Bassano, Taverna Maderna presenta: RITMØ3 al teatro Remondini

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Domenica 1 Dicembre 2019, ore 18:00 la neonata associazione Taverna Maderna presenta la band RITMØ3 al Ridotto Teatro Remondini Via SS. Trinità, Bassano del Grappa (VI).

Programma

– Giorgio Battistelli, Trama

– Mark Applebaum, Aphasia

– Simone Tessari, Capeo col frontìn

– Thierry de May, Table music

– Mark Applebaum, Echolalia

– Leonardo Mezzalira, Proclama

– Alberto Anhaus, Ars Interpretation

Ingresso ad offerta libera. A seguire aperitivo

Tre giovani percussionisti. Uno strumentario che comprende tamburi, piatti, grancassa ma anche un trapano, una macchina da scrivere, un mazzo di carote. E poi luci, scene, suoni elettronici elaborati dal vivo. Questi gli ingredienti del concerto che si terrà Domenica 1 Dicembre 2019 alle 18.00 al Ridotto del Teatro Remondini di Bassano del Grappa. Un evento che viene proposto in due date, a Padova il 30 novembre e a Bassano il 1 dicembre e segna l’inizio delle attività di «Taverna Maderna», nuova associazione con sede a Padova che riunisce giovani compositori, interpreti e musicologi provenienti dal Vicentino e dal Padovano e si propone di portare nella zona le migliori espressioni della musica di ricerca degli ultimissimi anni.

Ad esibirsi saranno Andrea Zamengo, Alberto Anhaus ed Emanuel Bollotto ovvero RITMØ3: tre musicisti mossi dal desiderio di esplorare il repertorio più recente. E anche di familiarizzarsi con fonti sonore inconsuete, come quelle su cui si basa il brano Echolalia del compositore americano Mark Applebaum, durante il quale l’interprete deve, fra l’altro, rompere un bicchiere, bere uno strano liquido colorato e segare un’asse di legno – quasi si trattasse di «convenzioni musicali di qualche cultura aliena». Il tutto con elaborazione elettronica dal vivo, che sarà curata da Matteo Polato.

Ed è proprio il valore performativo o teatrale che fa da filo conduttore dell’intero spettacolo, da Trama di Giorgio Battistelli – in cui il percussionista è chiamato a impersonare un mago ciarlatano che tenta di incantare il pubblico con trucchi e incantesimi da pochi soldi – a Table Music di Thierry de Mey, in cui i tre musicisti sono seduti a un tavolo e ne suonano la superficie secondo uno schema ritmico molto complesso, passando per Aphasia dello stesso Applebaum in cui l’interprete non produce alcun suono ma si muove alla rincorsa dei suoni elettronici trasmessi dagli altoparlanti.

Un’abilità simile è richiesta anche dai due brani composti per l’occasione che verranno eseguit accanto a quelli di repertorio. Proclama di Leonardo Mezzalira, infatti, vede sul palco un musicista armato solo di un tamburo e intento a sciorinare un testo che, anche quando risulta effettivamente udibile, risulta quasi incomprensibile, mentre Ars interpretation dello stesso Alberto Anhaus mette in scena e reinterpreta artisticamente il processo di apprendimento di un musicista incaricato di interpretare un brano. Ispirato ai nuovi linguaggi della popular music, e in particolare alla trap italiana è infine Capeo col frontìn di Simone Tessari, giovane eclettico compositore padovano. Un programma, nel complesso, movimentato e variopinto, al termine del quale il pubblico verrà invitato a fermarsi per un piccolo aperitivo con gli artisti e gli organizzatori.

PROFILI MUSICISTI

Alberto Anhaus ha studiato con Fabio Dalla Vedova e Alessandro Zucchi e poi presso il Conservatorio Pollini sotto guida del M° Massimo Pastore; ha inoltre studiato presso l’accademia di Cracovia con Jan Pilch. Ha collaborato con orchestre e gruppi da camera come: Art Percussion ensemble, Orchestra di Padova e del Veneto, SAMPL, Ex Novo Ensemble, Orchestra del Cinema muto di Pordenone, RITMØ3 e con artisti come: Alvin Curran, Makoto Nakura, Nahel Al Halabi, Bernhard Wulff, Emmanuel Séjourné. Nel luglio 2019 ha concluso il suo percorso di primo livello presso il Conservatorio Pollini di Padova con la votazione di 110/110.

