I consigli di lettura “incisi” da Mauro Maruzzo: “La signorina Felicita – ovvero la felicità” di Guido Gozzano

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I consigli di lettura “incisi” da Mauro Maruzzo:
I consigli di lettura “incisi” da Mauro Maruzzo: "La signorina Felicita - ovvero la felicità" di Guido Gozzano
Da due mesi siamo tutti confinati in casa in attesa di un segnale che ci annunci che possiamo riappropriarci delle nostre abitudini, della nostra vita…
In questo periodo percepiamo con tristezza la mancanza di quelle piccole cose, anche banali, a cui prima non davamo importanza, forse in quanto scontate.
Personalmente mi interrogo sul significato di “felicità” e, nel farlo, mi è tornato alla mente un sonetto di Guido Gozzano, poeta crepuscolare vissuto nei primi  del novecento e purtroppo morto di tisi a poco più di trent’anni.
Si tratta de “La signorina Felicita – ovvero la felicità“, un brano che di solito ti fanno studiare a scuola nell’età meno adatta per apprezzarlo.
I consigli di lettura “incisi” da Mauro Maruzzo: "La signorina Felicita - ovvero la felicità" di Guido Gozzano
I consigli di lettura “incisi” da Mauro Maruzzo: “La signorina Felicita – ovvero la felicità” di Guido Gozzano
Sono tre i momenti del sonetto di Gozzano, che ho tentato di tradurre in immagini:

L’inizio, quando affiorano i ricordi; a metà percorso, con la malinconica consapevolezza di ciò che il destino ci riserverà, ma che anche un semplice sorriso può dissipare ridandoci la voglia di vivere; infine il distacco con le sue promesse vane, che ci conferma che, in fondo e per non deludere, stiamo recitando non una parte che non ci appartiene, ma quella a cui non possiamo, né vogliamo sottrarci.

A chi legge consiglio vivamente di cercare il testo completo in rete (qui per voi, ndr) e di leggerlo e lascio a ognuno il proprio personale sentire al riguardo.
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Mauro Maruzzo
Sono nato a Vicenza il 20 aprile 1957, dove vivo attualmente con la mia compagna. Perito industriale, ho frequentato per un breve periodo la facoltà di ingegneria a Padova, staccandomi presto da essa per motivi famigliari. Non ho mai potuto iscrivermi ne’ a un liceo artistico, ne’ a un’Accademia, perché mio padre, pur essendo un raffinato incisore, non ha mai voluto; egli sosteneva che “con l’arte si muore di fame! “. In seguito dovette ricredersi, ma ormai il mio percorso scolastico era terminato. Ho frequentato tuttavia La Soffitta di Otello De Maria per dieci anni e mi è stato utilissimo! Dal 1979 al 1989 sono stato impiegato di concetto all’ufficio Acquisti della Legatoria Olivotto. Dal 1989 al 2003 : titolare di una bottega orafa con nove dipendenti. Dal 2003 al 2009 : titolare di una ditta commerciale che lavorava con la Germania e al tempo stesso agente di commercio per delle aziende meccaniche italiane. Dal 2009 a novembre del 2019 ho lavorato come agente di commercio, prima per Publiepolis (meno di un anno)a Verona) e poi per Publiadige a Vicenza, dove dal 2016 al 2018 ho coordinato la vendita di pubblicità per il settimanale Bis de Il Giornale di Vicenza. Piccolo inciso: Per un anno, nel 2015, ho lavorato per la Elmo & Montegrappa di Bassano come incisore.