Dall’Atlantico all’Adriatico: avventura in solitaria della ciclista vicentina Laura Ceccon

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2700 km e 48.000 metri di dislivello positivo in soli 17 giorni, senza alcun supporto esterno

Dopo aver attraversato i Pirenei in mountain bike la scorsa estate, l’ultraciclista vicentina Laura Ceccon del Carisma Team ha voluto quest’anno allungare il tiro unendo l’Oceano Atlantico al Mar Adriatico, questa volta in sella ad una bici da strada. Sempre in solitaria, sempre senza alcun supporto esterno, sempre in modalità “bikepacking”, è partita il 4 agosto da Santander in Spagna ed è arrivata a Venezia il 21 dello stesso mese, percorrendo 4 diverse nazioni in 17 giorni 2700 km con 48.000 metri di dislivello. Non ha, infatti, scelto la via più breve né quella più pianeggiante ma ha puntato verso le montagne e alcuni tra i Passi più mitici dei Pirenei e delle Alpi francesi, svizzere e italiane, sino alle Dolomiti, spesso oltrepassando i 2000 metri di altitudine sino a toccare quasi i 2800.

Col de Ausbrique, Col de Tourmalet, Col d’Izoard, Col de Galibier, Col de l’Iseran, Piccolo e Gran San Bernardo, Furkapass, Julierpass, Passo del Bernina, Passo dello Stelvio, Passo Sella, Passo Falzarego… solo per citare alcune delle oltre 30 sommità conquistate unicamente con le sue forze, nonostante i suoi 57 anni e la bici carica di tutto il bagaglio.

“L’ho chiamata ‘TransPAD’, ossia TransPyreneesAlpsDolomites, anche perché la mia intenzione iniziale – ci spiega – era quella di unire i Pirenei alle Dolomiti, che sono le mie catene montuose preferite, ma visto che c’ero ho anche collegato i due mari, l’Atlantico e l’Adriatico”. Per far questo Laura ha predisposto autonomamente il percorso da seguire, seppur senza definire tappe precise ma decidendo giorno per giorno il da farsi, in base alla situazione meteo, alle proprie forze e alle opportunità offerte dal territorio. “Ho cercato di evitare per quanto possibile le zone più frequentate, le strade trafficate e la pianura, privilegiando ove possibile le zone montuose e le strade secondarie. Sono comunque riuscita a mantenere la media giornaliera di 155 km e 3000+, che era più o meno quanto avevo previsto per poter rimanere nei tempi prefissati di massimo 20 giorni e al contempo per potermi godere appieno il viaggio”.

“E’ stata un’esperienza molto coinvolgente, nonostante su strada,” – ci spiega – “perché ho attraversato territori completamente diversi godendo di un’infinità di panorami, paesaggi, luoghi e culture. Fortunatamente ho potuto beneficiare di una 3T, bici italiana molto confortevole per le lunghe distanze e ottimamente preparata da RecordBike di Malo, che sicuramente mi ha aiutata a sostenere tante ore in sella nonostante il peso complessivo, bagaglio compreso, fosse penalizzante soprattutto in salita”.

Ed infatti la bici era dotata di borse da bikepacking contenenti tutto l’occorrente necessario, dall’abbigliamento alle attrezzature di manutenzione, dal cibo alle dotazioni di illuminazione, sino ai materiali per il bivacco outdoor.

Tutto questo peso aggiuntivo e la prospettiva di tanti giorni in solitaria, spesso in alta montagna e senza appoggi esterni, non ha spaventato Laura, ormai abituata a queste avventure. Oltre alla Traversata dei Pirenei ha infatti al suo attivo numerosi UltraTrail in mountain bike e alcune tra le più prestigiose gare di UltraCycling italiane, spesso come unica donna finisher. Prossimamente si cimenterà in altre sfide prima di chiudere la stagione 2019, ormai agli sgoccioli.

E per l’anno prossimo? “Sicuramente mi attendono altre avventure sui pedali ma vorrei anche continuare a mettere a disposizione la mia esperienza per motivare chi vuole finalmente realizzare i propri sogni, grandi o piccoli che siano. Sono una persona normale e, come me, chiunque può raggiungere i propri obiettivi. I limiti sono solo nella testa: questo è il mio principale messaggio”.

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