Emanuel Bollotto, diplomatosi al liceo musicale, frequenta l’ultimo anno del triennio di percussioni al conservatorio di Padova. Collabora e ha collaborato l’Art percussion ensamble, progetto SAMPL, amici della musica di Padova, Crchestra Civica di Fiati di Padova, Orchestra del Cinema Muto di Pordenone ed altre formazioni orchestrali. Parallelamente si dedica allo studio della batteria suonando in varie formazioni e gruppi di musica leggera, con cui si esibisce in vari locali, festival e teatri. Da due anni attivo nell’insegnamento ad indirizzo bandistico.

Andrea Zamengo ha studiato con Alessandro Zucchi e poi al Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova con Massimo Pastore, entrando subito nell’“Art Percussion Ensemble” con il quale si è esibito a Padova, Torino, Brno, Bjelovar. Ha partecipato a masterclass con Alvin Curran, Nahel Al Halabi, Bernhard Wulff, Simone Beneventi, Simone Rubino, Nebojša Jovan Zivković, Katarzyna Mycka, Emmanuel Séjourné, David Panzl. Nell’anno accademico 2017-2018 ha studiato a Copenaghen presso la “Royal Danish Academy of Music” con Gert Mortensen. Ha suonato in altre orchestre italiane: Orchestra da camera “Giacomo Facco, musico veneto”, “Nova Symphonia Patavina”, Civica Orchestra di Fiati di Padova e Young Solidarity Orchestra. Nel luglio del 2019 ha terminato il percorso triennale al Conservatorio laureandosi con voto 110 e Lode.

Matteo Polato ha composto numerosi brani di musica acusmatica e per strumenti e live electronics che sono stati eseguiti in diversi festival (XXI CIM Cagliari, Diffrazioni Festival Florence, SaMPL living lab Padova, Impuls festival Graz, NYCEMF New York, Helicotrema Venice,VERV Venice, Re-Sound Padova e altri). Si è esibito nel corso di performance in diversi contesti come la Biennale di Architettura di Venezia, Galleria Nazionale (Roma), European Cultural Centre (Venezia), Vortex club (London), Storung Festival (Barcellona), Liverpool international festival of Psychedelia, Dal Verme (Roma). I suoi lavori sono stati trasmessi da radio come BBC 6, RAI 3, Resonance FM, radio Corax, Rava Vavàra. Come Yami Kurae (con Jacopo Bortolussi) sta realizzando musiche per film giappnesi quali “Nigorie” (Oku Shutaru, 2018) e “Our Escape” (Nobuteru Uchida, 2017), e per performance di teatro No (al Tokyo Metropolitan theatre), e anche per videogames (Paranoid, MadMind Studio). È anche attivo nel campo dell’improvvisazione libera e del rock sperimentale, ambito in cui ha inciso diversi CD con diverse etichette italiane e straniere (A silent place records, Boring Machines, Rocket Recordings, Crucial Blast) ottenendo recensioni da Simon Reynolds, The Wire, The Quietus, London Times e altri. È stato membro della giuria per l’open call dell’edizione 2018 di Helicotrema Festival.

CHI È TAVERNA MADERNA

Il nome Taverna Maderna fa riferimento a Bruno Maderna, compositore fra i più importanti e versatili del mondo della musica contemporanea, di cui nel 2020 ricorreranno cent’anni dalla nascita. L’abbiamo preso come punto di riferimento perché è stato un grande innovatore che però non si è mai isolato, si è proposto sulla scena con una grande apertura e joie de vivre e si è cimentato anche in linguaggi come il cinema e la radio. Taverna, invece, perché vogliamo essere un punto di incontro e di scambio fra musicisti e appassionati della nuova musica, anche al di là del contesto classico della sala da concerto.

Taverna Maderna è un luogo di incontro, scambio e condivisione fra tutti e tutte coloro che seguono, compongono, suonano, studiano e ascoltano la musica di oggi. Un’idea che è maturata nel corso degli anni dalla scoperta e dall’ascolto della nuova musica, della musica di ricerca, della musica e dell’arte sonora che parla del tempo presente. Musica che vuol essere espressione della personalità di chi la crea, ma anche opera collettiva di rispecchiamento e indagine della realtà, processo intenso che interagisce con il presente e lo trasforma. Perché, come ha detto Luciano Berio, le idee capaci di manipolare i suoni «sono fatte della stessa pasta delle idee che muovono il mondo».

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