La Toponomastica Vicentina: un viaggio nella storia tra contrade e località. Parte 2

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Continuiamo la proposta del bello studio di Parolin sulla toponomastica vicentina.

“Vicenza, città bellissima, è conosciuta in tutto il mondo per le testimonianze lasciate da Andrea Palladio, dalle famiglie nobili che hanno eretto palazzi e monumenti, da benefattori illustri che hanno lasciato un’impronta secolare di bellezza da vivere, godere, leggere e ricordare.
Girando con calma per la città e periferia, registrando le tracce lasciate dai nostri avi ci rendiamo conto del patrimonio, spesso ignorato o abbandonato, che i muri, le lapidi, le insegne, i lavatoi, i capitelli, i nomi ci ricordano. Il libro Toponimi 2 è il completamento dell’opera sui nomi iniziata con la prima raccolta di lapidi indicative delle strade del centro storico.
Con questo nuovo impegno, sono andato in periferia, quasi campagna, fuori le mura, nel silenzioso ambiente campestre, ricco di memorie e di fascino antico: Strada Cul de Ola; San Pietro Intrigogna; La Caimpenta; La Carpaneda; Livelon City come la chiamava Araldo Geremia; e ancora Anconetta; Busa della Contessa, Strada dei Molini, questa è l’onomastica la scienza dei nomi che si danno alle cose, alle favole, al territorio per identificarlo, ricordarlo, consegnarlo ai posteri.
Vicenza, anche nell’ambiente campestre è ricchissima di vie, stradicciole, palazzi, case che raccontano la storia di come eravamo, le memorie antiche, che anno dopo anno rischiano di essere dimenticate o rovinate. Questa breve opera, merita di essere conosciuta e divulgata anche per consentire alla maggior parte dei vicentini un confronto con il destino riservato oggi agli stessi luoghi.”

Luciano Parolin

Abbadia. Contrada dell’Abbadia
Contrada dell’Abbadia, in frazione di Polegge sulla strada Marosticana. Il nome trae origine da un monastero di Benedettini sorto in zona attorno all’anno 1000. I frati assolsero nel medioevo un importante ruolo di bonifica agraria oltre che religioso. Dai Benedettini il monastero passò ai Lateranensi. Fu soppresso nel 1770.
L’umile chiesetta dedicata alla Vergine di “Santa Maria de Teupice o Teupisse in Episcopatu Vicentino” riconosciuta con bolla papale 1154 da Anastasio IV è la più antica
chiesa della Provincia. I pregi dell’edificio, sono costituiti dagli affreschi che (un tempo) coprivano interamente le pareti, restaurati nel 1936. I dipinti visibili sono attribuiti a pittori vicentini ed eseguiti tra il 1475 e 1480.

Arsenale. Via dell’Arsenale

La via fu intitolata con delibera del consiglio comunale il 16 settembre 1957.
Arsenale, ha il significato di “luogo dove si costruiscono, si riparano, si armano le navi da guerra. Se invece trattiamo di marina mercantile l’arsenale diventa cantiere”.L’Arsenale delle Ferrovie è uno stabilimento dove si eseguono lavori per le carrozze e i carri delle ferrovie cioè delle strade ferrate. La caratteristica del luogo dove si tengono in deposito materiali e masserizie diverse è denominata dal popolo “arsenale”. Il vocabolo assegnato dal popolo è ancora in uso.
Le officine sorsero nel 1912 per iniziativa privata, ma poi nel 1914 vennero rilevate dallo Stato. A suo tempo, prima della chiusura, tra operai e tecnici vi lavoravano
800 persone.

Bàlsego
Forma dialettale della parola Bassico con cui era chiamata una strada di campagna in quel di S. Agostino. Bassico significa un terreno basso, paludoso vicino al fiume. Papa Urbano III nel 1186 riconosceva il diritto di decima sulla città di Vicenza ai canonici del Duomo “dicitur Bassico et Valmaraniensi, Arcuniano, Pila, Deba, Longara”.

Barbarana. Strada Barbarana
Sulla provinciale Marosticana sino al Laghetto. I Barbarano erano una antica famiglia patrizia vicentina. Nel 1510, nel consiglio nobile della città aveva sei posti. Nel 1552 ottenne dalla Serenissima Repubblica il titolo di conte, sborsando la somma di 100 mila ducati per la concessione. Di questa famiglia faceva parte Francesco
Barbarano de Mironi, frate cappuccino, che scrisse “Historia ecclesiastica della Città, Territorio e Diocesi di Vicenza.” I Barbaran si                                estinsero nelle famiglie Porto, Capra e Conti.

Beregane. Strada Beregane
Strada a sinistra della Statale Pasubio.
Il nome deriva dalla famiglia dei Beregani ricchi commercianti di lana e seta iscritti alla nobiltà vicentina dall’aprile del 1649, comprando il blasone della Serenissima per centomila ducati. I nomi più noti dei Beregani sono Baldassare, nato nel 1573 e morto nel 1641, famoso per la sua generosità. Nicolò Beregan, poeta e scrittore morto nel 1713, il pronipote Nicolò filosofo e letterato che descrisse il parterre filosofico della sua Villa detta “il Moracchino”. Anche a Thiene i nobili vicentini avevano delle proprietà tra cui, costruita nel XVII secolo su progetto di A.Pizzocaro: Cà Beregane, si trova in località al Santo di Thiene.

Berga. Borgo Berga
Antico nome di Vicenza. Berg in tedesco significa monte. Città posta ai piedi del Monte Berico. Il toponimo è ormai sparito nel linguaggio comune, anche le biciclette Berga non si costruiscono più. Il Borgo Berga ora Contra’ Santa Caterina, è conosciuto solo per il Tribunale.

Bertesina. Strada Comunale di Bertesina
Strada comunale Bertesinella.
Il nome è composto dalla parola braio, terreno basso sotto al livello, un fiume il Tesina, braio della Tesina, Braytesena, infine Bertesina. Nel 1068 un Vescovo vicentino, Liudigerio, concedeva al Monastero di San Pietro un terreno “in dicitur Braido”. Nel 1206 Papa Urbano III riconosce il territorio citato come Ecclesia duae de Braitesena la quale, verso il 1800, assume una certa importanza per l’erezione a parrocchia del 1806 con il titolo di San Cristoforo.

foto di lindor

Biade. Piazza Biade

Piazza al di là delle due colonne, leone di San Marco, il Redentore. Lunga 84 metri.
Sin dal XIII secolo si svolgeva il mercato del grano, dei cereali, delle sementi cioè delle biade.
Esisteva nella piazza una grande casa merlata e altre magazzini per il sale e anche per il vino.
Il Barbarano parlando della Chiesa dei Servi scrive: «dinanzi a questa chiesa è la piazza del vino, quale per ingrandire l’anno 1481 fu spianata una gran casa, nella qual si vendeva il sale».

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