In viaggio tra le stelle con il nuovo MarSEC di Marana a Crespadoro. Intervista a Carlo Negri

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Il MarSEC di Marana, ovvero l’osservatorio astronomico di proprietà del Comune di Crespadoro, ristrutturato, ampliato, riaperto e inaugurato lo scorso 18 settembre sta facendo viaggiare grandi e piccini tra stelle e pianeti. La struttura, unica in Italia, sta facendo il boom di presenze, grazie all’importanza degli eventi organizzati e delle mostre allestite al suo interno.

Siamo unici in Italia perché, oltre ad essere stati inseriti nel circuito mondiale della NASA Museum Alliance per l’importanza delle mostre allestite (vi sono solo altri 5 punti NASA Museum Alliance in Italia), l’unicità mondiale è data proprio dal fatto che abbiamo il cielo di sopra ma sotto di noi anche la terra e i suoi segreti” spiega Carlo Negri, uno dei fondatori dell’osservatorio con incarico di Vicepresidente dell’associazione MarSEC. I lavori di ampliamento e restauro sono stati possibili grazie ai fondi Odi, fondi per i comuni di confine con il Trentino, a seguito di un concorso del 2011.

Il Comune di Crespadoro ha voluto realizzare una struttura davvero importante per la scienza, la ricerca scientifica e la divulgazione” continua Carlo Negri.

Quali funzioni ha la struttura e quali servizi offre?

I servizi offerti al pubblico sono molteplici. Si parte dal planetario che ha una doppia valenza: il primo fattore è la proiezione di filmati didattici in full-dome ad alta definizione, mentre il secondo è la possibilità di proiettare un cielo artificiale digitale, quindi un vero e proprio strumento astronomico, dove imparare a riconoscere il cielo e le sue meraviglie. In caso di cattivo tempo anziché posare l’occhio al telescopio ci si può sdraiare comodamente nelle poltrone reclinate dell’arena ad anfiteatro del modernissimo design del planetario. Le visite alle mostre del Museo dell’Astronautica, intitolato a Rocco Petrone (italiano e responsabile del progetto Apollo della Nasa). Le Osservazioni al telescopio e percorsi didattici astronomici, geologici e speleologici (con telecamere attrezzate dentro le grotte e manovrabili dai visitatori). E tante altre occasioni extra per poter visitare tutta la struttura, che merita davvero una paio d’ore per poter essere visitata con sufficienza. Nella cupola dove si farà ricerca astronomica, saranno inoltre addestrati alcuni ragazzi nell’ambito dell’alternanza Scuola-Lavoro in collaborazione con gli istituti di istruzione superiore del territorio. Spettacolo, divertimento e cultura sotto varie forme, per tutte le classi sociali e per tutte le età.

Prima del restauro la struttura veniva utilizzata dai soli astrofili? Adesso cosa è cambiato?

No, precedentemente riuscivamo a gestire 3500 persone all’anno, ma con la nuova struttura pensiamo di portare le visite a 10mila persone all’anno. In ogni caso ora siamo in grado di offrire moltissimi servizi in più e la struttura non sarà più gestita da semplici “astrofili” ma da personale specializzato in vari campi dell’astronomia e dell’astronautica. Sicuramente non professionisti, ma certamente pieni di passione ed entusiasmo. Anche gli orari di apertura saranno maggiormente disponibili anche a scuole (ad esempio con aperture al mattino) e a gruppi privati che possono prenotare una visita riservata esclusiva”.

Che tipo di eventi organizzate? Con quale scadenza? Sono eventi per grandi e piccini?

Di eventi ne abbiamo davvero per tutte le età, per diverse culture, per diversa tipologia di intervento. Partiamo dalle aperture del planetario, previste un paio di volte al mese di venerdì sera (seguite da osservazioni al telescopio) e tutte le domeniche pomeriggio (divise su tre fasce orarie). Consigliamo vivamente di fare la prenotazione dal sito www.marsec.org alla pagina “prenotazione eventi” per non rimanere senza posto. Poi abbiamo gli eventi speciali, dedicati a particolari fenomeni celesti, quali possono essere apparizioni di comete, cadute di sciami meteorici (stelle cadenti), notti della Luna, osservazione dei pianeti meglio visibili in alcuni periodi dell’anno, ed altri eventi temporanei o ripetibili nel corso degli anni. Abbiamo in previsione anche meeting nazionali ed internazionali, presentazioni e conferenze di personaggi di alto livello scientifico, autori di libri, ecc. Nel corso delle notti estive dal prossimo anno organizzeremo anche eventi quali spettacoli teatrali e concerti di vario genere. Insomma ce n’è per tutti i gusti”.

Come e quando è nato il primo osservatorio? Qual’è la sua storia?

L’associazione nacque nel 1999 e il 19 ottobre compirà esattamente 20 anni. Nei primi anni del 2000 cercavamo alloggio prima come sede poi con osservatorio. Avevamo trovato una prima sede al DAM Marzotto di Valdagno, ospiti di Fotoricerca. Abbiamo in seguito trovato appoggio presso il Comune di Crespadoro, dove l’allora sindaco Giampietro Dalla Costa ci offrì immediatamente ascolto e trovò in seguito le soluzioni alloggiative con un primo stralcio di lavori conclusi nel 2005. Nasceva così il primo osservatorio astronomico dell’allora associazione “Cieli Perduti”, una ventina di appassionati, che trasferì la propria sede presso la piccola struttura. Nel 2008 venne inaugurato un secondo stralcio con la costruzione di una sala per conferenze (30 posti a sedere) e servizi annessi. Cominciava così anche la divulgazione al pubblico, che vedeva in quegli anni circa 3500 persone in visita (scuole, famiglie, gruppi di amici, ecc.). Il grande salto avvenne nel 2011 con un bando di assegnazione dei fondi “ODI” provenienti dal Trentino Alto Adige. La costruzione, innovativa dal punto di vista del territorio, prevedeva la costruzione di: una seconda cupola da destinare al pubblico (mentre la prima resterà di esclusiva competenza della ricerca astronomica); un planetario digitale da ben 7,5 metri di diametro (superficie di proiezione da 88 mq); un Museo dell’Astronautica (allestito ora solo con due mostre di cui una unica in Europa!); una sala conferenze da 60/80 posti attrezzata con videosistemi e in grado di trasmettere in diretta streaming su nostri canali web; ed alcune altre chicche, tra cui la scoperta di cavità sotterranee che ci hanno fatto modificare il progetto istituendo anche dei percorsi didattici geologici, speleologici e paleontologici, in collaborazione di musei ed altri Istituti della zona. Con la nuova struttura anche l’associazione cambia il nome trasformandosi in associazione MarSEC (Marana Space Explorer Center). Durante i lavori di modifica ed ampliamento, constatando la disponibilità degli strumenti causata dall’assenza del pubblico per l’apertura del cantiere, alcuni soci si dedicano alla ricerca scientifica e portano alla conferma di ben 19 nuove scoperte nell’ambito dello studio delle stelle variabili. Alle 19 stelle viene assegnato il nome di “MarsecV1” , V2 ….. fino a V19”.

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