De Bernardini Giocattoli: compie il suo primo secolo una delle attività simbolo della città

L'intervista: la semplicità e la passione di una famiglia che da quattro generazioni si occupa del negozio in piazza delle Erbe

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Nato nel 1921, il negozio di giocattoli De Bernardini è da un secolo punto di riferimento essenziale di varie generazioni di bambini ed adulti. In pieno centro storico, in piazza delle Erbe, De Bernardini testimonia la passione e l’amore di una famiglia per il proprio lavoro.
Incontriamo Gian Pietro De Bernardini, attuale titolare del negozio e nipote del fondatore, Giuseppe De Bernardini, che ci racconta che cosa negli anni ha reso unico questo luogo di Vicenza.

“Quando è nato il negozio, Piazza delle Erbe era il centro commerciale più importante, e il nonno (Giuseppe De Bernardini), che arrivava da Arzignano, decise di aprire qui la sua attività. L’idea fu subito quella di vendere articoli di uso domestico, quotidiano. Nonno Giuseppe arrivava alle 5 di mattina in piazza delle Erbe per vendere gli articoli casalinghi, perchè i contadini e i venditori arrivavano a quell’ora per iniziare a preparare il mercato. Alcuni di questi prodotti venivano fabbricati a mano da mio nonno, come ad esempio il “tamiso”, il setaccio, di cui abbiamo ancora le forme originali, ed anche i primi giocattoli venivano auto-costruiti.”

Il mercato di Piazza delle Erbe negli anni 20

Il negozio ha sempre cercato di adattarsi alle varie esigenze dell’epoca. Mantenendo la logica di vendere sempre quello che serviva, dopo la guerra vennero introdotti più articoli legati alla prima infanzia, come ad esempio le carrozzine: “arrivavano con il camion rimorchio fino in piazza delle erbe a scaricarle”, ci dice il signor Gian Pietro ricordando i racconti del nonno.
“Nel periodo del dopoguerra in basilica si facevano le fiere di articoli domestici, e De Bernardini era presente con i suoi prodotti”.

Esposizione della sezione dedicata a De Bernardini durante la fiera del 1964 in Basilica Palladiana. Foto De Bernardini

Pensando di espandersi, ad un certo punto lo spazio in Piazza delle Erbe non bastava più, e si è deciso di affittare uno spazio molto più ampio in Viale Verona (nel quale il negozio è rimasto dal 2002 al 2016), in modo da offrire il più possibile, anche in termini quantitativi. In seguito si sono dovute fare delle scelte, o espandersi aprendo altri punti vendita e puntare sulla quantità, oppure ridimensionarsi e puntare sulla qualità, mantenere le caratteristiche storiche del negozio, a conduzione famigliare, senza dipendenti. Ritornando in centro, De Bernardini ha deciso di concentrarsi solamente sui giocattoli e il modellismo.

Ci racconta ancora il signor Gian Pietro: “Io sono nato e cresciuto qui dentro, a 10 anni durante il Natale, vendevo i giochi da tavolo in negozio, dando una mano a mio padre, ed ora i miei figli fanno lo stesso. Di attività, qui in centro come altrove, ne sono passate tante nel corso degli anni: tante hanno aperto e dopo qualche tempo, chiuso. Noi siamo rimasti: sia per la passione che abbiamo come famiglia nel fare questo lavoro e sia perchè forse non siamo troppo malvagi” dice scherzosamente il signor Gian Pietro, “altrimenti i clienti ci avrebbero già stroncati, decidendo loro la sorte dei commercianti. In tutti questi anni abbiamo sempre scelto prodotti di qualità, di un certo livello, non “da bancarella”, per il piacere di acquistare articoli che prima di tutto piacciano al commerciante”.

In altre parole, il commerciante esegue una buona cernita: “alcuni giocattoli si decidono di non acquistare se non incontrano il nostro gusto, in modo da caratterizzare l’offerta”. Non acquistiamo tutto solo perchè “va di moda” al momento, ma ci teniamo a vendere articoli che seguano un certo senso estetico”. E per far questo, ci dice De Bernardini, “ci vuole anima”, qualcosa di molto difficile da avere, di questi tempi.

E negli ultimi anni? Negli ultimi anni il commercio online è andato via via intensificandosi, ma De Bernardini Giocattoli è sempre riuscito a resistere a testa alta, benché le situazioni non siano state sempre semplici, a maggior ragione da Marzo scorso, con l’avvio del primo lockdown.

Il Negozio De Bernardini in fondo a destra in una foto degli anni 20. Foto del Centro Fotografico Vajenti Vienza.

“La stranezza del periodo successivo al primo lockdown è stata che tanta gente è tornata ad acquistare i giocattoli in negozio, anche clienti che da anni non lo frequentavano più. Si notava la ricerca, la voglia di un contatto umano. Il bisogno di relazionarsi. Anche i bambini stessi hanno voglia di passare in negozio, farsi il giretto tra gli scaffali.”
De Bernardini non è solo un luogo di vendite, ma anche di aggregazione: “Quando c’era la possibilità, si organizzavano varie attività dentro e fuori il negozio: dalle lezioni di yoga per i più piccoli a momenti ricreativi in cui i bambini potessero giocare sul piazzare antistante il negozio, dove noi mettevamo a disposizione i giochi.”
Ma come si immagina il futuro De Bernardini Giocattoli? “I numeri dicono che il mercato continuerà sull’online, ma secondo me non siamo creature da online”, afferma il titolare, “come quando avevano predetto che i libri cartacei sarebbero morti, poi non è stato proprio così, perchè piace avere il contatto fisico con le pagine. Allo stesso modo piace alle persone avere un contatto fisico con il gioco, quando si è decisi a fare un acquisto, e l’online non permette di comprendere a fondo le caratteristiche del prodotto. Anche nell’acquistare un prodotto, risulta scomodo per noi venditori comprenderne le caratteristiche attraverso i cataloghi online dei rappresentanti. Preferiamo andare alle fiere, quando c’è la possibilità, per toccare con mano gli articoli, valutarli”.
Valutarli con l’esperienza, il gusto e la passione di chi da quattro generazioni si dedica a questa attività. Semplicità, competenza ed anima, queste le parole chiave quando si parla di De Bernardini Giocattoli.

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