Angelina, la nonna delle mascherine: «Ne ho cucite più di 3.000 per la comunità di Tavernelle»

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Le nere sono le più gettonate. D’altronde «el nero sta ben con tuto». Poi ci sono quelle con i fiori per le più romantiche, le marroni per i mariti, le “ a pois” per le trendy e i fenicotteri per le sbarazzine. «Con 70 cmq di stoffa ne faccio nove, ormai ho preso le misure». Angelina Marin, 87 anni, a Tavernelle è la signora delle mascherine. Ti serve una mascherina? Ci pensa questa vispa bisnonna, sarta esperta, dalle mani svelte e capaci. «Cucio da quando ho 11 anni – racconta -. Ho lavorato in una boutique per uomo a Montecchio Maggiore, poi quando ho avuto i tre figli ho cominciato a confezionare pantaloni a casa. Di giorno bimbi, casa e marito, di notte stoffe, ago e filo» racconta nel salotto di una villetta con il giardino con l’altalena per i più piccoli. «Dall’inizio del lockdown ne ho confezionate più di 3.000 – dice – lavorando giorno e notte. Un medico ha spiegato alla tv come si fanno, e mi sono messa a cucirle per la mia famiglia e i vicini. Poi un giorno mi arriva la telefonata del nostro parroco, don Emanuele Cuccarollo: “Puoi mica farle per la chiesa?” “Va ben” ho risposto. Non mi sono più fermata. Per tre mesi, da marzo a maggio, ne andavano via 30-35 al giorno. Passava una volontaria a prenderle a casa, le metteva in un cesto, a disposizione, in chiesa. Poi un po’ di calo, adesso hanno ricominciato a chiedermele. Sto coronavirus ghe xe ancora». I nipoti, entusiasti, ci hanno messo del loro facendo pubblicità: «Belle vero? Le fa mia nonna».

Angelina sceglie e compra la stoffa. Il segreto è farle di cotone al 100%: «Quelle estive sono più leggere, rigorosamente con la bustina per inserire – se si vuole – il filtro. Uso la carta da forno che macchino all’interno. Ma adesso fa troppo caldo» spiega. Le ultime che ha preparato sono a forma di rombo e hanno il gancetto per far aderire bene la stoffa al naso. «Lo inserisco all’interno, ma si può anche mettere sopra». Dettagli da esperta. Le penultime avevano pentagramma e note musicali. «Sono per il coro. Ne ho cucite 29. L’idea è della volontaria Flavia che le ha viste e mi ha detto: queste sono perfette per chi canta e per i musicisti». Detto, fatto. Angelina si muove con il deambulatore dopo un’operazione alla gamba. «Poco male – dice -, vado in chiesa in carrozzina, mi accompagna mio marito. Non mi fido, se casco son guai». Il 27 agosto festeggerà 65 anni di matrimonio. In chiesa, al supermercato, tutti indossano le sue mascherine, ma a lei non piace apparire. «I ragazzi del coro mi hanno regalato una bellissima pianta, che decora il centrotavola. Ma, go dito che non voio ninte. Se volete fare qualcosa, fate un’offerta in chiesa».

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