La Contemporary Pole, intervista a Rosanne Marshall

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Con Rosanne Marshall di School of Art® alla scoperta della Contemporary Pole

Canadese di nascita, ma in Italia da ormai dieci anni, dove si è anche laureata all’Università di Parma, Rosanne Marshall è la punta di diamante della Contemporary Pole scaligera. Terza quest’anno a Firenze ed a Zagabria, dove ha vinto per due anni consecutivi il premio Best Art, attualmente Rosie insegna a School of Art®, importante centro sportivo di Colognola ai Colli, nell’est veronese: con lei abbiamo parlato della Contemporary Pole, una delle numerose varianti della Pole dance, per scoprire similitudini e differenze di questa disciplina dalla grande vocazione danzereccia.

Rosie, cos’è la Contemporary Pole?

Ognuno avrà una propria interpretazione diversa, quindi ti spiego quello che significa per me: pratico danza da quasi tutta la vita, classica, hip hop, contemporary… La voglia di muovermi a tempo di musica ce l’ho da sempre nel sangue e, così, da quando ho iniziato a praticare la Pole dance ho cominciato quasi immediatamente ad unire le due cose, facendo quello che per me è Contemporary pole.

Quindi, in cosa consiste per te la Contemporary pole?

Questo tipo di danza è molto soggettivo, ma per me significa esprimersi attraverso movimenti in armonia con la musica. Movimenti che possono essere caratterizzati da trick, difficili o facili, o solo da movimenti di transizione, su palo dinamico o statico. Possono, inoltre, essere effettuati in alto sul palo, senza mai toccare il pavimento, in basso sul palo, senza mai salire, o possono anche essere sviluppati attorno al palo con passi di danza ballati con qualsiasi stile.

Forza, elasticità, eleganza, fantasia, interpretazione… quali sono le caratteristiche più importanti nella pratica della Contemporary Pole?

Quello che per me conta di più è essere in armonia con la musica, come se la canzone ed il ballo fossero fatti l’uno per altro: questo si raggiunge seguendo il ritmo, lo stile, le parole o, addirittura, abbandonando completamente qualsiasi ‘regola’ legata al mondo della danza… l’importante è proprio il lasciare alla musica di ‘dirti’ cosa fare.

Come nascono le tue coreografie?

Per me tutto inizia dalla canzone: non riesco a creare una coreografia senza avere avuto una qualche ispirazione da una canzone. Se devo creare una coreografia per una lezione, l’ispirazione può essere anche minima, però per una coreografia che voglio portare ad un’esibizione importante come potrebbe essere una gara, l’ispirazione deve essere forte, e non posso andare a ricercarla, deve quasi ‘chiamarmi’ lei…

Quali gare ci sono in Italia, per gli amanti della Contemporary Pole?

Per quanto riguarda le competizioni in Italia, direi il Pole Art Italy, il Pole Theatre Italy, il Pole Hearth ed il Soul on Pole, tutte e tre gare che puntano sul lato artistico della Pole invece che su quello più prettamente sportivo e dove hanno molta più importanza la ‘storia’ e l’interpretazione della musica, rispetto ai trick.

Ci suggerisci il profilo di qualche atleta di Contemporary Pole da seguire?

A me piacciono molto Marlo Fisken, Olga Trifonova, Yvonne Smink, Dimitri Staev, Lorenza Perrone, Nadia Sharif e Kira Noire.