loggetta e, correndo parallela a sant’Agostino si inoltrava nella campagna nella zona dove nacque il quartiere dei Ferrovieri. La strada passava davanti alla villa dei conti Bertolini la cui chiesetta (ormai in rovina) fa pensare allo splendore del passato.

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