“Prof” Federica Monaco conquista Vicenza, la leonessa calabrese della VelcoFin: “sogno di riportarla in A1”

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Federica Monaco è da due anni a Vicenza e ha già conquistato tutti: tifosi, squadra, piccoli cestisti e genitori. Merito di un carattere solare e di un temperamento sul parquet che ogni allenatore non può che apprezzare.

L’unica cosa che non è riuscita a cambiare è il clima metereologico della città, ma a quello ci si abitua… Tutta un’altra cosa, però, rispetto a quello calabrese di Cosenza, la sua città d’origine; o di Palermo, l’ultima città di A2 dove ha giocato nella sua carriera prima dell’approdo in maglia biancorossa.

“Non so ancora se resterò qui anche il prossimo anno – racconta Monaco alla ripresa degli allenamenti di fine stagione – di certo finora è stata un’esperienza positiva. Quest’anno abbiamo raggiunto l’obbiettivo della salvezza e alla mia stagione personale do un 6/7 di voto”.

“All’inizio con coach Aldo Corno non è stato semplice – continua Federica – ma ogni allenamento l’ho preso come una partita da quando c’è lui, facendo grandi passi in avanti. Sono sempre stata pronta a fare sacrifici per questa società, ormai mi sono attaccata molto a questa maglia”.

Vicenza punto di approdo per una cestista che ha iniziato con la palla a spicchi nel profondo Sud, giocando contro i maschi dall’età di 7-8 anni:

“I miei compagni avevano l’ansia di giocare contro di me – ricorda la numero 6 biancorossa – così il mio primo allenatore a minibasket mi ha soprannominato Lion, perché… stava arrivando il leone!“.

Un soprannome che le è rimasto ancora oggi: una leonessa che sogna di riuscire a “riportare in A1 questa società, dove merita di stare per la sua storia. C’è bisogno però di nuove energie e il coinvolgimento di tutti“.

Un sogno come quello di diventare professoressa di educazione fisica, per lei laureata in Scienze Motorie e con diversi Master conseguiti. Per ora insegna minibasket ai bambini dello Sporteam e sarò uno degli animatori di punta nei prossimi Centri estivi comunali.

Le mamme con le quali abbiamo parlato nei mesi scorsi sono entusiaste di lei.

Di persone così ce ne vorrebbero molte di più, nel basket come nella vita.

(l’immagine sopra è del fotografo ufficiale VelcoFin, sotto una carrellata del nostro Andrea Targon)

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